Martedì 9 febbraio 2010 2 09 /02 /2010 11:15
Grappolo Cartizze1
Non ho imbarazzo nel confessare come io, in alcune situazioni, tenda ad essere persona "ingenua" e con una visione romantica delle cose: la mia ingenuità e la mia fiducia nel prossimo mi porta a credere che animale all'alpeggio significhi animale che vive in montagna, non "vacca che gira indisturbata in un semplice campo in pianura" ad appena nove chilometri da Modena centro (link) oppure mi porta a credere che la dicitura realizzato a mano impresso sul cartellino di un capo d'abbigliamento significhi prodotto da una persona, non da una macchina robotizza di ultima generazione e poi "rifinito" a mano (tesi di difesa recentemente portata da una grande griffe della moda la quale giustificava la dicitura "tessuta a mano", impresso sui suoi foulard, scoperti essere prodotti, in realtà, in modo completamente automatico e solo piegati a mano).
Questa "ingenuità" mi porta anche ad immaginare che i prodotti da agricoltura biologica provengano da tenute aziendali a dimensione d'uomo oppure da cooperative ove il numero delle persone presenti nei campi sia nettamente superiore al numero degli impiegati presenti in direzione.
Per questo motivo, quando mi parlano di vino da agricoltura biologica, immagino la piccola azienda, con 5-6 ettari di vigneti o poco più se questi vigneti sono posti in pianura oppure realizzati con vitigni che richiedano, tutto sommato, interventi limitati.
Immaginiamo il caso del Prosecco (scusate, a me il nome Glerà fa proprio ribrezzo e non lo voglio usare) vitigno che risente anche di uno starnuto nel periodo post fioritura e che richiede interventi ben maggiori di quanto normalmente si creda: la mia idea romantica mi faceva immaginare l'azienda biologica di 3 - 4 ettari e tanta fatica per chi la conduce (proprio tanta): colli ripidi, fatica e sudore, potature, legature, sfrondature, e passaggi continui in vigneto... preghiere perché non grandini mai, ed ancora fatica e sudore. 
Poi la vendemmia e finalmente le 40 - 50.000 bottiglie in vendita.
Se si è in tante persone, ed il terreno coltivato è maggiore magari il doppio, ma esagero di fantasia ed azzardo pure il triplo: 150.000 bottiglie! 
 
Con piacere leggo, nel posto pubblicato ieri da VinieSapori, che il Prosecco da Agricoltura Biologica prodotto dalla Piera Martellozzo si è aggiudicato la medaglia d'argento, nella categoria frizzanti, al prestigioso concorso Mundus Vini Biofach.
Piera Martellozzo SpA: nel 2008 ha prodotto 8 milioni di bottiglie (8.000.000) ed ha registrato un fatturato di 15.500.000 euro. (link)
Quanto bella era la mia idea romantica...  
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
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Lunedì 8 febbraio 2010 1 08 /02 /2010 11:53
tribunale
Mi ero ripromesso di non tornare più sull'argomento "etilometri e patenti", vista l'impossibilità di ragionare con buon senso su tale questione (buon senso che non applica il legislatore, ovvio), ma visto quanto accaduto sabato scorso non posso esimermi dal fare ciò...
Infatti sabato ho incontrato un amico felice come non mai: tempo addietro gli era stata ritirata la patente per eccesso di velocità (97 km su limite di 50), ma lui aveva fatto ricorso giustificando, a favore suo, la mancata segnalazione dell'autovelox nei modi dovuti! Morale della favola: patente e punti restituiti e nessuna penale da corrispondere. 
Contento per lui, ma allibito per la giustificazione, appena rientrato in casa ho cercato su internet conferma di ciò e l'ho trovata: come ricordato dalla circolare del Ministero degli Interni del 03 agosto 2007 la rilevazione dell'eccesso di velocità, tramite apparecchio per la misurazione della stessa (autovelox, telelaser, ecc), deve essere opportunamente segnalato almeno 400 metri prima del punto di collocamento dell'apparecchio (link). Inoltre la disposizione di cui all’art. 4, d.l. n. 121 del 2002 prevede che dell’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo deve essere data informazione agli automobilisti, onde orientarne la condotta di guida e preavvertirli del possibile accertamento di violazione con metodiche elettroniche!
Capito? Chiaro?
Tu non puoi correre come un pazzo, ci sono limiti da rispettare, però il rilevamento della tua velocità ti deve essere, preventivamente, comunicato!
Esemplare la contravvenzione ed il verbale annullato dal Giudice di Pace di Pisa (link) il quale, per la mancata segnalazione nei modi dovuti della rilevazione della velocità, ha decretato la restituzione della patente di guida e dei punti decurtati ad un automobilista che procedeva a 119 chilometri orari su di una strada con limite a 50!
Mi chiedo allora se fosse più pericoloso quest'uomo che guidava, probabilmente in centro abitato, a ben 69 chilometri oltre il limite (il doppio della velocità consentita!) oppure un  mio conoscente cui è stata ritirata la patente perché, al controllo dell'etilometro, gli è stato rilevato un tasso di 0,51 anzichè lo 0,50 previsto...
tutto questo mi sa di presa in giro, non di tutela dell'incolumità!
Dove sta la differenza nell'infrangere le due regole?
Perchè devo essere avvisato del fatto che la mia velocità verrà rilevata e non posso essere avvisato del prossimo controllo? Figli e figliastri? Interessi particolari?
Vorrei una risposta seria da qualcuno più acuto di me....
(attenti però: se mi dite "ti segnalo l'autovelox così non corri" altrimenti rispondo "segnalami l'etilometro così non bevo..." 
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
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Sabato 6 febbraio 2010 6 06 /02 /2010 10:05
tokaNella serata di ieri, dedicata al Tokaji, abbiamo degustato i seguenti vini:

- Furmint Dry Disznòko 2007
- Furmint Late Harvest Disznòko 2004
- Tokaji Aszù 5 puttonyos Samuel Tinon 2004
- Tokaji Aszù 5 puttonyos Disznòko 1995
- Tokaji Aszù 5 puttonyos Chateau Pajszos 1999

A voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento.

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Venerdì 5 febbraio 2010 5 05 /02 /2010 13:49
tokaj Ripartono, dopo la pausa dovuta alle festività Natalizie ed al periodo di sospensione che osserviamo a gennaio, gli appuntamenti di degustazione del 1° venerdì del mese che il Circolo dei Saggi Bevitori organizza per i propri soci e simpatizzanti.

Questa sera è di scena il Tokaji,  "Vinum Regum, Rex Vinorum: il Tokaji!"
Una serata interamente dedicata al grandissimo vino Ungherese che incoronerà, nelle sue molteplici versioni i nostri palati. Ritrovo presso l'Asolo Goilf Club di Cavaso del Tomba (TV) alle ore 21.00 precise!

Per eventuali prenotazioni dell'ultimo minuto 0423951310 oppure info@saggibevitori.it 
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Giovedì 4 febbraio 2010 4 04 /02 /2010 12:05
eno4Che il mondo del commercio al minuto nel vino, o come sarebbe più opportuno scrivere dell'ultimo passaggio, sia molto cambiato negli ultimi 20 - 25 anni è sotto gli occhi di tutti: nel 1985 le vinerie prosperavano nelle città e le enoteche da asporto, nella forma odierna, cominciavano appena a fare capolino, a seguire negli anni '90 la situazione divenì quasi idilliaca: vinerie ed enoteche convivevano pacificamente con clientele abbastanza separate, ma che interagivano con entrambe i punti vendita a seconda dell'occorrenza.
Poi è scoppiata la "moda" del vino ed il suo mondo commerciale ne è stato rivoluzionato: le vinerie a vecchia impronta, di quelle che servivano il vino sfuso selezionato e comperato direttamente dal gestore, si sono dovute trasformare in wine bar (magari con anonime, qualitativamente parlando, bottiglie alla mescita) mentre le enoteche si sono ritrovate nel dover affrontare l'impossibile concorrenza della grande distribuzione anche su vini di un certo pregio.
E proprio perchè schiacciate dal punto di vista commerciale, ed un po' perchè la visione di esperto che "l'enotecaro" aveva si era appannata (a favore delle nuove figure comunicative: giornalisti di settore che pubblicano su ogni dove, sommelier in TV, wine-blogger, ecc. ecc.) l'enoteca vista come punto di riferimento si è affievolita! 
Già per gli acquisti molti appassionati evitano di servirsi presso le stesse (si rivolgono direttamente al produttore perchè questo vende via web, oppure si organizzano in gruppi di acquisto o meglio ancora, con la scusa della vacanza-acquisto che a ben vedere non comporta riduzione di costo, vanno fisicamente alla fonte) ma è soprattutto la figura di gestore dì enoteca = esperto (ed appassionato) di vino che è venuta meno!
Un incontro fortuito mi ha permesso di rivedere la figura del gestore appassionato, che un tempo tanto facilmente s'incontrava: mi trovavo in una cantina di Santo Stefano di Valdobbiadene ed ho potuto conoscere (faccio nome e cognome non essendoci amicizie o interessi tra noi) Antonio Celani dell'Enoteca Celani di Frosinone.(link)
Antonio era lì, come me, per assaggiare le basi ed i vini del nuovo anno, ed arrivava da una visita ai vigneti assieme al titolare della cantina.Ho trovato curioso che una persona partisse dal Lazio per vedere del Prosecco (vero amici "esperti"? Tanto il Prosecco è un vino beverino... ecchì se ne frega di vistare i vigneti!), parlando mi ha raccontato che quelle sono le sue ferie: è partito da Frosinone, è passato per la Toscana, la Romagna e poi su in Veneto. Ed ogni anno cambia itineriario e cantine.
Chiacchierando abbiamo parlato di un paio di produttori Piemontesi, sconosciuti ai più, che lui aveva regolarmente visitato e conosciuto. Eppure io pensavo realmente (immodesto, ben ti sta!) di conoscere viticoltori sconosciuti a tutti al di fuori dalla provincia di Cuneo.
Bravo Antonio, mi hai permesso di rivalutare la figura del gestore di enoteca (meglio, di '"enotecaro" cioè l'anima dell'enoteca): finché esisterà gente come te si può entrare in enoteca non solo per comperare del vino, certamente ottimo se consigliato, ma soprattutto per imparare!
 
AC
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Mercoledì 3 febbraio 2010 3 03 /02 /2010 19:55
ICE2
Vi è poco da dire, la giornata odierna l'ho interamente  "consumata" per lavoro e questo mi lascia l'amaro in bocca... chissà quali opportunità ho perso: un panorama irripetibile, due parole ed una risata con gli amici, il pranzo in compagnia dei miei genitori, un calice di vino leggendo due pagine di un libro, il piacere di scrivere il post odierno, qauttro passi in un vigneto.... purtroppo la "fretta" del lavoro attanaglia noi tutti, specialmente nei periodi come quello attuale, quindi tanti capiranno le mie parole.
A farmi tornare il sorriso una foto ed una mail di una socia del nostro Circolo, la quale, come tante persone, subisce il fascino dei vini dolci e di quello che di tale tipologia ne è uno dei Re: l'Icewine
 
La voglia di vedere un icewine dove non vi è, ma può importare la realtà quando vi è la grandezza d'animo di rincorrere un sogno anche se piccolo? Certo che no, non importa!
Queste le sue parole: "Finalmente sono riuscita ad immortalare quei pochi grappoli rimasti coperti di neve, concedimi l'illusione di un icewine tutto mio... incredibile..."

Magari a qualcuno potrebbe sembrare poco, ma a me basta per farmi tornare il sorriso e dimenticare una giornata "sprecata" per lavoro.
AC
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Martedì 2 febbraio 2010 2 02 /02 /2010 09:00
img073
Che domenica dovesse risultare una giornata fredda ed infausta era fuori dubbio: il termometro, alle 01.00 del mattino, segnava 1 grado sotto lo zero, e le previsioni meteo preannunciavano nevicati abbondanti nel corso della notte, e così è stato: al mio risveglio una distesa bianca ed accecante sostituiva il verde dell'erba in giardino, ed almeno una dozzina di centimetri di neve ricoprivano il terreno. Il termometro esterno (tramite sonda per fortuna) mi segnalava che i gradi erano addirittura 6 sotto lo zero.
Quale cosa migliore del leggere un bel libro in una giornata così? Nessuna! (o almeno, poche....)
Da tanto era mia intenzione leggere "I grandi vini del mondo" un libro di Paolo Mazza e Gian Enrico Venturini edito da Nordpress.
ll libro, come preannuncia il sottotitolo in copertina ("guida alle etichette che contano per investitori e appassionati") più che un'opera rivolta al vino ed alla sua produzione, è un'interessante analisi di come la nostra passione possa essere vista anche come forma di investimento: praticamente è una attenta (o almeno a prima vista lo sembra) analisi del fenomeno economico mosso dal vino d'alta fascia! Il vino da comperare al posto dei titoli di borsa, dei BOT o di altro.
La cosa di per se stesa poco m'interessava: io il vino lo compero per degustare non per "investire", ma siccome bisogna sempre cercare di ampliare le proprie conoscenze nulla di meglio che impegnarsi, ed in breve la lettura si è impossessata della mia fredda domenica.
Sino ad un punto però, quando ho capito che anche gli "esperti" economici del vino sbagliano come gli "esperti" dei fondi d'investimento, dei titoli di borsa, ecc.: ovviamente per parlare di vino sotto l'aspetto "valore economico" il libro mette in risalto e si sofferma ampiamente (come scritto in retro copertina "contiene le schede dei trenta vini più famosi del mondo con le valutazioni economiche delle singole annate") sulla differenza tra annata ad annata, spiegando che è proprio l'andamento qualitativo di ogni seingola annata nel creare le fluttuazione di valore sullo stesso vino. saut
A pagina 74 viene spiegato che è addirittura basilare conoscere un'annata per capire se un vino lo si deve acquistare oppure no... 
Bene immaginate la mia perplessità quando, nel leggere la scheda dello Chateau d'Yquem (vi era dubbio che non leggessi per prima quella del vino dolce più famoso del mondo?), mi sono ritrovato la valutazione delle annate 1992, 1952 e 1915.
Ma come, lo sanno anche i bambini (appassionati d'Yquem, si intende...) che quelle tre annate non sono mai state messe in commercio, perchè disastrose, e gli autori vogliono dare addirittura le valutazioni d'asta rilevate? Quali?
Persino nel sito d'Yquem ciò è riportato... (Yquem)
Per giunta all'annata del 1915 viene attribuito un valore di ben 450 - 550 dollari a bottiglia! (vedi a lato)
Mazza, Venturini, ma che scrivete? 
Siete più distratti dell'addetto bancario che da mesi cerca di convincermi nell'investire i miei pochi risparmi in un fondo d'investimento: a mio parere è un bidone, ma almeno quello esiste, non come le tre annate d'Yquem che voi indicate e che mai sono state imbottigliate! 
Stranezze degli esperti di vino....

P.S. per curiosità mi sono appena letto tutte le recensioni publicate in rete su questo libro: non ne ho trovata una che riporti tale svista....
AC 
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Lunedì 1 febbraio 2010 1 01 /02 /2010 12:22
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Rimango sbigottito, deluso, amareggiato nel leggere quanto ci comunicano in questi giorni i quotidiani ed i telegiornali: ovvero l'abuso di bevande alcoliche da parte di giovani e giovanissimi.
N
on ultimo, ieri sera al telegiornale della seconda rete, un servizio in cui una madre confessava di aver scoperto che il figlio, sedicenne, era un alcolizzato in stadio avanzato!
Chiunque ami il vino o le bevande con contenuto alcolico, vede ciò come una sconfitta: voi tutti che leggete sapete bene che non vi è piacere nell'uso scriteriato, nell'assunzione smodata o peggio nell'abuso di qualsiasi sostanza alcolica, ma solo sconfitta!
Io per primo dico che bere per ubriacarsi equivale a drogarsi, eppure i giovani propendono sempre più nel bere per arrivare ad uno sballo che sia alternativa ad altre droghe.... ed il brutto che questo sballo per loro rischia di diventare quotidiano!
Quali possono essere le soluzioni? Di radicale credo non vi è nulla, a mio parere solo l'educazione al "bere consapevole" può riportare una persona sulla retta via.
Togliamo innanzitutto ogni illusione: non esiste un alcool buono ed un alcool cattivo: che sia birra (con appena 4-5 gradi alcoolici) che sia vino (da 10° a 14°) che sia alcolico (da 15° a 20°) o che sia superalcolico (sino a 40°, quando non di più...) l'alcool ha lo stesso valore "distruttivo", pertanto iniziamo nel far capire ai giovani che non esiste qualcosa che puoi bere e qualcosa che non puoi bere, facciamo capire loro che, teoricamente, puoi bere ciò che vuoi ma che ognuno dei prodotti prima citati ha un limite di assunzione, in quantità, inversamente proporzionale al contenuto di alcool.
Quindi le scemenze tipo "bevi vino ma non birra o alcolici" risparmiamole: non solo non hanno alcun valore, ma rischiano di divenire alibi nell'assunzione di vino da parte dei ragazzi! 
Come seconda cosa appoggio fermamente chi vuole vietare la vendita e la somministrazione di prodotti alcolici ai minori di 16 anni: per bere, come per fumare o per fare qualsiasi cosa che comporti un rischio futuro, devi avere piena cognizione delle tue azioni, e questo senso cominci ad averlo solo in età adulta: fosse per me porterei il limite addirittura ai 18 anni, prima di tale età che siano i genitori nello stabilire cosa e quando un ragazzo può bere (e parlo di genitori dotati di buon senso, non certo di una madre che - non me ne voglia- ha un alcolizzato in casa e non "se ne era accorta...") 
Ma soprattutto è la terza cosa quella che ritengo più importante: educhiamo al bere questi giovani!
Educare non significa "spingere a bere" significa far capire che puoi bere per piacere oppure per semplice sballo, ma la seconda cosa non ti porta da nessuna parte!
Racconto un'esperienza diretta a favore di ciò: da 5 anni conduco un "corso di educazione al bere" per i ragazzi della classe 5° (pertanto maggiorenni) di un famoso istituto privato della mia zona.
Corso che si svolge di sera ed alla presenza di un tutore interno
Alla presentazione della prima sera ho sempre trovato "il disastro": persone che conoscevano il valore in alcool di tutte le birre ma non sapevano la differenza tra una doppio malto ed una birra metodo trappista, ragazzi che conoscevo i cocktail più distruttivi ma non sapevano quale arte occorre per produrre un nobile distillato da centellinare, insomma giovani che bevono per lo sballo fine a se stesso, in modo stupido e pericoloso!
Eppure, in sole 5 serate ottengo sempre qualcosa (purtroppo non da tutti, ma dalla maggioranza si!):  "sa Alessandro, domenica ero  pranzo con i mie ed ho bevuto un Barolo che esprimeva questo e quello, e mio padre era lieto che cercassi i gusti ed i profumi, era anche lieto che due soli calici mi sono bastati per l'intero pranzo!", "Alessandro, sabato nel locale XYZ ho evitato i soliti beveroni che i miei amici ordinano (ed erano 4-5 per sera) ed ho bevuto una eccellente grappa invecchiata, una sola ma l'ho gustata sino in fondo, per questo mi è bastato un bicchiere".
Il caso che però più mi allieta e che ricordo con maggior soddisfazione è quello di un ragazzo di Bolzano: fermato dalla stradale alla guida della propria auto e con un tasso alcolico di 2,25 (praticamente prossimo al coma etilico) era subito stato affidato ai servizi sociali, ma senza alcuna soluzione... al corso si era iscritto solo per poter bere anche in istituto, non per altro... però il corso a qualcosa è servito: il ragazzo ha cominciato a capire che puoi (anzi, devi!) bere con testa, per il gusto ed il piacere, non per lo sballo, e lo ha capito molto bene!
Ha riavuto la patente dopo 24 mesi, ed adesso, a distanza di 4 anni, non solo non l'ha più persa e le sue analisi sono sempre entro i limiti, ma si è anche (in modo ecellente) diplomato sommelier presso la sezione di Bolzano (o di Trento? scusate ma non ricordo...)
 
AC
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Sabato 30 gennaio 2010 6 30 /01 /2010 10:00
birthdaystopper320
Esattamente un anno fa, con queste parole, nasceva il nostro blog: "Venerdì 30 gennaio, alle ore 18.40, è nato il blog dei Saggi Bevitori, puoi vedere il nostro sito completo ecc. ecc." 
Certo, nessuno sentiva la necessità dell'ennesimo blog sul vino, ma esso era, primariamente, un modo per comunicare verso i nostri associati. 

Il blog nasceva infatti in maniera semplice, su una piattaforma di supporto, con brevissimi post, senza fotografie ne possibilità di commento, ma nel giro di pochissimo tempo è cresciuto di forma, sostanza e consensi: si è passati ad una piattaforma dedicata. la livrea grafica è divenuta accattivante, i post si sono arricchiti di fotografie, di possibilità di commenti ed intervento, ma soprattutto i 6 lettori del primo giorno si sono trasformati in 10.816 visitatori unici (recentemente raccolti) che sicuramente non rappresenta un record, ma per il piccolo blog di un autonomo Circolo enoico è comunque un risultato!
Ovviamente il merito di ciò va solo a Voi che ci leggete e ci seguite: un grazie di cuore da parte nostra con la speranza di comunicarvi, tra un anno esatto, numeri ancora maggiori!
 
Il Direttivo del Circolo.
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Venerdì 29 gennaio 2010 5 29 /01 /2010 09:35
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Trovata non proprio originale, ne che farà la minima presa su chi il vino lo compera con cognizione, da parte di un'azienda vitivinicola cinese: i produttori dello Liaoning, regione nord-orientale della Cina, non hanno trovato sistema migliore per promozionare il loro vino se non quello di realizzare la più grande bottiglia in vetro del mondo: 1.850 litri!
Bottiglia ovviamente riempita e subito stappata per festeggiare l'ingresso nel guinnes dei primati!
Fantastico il commento, al momento della stappatura, da parte dei produttori della Weng Chen Wines: "il nostro vino è molto buono (incredibile, avrei pensato dicessero il contrario...   nda) e tutti noi abbiamo bevuto un bicchiere per festeggiare l'impresa." 
Per gli appassionati farà un po' specie apprendere che la bottiglia che deteneva il precedente record era stata confezionata nientemeno che dalla ditta Austriaca Kracher, assai nota per gli eccellenti vini dolci, e che personalmente ritenevo superiore a simili "smargiassate".
Comunque la notizia ha fatto in breve il giro del mondo (forse, sotto quest'aspetto, devo ammettere che un po' di ragione nel promuovere tali iniziative, ce l'hanno) ed è stata riportata anche da moltissimi siti italiani.
Curioso quello di 100blog.it nel quale, forse per errore o forse per abbassare il consumo di vino, suddivide il contenuto della bottiglia in ben 69.000 bicchieri: se con una bottiglia da 75 cl riempi 10 bicchieri (in degustazione: a cena ne fai 6) significa che ogni bicchiere contiene 7,5 cl, bene 1850 litri diviso 69.000 danno 2,68 cl, della serie patiamo la sete
 
AC
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Giovedì 28 gennaio 2010 4 28 /01 /2010 09:51
cart

Se a qualcuno il titolo di questo post ricorda il bellissimo film con Yul Brynner e Deborah Kerr, il Re ed io, ha visto giusto: quale sistema più rapido per far comprendere come il Cartizze sia il Re del Prosecco? (o meglio, come dovrebbe esserne il re). Però il titolo di Re, visto che nel vino non esiste diritto dinastico, bisogna guadagnarlo anno per anno, subendo ed accettando le critiche nel caso non vi si riesca....

Se il mio post comincia a sembrarvi ostico mi spiego meglio: nei giorni scorsi ho ricevuto un disarticolato, per nulla costruttivo ma soprattutto anonimo (della serie noi uomini coraggiosi...) commento al mio articolo Valore di un territorio .

Tale commento, a firma 69HomerSimpson, ve lo riporto pari, pari: MA PERCHE' NON TI TROVI UNA BELLA RAGAZZA COSI' TI PASSA L'OSSESSIONE PER QUEL VINO CHE ODI TANTO? GUARDA CHE COSI' TI AMMALI! 

Ho prontamente risposto con una mail dove spiegavo il mio punto di vista, ma essendo l'indirizzo mail fasullo (ma và? come scritto prima il coraggio abbonda) devo rubare un po’ di spazio a voi tutti che leggete per dare la mia versione!

Premesso che la mia vita affettiva è, ed è sempre stata, ricca e felice ben oltre quanto meritassi (pertanto il tuo consiglio non può che cader nel nulla) devo dirti, 69homersimpson, che non hai capito proprio nulla: se la tua cecità è dovuta all'amore per la terra vivi ben venga, ma ricorda che ogni cosa va vista, letta e vissuta con intelligenza e senza astio, altrimenti si cade nell’errore.

Io infatti non odio ne sono ossessionato dal Cartizze (perchè io non odio nessun vino!), bensì lo amo come amo ogni altro vino che rientra nelle mie preferenze gustative, ed proprio per tale amore che mal sopporto nel vederlo così spesso vituperato ed offeso!  

Rileggiti l'articolo, 69homersimpson, (a proposito: bel nome hai scelto, a parte la mia personale antipatia per quel personaggio, leggi cosa riporta Wikipedia alla sua descrizione: "Homer è il capofamiglia dei Simpson. Lavora alla centrale nucleare di Springfield e personifica molti stereotipi della classe lavoratrice americana: è maleducato, rozzo, incompetente, maldestro, pigro ed ignorante". Spero tu non ti riconosca...) e vedrai che io non demonizzo il Cartizze, tutt'altro! Certo, constato come tanti non ne siano degni ed approfittino della fortuna di vivere e lavorare in quella zona, ma da qui ad odiare....

Non più tardi di ieri pomeriggio ho avuto modo di assaggiare del Cartizze di vasca, un vino fantastico: pieno, ricco, profumato,ridondante di gusto, ma nello stesso tempo elegante e nervoso, con sapidità e mineralità stratosferiche, e ciò dimostra la superiorità di tale zona, ma la cantina dove l'ho assaggiato appartiene a persone che dedicano tempo e fatica in vigna, e sanno rinunciare (con sacrificio economico) a certe rese che molto spesso imperano nella zona!

Assaggia un numero consistente di Cartizze spumantizzati, ma fallo a mente libera: troverai alcuni prodotti fantastici, molti di buoni, ma purtroppo anche tanti di cui, se io fossi il produttore, mi vergognerei nello scrivere la parola Cartizze in etichetta!

Bene, io odio questi "produttori" HomerSimpson, non il Cartizze!

 

P.S. e se pensi che io sia l'unica persona ad avere questa idea leggi cosa scriveva Alvaro Pavan, persona scevra da ogni idea preconcetta e e di grande esperienza nel mondo vino (scrive su Spirito Divino): "Il Prosecco, purtroppo, vuole essere solo e semplicemente ciò che in realtà è nell’immaginario. Altrimenti, un gioiello come Cartizze, non sarebbe vilipeso e umiliato come lo è adesso. Questo sì un grande terroir, un vero e proprio cru che meriterebbe ben altro destino di quello di essere nelle mani e in un territorio sbagliato. Spiace dirlo, ma a Valdobbiadene non ci sono uomini all’altezza del Cartizze"


AC

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Mercoledì 27 gennaio 2010 3 27 /01 /2010 13:30
Immag0152
Da ragazzo era affascinato (e lo sono ancora) dalla figura di Diogene di Sinope detto Il Cinico, il filosofo greco famoso per il voler individuare i modelli di vita naturale, che l'uomo dovrebbe avere, nel comportamento degli animali, dei bambini e dei poveri.
Nel suo pensiero emerge, forse per la prima volta nel mondo greco, l'idea che il bambino rappresenti una natura buona non ancora corrotta dai bisogni artificiali prodotti dalla vita associata, in contrapposizione all'ideale corrente che vedeva nell'uomo maturo l'esemplare del "vero" uomo.
Partendo da tali presupposti, Diogene rifiuta le convenzioni, i tabù ed i valori tradizionali come la ricchezza, il potere, la gloria.
Per mettere ciò Immag0151in pratica viveva in una semplice botte di legno, con un'unica tonaca come bene materiale ed una ciottola di legno che usava per bere, ma che distrusse vedendo un ragazzo che beveva l'acqua raccolta nell'incavo delle mani. (e la distrusse dicendo: "avevo qualcosa di superfluo e non lo sapevo").
Forse per questo desideravo, da molto, vedere il presepio che viene esposto a Barbaresco paese: allestito in una botte!
Ci sono riuscito giovedì scorso, eccolo a voi nella sua splendida semplicità.
 
AC

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CHI SIAMO

Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene, con serate a tema, corsi di degustazione, incontri con produttori, serate di abbinamento e quant'altro può avvicinare, in modo corretto, e conviviale al mondo del vino.
I Saggi Bevitori sono persone appassionate di vino che desiderano condividere questa gioia.
Nato il 1° luglio del 1999, da sei persone reduci da un corso di degustazione, il Circolo è cresciuto nel tempo sino a superare oggi i 120 soci.
Una volta al mese (1° venerdì di ogni mese) i soci si riuniscono in sede per ascoltare produttori, degustatori, giornalisti o altre persone raccontare un vino, un'azienda o una regione vinicola, con a seguire una degustazione guidata.

Il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle!

RECAPITI

Circolo Saggi Bevitori : info@saggibevitori.it
Redazione del Blog      : saggiblog@libero.it
Corsi degustazione     :
saggibevitori.corsi@libero.it

Alessandro Carlassare : alessandrosb@libero.it

Sede Circolo: C\O
Asolo Golf Club 
Via Dei Borghi, 1 - 31034 - Cavaso del Tomba (TV)

Per raggiungerci: premi sul seguente link ,
oppure tramite Google Maps premendo questo link

GLI AUTORI

Il Blog è strumento di comunicazione del Circolo dei Saggi Bevitori. 
Ogni articolo è siglato dall'autore che ne è diretto responsabile.
La sigla AC identifica Alessandro Carlassare, responsabile del Blog.

PROFILO

  • : Circolo dei Saggi Bevitori
  • : Veneto Asolo
  • : Associazione Ricreativa Enoculturale C/O Asolo Golf Club Via dei Borghi, n° 1 31034 Cavaso del Tomba (TV) Info@saggibevitori.it

ARTICOLI

Gli articoli, salvo situazioni straordinarie, hanno cadenza giornaliera.
Vengono pubblicati, nel numero di uno al giorno, dal lunedì al venerdì alle ore 12.00 circa.

I collegamenti (link) verso altri articoli indirizzano a pagine visibili a chiunque e liberamente visitabili.
Gli articoli spediti, con richiesta di pubblicazione (che avverà ad insindacabile giudizio del Circolo), devono essere firmti ed essere inerenti al vino ed al mondo ad esso collegato.

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