Wednesday 7 july 2010 3 07 /07 /Lug /2010 18:18

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Sinceramente la voglia di mettere on-line una bella immagine estiva con sotto la scritta scritto "chiuso per ferie, si riapre il 1° settembre" era tanta: complice il grande caldo, la stanchezza che sembra regnare sovrana ovunque ed il comprensibile disinteresse per il vino nella stagione estiva, avevo preso in seria considerazione l'idea di concedermi due mesi di "ferie" dal blog.
L'idea l'ho abbandonata per tre motivi:
Il primo l'avere letto sabato mattina un numero impressionate di mail (era da un paio di giorni che non aprivo la posta) scritte da lettori del blog i quali mi chiedevano il perchè del mio immobilismo, ed assieme alle mail una dozzina di messaggi in FB con identica domanda. (per questo chiedo scusa: provo sempre imbarazzo - come più volte scritto - quando vedo che lettori "cercano" i miei articoli ed io ripago così male la loro fiducia). 
Il secondo l'avere visto le statistiche di frequenza al blog che, malgrado l'assenza di articoli, segnala sempre numeri notevoli.
Il terzo un paio di calici di vino sorseggiati nel caldo più assoluto, domenica scorsa, al riparo del portico di Madonna delle Grazie in quel di Colbertaldo: ero assieme ad amici quando, verso le 15.00, nulla abbiamo trovato di meglio se non aprire e confrontare tra loro un paio di superbe (e ben fresche) bottiglie di vino: da un Condrieau sino ad un Riesling Alsaziano, da un Recioto sino ad un Pinot Bianco altotesino.
Bere questi vini, confortati da una leggera brezza, mi ha fatto tornare in mente la bellissima frase scritta da Esiodo all'interno de Le Opere e i giorni, la quale recita così: Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canora diffonde l'armonioso frinire battendo le ali è giunto il tempo dell'estate... all'ombra e con il cuore sazio, beviamo allora il vino generoso godendo del dolce alitare di Zefiro sul viso.
Se con un calice di vino fresco si poteva trovare conforto nel VII secolo avanti Cristo possiamo fare i difficili noi che abbiamo condizionatori, frigoriferi, seconde case in località di villeggiatura ecc. ecc.? Certo che no, quindi eccomi ancora qui sino a fine mese.
Magari farò interventi più brevi, ma con un principale indirizzo: parlare dei vini dell'estate. E siccome il Nemo propheta in patria (sua) non mi appartiene comincerò dal vino "di casa": per me quando si vuole bere un calice nel periodo più caldo dell'anno il re è uno solo: Il Prosecco col fondo!
A domani
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 29 june 2010 2 29 /06 /Giu /2010 08:20

pavarotto

Sarà forse colpa della crisi o magari dell'andazzo generale, ma al momento sembra che la cosa più importate del mondo sia divenuta il comperare il vino X al prezzo Y anziché a quello Z cui normalmente lo si paga!
Per carità, a tutti sta bene risparmiare qualche euro (magari da spendere in altre bottiglie) e contenere l'esborso, ma sembra che ciò sia diventato realmente l'imperativo assoluto! Per fare questo ci si consorzia in gruppi di acquisto, si ricerca il prezzo-sorgente (?), il chilometro zero, l'acquisto diretto, lo scambio in internet (inteso proprio come baratto) e chi più ne ha più ne metta.
Ed allora, se quel guerrier io fossi, vi racconterei di quelle piccole furbate che sono sotto gli occhi di tutti, o che molti sanno, ma che nessuno sembra voler raccontare.... 
C'è il grande importatore che ti accoglie, tu semplice privato, il sabato mattina ad uffici chiusi ed al riparo da occhi indiscreti: ti vende le 12 - 24 bottiglie miste (di gran valore, ovvio!) in contatti e senza scontrino o fattura alcuna. Cavallerescamente ti fa risparmiare l'Iva su quelle bottiglie (che sono un nulla nel mare che egli muove: neanche ci si accorgerà dell'ammanco nelle rimanenze di fine anno) che a lui permetteranno di 
incamerare 3-4.000 euro senza tassa ferire.... (e per di più non ti ha neanche sottratto la provvigione agente!).
Se quel guerrier io fossi vi racconterei di quelle enoteche o di quei ristoranti (anzi, risto-commercianti) che affollano i forum alla voce compro-vendo (loro vendono, non comperano di certo) e ti propongono piccoli lotti sempre di bottiglie di notevole pregio o di annate abbastanza vecchie: a volte vendute a prezzi irrisori (il che ti fa pensare alla truffa) a volte con prezzi importanti ma in ogni caso leggermente al di sotto di quello che è il prezzo al pubblico finale.
Nel primo caso si tratta di bottiglie che avevano in vetrina, quelle conservate male, logore, figlie di annate la cui vita è al limite, pertanto bottiglie di cui sbarazzarsi, nel secondo caso sono bottiglie perfette (anzi, fossero trattenute in cantina qualche anno ancora si apprezzerebbero, monetariamente parlando, ancor di più) vendute per pura esigenza di cassa. Esigenza di cassa che mal si sposa (anzi non si sposa proprio) con scontrini fiscali o fattura: nei forum paghi prima e ricevi poi, e nove casi su dieci quando ricevi il vino non vi è ne fattura ne scontrino.... i forum, uno in particolar modo, sono zeppi di nickname, avatar o come cribbio volete chiamarli, di fantomatici utenti privati, i quali nascondo in realtà autentiche strutture commerciali che vendono bottiglie on-line, sempre senza tassa ferire. 
Se quel guerrier io fossi... vi racconterei di quel produttore, lodato ultimamente dalla critica di nicchia ed assurto all'improvvisa celebrità (malgrado i suoi vini a mio dire discutibili) a cui se telefoni per un ordine come privato salta rete commerciale, ufficio vendite ed altro, e prontamente ti indirizza ad un altro numero di cellulare dove ti risponderà dicendo che lui non serve direttamente il privato... ma "se il pagamento è anticipato, la cosa rimane tra te e lui, ecc. ecc." ti manderà quello che hai richiesto.
Ovviamente senza intermediari, provvigioni agenti, rispetto delle enoteche di zona, ecc. ed ovviamente senza tassa ferire.
Già, se quel guerrier io fossi...., ma Radamès non sono e quindi questo post è solo vostra immaginazione.
 
P.S. Ovviamente per ogni singolo "furbetto del quartierino" che si potrebbe elencare vi sono cento e più professionisti: gente la cui correttezza e professionalità non viene mai meno, che non dobbiamo confondere con i soprascritti. Anzi, proprio per rispetto dei tanti silenti professionisti si dovrebbero pubblicamente sbugiardare! 
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Thursday 24 june 2010 4 24 /06 /Giu /2010 20:34

Giugno 0073

E adesso cosa beviamo?
La voce che pronuncia questa frase, con tono leggermente incrinato, è quella di uno dei miei amici più cari: da parecchi anni ho l'abitudine di riunire una decina degli amici più cari per vedere le partite della nazionale nella fase finale di europei o mondiali. Ci si trova in terrazza a casa mia, pane e salame, formaggio e qualche primo piatto sfornato all'ultimo momento, e del vino buono (quando non ottimo se non addirittura eccelso: dipende dal risultato!) poi tanta allegria e la partita a fare da contorno.
Così è accaduto anche oggi, 24 giugno, ma non c'è molto da festeggiare... fosse entrato quel gol-non-gol di Quagliarella...., non fosse stato annullato l'altro gol: era fuorigioco millimetrico... bastava avessimo giocato il primo tempo come il secondo... Ma lo sport è sport: chi vince ha ragione, chi perde no!
"Consoliamoci amici, abbiamo gli stessi soldi, o gli stessi debiti di ieri", questa la frase che pronuncio ogni volta per consolare chi mi sta accanto (quando perdiamo, ovvio!),  e poi cerchiamo di guardare gli aspetti positivi: non vedremo più Lippi in panchina (commissario, è facile con il senno di poi, ma delle tue convocazioni non possiamo che lamentarci pesantemente!) ma soprattutto non ascolteremo più (me lo si lasci scrivere) le cazzate di Salvatore Bagni in telecronaca: un uomo (uomo?) capace di dire, nella pessima partita pareggiata contro la Nuova Zelanda, "c'è poco da fare, siamo troppo superiori, per questo non riusciamo a concludere!" Commento tecnico peggiore di quello di.. lasciamo perdere, non voglio raccogliere querele! 
Per tornare al vino me ne viene in mente uno sicuramente capace di lenire la ferita aperta: il Moscato d'Asti La Caudrina di Romano Dogliotti, ne ho due bottiglie fresche in frigorifero, vediamo se...
Il vino si presenta al bicchiere con spuma compatta e persistente, come fine e persistente è il suo perlage.
Il colore è un giallo paglierino, classico del Moscato d'Asti, ed i suoi profumi sono di rara freschezza ed eleganza.Aromatico come il vino che gli da origine, con sentori di fiori bianchi e di frutta fresca a polpa bianca, ed un leggero sottotono di agrumi.
Al gusto comunica gioia e dolcezza, la fragranza dei profumi si ripresenta appieno in bocca, e la capacità di appagare la voglia di bere, di deglutire, è unica!
Gradevolmente acidulo ma con aroma delicato e persistente, come ti aspetti da un Moscato di razza.
I suoi 5,5 gradi alcolici ti permettono di berne in quantità, e solo dopo un paio di appaganti bicchieri, intuisci che la bevanda vino sta compiendo (in una sera come questa, dopo essere usciti mestamente dal mondiale) il suo principale dovere: quello di bandire gli affanni!
Prosit.
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 23 june 2010 3 23 /06 /Giu /2010 19:36

penso

Premessa: il consumo di prodotti alcolici è in calo vertiginoso.
Lo sanno i produttori di vino, lo sanno i produttori di birra, lo sanno i produttori di super alcolici.
Lo sa bene anche lo Stato che controlla in modo diretto, tramite l'Agenzia delle Dogane, i produttori di Birra e super alcolici, ed  in modo indiretto (ma comunque con notevole severità) i produttori di vino.
Basterebbe rivolgersi alle Dogane per sapere di quanto sono calati i consumi rispetto al 2006, 2007 e 2008 (fingiamo pure che gli anni precedenti non esistano: un raffronto sarebbe improponibile) ed alle organizzazione di categorie per sapere quanto (tanto) vino rimane invenduto nelle nostre cantine.
Eppure ieri il ministro Giovanardi ci ha regalato questa dichiarazione:  "Oggi per noi e' una buona giornata perché, per la prima volta dopo anni di peggioramento, i dati della relazione al Parlamento segnalano, sorprendentemente, un crollo dei consumi e dei consumatori di droghe! Purtroppo per un vizio che tende a diminuire ce n'è già un altro che comincia a prendere piede, specie tra i più giovani: il consumo di alcol"
Il motivo del perchè del calo del consumo di droga si dovrebbe ad un'efficace azione preventiva unita alla crisi economica che rende più difficoltoso l'acquisto della droga, anzi proprio per questo vi sarebbe un abuso di alcool, che è sostanza di minor costo.... (lo potete leggere qui e qui)
Premessa l'improponibilità di tale raffronto (non mi hanno mai rubato l'autoradio per comperare un quarto di vino, per un quarto di eroina purtroppo si!) allargo le braccia di fronte a tanta superficialità ed evito di entrare in un discorso che mi provocherebbe un travaso di bile, preferisco piuttosto concentrarmi sulla frase "per questo vi è un abuso di alcool, che è sostanza di minor costo".
Vista l'incredibile fame di denaro che si registra nel nostro paese (con senatori, deputati e consiglieri regionali che guadagnano più del primo ministro Spagnolo) non mi stupirei affatto nel vedere introdotta a stretto giro una tassa sul vino ed innalzamento su quelle già esistenti per superalcolici e birra... non certo per raccogliere soldi (sia mai: lo Stato mica li vuole!) ma solo per rendere più difficoltoso e meno accessibile il ricorso alla "droga alcool!"  
Qualcuno dirà che adesso sto pensando male, ma a pensar male a volte s'indovina!
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 22 june 2010 2 22 /06 /Giu /2010 18:40

penso

Giustificare: Dimostrare che una cosa è conforme al giusto, che una persona opera giustamente, rendere legittimo, comprovare; estens. Dimostrare il buono, l'utile il conveniente.
Attualmente stiamo vivendo in una società dove ogni cosa sembra debba essere giustificata a priori: come vivi, come lavori, come operi, come ti comporti, ecc. ecc. ed è curioso che questo avvenga proprio nella stessa società che risulterà poi essere così insofferente alle regole ed alle leggi... .
Anche nel lavoro tutti vogliono giustificare le scelte che si andranno a compiere o quelle appena compiute (anche quelle operative, cui a me cliente finale nulla dovrebbe interessare) ciò è evidente ed è sotto gli occhi di tutti, basta guardare la pubblicità ed ascoltare quante volte viene ripetuta la frase "abbiamo scelto di cambiare...." Può allora il mondo del vino essere esente da quest'abitudine? Certo che no.
Il perchè facciamo questo e quest'altro lo troviamo ovunque, ma le maggiori giustificazioni le offrono le aziende che dalla coltivazione di tipo tradizionale si rivolgono a quella di tipo biologico o biodinamiche.
Sinceramente fatico a capire il perchè di ciò (o meglio potrei comprenderlo se uno facesse, scioccamente, il percorso inverso) eppure ogni volta che un'azienda si prefigge di tramutare il proprio operato in coltivazioni di tipo biologico o biodinamico è tutto un fiorire di opuscoli o comunicazioni stampa che risultano infarcite di frasi retoriche e scontate: un cambiamento voluto per il rispetto dell'ambiente e del creato, di voglia di tramandare a figli e nipoti il vigneto così come lo si aveva ricevuto dal padre, un operare in modo rispettoso e giusto per sperare in un domani migliore ecc.ecc. 
Si facesse il cambiamento e stop sarebbe un gran risparmio di carta, quindi un bene per l'ambiente, eppure... 
Non è sfuggita a tale regola neanche l'Azienda Abbazia di Santa Anastasia, queste le dichiarazione del suo proprietario, l'Ing. Francesco Lena: "C’è sempre stata, da parte mia, una attenzione particolare nei confronti della salvaguardia dell’ambiente: la scelta di condurre in maniera biologica  prima, biodinamica poi, l’azienda agricola, di sostituire all’energia elettrica quella solare, di utilizzare materiali ecosostenibili per le nuove costruzioni. Tutto ciò, in primo luogo, per creare un’azienda che possa essere d’esempio per le altre realtà produttive locali ma anche per esaltare il carattere di unicità dovuto alla particolare ubicazione dell’azienda che consente di avere produzioni di eccellenza con il minimo impiego di chimica e tecnologia."
Purtroppo (per lui) nei giorni scorsi Francesco Lena è stato arrestato per associazione mafiosa.
Si preoccupava della salvagurdia dell'ambiente ed è stato arrestato per associazione mafiosa? Forse era solo per giustificare....  
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Monday 21 june 2010 1 21 /06 /Giu /2010 16:16

penso

Un sempre attento e cortese lettore del Blog mi porge un suo dubbio via e.mail, il seguente:
"Caro Alessandro, nei giorni scorsi ho letto che l'azienda Carpenè Malvolti ha conseguito, in un mese di concorsi enologici nazionali e internazionali cui ha partecipato, moltissimi premi: 2 medaglie di bronzo al Challenge International Du Vin, (la più importante competizione enologica francese e fra le più prestigiose al mondo svoltasi lo scorso 16-17 aprile a Bordeaux) per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvèe Brut e per "l'Arte Spumantistica" Cersegi Brut. 
In occasione della Fiera Internazionale della Pesca di Ancona (12 al 14 maggio 2010) in cui si svolgeva l'11° edizione della selezione nazionale dei Vini da pesce altra affermazione de "l'Arte Spumantistica" Cersegi Brut che si è aggiudicato la medaglia di bronzo all'11°, più la menzione per il nuovo nato de "l'Arte Spumantistica" Petit Manseng Brut.
A Londra doppio premio in occasione della London International Wine Fair, (in tale occasione vengono annunciati i vincitori di due grandi kermesse enologiche: l’International Wine Challenger e il Decanter World Wine Award.).
Carpenè ha raccolto rispettivamente una medaglia d’argento con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvèe Extra Dry e due menzioni con il Prosecco Frizzante DOC e "l'Arte Spumantistica" Viognier Brut, all’International Wine Challenge mentre una menzione ha pregiato il suo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvèe Extra Dry al Decanter World Wine Award, concorso indetto dall’omonima rivista che con i suoi oltre 10.000 vini in gara si conferma come la gara enoica con il maggior numero di partecipanti in assoluto!
Il mio dubbio è il seguente: non fosse stata in gentlemen agreement con il Gruppo italiano Vini, prima azienda nazionale del settore avrebbe ottenuto gli stessi risultati?"
Carissimo amico che dire?
Mi sono già trovato una volta nell'esprimere una perplessità ne confronti del matrimonio Carpenè-GIV, (lo si può leggere in questo post) ma devo dire di aver ricevuto pronta, gentilissima ed esaustiva risposta da parte di Riccardo Ravasio, direttore vendite di GIV (quindi non dall'ultimo dei PR), il quale fugava ogni mio dubbio.
In questo caso che posso dire?
Forse, come suggeriva il sagace e scafato Giulio nazionale, "a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!", speriamo questa volta non sia così!
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così
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Saturday 19 june 2010 6 19 /06 /Giu /2010 13:43

scusate-il-ritardo

...con cui mi accorgo che gli articoli di mercoledì, giovedì e venerdì non sono andati on-line!
Sapevo sin da lunedì che impegni lavorativi mi avrebbe costretto a qualche giorno di assenza, ed avevo (come di consueto) preparato tre articoli che si sarebbero dovuti pubblicare in automatico nei giorni in cui mi era impossibile fare ciò... ma complice un cambiamento delle procedure che si devono eseguire per compiere tale operazione nella piattaforma dove questo blog viene pubblicato, ed una mia non perfetta attenzione nell'eseguire tali procedure (troppo facile dare la colpa alla sola piattaforma) gli articoli sono rimasti perfettamente nascosti ed intonsi!
Magari serviranno in futuro.
Detto questo vi do appuntamento a lunedì prossimo e mi scuso per il disservizio.
 
Alessandro
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni
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Tuesday 15 june 2010 2 15 /06 /Giu /2010 07:08

Giugno 5171R

Ammetto che il titolo di questo post possa apparire alquanto riduttivo e sia pregno di "luoghi comuni", ma è solo un titolo: nessuno vuole ridurre il Brasile ad essere solo questo, in realtà serve per illustrare una situazione che se non fosse grottesca sarebbe quanto meno tragicomica.....
E' nota a tutti voi la questione Glera-Prosecco e della riserva del nome per cui in molti si sono adoperati, come vi sarà noto che servirà l'intero anno 2010 perchè si vedano applicate le regole ed il nome Prosecco sia realmente tutelato ed esclusivo, però quello a cui assistiamo al momento... prude!
Possiamo infatti solo assistere (sconsolati) alla piantumazione di decine e decine di ettari in quel del Friuli e di zone dove sino a 10 anni fa il Prosecco manco si sapeva cosa fosse (cari amici Friulani, ed uso il termine amici con sincerità, ma se fino a due anni  fa anche Voi indicavate il Prosecco come vinello leggero ed inconsistente come mai adesso avete questa smania nel piantarlo ovunque?) ed al fatto che il Prosecco di pianura DOC sia inseguito da grossisti e commercianti in virtù di un prezzo nettamente più basso (purtroppo anche di qualità! nda) rispetto al più pregiato vino di Riva: tanto per spumantizzare, crede qualcuno, va bene tutto...
Ad un'altra cosa siamo costretti nel far da spettatori: che per l'intero anno 2010 e/o sino a quando ci saranno scorte di vecchie annate in cantina (ipotizzo già tanti anni, visto che con il trascorrere del tempo divento sempre più cinico) il nome Prosecco possa essere utilizzato in ogni dove del mondo! 
Curiosa ed emblematica, a tal proposito, la foto che mi ha inviato un carissimo amico: la pubblicità del Prosecco Aurora Serra Gaucha (Brasile) il quale ha ottenuto nientemeno che la medaglia di bronzo ai recentissimi 
International Wine Challenger di Londra (vedi link). 
Certo che qualche bottiglia di "quello buono" la si poteva spedire ai giudici di Londra (saranno mica Master of Wine?), perchè se nel ridente Brasile si coltiva e si produce Prosecco meglio che nel Valdobbiadenese forse dobbiamo tutelare altra cosa, ovvero la quasi persa professionalità degli operatori, non più il nome dell'uva!
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Monday 14 june 2010 1 14 /06 /Giu /2010 14:03

Misura050-1-400a

Sabato ore 13.00, m'incontro casualmente nei dintorni di Treviso con una caro amico che non vedevo da tempo: dopo i soliti convenevoli e rituali che si perpetuano in tali situazioni si decide, data l'ora e la consequenziale assenza della moglie di lui, di fermarci a pranzo assieme.
Lascio a lui la scelta del locale, il quale dirotta per una storica trattoria della zona, locale che negli ultimi anni ha avviato una decisa scelta nella crescita della qualità e dell'immagine: all'arrivo i tavoli che ricordavo coperti di tovaglie a quadri sono stati sostituiti con tavoli più consoni e da candide tovaglie, piccoli mazzi di fiori addobbano le tavole, belle posate e bei quadri alla parete, insomma un  miglioramento piacevole senza essere sfacciato.
Appena seduti ci portano dell'acqua ed il menù che leggo con attenzione. Scorgo dei bei piatti proposti a prezzi corretti: molti piatti classici proposti con orgoglio (bravi!) molte rivisitazione dei piatti tipici (un po' meno bravi ma bene) e qualche ritardatario inseguimento di piatti di moda, come l'oramai inflazionatissima tagliata di Tonno scottato con semi di Sesamo o gli immancabili piatti guarniti con Sale di Ibiscus, Sale Rosso Hawaiano, sale rosa Himalayano e chi più ne ha più ne metta! (e qui il bravi non ci sta....).
Al momento di ordinare da bere Mauro guarda me: "non so, devo fare strada per rientrare, pertanto..." neanche riesco a finire la frase che lui chiede mezzo litro di bianco della casa!
"Mauro , va bene che devo fare strada e guidare, ma mezzo litro è quasi un'offesa:  senza fretta e pranzando,  magari posticipando il rientro potevamo azzardare qualcosa di più che un mezzo della casa... io volevo dire che si doveva ripiegare su di un unico vino, e se ne rimangono 200 cc in bottiglia non andavamo certo in malora!"
Avevo appena finito di pronunciare tale frase che ecco arrivare in tavola la caraffa di vino: basta uno sguardo per capire che il "vino della casa" non è neanche all'altezza di un semplice, industriale e da me non certo richiesto bianco alla spina (pensate voi): si presenta di un giallo spento, scuro, spiacevole al naso e che rinuncio quasi ad assaggiare.
Cerco in carta vini un bianco semplice, vedo un Sylvaner della Cantina di Bolzano il quale costa 4 euro in più del mezzo litro di vino della casa: lo prendo senza respingere la caraffa di "vino" per fare notare la differenza a Mauro. Differenza che salta subito al suo palato ed anche alla sue tasche (4 euro in più, non mille!)
Uscendo mi chiedo perchè quella differenza non poteva notarla anche il gestore del ristorante/trattoria: un vino "della casa" mal scelto può distruggere ogni buona intenzione di miglioramento, sia in cucina che in sala, ovvero meglio avere un onesto vino bianco ed uno rosso al bicchiere, offerti al corretto costo  piuttosto che proporre una ciofeca in caraffa che persino l'ultimo degli inesperti rifiuterebbe!
Ma vai a capire gli osti che non arrivano a tale soluzione....
 
AC
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Friday 11 june 2010 5 11 /06 /Giu /2010 17:26

càdeifNella serata di ieri, giovedì 10 giugno, graditi ospiti Igino Dal Cero e Roberto Scopo, abbiamo assaggiato i vini dell'azienda Cà dei Frati di Lugana di Sirmione.

Questi i vini degustati:
- I Frati - Lugana DOC 2009
- Brolettino - Lugana DOC 2008
- I Frati - Lugana DOC 2004
- Ronchedone - IGT 2007
- Tre Filer 2007
 

A Voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 9 june 2010 3 09 /06 /Giu /2010 18:36

sicilia

"E’ necessario stimolare un processo di aggregazione tra le cantine sociali per creare nuovi soggetti imprenditoriali in grado di competere con maggiore incisività sul mercato nazionale ed internazionale. Esiste un problema di dimensioni delle aziende agricole, particolarmente sentito nel settore vitivinicolo, che non consente ai nostri produttori di fare massa critica.
La polverizzazione non paga e per rilanciare il settore va sostenuta una logica di accorpamento! Per aggredire il mercato globale bisogna agire in fretta riducendo al minimo le difficoltà che gli operatori del settore incontrano oggi anche a causa della stretta creditizia. Penso alle nostre cantine sociali che, per ritagliarsi minuscole porzioni di mercato locale, sono costrette a una guerra fratricida che non aiuta nessuno”. (link)
Questa bella (?) frase in perfetto stile politichese è stata rilasciata dall'assessore alle Risorse Agricole e Alimentari della regione Sicilia, l'onorevole Giambattista (detto Titti) Bufardeci avvocato Siracusano, a commento della procedura avviata dalla regione Sicilia per verificare la possibile riorganizzazione del sistema cooperativistico vitivinicolo.
Che Bufardeci sia un avvocato lo dimostra la frase di cui sopra: nessun agronomo, enologo, contadino o semplice appassionato si sarebbe azzardato in una simile esternazione, perchè tutto il mondo agricolo sa che per resistere al cosi detto "mercato globale" (termine che significa tutto e niente) c'è solo un sistema: valorizzare al massimo la propria produzione!
Il che significa esaltare al massimo la territorialità, differenziare ogni singolo distretto, enfatizzare le differenze!
La regione Sicilia invece, per voce del suo assessore, esalta l'accorpamento... il grande Totò direbbe "e bravi fessi", ma io non sono Totò quindi non posso permettermi tale frase.
Ritengo sia elemento accessorio rendere noto che per realizzare tali interventi le cooperative potranno beneficiare di agevolazioni nella forma di sovvenzione diretta, sia a titolo di contributo in conto capitale sia a titolo di assistenza tecnica, per un tetto massimo di 500 mila euro: nelle Pagine Gialle siciliane ho contato 50 Cooperative (e magari ne mancano) ed a casa mia 50 cooperative per 500.000 euro danno la bella cifra di 25 milioni di euro, che sia per questo che si voglia accorpare?
Forse penso male: in realtà è perchè la polverizzazione non paga!
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 8 june 2010 2 08 /06 /Giu /2010 14:36

tavernello

Non fatevi impressionare dal titolo di questo mio post, questo a seguire infatti più che un giudizio è un pensiero ad alta voce: non posso (ne voglio) giudicare una persona che vanta esperienza e percorsi formativi nettamente più prestigiosi di quelli che io possiedo, ne posso ergermi a censore di chi già contribuiva a formare generazioni di studenti quando io ancora giocavo all'asilo, però un pensiero ad alta voce su quanto esprime il professore Vincenzo Tini nel corso di una pubblicità me lo permetto eccome!
 
Ore 20,55, sto guidando in direzione Padova dove mi attendono delle persone per un incontro di lavoro, ovviamente l'autoradio è sintonizzata su Radio 24: impossibile a quell'ora perdersi la Zanzara e le punzecchiature di Giuseppe Cruciani, verso il finire della trasmissione la pubblicità... alle parole "Siamo con gli studenti di enologia dell'Università di Bologna" la mia attenzione si desta: a seguire la pubblicità del vino Tavernello, pubblicità il cui contenuto mi impressiona al punto tale che appena rientrato a casa riascolto immediatamente la registrazione in Podcast.
Il motivo della mia impressione è dato dal contenuto di una frase del Professor Vincenzo Tini (che, ricordo, è professore associato all’università di Bologna, docente di microbiologia agraria), il quale per invitare all'acquisto del Tavernello lo indica prima come alimento base (professore, non sta parlando di latte, di farina o carne, bensì di un vino alquanto anonimo...) e poi asserisce che un alimento base deve costare poco. (ragionamento corretto quest'ultimo, ma ahimè il socialismo non sopravvive più a nessuna latitudine del mondo!)
Puoi infatti comperare infatti il Tavernello perché è buono? (ovvero meglio di altri vini?) Certo che no!
Puoi comperare il Tavernello perché si abbina al cibo meglio di altri vini? Certo che no! (sicuramente no...)
Puoi comperarlo solo perché costa poco e perché è in tetrapak, così se sei una casalinga alcolizzata quelli della nettezza urbana non se accorgono di quanti vuoti conferisci con la raccolta differenziata!
Ed ecco cosa dice il professor Tini: (testuale) "Per farsi conoscere ragazzi, non ci vuole soltanto qualità nella costanza (?ma non dovrebbe essere "costanza nella qualità?" nda) ma ci vogliono anni e anni" ed a questo profondo concetto (? anzi, doppio ??) segue una perla che mi lascia di stucco  " il Tavernello è un alimento, che come tale può essere consumato tutti i giorni, un alimento di base non può costare 50 euro la bottiglia... ma neanche 10!"
Già che la pubblicità di un "vino" come il Tavernello sia curata da un docente di microbiologia è il colmo: il Tavernello è talmente piatto da rasentare assoluta somiglianza con un ambiente asettico se non sterile, ma lo  sconcertante è che un uomo di scienza incoraggi il consumo di un simil vino solo in virtù del costo contenuto: a mio vedere si rasenta la prostituzione morale.
E a parere Vostro?
 
P.S. potete ascoltare la pubblicità sul sito di Radio 24, trasmissione compresa tra le 20 e le 21 di lunedì 7 giugno, ultimi minuti di trasmissione.
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono di fronte a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, diretto o indiretto che sia, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

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