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SaggiBevitoriBlog di Alessandro
Carlassare
Nella bellissima serata di giovedì 2 dicembre, dedicata agli champagne di piccoli Vigneron e alla descrizione del diverso comportamento nel bicchiere a seconda della zona di produzione ottimamente condotta da Delphine Veissierre, abbiamo assaggiato i seguenti vini:
A Voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento.
Molti lettori di questo blog saranno al corrente della manifestazione attualmente in essere a Milano: Semplicementeuva, manifestazione ideata da Davide Paolini e Piaceri d'Italia per presentare i vini così detti naturali. Lodevole iniziativa ed ottimo motivo di ritrovo.
La cosa che però mi fa meno piacere (come già dichiarato in questo blog) è che questa sia l'ennesima, volontaria, auto-ghettizzazione dei vini così detti naturali rispetto a tutti gli altri!
Qualcuno vorrebbe spiegarmi per quale motivo i produttori che aderiscono a certe metodiche sentono il bisogno di chiudersi in manifestazioni esclusive e loro riservate?.
Cosa spinge ad erigere continue barriere tra vini "normali" e quelli "naturali"? (cavolo, quanto odio queste pseudo classificazioni: mi sembra di essere un novello Linneo...)
Non certo la paura del confronto visto che molti vini prodotti da aderenti alle filosofie naturali sono tra i migliori del pianeta, ne spero sia per stupido snobismo.... e' forse voglia di deferenziarsi oltremodo? E se sì per quale motivo? Sarà mica la presunta ignoranza del cliente finale...come se questi ultimi non fossero in grado, leggendo in retro-etichetta, di capire quale motivazione spinga un produttore a perseguire una strada anziché l'altra?
In fin dei conti la differenziazione la deve fare proprio il cliente finale in fase di acquisto, non il produttore in fase propositiva, altrimenti rischieremo di avere sempre maggiori frammentazioni nelle manifestazioni: già oggi noi appassionati dobbiamo dividerci tra mostre per vini "normali" e quelle per i "naturali" (con corse enormi: al venerdì al Merano Wine Festival per i naturali, gli altri giorni per i “normali”... e se vai a visitare Villa Favorita si rischi di saltare il Vinitaly, ecc. ecc.), ma domani cosa ci aspetterà?
Le manifestazioni per vini normali (e naturali) di destra Po separate da quelle della sinistra fiume?
Oppure si organizzeranno mostre espositive per vini prodotti esclusivamente da viticoltori con determinato orientamento politico? (sempre differenziando naturale da normale)
Magari ci saranno quelle per viticoltori rigorosamente Juventini anziché Sampdoriani, Milanisti ed Interisti.... belle anche quelle per vinificatori con i capelli rossi, quelle riservate ai mancini oppure ai miopi, ma con almeno quattro diottrie di deficit, sia chiaro! .
Scherzi a parte per me utente finale è basilare sapere se un produttore coltiva le proprie uve senza utilizzare diserbanti (perché lo comprerò più volentieri) oppure vinificati senza l'impiego di lieviti selezionati (perché magari credo che ciò sia possibile), ma in fase di esposizione, assaggio e confronto non può e non ci deve essere un principio discriminativo altrimenti saremo costretti nel partecipare a ventimila riunioni, manifestazioni, ecc, ecc,. e alla fine ci stancheremo!”
AC
Deviazione obbligatoria. Se già la grande scritta nera su cartello giallo a forma di
freccia lasciava poco scampo, ancora meno ne lasciava il torvo sguardo dell'operaio stradale con paletta in mano... men che meno le sue parole una volta che abbassato il finestrino
chiesi lumi su come raggiungere la mia meta distante da quel punto appena 100 metri: "mi spiace, non si può passare: la strada è chiusa per lavori e neanche a piedi è
consentito il transito, deve rifare tutto il PUT e poi immettersi all'altezza dalla Stazione per giungere dall'altro senso. Capisco che sarebbe più comodo andarci a piedi da qui,
ma purtroppo..."
Degustazione a casa di un amico: otto i vini da degustare, dieci le persone presenti me compreso. Oltre al proprietario della casa non conoscevo nessun'altro degli altri convenuti: tutte persone, a detta di chi organizzava, alquanto edotte e preparate nei vini e che tra loro spesso si riunivano per assaggi e degustazioni.
All'assaggio ci imbattiamo, a mio dire, in tre vini superlativi (una volta scoperte le etichette si dimostrano tali anche per fama e costo), quattro di ottima fattura ed uno assolutamente mediocre, terribilmente mediocre, nulla di più.
Non un vino prodotto male o con imperizia, solamente frutto di uve banali, specie rispetto a quelle che avevano donato tanto pregio agli altri sette vini degustati.
Terminati gli assaggi iniziamo la discussione, ed espongo il mio giudizio: sui tre vini ottimi noto grandi assensi alle mie parole, sui quattro buoni idem, mentre su quello mediocre vedo gli occhi di tutti abbassarsi e le teste, quasi all'unisono, ondeggiare... dopo un paio di frasi smozzicate sul tono del "non so", "non sono completamente d'accordo" "non mi sembra così cattivo" prende la parola il mio amico e mi dice quanto segue "Ale, non sono d'accordo: il vino non risulta di grande pregio all'assaggio, ma si intuisce un'ottima materia di fondo, una grande possibilità"
La mia secca risposta non poteva che essere una: se prendo un blocco di marmo proveniente dalla stessa cava dove in cui veniva estratti i blocchi utilizzati da Michelanegelo o Canova e ci scalpello per un paio di mesi otterrò sicuramente una scultura, una schifezza di scultura, ma potrò sempre dire che la materia di fondo è ottima...
Chiuso l'argomento e poco dopo ci troviamo a parlare di tutt'altro.
Una volta giunto a casa leggo un sms arrivato nel frattempo sul mio cellulare "il vino era veramente orribile, lo sappiamo tutti, ma lo produce il fratello di uno dei presenti, ed ogni volta che lo assaggiamo, riconoscendolo, evitiamo d'infierire.... ciao", sinceramente quel'sms ha avuto il potere di farmi arrabbiare ancora di più della sciocca difesa ascoltata dal vivo: ma per quale motivo bisogna evitare di riconoscere un limite di un vino solo perché questo viene prodotto da un conoscente?
Per altro la tentata giustificazione era l'esatto contrario della realtà: la materia prima (di fondo....sic) era alquanto povera e limitata, ma la lavorazione risultava più che onesta, ma se questo non si ha il coraggio di dirlo (con educazione e con il dovuto rispetto) il produttore come potrà mai rendersi conto dei limiti del suo vino, rimarrà sempre nella mediocrità....
Riflettendoci in questi giorni mi rendo conto che la mediocrità purtroppo ci appartiene come sistema: nel nostro paese (inteso come nazione) qualsiasi cosa mediocre, se non addirittura peggio, viene giustificata ed elogiata se la si deve a chi si conosce. Siamo capaci di riconoscere ed ammettere la mediocrità solo se questa è frutto di chi nulla ci tange..
Infatti viviamo in un paese dove se viene promossa una pessima iniziativa politica, ma a farlo è il politico che rappresenta il nostro pensiero, lo si giustifica sempre, per contro guai ad elogiare una buona legge o un'ottima iniziativa se questa viene proposta da chi rappresenta la parte contraria al nostro pensiero.
Viviamo in un paese dove se tuo figlio va male a scuola la colpa è sempre degli insegnati impreparati, mai dei limiti di tuo figlio… e sono sempre i figli egli altri quelli maleducati, mai il tuo…
Il nostro è il paese dove le immondizie lungo la strada le gettano sempre "gli altri", mai noi od un nostro familiare, dove il volume fastidioso del televisore nel cuore della notte è sempre quello del vicino, mai del nostro nella notte in cui ci intestardiamo nel vedere la partita in svolgimento dall'altra parte della terra in compagnia di dieci amici... in cui se siamo al ristorante per una cena romantica ci da fastidio il tavolo rumoroso e numeroso posto in fondo sala, ma quando siamo noi a fondo sala con tutti i nostri amici a fare cagnara nulla ci frega delle tante copie che cercano tranquillità!
Siamo un popolo che giustifica tutto quello che ci aggrada e condanna quello che non ci piace, per questo la mediocrità sta dilagando, ed anche nel vino la mediocrità dilagherà se ci si trova sempre tra amici che promuovono il massimo della banalità solo perché questa viene prodotto dal fratello di un conoscente...
AC
Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.
Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it
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