Thursday 25 march 2010 4 25 /03 /Mar /2010 11:17
amarone
Se potessi permettermi di dare un consiglio ai politici della mia regione direi loro di parlare un po' più di programmi concreti e realizzabili, pensati per noi cittadini, ed un po' meno di vino, visto che in questo campo non mi sembrano particolarmente illuminati....
Nei mesi scorsi abbiamo assistito alla castroneria del Rosecco: un vino, a detta del Ministro Zaia, creato per copiare il Prosecco (certo che "copiare" un vino bianco producendo un rosato mi sa tanto di "truffa" degna della banda Bassotti) e prontamente sequestrato, prima della sua immissione in commercio, dagli organismi demandati al controllo... peccato che "l'immissione in commercio" fosse in realtà effettivo commercio svolto da parecchi anni, come è stato dimostrato in questo post.
Ieri è stato il turno del compagno di partito del Ministro, il vicepresidente della regione Veneto Franco Manzato, che ci regalato una perla che illumina noi tutti: intervenendo in un convegno si è fatto scappare l'incredibile chicca per cui l'Amarone è un vino con tremila anni di storia.... lo comunica con precisione a noi tutti questo post dell'AGI, ed identica notizia la comunicava ieri in FB Laura Tosi. 
Gulp e doppio gulp direbbe zio Paperone (giusto per rimanere in tema Banda Bassotti) l'Amarone un vino con tremila anni di storia? Pensavamo un po' meno! Anzi decisamente meno.
Se siamo nel 2010 significa che lo si produceva già nel 990 avanti Cristo, ben 237 anni prima che venisse fondata la Città eterna... praticamente all'alba della civiltà!
Mi entusiasma sapere che un vino frutto della miscellanea di più vitigni, vendemmiata in primo autunno, appassito su graticci per svariati mesi e vinificato con difficoltà ad appassimento compiuto venisse prodotto da una popolazione che probabilmente non aveva il dono della scrittura (quindi siamo nella preistoria) vivesse in caverne, si cibasse di quello che più o meno capitava, e non avesse erudizione alcuna se non la mera soppravivenza... allora è vero che noi Veneti il vino l'abbiamo nel sangue! Viene prima di tutto...
Per contro mi spiace sapere che Dalmasso e Marascalchi abbiano errato in pieno comunicandoci date sbagliate, raccontandoci di Cassiodoro (che semmai beveva l'Acianatico, l'antenato del Recioto, non del Recioto Amarone) e della conoscenza di questo vino attorno nel V secolo dopo Cristo. (link)
E poi che dire di quanto ci raccontano libri, siti, blog, brochure aziendali sull'aneddoto del Recito scampà? Un vino che forse avrà settant'anni, forse ottanta, ma che il secolo non lo supera di molto?
Tutta una balla: se l'Amarone è un vino nato 3.000 ani fa (quando in Grecia iniziava appena a diffondersi il culto di Dioniso)  la parola dialettale scampà non poteva esistere....
Grazie Manzato, un errore capita a tutti e quindi anche a Lei è concesso, ma certo che quando parlate di vino Lei ed i suoi colleghi ci strappate delle amare risate (o forse delle amarone risate?)
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 24 march 2010 3 24 /03 /Mar /2010 14:54
agriculture
L'agricoltura del terzo millennio.... La Cybermucca ed i BOT del vino....
Usatemi una cortesia Voi che leggete; andate a guardarvi questi siti che vi indico prima di continuare a leggere questo post (ovvero questo, questo e questo) e poi provate a dirmi il vostro pensiero.
Siete basiti?
Allucinati o addirittura peggio?
In un'Italia dove un litro di latte viene ampiamente sottopagato al produttore, dove un coniglio o un pollo devono essere svenduti dall'allevatore, dove contadini e viticoltori ricevono miserie per una tonnellata di frutta o di uva (per il vino l'ho già detto e dimostrato nei post dei giorni precedenti) Coldiretti si fa vanto dell'iniziativa "adozioni" di animali a distanza e coltivazioni a distanza?
"Adotta una mucca", "adotta una pianta da frutto", "affitta un orto" (ma fallo lavorare da altri: troppa fatica farlo da soli...).
Ma se invece di proporre simili scemenze Coldiretti si battesse per far ottenere ai propri associati quanto meritano (nulla di più: solo quanto gli spetta!) non sarebbe molto meglio?
Se il comparto agricoltura fosse sano e ben gestito, come in Francia o altri paesi, si potrebbe anche fare (di principio non vi vedo nulla di male: se all'agricoltore sta bene ed al consumatore anche...), ma qui da noi dove abbiamo alcuni comparti del settore agricolo realmente "con le pezze al culo" non ci si potrebbe attivare per cose più importanti?
Al momento queste iniziative, che peraltro sono in piena antitesi con il famoso discorso "alimenti a chilometri zero" (se la mucca che adotti è in Val Venosta e tu sei di Genova col fischio che non inquini nel farti recapitare il "tuo" latte o il "tuo" formaggio) sono puro fumo negli occhi, sciocchezze da dare in pasto alla stampa, non iniziative degne di un dirigente che possa usare tale titolo.
A mio parere l'unica cosa che potrebbero adottare gli aderenti a Coldiretti è un rappresentante che curi meglio i loro interessi!
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 23 march 2010 2 23 /03 /Mar /2010 11:20
tel2.jpg
Mi trovo, pur essendo io persona che predilige il confronto (anche) tecnico rispetto a quello puramente (o meglio, esclusivamente) emozionale, nel prendere le distanze da certi eccessi che in questi giorni rimbalzano sul WEB.
Chi naviga con un minimo di curiosità nei blog e nei forum dove si scrive e si discute di vino avrà trovato la notizia con la quale ci viene comunicato come un gruppo di studiosi Australiani, dell'università di Adelaide, abbia  scoperto un sistema "infallibile" per datare, e quindi risalire all'esatta annata, una bottiglia di vino!
Per chi non avesse letto tale notizia la potete leggere qui (e vi invito a farlo qui, per comprendere meglio questo post) ma riassumendo in breve posso dirvi che si tratta di una valutazione condotta attraverso gli isotopi radioattivi, rilasciati nel corso dagli esperimenti atomici realizzati negli anni '50, e che le viti (quindi l'uva ed il vino) hanno assorbito e che adesso fungono da "marcatori".
Grande can-can specie nel mondo nord americano dove la cosa è vista come rivoluzionaria.... visto che questa scoperta potrebbe mettere la parola stop agli "allungamenti" con vini di annate minori per "moltiplicare" le bottiglie delle annate top! 
La prima frase che mi è sovvenuta leggendo tale notizia (pur se volgare posso riferirla visto che la Cassazione l'ha ritenuta, in una recente sentenza, frase abituale) è stata "che palle", poi, rileggendo bene il tutto ho moltiplicato tale epiteto all'infinito....
Innanzitutto la fantastica scoperta ci permette di datare tutto il vino dal 1950 ad oggi.... ed il precedente?
Il fantastico Barolo del 1947 potrebbe essere quindi un abbaglio?
Lo strepitoso Brunello del 1928 una truffa?
E che dire di quel Rioja del 1909 offerto da Giovanni? Falso o imbroglio pure quello? Diamine che brutto pensiero.... 
E dal lato pratico cosa significa?
Che avremmo la certezza che lo Chateau Lafite Rothschild del 1982 venduto per 28mila euro sia realmente un 1982? Ma non lo dichiarava già il produttore?
Come dite? Che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio...?
Ma allora a che serve tutto ciò? Se viviamo in un mondo dove non ci si fida neanche più della parola del produttore riguardo al millesimo figuratevi se possiamo fidarci di tutto il resto: provenienza delle uve, reali rese in vigna, metodo di vinificazione, ecc. ecc...
"Ma forse la bottiglia è venduta da privato a privato, il produttore non centra..." allora il discorso cambia: se sei possessore di un Lafite del 1982 e te ne privi per denaro anzichè berlo sei un avido commerciante, non un appassionato!
Mentre, se sei persona che spende 28mila euro per una bottiglia di vino acquistata da un commerciante di cui non ti fidi, sei uno che guadagna troppi soldi (con poca fatica) oppure un'esibizionista.
Comunque se devo vivere in un mondo dove la parola di un Uomo non ha più valore, ed ogni bottiglia deve essere accompagnata da un certificato d'analisi preferisco dire "fermatevi, scendo!
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articoli tecnici - Community : Il mondo del vino
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Monday 22 march 2010 1 22 /03 /Mar /2010 09:49
carrefourmidabile-volantino

A pensar male, certe volte, si fa bene… e qualcuno potrebbe dire che il post di venerdì (questo) non fosse altro che un cattivo pensiero, magari un po’ acido nei confronti della Distribuzione Organizzata (GDO) oppure nell’interpretazione di quanto asserito dal dottor Bruci, invece, come vedrete, non era un cattivo pensiero: è solo la brutta  realtà!

La GDO (la quale, sia chiaro, fa solo il proprio mestiere, non le addosso nessuna “colpa”) insegue i vini a denominazione perché "la qualità premia"? Ma premia chi?

Il viticoltore?

Direi di no, premia solo le loro casse, visto che i prezzi al pubblico finale sono sinonimo di vendite, per le aziende fornitrici, al limite dell’utile zero quando non addirittura sotto costo: può infatti una bottiglia di vino IGT o DOC, confezionato in bottiglia di vetro, con il lavoro del viticoltore (acquisto del terreno,lavorazione dello stesso,  piantumazioni delle viti e coltivazione, potature, legature, concimazioni, trattamenti, vendemmia, ecc), dell’azienda che ha vinificato ed imbottigliato (ricordate il costo costruzione cantina, acquisti macchinario, costi energetici, ecc) sostenendo i costi di trasporto, distribuzione, analisi, pubblicità e tasse, nonché un minimo di guadagno costare meno di un cappuccino e di un croissant presi al banco bar di un qualsiasi esercizio commerciale?

Credo di no, anzi assolutamente no: è già tanto se costasse meno un vino da tavola, magari in Tetrapak… eppure….

Sabato pomeriggio mi sono preso mezz’ora di curiosità: ho acceso il PC e sono andato a guardare un po’ di siti della GDO, in tutti è oramai presente il catalogo vendita di cosa si può acquistare, ed in più ho guardato un po’ di quegli insopportabili depliant che stivano la cassetta della posta e che solitamente getto senza mai leggere….

Questo quello che o trovato: premesso un Barbaresco DOCG in vendita alla Esselunga ad euro 7,49 al pubblico (detraete il 20% di Iva ed arrivate ad euro 5,99… può essere il prezzo di un Barbaresco?) i prezzi riscontarti per vini DOC o IGT sono stati i seguenti, tutti sotto il costo di un cappuccino fatto in trenta secondi e di un croissant industriale surgelato semplicemente riscaldato:

Offerte rilevate sabato 20 marzo 2010! (e ricordate che c'è il 20% di Iva da sottrarre!)

- Supermercati PAM: Sirah IGT Sicilia euro 1,00 a bottiglia! Quattro Grave del Friuli DOC, indifferente scelta (Friulano, Cabernet Sauvignon, Merlot, Refosco) euro 2,00 a bottiglia, magnum da 1,5 litri di Lambrusco DOC di Modena ad euro 2,00 (pari a 1,33 al litro).

- S. SMA: Montepulciano d’Abruzzo DOC euro 1,18 a bottiglia

- S. Despar: Cabernet o Pinot Bianco delle Venezie IGT euro 1,79 a bottiglia.  

- S. Crai: Cabernet Piave DOC euro 1,94 a bottiglia.

- S. DOK: Castel del Monte DOC euro 1,69 a bottiglia.

- S. Auchan: Barbera Piemonte DOC euro 1,39 a bottiglia; Castel del Monte DOC, magnum da 1,5 lt euro 2,39 (pari a 1,59 al litro); Primitivo del Salento IGT, dama da 5 litri euro 5,19 (pari a euro 1,04 al litro)

- S. Il Gigante, Bonarda DOC euro 1,99 a bottiglia

- S. Tigros, Nero d’Avola IGT euro 1,15 a bottiglia; Trebbiano e Sangiovese DOC a euro 1,15 a bottiglia; Bonarda ad euro 1,49 a bottiglia

 

Come vede dottor Bruci era meglio se si stava tutti zitti sul sondaggio promosso da Vinitaly/VeronaFiere: a volte il silenzio è d’oro!

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articoli tecnici - Community : Il mondo del vino
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Friday 19 march 2010 5 19 /03 /Mar /2010 15:58
occhio
Se navigate abbastanza in internet, ed il vostro sguardo cade prevalentemente sugli articoli inerenti il mondo del vino, avrete visto in questi giorni i risultati di tantissimi sondaggi promossi e eseguiti per conto di VeronaFiere.
Ovviamente sono sondaggi che verranno presentati ufficialmente in occasione di Vinitaly, nelle varie convention a corollario alla manifestazione.

Premesso che mi sono sempre chiesto chi cavolo va ad ascoltare le convention o i discorsi di apertura la cui noia (per rendermi edotto ho assistito a due di essi, quindi parlo con causa) è senza limite, devo dire che i sondaggi sono i più disparati, alcuni addirittura senza senso se non peggio.

Un esempio? La domanda posta ai lettori maschi di Winenews (che potete leggere qui): "quante donne appassionate o esperto di vino conoscete?"
Sic, doppio sic e triplo SIC, se l'EnteFiera risparmiasse soldi per questi sondaggi ed abbassasse il prezzo del biglietto d'ingresso al Vinitaly sarebbe meglio per tutti noi....

Comunque, tra i sondaggi "seri" ve ne uno che fa riflettere molto, ma fa riflettere se lo leggiamo in modo caustico ed attento, non indossando gli occhiali della Same-Govi che vorrebbero farci vedere le cose in modo differente da quello che sono: il sondaggio rileva come gli acquisti di vini a Denominazione (IGT, DOC, DOCG), da parte del pubblico nella Grande Distribuzione, siano aumentati nell’ultimo anno.
Infatti l'anno 2009 si è concluso con una crescita del 3,9%, in termini di volume, e del 4,9% in valore economico, rispetto all’anno precedente, per i suddetti vini (potete leggere qui l'articolo).

Roberto Bruci, direttore di Aprovito e membro del Comitato Nazionale Vini, dice che il sondaggio non lo sorprende perché puntare sulla qualità e sulla specificità è determinate.
"Possiamo continuare ad essere competitivi e mirare ad espanderci in altri mercati solamente distinguendo i nostri prodotti dagli altri. Non è un caso se, secondo la stessa ricerca, le vendite di vino da tavola generico registrano una flessione del  2,1%”, dice Bruci, e Le denominazioni Dogc, Doc e Igt sono fondamentali e indispensabili per guidare i consumatori nell’acquisto del vino con sempre maggiore consapevolezza. I nostri prodotti si sono affermati nel mondo soprattutto grazie alle denominazioni di origine. Queste rappresentano il legame stretto con il territorio, con i suoi vitigni autoctoni, con le sue tradizioni e con i suoi usi e costumi. Tutto ciò costituisce il valore aggiunto che ci rende vincenti rispetto a tanti altri competitor”.
Tutto bello e tutto dorato? Assolutamente no!
Caro Bruchi, perché non va a fare due chiacchiere con un buyers della Grande Distribuzione?
Sa cosa risulterebbe?
Glielo dico io (nel mio piccolo cerco d'informarmi più che posso): a detta di un responsabile acquisti del comparto bevande-vini di una delle principali catena della GDO Italiana in questo momento il divario tra Vino da Tavola e prodotti a Denominazione è cosi esiguo da preferire l'acquisito dei secondi al posto dei primi.
Vediamo se indovina da solo dottor Bruci: secondo lei il divario si è ridotto perché è cresciuto il prezzo dei Vini da tavola o perché si è abbassato quello dei vini a Denominazione?

Sono certo che ogni lettore ha già la risposta pronta, e credo anche Lei: non si occupa un posto come il suo se non si possiede intelligenza ed esperienza... Vendiamo più vino a denominazione perché le aziende sono costrette a svenderlo, ma non è motivo di vanto!
E’ già, occhio non vede cuore (portafogli) non duole, ma non sbanderiamolo ai quattro venti come se ci fosse da vantarsene!


AC 
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Thursday 18 march 2010 4 18 /03 /Mar /2010 15:37
mani
Questa mattina mi trovavo a Treviso per motivi di lavoro, in macchina stavo percorrendo viale MonteGrappa per raggiungere la mia destinazione. All'improvviso la potente fuoriserie che mi precedeva si arrestava di colpo!
Così, senza alcun motivo o problema, creando in me un attimo di apprensione: solo l'immediata frenata (realmente alquanto brusca) aveva preservato il muso della mia auto da un incontro troppo ravvicinato con il paraurti posteriore di chi mi precedeva...
La velocità della frenata era pari alla rabbia che in montava nei confronti dell'altro guidatore: stavo per sbottare (abitudine che non solitamente non ho) in sicura ingiuria contro il conducente dell'altra auto (con certo riferimento alla professione più antica delle terra praticata dalla madre) quando questi, alzando le mani, mi chiedeva perdono per l'errore con quel semplice e sincero gesto (lo si vedeva dall'atteggiamento).
La rabbia mi si è sbollita di colpo, ed anzi ho provato un leggero senso di imbarazzo per l'aver pensato male del guidatore che mi precedeva e della di lui madre (non solo la madre ad essere sinceri...) "sbagliare si può, l'importante è chiedere scusa", vi può essere frase più giusta? Probabilmente, se lo sbaglio è involontario e/o giustificato, no!
 
Mi è subito venuta in mente la discussione avuta martedì sera con l'enologo ed il responsabile commerciale di una nota azienda Veneta.
Con la scusa del parlare del più e del meno (sempre in ambito vinicolo, ovvio) mi ero ritrovato infatti nella sala degustazioni di questa affermata e premiata cantina della mia regione.
L'ora era quella di cena, pertanto subito sono comparsi un piatto di affettato e di formaggio unitamente alle bottiglie del vino prodotte.
Ero già al corrente della nuova impostazione aziendale intrapresa ancora con la vendemmia 2008: vini rossi particolarmente abboccati e calibrati per il mercato orientale, (principale sbocco commerciale) dove sono richiesti tenori zuccherini ingiustificati per i nostri palati e per accompagnare i nostri cibi, e sensazioni fruttate che donano al vino più un sapore da succo di frutta che non quello proprio della bevanda di Bacco.
Come per abitudine non ho espresso il mio commento (cosa che faccio sempre quando un vino non mi piace), ma vista la domanda (come ti sembrano i nostri vini?) non ho potuto soffocare la mia risposta sincera: "sono costruiti bene, ma vanno oltre la concezione di vino rosso che mi appartiene: troppo dolci, addirittura stucchevoli, falsati nei gusti e negli aromi...".
Il viso dell'enologo non creava dubbi, sembrava un "vi sono stato costretto nel produrlo cosi!", mentre il direttore commerciale apriva una educata ma interminabile filippica: "sai Alessandro, queste sono le nuove impostazioni, il vero modo di trattare le nostre uve, bla-bla, bla-bla,"
Sarebbe stata più onesta una bella alzata di mani come quella dello sconosciuto guidatore, ed un sincero "è quello che ci chiede il mercato amico mio, cosa ci vuoi fare?" sarei stato zitto ed avrei brindato alla loro salute.
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 17 march 2010 3 17 /03 /Mar /2010 03:05
hourglass1
Faccio mio il bellissimo quesito posto, nei commenti inerenti la serata di venerdì, da Renato Carlassara, ovvero quale deve essere la corretta valutazione di un vino molto vecchio: si devono infatti considerare i medesimi parametri di giudizio di un vino giovane, basati sull’equilibrio e la piacevolezza di beva, o si deve necessariamente tenere conto di altro?
Per vino molto vecchio non si deve intendere un vino di dieci, quindici o vent'anni, quello dovrebbe essere, ovviamente non per tutti ma per alcuni grandi vini, il normale periodo di evoluzione (basti pensare ad un Vega Sicilia Unico che non esce dall'azienda prima dei dieci anni) bensì a quei vini che sono oltre la soglia di invecchiamento propria di quella tipologia..
L'esempio più lampante potrebbe essere proprio il Barolo bevuto l'altra sera al Circolo: un 1958, ovvero 52 anni fa, periodo che anche per un ottimo Barolo è di almeno un decennio oltre la media capacità di invecchiamento. Bene, valutereste il vino con lo stesso parametro di un Barolo del 1997 oppure già il fatto che il vino abbia ancora una minima bevibilità è sufficiente per farci ritenere la degustazione come positiva? 
E qual è il confine corretto tra il piacere avuto perché il vino risulta bevibile e quello dell'aver perso ogni prerogativa organolettica propria della tipologia cui appartiene?
Mi piacerebbe molto ricevere un commento dalle tante persone abituate a stappare bottiglie vetuste, e perche no, anche il commento di chi ritiene sciocco portare un vino oltre la soglia di quello che dovrebbe essere il suo normale periodo di consumo.
Attendo Vostri pareri.
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articoli tecnici - Community : Il mondo del vino
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Monday 15 march 2010 1 15 /03 /Mar /2010 14:40
1.5.jpg
Mi ritrovo con gioia nello scrivere questo post, molta gioia, perché dopo anni (sottolineo la parola anni) posso ridare, finalmente, la giusta collocazione al Prosecco proveniente dai vigneti del Cartizze!
Il Cartizze, per chi non lo sapesse, è una sottozona (brutto termine: sarebbe più piacevole dire una sovrazona visto che svetta, per qualità, rispetto alle altre) dell'estensione di 107 ettari posta interamente nel comune di Valdobbiadene: è zona dove l'uva Glera, per terreno, esposizione, mesoclima ed altri fattori collaterali, da la sua massima espressione, in altre parole è un vero e proprio Cru!
Per questo motivo io pretendo/pretenderei sempre il massimo dai vini che vi provengono: se hai la fortuna di scaturire da un terroir unico, tu vino, non puoi essere semplicemente meglio dei tuoi consimili, bensì devi svettare, andare oltre ad ogni paragone... purtroppo negli ultimi 10-15 anni è avvenuto l'esatto contrario: per cecità, incapacità, ingordigia, mal consiglio ed altro il Cartizze prodotto era semplicemente un Prosecco comune, pari (a volte addirittura inferiore) a molti vini provenienti da zone limitrofe! (salvo, è ovvio, alcune eccezioni).
Ho spesso denunciato tale cosa, in quest'articolo link, questo link e quest''altro link (solo per dare un esempio) ed il mio stesso pensiero l'hanno espresso personaggi la cui autorevolezza nel campo del Prosecco è immensamente superiore alla mia. 
Oggi invece posso finalmente tornare a dire che il Cartizze c'è, e si sente!
Questo quanto accaduto nel pomeriggio di ieri: assieme al caro amico Giovanni Frozza, che rimane mio interlocutore privilegiato quando si parla di Prosecco (anzi sarebbe più giusto dire mio mentore, visto che ancora molto devo imparare da lui) mi sono recato alla bella mostra di Santo Stefano, per i consueti assaggi di vini fermi da vasca.
Dopo l'assaggio di quasi tutti i vini da vasca provenienti dal comprensorio Santo Stefano, siamo passati alla degustazione dei 6 vini Prosecco Tranquillo provenienti dalla zona Cartizze.
L'attesa era tanta ma accompagnata dalla solita idea di immediata delusione visto che negli ultimi 6-7 anni mai avevamo trovato un vino degno di tale nome. invece ecco il miracolo: il 1° Cartizze all'assaggio rivelava profumi franchi e sinceri, puliti ed esplosivi come dovrebbero essere quelli di un Prosecco di rango, fantastico alla beva per sapore di uva, di polpa, sapido ma equilibrato.
Quasi sconvolti da tanta espressione ipotizzavamo di trovaci di fronte ad un caso, invece i 5 successivi assaggi hanno confermato che il Cartizze è tornato!
Abbiamo infatti assaggiato due Cartizze stratosferici nel vero senso della parola, un Cartizze molto buono, uno buono e solo due deludenti, ma di cui uno deludente come a volte può essere un vino da mostra! (ovvero erore del cantiniere, non di sua struttura)
Non so se quanto vissuto possa essere il primo effetto ottenuto dalla più severa norma che regola il DOCG (amici viticoltori, non nascondiamo infatti che a Cartizze ne abbiamo fatte di cotte e di crude) ma se questo primo assaggio, che non certo frutto della stagione essendo stata il 2009 non è annata sublime, rivela il nuovo timbro posso solo dire bentornato Cartizze!
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Saturday 13 march 2010 6 13 /03 /Mar /2010 13:47
FRANCO MASSOLINO DESCRIBING BAROLO, APRIL 20061Nella serata di ieri, venerdì 12 marzo, gradito ospite Franco Massolino, abbiamo assaggiato i vini dell'azienda Massolino Vigna Rionda di Serralunga d'Alba.

Questi i vini degustati:
- Langhe Chardonnay 2008
- Barbera d'Alba Gisep DOC 2007
- Barolo DOCG 2005
- Vigna Rionda Barolo DOCG 2004 Riserva

- Barolo 1958
 

A Voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Friday 12 march 2010 5 12 /03 /Mar /2010 14:08
TornoSubito
A causa di impegni lavorativi domani (oggi, venerdì 12 marzo per chi legge, nda) il post odierno non potrà andare on-line.
Mi scuso di ciò: sarà mia cura recuperare ponendo on-line i commenti sulla serata i Massolino già sabato mattina. 
Con l'occasione mi permetto di comunicare che la serata sui vini della Loira, svoltasi mercoledì scorso, verrà ripetuta lunedì sera alle ore 20.30, con le stesse modalità indicate in questo post:

(valgono le stesse indicazioni che vi trovate per prenotare la vostra eventuale partecipazione)
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni
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Thursday 11 march 2010 4 11 /03 /Mar /2010 13:11
massolino
Credo, in modo alquanto sincero, che già l'annunciare una serata dedicata alla degustazione di vino Barolo (vino che personalmente amo come pochi) sia sufficiente per dire che tale serata merita la S maiuscola.
Se poi il Barolo degustato proviene da un'azienda qualitativamente prestigiosa come Vigna Rionda - Massolino la S s'ingrandisce ancor di più, molto di più...
Questo accadrà domani sera: Franco Massolino, che venne da noi 6 anni fa, quand'eravamo solo un gruppo di 60 appassionati che si ritrovavano una volta al mese in uno scantinato, tornerà a farci visita.
Non dimenticheremo mai la simpatia, la passione e l'umiltà con cui lui, già famoso e prestigioso produttore piemontese, si accostò a noi, e pertanto non abbiamo dubbi nel dire che la persona che domani sera torna a farci visita sia un amico, un grande amico!
Da amico ci porterà, in anteprima mondiale, il Barolo Vigna Rionda, riserva, del 2004... noi cercheremo di ripagare la sua cortesia stappando, per tutti, un Barolo del 1958: le bottiglie a cui sei affezionato si stappano quando arrivano gli amici veri!
 
Per informazioni e/o prenotazioni info@saggibevitori.it
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Appuntamenti - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 10 march 2010 3 10 /03 /Mar /2010 14:54
locandina-sstefano
ATTENZIONE: LA SERATA VERRA' RIPETUTA LUNEDI' 15 MARZO

Con
piacere comunico a Voi tutti la serata organizzata dalla Pro Loco di Santo Stefano ed in programma questa sera presso la struttura che ospita la 41° Mostra del Cartizze e del Prosecco. 
La serata, che ha per titolo "i grandi vini di Francia: Loira", mi vedrà impegnato assieme allo staff che organizza la bella manifestazione dedicata al Prosecco di zona (di cui ho parlato benissimo, in "tempi non sospetti", giusto un anno fa in questo polemico post), per una degustazione guidata ed una chiacchierata sui vini prodotti lungo il grande fiume Francese.
Bella iniziativa atta a divulgare i vini prodotti dai cugini d'oltralpe ma che può servire anche come brillante stimolo per riflettere su quanto viene prodotto in loco.
La serata, con inizio alle ore 20.30, vede in degustazioni 5 vini (1 metodo classico, 1 Sur Lie, 2 vini bianchi ed un grande vino dolce) e l'adesione può essere data al numero 335.5472433, con un contributo, proporzionato ai vini in degustazione, che reputo a dir poco irrisorio..
 
Neve permettendo spero di incontrare tanti amici viticoltori di quest'angolo di paradiso che si chiama Santo Stefano.

AC
 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Appuntamenti - Community : Il mondo del vino
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La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono di fronte a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, diretto o indiretto che sia, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it 

Sede operativa: C\O Asolo Golf Club 
La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034  Cavaso del Tomba (TV), la puoi individuare premendo premi qui, oppure tramite Google Maps premendo qui

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