Degustazioni

Wednesday 23 february 2011 3 23 /02 /Feb /2011 20:45

animae

Aperitivo diverso? La nota squillante nella voce di Marco, mio mentore quando si parla di tecnica e di spumante, mi faceva intuire che la bottiglia che si apprestava ad aprire era diversa in qualcosa rispetto al solito, ed effettivamente era così: il Prosecco che ci apprestavamo a bere era uno spumante caratterizzato dall'essere esente da solfiti aggiunti. E l'aperitivo proposto risultava di così piacevole beva che, tappata la bottiglia con uno stopper, mi ripromettevo di assaggiare (da solo e con calma) il vino appena scoperto.
 
Cosa che ho fatto: ho riassaggiato, da solo e con calma, Animae, Prosecco di Valdobbiadene DOC spumante brut anno 2009, prodotto dalla cantina Perlage di Farra di Soligo.
Ben evidente in etichetta la scritta "senza solfiti aggiunti" ed è nota che nella mia degustazione non ha avuto alcun peso: sono fermamente convinto che il vino debba essere valutato in virtù di quanto si ritrova nel bicchiere, senza lasciarsi influenzare dalla metodologia che il produttore ha seguito (se, ovviamente, è rimasto all'interno delle metodologie consentite).
I vini ossidati, stanchi, puzzolenti e spiacevoli in cui alcune volte ci si imbatte quando si degustano vini prodotti da uve biologiche e/o con metodologie biodinamiche, sono solo la testimonianza dell'esistenza di produttori incapaci, non del risultato inevitabile che si può ottenere! (così, come, quasi a contraltare, certi vini finti e costruiti sono la testimonianza di produttori incapaci nell'ambito della produzione "convenzionale").
Appena versato, Animae si presente al bicchiere perfettamente cristallino, di un bel colore giallo paglierino per nulla sovraccarico, anzi, e privo di qualsiasi nuance che possa indicare un qualche principio di ossidazione. Fine ed abbondante il perlage.
All'olfatto è quasi più somigliante ad un metodo classico che non ad un Prosecco Charmat: evidente ed imperiosa (specie per un Prosecco) la crosta di pane, poi la frutta, mela gialla e pesca, note floreali e di erbe officinali (salvia su tutte) e quel vago ed indefinibile marcatore che si ritrova in un ottimo Prosecco col fondo. .
Alla beva risulta fresco, asciutto, con buona sapidità e con acidità ben bilanciata. Di gusto prolungato ed alquanto persistente.
Impressionate il comportamento nel tempo: dopo 12 ore di semplice stopper e con bottiglia a metà (situazione critica per ogni vino), l'unica concessione data al trascorrere del tempo è stata una minore, ed inevitabile, perdita di effervescenza, ma per il resto il vino si è presentato tale e quale a come l'avevo trovato parecchie ore prima.  
Un plauso a chi l'ha prodotto: non ritengo la solforosa un elemento da demonizzare, anzi credo sia l'unico vero alleato che il vinificatore ha quando trasforma l'uva in vino, se però se ne può ridurre il quantitativo utilizzato, o addirittura azzerarlo, mantenendo inalterata ogni caratteristica del vino è cosa buona.
E gli enologi ed i produttori di Perlage ci sono risusciti. Bravi!
 
AC
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Tuesday 8 february 2011 2 08 /02 /Feb /2011 09:51

vistorta

 

Nella bella serata di venerdì 4 febbraio, ospite l'azienda Vistorta di Sacile, e con la piacevole conduzione di Brandino Brandolino d'Adda, abbiamo assaggiato i seguenti vini:

- Vistorta Bianco 2009

- Merlot Vistorta 2006
- Merlot Vistorta 2004
- Merlot Vistorta 2003  
 - Merlot Vistorta 1999 
 

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Saturday 4 december 2010 6 04 /12 /Dic /2010 09:55

Ch1

Nella bellissima serata di giovedì 2 dicembre, dedicata agli champagne di piccoli Vigneron e alla descrizione del diverso comportamento nel bicchiere a seconda della zona di produzione ottimamente condotta da Delphine Veissierre, abbiamo assaggiato i seguenti vini:

Champagne da Cotes des Blancs
- Champagne Pierre Peters BDEB
- Champagne S. Coquillette BDEB
 
Champagne da Montagna di Reims 
- Champagne Phéu-Simonet BDN
 
Champagne da Valle della Marne
- Champagne J.Charpentier B
 
Champagne da Cotes des Bars
- Champagne Fleury Rosé saignée
 

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Monday 8 november 2010 1 08 /11 /Nov /2010 12:21

NZ

Nell'esaustiva serata di venerdì 5 ottobre, dedicata ai vini della Nuova Zelanda provenienti da Marlborough e piacevolmente condotta dagli enologi Andrea Miotto e Marco Spagnol, abbiamo assaggiato i seguenti vini:


- Sauvignon Blanc 2009 - Bishop's Leap, Marlborough
- Sauvignon Blanc 2009 - Saint Claire, Marlborough
- Sauvignon Blanc Block 18 2009 - Saint Claire, Marlborough
- Chardonnay 2007 - Cloudy Bay, Marlborough
- Pinot Noir Block 14 2008 - Saint Claire, Marlborough

 

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Monday 11 october 2010 1 11 /10 /Ott /2010 08:18

bordolese

Nella serata di venerdì 8 ottobre dedicata ai vini taglio Bordolese prodotti in Italia, magistralmente condotta dall'enologo Michele Pol, abbiamo assaggiato i seguenti vini:

- Le Serre Nuove dell'Ornellaia 2007
-
Tenuta dell'Ornellaia - Bolgheri
-
Capo di Stato 2006
-
Conte Loredan Gasparini - Venegazzù
-
Il Rosso dell'Abazia 2005 
- Serafini & Vidotto - Nervesa della B.  

- San Leonardo 2004   
-
Tenuta San Leonardo - Borghetto Avio 

 

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Thursday 9 september 2010 4 09 /09 /Set /2010 13:48

P&S

Da un paio di settimane ripeto a me stesso, insistentemente, la stessa domanda: se Mario Pojer e Fiorentino Sandri, anziché essere due bravissimi vignaioli Trentini (nonché due splendide persone) con vigneti e cantina in Faedo fossero due bravissimi vignaioli Bordolesi con cantina nel Medoc quanto più famosi sarebbero ora come ora?
Se la mia domanda vi sembra strana seguitemi nel ragionamento: alla fine di agosto ho partecipato, con piacere e gioia, ad una verticale di Rosso Faye, il rosso realizzato con taglio Bordolese e lieve aggiunta di autoctono Lagrain (giusto per marcare l'origine) dal pirotecnico duo. 12 le annate in degustazione scelte tra le 20 di vita di questo vino, ovvaimente in degustazione cieca.
Degustazione realizzata in concomitanza a Vinix Live 6: al mattino si svolgeva la verticale riservata ad una ventina tra produttori, wineblogger, giornalisti e tecnici al pomeriggio la manifestazione.
Non vi farò perdere tempo nella descrizione di quanto ritrovato nel bicchiere: alla verticale erano presenti persone molto più brave del sottoscritto nel trasmettere emozioni e giudizi, e vi sono già numerosi  blog in cui potete trovare la cronaca più o meno dettagliata (ad esempio Vinopigro, qui) vi basti sapere che personalmente ho bevuto uno splendido vino connotato da un'innegabile e costante filo conduttore (e sempre marcato da una piacevolissima nota balsamica) 
ma fortemente influenzato, com'è giusto che sia, dall'annata di cui era figlio. Ma questo non serviva lo dicessi io: Mario e Fiorentino non saranno mai produttori di vini fotocopia! (Bacco li abbia in gloria anche per questo!)
Una sola annata divergeva dalle altre, quella della bottiglia numero 8, da molti (me compreso) indicato come vino pirata. (per chi non lo sapesse la bottiglia pirata è un vino differente inserito di proposito in una degustazione cieca). 
Ad assaggi conclusi, dopo aver raccolto pubblicamente pareri ed opinioni di noi tutti, il bravo Mario ha dato lettura delle annate proposte.... un pizzico di delusione nell'apprendere che la 8 non era il vino pirata, bensì una bottiglia  figlia di un anno meteorologicamente molto diverso dagli altri, si poteva forse intuire che la vera pirata fosse la numero 10 dal fatto che Mario chiedeva insistentemente l'opinione su tale vino. Nessuno però aveva segnalato  differenze tali da asserire che quella bottiglia fosse diversa dalle altre undici: rientrava perfettamente nella media!
Nei miei appunti avevo segnalato unicamente una diversità di colore con molta sospensione nel bicchiere, ma attribuivo ciò al fatto che mi fosse stato versato la parte terminale della bottiglia.
Stupore in tutti alla rivelazione che il Rosso Faye campione n° 10 altri non fosse che Chateau Margaux 1993!
Chateau Margaux, non bau bau, micio micio... solo a fare un discorso alla zio Paperone dovrei moltiplicare almeno per 12 volte quanto spendo per una bottiglia di rosso Faye per acquistare la (a questo punto pari) bottiglia del Premier Grand Cru Bordolese. Ma questo a nulla serve, è altra storia.
Torno alla domanda d'apertura: quanto più famosi sarebbero Mario Pojer e Fiorentino Sandri se il loro vino recasse in etichetta, sotto la scritta Rosso Faye, la dicitura Appellation Margaux Controlèe?
Quanto più buono ci sembrerebbe il loro vino se la bottiglia bevuta avesse tale etichetta? Che diamine, non fingiamo: siamo tutti figli dei condizionamenti pavloviani.... il vino sembrerebbe più buono, verrebbe maggiormente valutato e conteso, e soprattutto saremmo disposti a spendere cifre ben maggiori pur di berne una bottiglia.
Non vi era scritto Appellation Margaux Controlèe, ma adesso ho capito che alcune volte si scrive Rosso Faye e si legge Chateau Margaux!
  
AC 
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Saturday 4 september 2010 6 04 /09 /Set /2010 17:38

cittadelmondo12

 

Nella serata di ieri, venerdì 3 settembre, gradita ospite l'azienda Cooperativa La Crotta di Vegneron di Chambave (AO), abbiamo assaggiato i seguenti vini:


- Metodo Classico 4478 
-
Valle d'Aosta Nus Malvoisie DOP 
-
Valle d'Aosta Chambave Muscat DOP
-
Valle d'Aosta Chambave DOC
-
Valle d'Aosta Fumin DOP 
- Valle d'Aosta Muscat Passito DOC  
 


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Tuesday 13 july 2010 2 13 /07 /Lug /2010 20:32

Miotto

Come in un articolo pubblicato lo scorso 31 ottobre (che potete rileggere qui) anche per questo mio post odierno devo, correttamente, ammettere la forte amicizia che mi lega ai produttori del vino recensito: nutro infatti per la famiglia Miotto (Valter, Maria Virginia, Andrea e Matteo), un forte, sincero ed istintivo affetto, ma non per questo il mio commento sarà meno oggettivo: esso rifletterà unicamente le prerogative del vino assaggiato!
 
Tra i Prosecco col Fondo, o Sur Lie come qualcuno si ostina a chiamarli, il ProFondo occupa per me una posizione di assoluto rilievo: per bontà, piacere di beva e costanza qualitativa. Pur essendo il Prosecco col Fondo figlio del millesimo come mai uno spumante potrà essere, la bravura dei Miotto sta proprio nel calibrare i tagli tra le varie vasche (ovvero tra i diversi vigneti di provenienza) in modo tale da mantenere una costanza qualitativa, di anno in anno, raramente riscontrabile tra gli altri Prosecco col Fondo. 
Il vino si presenta al bicchiere di colore giallo paglierino leggermente scarico, con delle bollicine degne di un grande spumante: numerosissime e di grana molto fine, con catenelle fitte che spesso si profondono in autentiche fontane.
All'olfatto è evidente il sentore della pasta di pane lievitata e non cotta, che dopo una breve ossigenazione lascia il posto alla più congrua crosta di pane, supportato da note floreali, di erba medica, fiori di campo e fienagione, infine note leggermente agrumate che si fondono con un'altrettanto leggero (ma evidente) sentore di sasso.
Al gusto risulta molto fresco, asciutto e di una bevibilità sorprendente (caratteristica comune a tutti i Prosecco col Fondo prodotti come Dio vuole), privo di quelle spiacevoli note amare che troppo spesso caratterizza questo vino e che qualcuno ancora rifiuta comprendere essere l'aspetto più negativo in assoluto.
La caratteristica che lo rende tra i mie preferiti, oltre all'incredibile costanza qualitativa tra annata ed annata, è il fatto di risultare, tra i Prosecco col Fondo prodotti da cantine, quello che più somiglia all'omologo "fatto in casa" (quello prodotto benissimo, ovvio!): ho la fortuna, infatti, di bere spesso vino prodotto ed imbottigliato da bravissimi vignaioli in zona Valdobbaidene, e tra quelli di cantina le migliori somiglianze le riscontro proprio nel ProFondo.
 
Come tutti i Prosecco col Fondo ProFondo vanta una duttilità nei confronti del cibo che risulta senza dubbio sorprendente: accompagna benissimo tutti i primi piatti, affettati e formaggi a pasta dura, regge senza timore carni bianche o alcune rosse se cotte alla griglia (la tradizione del Valdobbiadenese lo vuole associato allo spiedo - speo).
Indubbiamente vino da non proporre con taluni zuppe o veluttate, formaggi erborinati, brasati e carni rosse al forno, men che meno con i dolci, ma per il resto nulla gli è precluso!
Infine doverosa nota di menzione va al prezzo, che non esito a definire realmente irrisorio, e questo indipendentemente dalla superba qualità!
 
AC
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Saturday 10 july 2010 6 10 /07 /Lug /2010 11:57

castaldi Nella serata di ieri venerdì 9 luglio, graditi ospiti l'enologo Gian Luca Uccelli e la brand manager Weruska Degrassi dell'azienda Contadi Castaldi di Adro (BS), abbiamo assaggiato i seguenti vini:


 
- Franciacorta Saten
- Franciacorta Brut
- Franciacorta Zero
- Franciacorta Saten Soul
- Franciacorta Rosè 


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Thursday 24 june 2010 4 24 /06 /Giu /2010 20:34

Giugno 0073

E adesso cosa beviamo?
La voce che pronuncia questa frase, con tono leggermente incrinato, è quella di uno dei miei amici più cari: da parecchi anni ho l'abitudine di riunire una decina degli amici più cari per vedere le partite della nazionale nella fase finale di europei o mondiali. Ci si trova in terrazza a casa mia, pane e salame, formaggio e qualche primo piatto sfornato all'ultimo momento, e del vino buono (quando non ottimo se non addirittura eccelso: dipende dal risultato!) poi tanta allegria e la partita a fare da contorno.
Così è accaduto anche oggi, 24 giugno, ma non c'è molto da festeggiare... fosse entrato quel gol-non-gol di Quagliarella...., non fosse stato annullato l'altro gol: era fuorigioco millimetrico... bastava avessimo giocato il primo tempo come il secondo... Ma lo sport è sport: chi vince ha ragione, chi perde no!
"Consoliamoci amici, abbiamo gli stessi soldi, o gli stessi debiti di ieri", questa la frase che pronuncio ogni volta per consolare chi mi sta accanto (quando perdiamo, ovvio!),  e poi cerchiamo di guardare gli aspetti positivi: non vedremo più Lippi in panchina (commissario, è facile con il senno di poi, ma delle tue convocazioni non possiamo che lamentarci pesantemente!) ma soprattutto non ascolteremo più (me lo si lasci scrivere) le cazzate di Salvatore Bagni in telecronaca: un uomo (uomo?) capace di dire, nella pessima partita pareggiata contro la Nuova Zelanda, "c'è poco da fare, siamo troppo superiori, per questo non riusciamo a concludere!" Commento tecnico peggiore di quello di.. lasciamo perdere, non voglio raccogliere querele! 
Per tornare al vino me ne viene in mente uno sicuramente capace di lenire la ferita aperta: il Moscato d'Asti La Caudrina di Romano Dogliotti, ne ho due bottiglie fresche in frigorifero, vediamo se...
Il vino si presenta al bicchiere con spuma compatta e persistente, come fine e persistente è il suo perlage.
Il colore è un giallo paglierino, classico del Moscato d'Asti, ed i suoi profumi sono di rara freschezza ed eleganza.Aromatico come il vino che gli da origine, con sentori di fiori bianchi e di frutta fresca a polpa bianca, ed un leggero sottotono di agrumi.
Al gusto comunica gioia e dolcezza, la fragranza dei profumi si ripresenta appieno in bocca, e la capacità di appagare la voglia di bere, di deglutire, è unica!
Gradevolmente acidulo ma con aroma delicato e persistente, come ti aspetti da un Moscato di razza.
I suoi 5,5 gradi alcolici ti permettono di berne in quantità, e solo dopo un paio di appaganti bicchieri, intuisci che la bevanda vino sta compiendo (in una sera come questa, dopo essere usciti mestamente dal mondiale) il suo principale dovere: quello di bandire gli affanni!
Prosit.
 
AC
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DISCLAIMER

Questo blog non è, ne vuole essere, una testata giornalistica: viene aggiornato mantenendo una periodicità quasi quotidiana, a pura discrezione di chi lo scrive, pertanto non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2010.

Le immagini e le fotografie a corredo dei post sono state eseguite da chi le pubblica, oppure raccolte in rete.
L'eventuale pubblicazione di immagini coperte da copyright è avvenuta senza intenzionalità. Esse verranno immediatamente rimosse a seguito di semplice richiesta.

PROFILO DEL BLOG

Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it 

Sede operativa: C\O Asolo Golf Club 
La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034  Cavaso del Tomba (TV), la puoi individuare premendo premi qui, oppure tramite Google Maps premendo qui

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