Martedì 2 febbraio 2010 2 02 /02 /2010 09:00
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Che domenica dovesse risultare una giornata fredda ed infausta era fuori dubbio: il termometro, alle 01.00 del mattino, segnava 1 grado sotto lo zero, e le previsioni meteo preannunciavano nevicati abbondanti nel corso della notte, e così è stato: al mio risveglio una distesa bianca ed accecante sostituiva il verde dell'erba in giardino, ed almeno una dozzina di centimetri di neve ricoprivano il terreno. Il termometro esterno (tramite sonda per fortuna) mi segnalava che i gradi erano addirittura 6 sotto lo zero.
Quale cosa migliore del leggere un bel libro in una giornata così? Nessuna! (o almeno, poche....)
Da tanto era mia intenzione leggere "I grandi vini del mondo" un libro di Paolo Mazza e Gian Enrico Venturini edito da Nordpress.
ll libro, come preannuncia il sottotitolo in copertina ("guida alle etichette che contano per investitori e appassionati") più che un'opera rivolta al vino ed alla sua produzione, è un'interessante analisi di come la nostra passione possa essere vista anche come forma di investimento: praticamente è una attenta (o almeno a prima vista lo sembra) analisi del fenomeno economico mosso dal vino d'alta fascia! Il vino da comperare al posto dei titoli di borsa, dei BOT o di altro.
La cosa di per se stesa poco m'interessava: io il vino lo compero per degustare non per "investire", ma siccome bisogna sempre cercare di ampliare le proprie conoscenze nulla di meglio che impegnarsi, ed in breve la lettura si è impossessata della mia fredda domenica.
Sino ad un punto però, quando ho capito che anche gli "esperti" economici del vino sbagliano come gli "esperti" dei fondi d'investimento, dei titoli di borsa, ecc.: ovviamente per parlare di vino sotto l'aspetto "valore economico" il libro mette in risalto e si sofferma ampiamente (come scritto in retro copertina "contiene le schede dei trenta vini più famosi del mondo con le valutazioni economiche delle singole annate") sulla differenza tra annata ad annata, spiegando che è proprio l'andamento qualitativo di ogni seingola annata nel creare le fluttuazione di valore sullo stesso vino. saut
A pagina 74 viene spiegato che è addirittura basilare conoscere un'annata per capire se un vino lo si deve acquistare oppure no... 
Bene immaginate la mia perplessità quando, nel leggere la scheda dello Chateau d'Yquem (vi era dubbio che non leggessi per prima quella del vino dolce più famoso del mondo?), mi sono ritrovato la valutazione delle annate 1992, 1952 e 1915.
Ma come, lo sanno anche i bambini (appassionati d'Yquem, si intende...) che quelle tre annate non sono mai state messe in commercio, perchè disastrose, e gli autori vogliono dare addirittura le valutazioni d'asta rilevate? Quali?
Persino nel sito d'Yquem ciò è riportato... (Yquem)
Per giunta all'annata del 1915 viene attribuito un valore di ben 450 - 550 dollari a bottiglia! (vedi a lato)
Mazza, Venturini, ma che scrivete? 
Siete più distratti dell'addetto bancario che da mesi cerca di convincermi nell'investire i miei pochi risparmi in un fondo d'investimento: a mio parere è un bidone, ma almeno quello esiste, non come le tre annate d'Yquem che voi indicate e che mai sono state imbottigliate! 
Stranezze degli esperti di vino....

P.S. per curiosità mi sono appena letto tutte le recensioni publicate in rete su questo libro: non ne ho trovata una che riporti tale svista....
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
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Lunedì 1 febbraio 2010 1 01 /02 /2010 12:22
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Rimango sbigottito, deluso, amareggiato nel leggere quanto ci comunicano in questi giorni i quotidiani ed i telegiornali: ovvero l'abuso di bevande alcoliche da parte di giovani e giovanissimi.
N
on ultimo, ieri sera al telegiornale della seconda rete, un servizio in cui una madre confessava di aver scoperto che il figlio, sedicenne, era un alcolizzato in stadio avanzato!
Chiunque ami il vino o le bevande con contenuto alcolico, vede ciò come una sconfitta: voi tutti che leggete sapete bene che non vi è piacere nell'uso scriteriato, nell'assunzione smodata o peggio nell'abuso di qualsiasi sostanza alcolica, ma solo sconfitta!
Io per primo dico che bere per ubriacarsi equivale a drogarsi, eppure i giovani propendono sempre più nel bere per arrivare ad uno sballo che sia alternativa ad altre droghe.... ed il brutto che questo sballo per loro rischia di diventare quotidiano!
Quali possono essere le soluzioni? Di radicale credo non vi è nulla, a mio parere solo l'educazione al "bere consapevole" può riportare una persona sulla retta via.
Togliamo innanzitutto ogni illusione: non esiste un alcool buono ed un alcool cattivo: che sia birra (con appena 4-5 gradi alcoolici) che sia vino (da 10° a 14°) che sia alcolico (da 15° a 20°) o che sia superalcolico (sino a 40°, quando non di più...) l'alcool ha lo stesso valore "distruttivo", pertanto iniziamo nel far capire ai giovani che non esiste qualcosa che puoi bere e qualcosa che non puoi bere, facciamo capire loro che, teoricamente, puoi bere ciò che vuoi ma che ognuno dei prodotti prima citati ha un limite di assunzione, in quantità, inversamente proporzionale al contenuto di alcool.
Quindi le scemenze tipo "bevi vino ma non birra o alcolici" risparmiamole: non solo non hanno alcun valore, ma rischiano di divenire alibi nell'assunzione di vino da parte dei ragazzi! 
Come seconda cosa appoggio fermamente chi vuole vietare la vendita e la somministrazione di prodotti alcolici ai minori di 16 anni: per bere, come per fumare o per fare qualsiasi cosa che comporti un rischio futuro, devi avere piena cognizione delle tue azioni, e questo senso cominci ad averlo solo in età adulta: fosse per me porterei il limite addirittura ai 18 anni, prima di tale età che siano i genitori nello stabilire cosa e quando un ragazzo può bere (e parlo di genitori dotati di buon senso, non certo di una madre che - non me ne voglia- ha un alcolizzato in casa e non "se ne era accorta...") 
Ma soprattutto è la terza cosa quella che ritengo più importante: educhiamo al bere questi giovani!
Educare non significa "spingere a bere" significa far capire che puoi bere per piacere oppure per semplice sballo, ma la seconda cosa non ti porta da nessuna parte!
Racconto un'esperienza diretta a favore di ciò: da 5 anni conduco un "corso di educazione al bere" per i ragazzi della classe 5° (pertanto maggiorenni) di un famoso istituto privato della mia zona.
Corso che si svolge di sera ed alla presenza di un tutore interno
Alla presentazione della prima sera ho sempre trovato "il disastro": persone che conoscevano il valore in alcool di tutte le birre ma non sapevano la differenza tra una doppio malto ed una birra metodo trappista, ragazzi che conoscevo i cocktail più distruttivi ma non sapevano quale arte occorre per produrre un nobile distillato da centellinare, insomma giovani che bevono per lo sballo fine a se stesso, in modo stupido e pericoloso!
Eppure, in sole 5 serate ottengo sempre qualcosa (purtroppo non da tutti, ma dalla maggioranza si!):  "sa Alessandro, domenica ero  pranzo con i mie ed ho bevuto un Barolo che esprimeva questo e quello, e mio padre era lieto che cercassi i gusti ed i profumi, era anche lieto che due soli calici mi sono bastati per l'intero pranzo!", "Alessandro, sabato nel locale XYZ ho evitato i soliti beveroni che i miei amici ordinano (ed erano 4-5 per sera) ed ho bevuto una eccellente grappa invecchiata, una sola ma l'ho gustata sino in fondo, per questo mi è bastato un bicchiere".
Il caso che però più mi allieta e che ricordo con maggior soddisfazione è quello di un ragazzo di Bolzano: fermato dalla stradale alla guida della propria auto e con un tasso alcolico di 2,25 (praticamente prossimo al coma etilico) era subito stato affidato ai servizi sociali, ma senza alcuna soluzione... al corso si era iscritto solo per poter bere anche in istituto, non per altro... però il corso a qualcosa è servito: il ragazzo ha cominciato a capire che puoi (anzi, devi!) bere con testa, per il gusto ed il piacere, non per lo sballo, e lo ha capito molto bene!
Ha riavuto la patente dopo 24 mesi, ed adesso, a distanza di 4 anni, non solo non l'ha più persa e le sue analisi sono sempre entro i limiti, ma si è anche (in modo ecellente) diplomato sommelier presso la sezione di Bolzano (o di Trento? scusate ma non ricordo...)
 
AC
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Sabato 30 gennaio 2010 6 30 /01 /2010 10:00
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Esattamente un anno fa, con queste parole, nasceva il nostro blog: "Venerdì 30 gennaio, alle ore 18.40, è nato il blog dei Saggi Bevitori, puoi vedere il nostro sito completo ecc. ecc." 
Certo, nessuno sentiva la necessità dell'ennesimo blog sul vino, ma esso era, primariamente, un modo per comunicare verso i nostri associati. 

Il blog nasceva infatti in maniera semplice, su una piattaforma di supporto, con brevissimi post, senza fotografie ne possibilità di commento, ma nel giro di pochissimo tempo è cresciuto di forma, sostanza e consensi: si è passati ad una piattaforma dedicata. la livrea grafica è divenuta accattivante, i post si sono arricchiti di fotografie, di possibilità di commenti ed intervento, ma soprattutto i 6 lettori del primo giorno si sono trasformati in 10.816 visitatori unici (recentemente raccolti) che sicuramente non rappresenta un record, ma per il piccolo blog di un autonomo Circolo enoico è comunque un risultato!
Ovviamente il merito di ciò va solo a Voi che ci leggete e ci seguite: un grazie di cuore da parte nostra con la speranza di comunicarvi, tra un anno esatto, numeri ancora maggiori!
 
Il Direttivo del Circolo.
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Venerdì 29 gennaio 2010 5 29 /01 /2010 09:35
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Trovata non proprio originale, ne che farà la minima presa su chi il vino lo compera con cognizione, da parte di un'azienda vitivinicola cinese: i produttori dello Liaoning, regione nord-orientale della Cina, non hanno trovato sistema migliore per promozionare il loro vino se non quello di realizzare la più grande bottiglia in vetro del mondo: 1.850 litri!
Bottiglia ovviamente riempita e subito stappata per festeggiare l'ingresso nel guinnes dei primati!
Fantastico il commento, al momento della stappatura, da parte dei produttori della Weng Chen Wines: "il nostro vino è molto buono (incredibile, avrei pensato dicessero il contrario...   nda) e tutti noi abbiamo bevuto un bicchiere per festeggiare l'impresa." 
Per gli appassionati farà un po' specie apprendere che la bottiglia che deteneva il precedente record era stata confezionata nientemeno che dalla ditta Austriaca Kracher, assai nota per gli eccellenti vini dolci, e che personalmente ritenevo superiore a simili "smargiassate".
Comunque la notizia ha fatto in breve il giro del mondo (forse, sotto quest'aspetto, devo ammettere che un po' di ragione nel promuovere tali iniziative, ce l'hanno) ed è stata riportata anche da moltissimi siti italiani.
Curioso quello di 100blog.it nel quale, forse per errore o forse per abbassare il consumo di vino, suddivide il contenuto della bottiglia in ben 69.000 bicchieri: se con una bottiglia da 75 cl riempi 10 bicchieri (in degustazione: a cena ne fai 6) significa che ogni bicchiere contiene 7,5 cl, bene 1850 litri diviso 69.000 danno 2,68 cl, della serie patiamo la sete
 
AC
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Giovedì 28 gennaio 2010 4 28 /01 /2010 09:51
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Se a qualcuno il titolo di questo post ricorda il bellissimo film con Yul Brynner e Deborah Kerr, il Re ed io, ha visto giusto: quale sistema più rapido per far comprendere come il Cartizze sia il Re del Prosecco? (o meglio, come dovrebbe esserne il re). Però il titolo di Re, visto che nel vino non esiste diritto dinastico, bisogna guadagnarlo anno per anno, subendo ed accettando le critiche nel caso non vi si riesca....

Se il mio post comincia a sembrarvi ostico mi spiego meglio: nei giorni scorsi ho ricevuto un disarticolato, per nulla costruttivo ma soprattutto anonimo (della serie noi uomini coraggiosi...) commento al mio articolo Valore di un territorio .

Tale commento, a firma 69HomerSimpson, ve lo riporto pari, pari: MA PERCHE' NON TI TROVI UNA BELLA RAGAZZA COSI' TI PASSA L'OSSESSIONE PER QUEL VINO CHE ODI TANTO? GUARDA CHE COSI' TI AMMALI! 

Ho prontamente risposto con una mail dove spiegavo il mio punto di vista, ma essendo l'indirizzo mail fasullo (ma và? come scritto prima il coraggio abbonda) devo rubare un po’ di spazio a voi tutti che leggete per dare la mia versione!

Premesso che la mia vita affettiva è, ed è sempre stata, ricca e felice ben oltre quanto meritassi (pertanto il tuo consiglio non può che cader nel nulla) devo dirti, 69homersimpson, che non hai capito proprio nulla: se la tua cecità è dovuta all'amore per la terra vivi ben venga, ma ricorda che ogni cosa va vista, letta e vissuta con intelligenza e senza astio, altrimenti si cade nell’errore.

Io infatti non odio ne sono ossessionato dal Cartizze (perchè io non odio nessun vino!), bensì lo amo come amo ogni altro vino che rientra nelle mie preferenze gustative, ed proprio per tale amore che mal sopporto nel vederlo così spesso vituperato ed offeso!  

Rileggiti l'articolo, 69homersimpson, (a proposito: bel nome hai scelto, a parte la mia personale antipatia per quel personaggio, leggi cosa riporta Wikipedia alla sua descrizione: "Homer è il capofamiglia dei Simpson. Lavora alla centrale nucleare di Springfield e personifica molti stereotipi della classe lavoratrice americana: è maleducato, rozzo, incompetente, maldestro, pigro ed ignorante". Spero tu non ti riconosca...) e vedrai che io non demonizzo il Cartizze, tutt'altro! Certo, constato come tanti non ne siano degni ed approfittino della fortuna di vivere e lavorare in quella zona, ma da qui ad odiare....

Non più tardi di ieri pomeriggio ho avuto modo di assaggiare del Cartizze di vasca, un vino fantastico: pieno, ricco, profumato,ridondante di gusto, ma nello stesso tempo elegante e nervoso, con sapidità e mineralità stratosferiche, e ciò dimostra la superiorità di tale zona, ma la cantina dove l'ho assaggiato appartiene a persone che dedicano tempo e fatica in vigna, e sanno rinunciare (con sacrificio economico) a certe rese che molto spesso imperano nella zona!

Assaggia un numero consistente di Cartizze spumantizzati, ma fallo a mente libera: troverai alcuni prodotti fantastici, molti di buoni, ma purtroppo anche tanti di cui, se io fossi il produttore, mi vergognerei nello scrivere la parola Cartizze in etichetta!

Bene, io odio questi "produttori" HomerSimpson, non il Cartizze!

 

P.S. e se pensi che io sia l'unica persona ad avere questa idea leggi cosa scriveva Alvaro Pavan, persona scevra da ogni idea preconcetta e e di grande esperienza nel mondo vino (scrive su Spirito Divino): "Il Prosecco, purtroppo, vuole essere solo e semplicemente ciò che in realtà è nell’immaginario. Altrimenti, un gioiello come Cartizze, non sarebbe vilipeso e umiliato come lo è adesso. Questo sì un grande terroir, un vero e proprio cru che meriterebbe ben altro destino di quello di essere nelle mani e in un territorio sbagliato. Spiace dirlo, ma a Valdobbiadene non ci sono uomini all’altezza del Cartizze"


AC

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Mercoledì 27 gennaio 2010 3 27 /01 /2010 13:30
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Da ragazzo era affascinato (e lo sono ancora) dalla figura di Diogene di Sinope detto Il Cinico, il filosofo greco famoso per il voler individuare i modelli di vita naturale, che l'uomo dovrebbe avere, nel comportamento degli animali, dei bambini e dei poveri.
Nel suo pensiero emerge, forse per la prima volta nel mondo greco, l'idea che il bambino rappresenti una natura buona non ancora corrotta dai bisogni artificiali prodotti dalla vita associata, in contrapposizione all'ideale corrente che vedeva nell'uomo maturo l'esemplare del "vero" uomo.
Partendo da tali presupposti, Diogene rifiuta le convenzioni, i tabù ed i valori tradizionali come la ricchezza, il potere, la gloria.
Per mettere ciò Immag0151in pratica viveva in una semplice botte di legno, con un'unica tonaca come bene materiale ed una ciottola di legno che usava per bere, ma che distrusse vedendo un ragazzo che beveva l'acqua raccolta nell'incavo delle mani. (e la distrusse dicendo: "avevo qualcosa di superfluo e non lo sapevo").
Forse per questo desideravo, da molto, vedere il presepio che viene esposto a Barbaresco paese: allestito in una botte!
Ci sono riuscito giovedì scorso, eccolo a voi nella sua splendida semplicità.
 
AC

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Martedì 26 gennaio 2010 2 26 /01 /2010 08:24
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"Il prezzo che mi chiedono di praticare è assurdo, neanche se usassi acqua al posto del vino potrei starci dentro..." questa la lapidaria frase pronunciata ieri, da uno stimato e conosciuto produttore di vino della zona Piave, durante un incontro. "E neanche tutta va bene: ce né qualcuna che costerebbe troppo!", così sottolineava Bruno, la persona che lo accompagnava, con un'allegra, simpatica e sdrammatizzante risata....
Certe volte è più facile a dirsi che a farsi, eppure Bruno non sapeva che quanto aveva detto era esatto, sacrosantamente esatto: mi è sovvenuto immediatamente il ricordo dell'ultimo viaggio compiuto a Parigi: come le precedenti volte ho visitato tutti i monumenti ed i musei che potevo scoprire o rivedere (trovo un po' scontato il termine ci sono già stato: un museo, o anche un'unica opera d'arte. puoi vederla mille volte, tanto non sarà mai simile alla precedente e ti donerà sempre emozioni impagabili) e tutto quello che rappresenta l'eccellenza eno-alimentare dei cugini d'oltralpe!
Place de la Madeleine e vie adiacenti come punto di massimo interesse, ma poi anche quelli strategicamente posizionati dai loro proprietari in altre zone, e tra queste rientra l' Epicerie de Paris (di cui vedete un immagine), il "grande magazzino" alimentare di proprietà del gruppo Fauchon. P1000839
Ovvio che all'interno di questo grande magazzino il mio sguardo cadesse per primo sulle enormi (e troppo illuminate) bacheche destinate al vino, ricolme di magnum e doppi magnum dei migliori Chateau e Maison, ma dopo aver visitato quello ed ogni altro reparto mi sono soffermato sul punto acque minerali, e li non ho potuto resistere all'impulso di fotografare il cartellino vendita (vedi a lato) dell'acqua Bling H2O: 29,00 euro per la bottiglia da cl 37,5, pari a 77, 33 euro al litro! 
Un insulto per chi, in qualche angolo del terzo mondo, non può neanche permettersi un litro di acqua di pozza, e per chi è costretto a svendere il proprio vino a 30 centesimi al litro, cisterna franco destinatario!
 
AC 
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Lunedì 25 gennaio 2010 1 25 /01 /2010 09:00
barb
Il mio amore per i vini monovarietali Piemontesi, pur rimanendo immutato, è leggermente cambiato negli ultimi anni, non tanto nell'intensità, quanto nella direzione..... alcuni vini non rientrano nelle mie corde: Grignolino, Freisa, Ruchè e Brachetto (su di cui, onestamente, non mi sono fatto ancora un'idea precisa: vi trovo potenzialità forse non espresse) li ho sempre assaggiati e bevuti con curiosità e piacere, ma sono vini che normalmente non tengo in cantina preferendone altri.
Mi piacciono la Barbera, il Verduno (scoperto da pochi anni) ed il Dolcetto, però il mio interesse è sempre stato indirizzato a quanto vinificato da uve Nebbiolo, che trovo maggiormente contigue alle mie aspettative quando prodotto nelle Langhe più che come Carema o Gattinara.
Lo spostamento di cui scrivevo si sta però perpetrando a danno del Barolo verso il fratello Barbaresco: sino a pochi anni fa disdegnavo il Barbaresco mentre ultimamente lo sto rivalutando alla grande, ammettendo che la mia preferenza era dettata più da idee errate che non da oggettivi assaggi compiuti.
Per recuperare quanto perso ultimamente sto acquistando più Barbaresco che Barolo, e pertanto ero molto interessato nel comprendere come sono andate le ultime annate (2005-2008), quelle che come consumatore ancora non posso bene valutare.
Ecco quanto è emerso nelle discussioni intavolate con i quattro produttori visitati.
2005 - L'andamento climatico molto, particolare, ma tutto sommato più che buono.
Inizio estate precoce con temperature già a fine maggio e giugno nettamente sopra alle medie stagionali, un luglio a doppia faccia con le prime due settimane relativamente fresche e le seconde due nuovamente di gran caldo. Agosto più temperato ma privo di precipitazioni, settembre con piogge insistenti la prima settimana ma seguito da altre tre settimane calde ed asciutte, tanto di giorno quanto di notte.
Vendemmia mediamente precoce e voto alla stagione di 4 su 5
2006 - L'annata 2006 ricalca in parte l'andamento del 2005, con la differenza di una fioritura nettamente anticipata e di un luglio sempre molto caldo, a volte troppo. Ottimo il mese di settembre disturbato solamente da alcune precipitazioni che hanno spinto ad una vendemmia leggermente anticipata.
Voto alla stagione 4 su 5
2007 -Se le stagioni 2005/2006 erano da vendemmia anticipata e precoce che dire del 2007? Nulla regge il confronto: l'inverno assai mite ha favorito uno sviluppo vegetativo ed una fioritura precoce che ha allungato la stagione, e solo a questo si deve la raccolta anticipata, non certo ad eccessi di caldo visto che i mesi estivi sono si stati caldi e belli, ma mai torridi.
Vendemmia avviata a metà settembre e voto alla stagione di 4,5 su 5
2008 - Annate bellissima: inverno freddo e pieno di neve, primavera che tardava ad arrivare e con forti precipitazioni ma scoppiata a maggio con un mese molto caldo, molto più della prima metà di giugno. Nei secondi quindici giorni di giugno il caldo intenso, come a luglio, l'ha fatta da padrone. Agosto e settembre nei corretti valori e molto asciutti, vendemmia iniziata dopo il 1 ottobre ed annata che, nella sua possenza e dal taglio maschi, dovrebbe lasciare i segno. Voto di 5 su 5!   
 
AC
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Sabato 23 gennaio 2010 6 23 /01 /2010 12:44
Immag0150
Tendenzialmente tendo a rifuggire dalla frasi fatte, specialmodo da quelle di uso così continuativo da divenire delle vere e proprie frasi idiomatiche, ed essendo il mondo del vino parte piena della società contemporanea e ovvio che anch'essa sia piena di frasi fatte: una delle più abusate è quella per cui dietro ad un grande vino vi è sempre un grande uomo....
A volte ciò è vero, ma a volte no: ho bevuto vini bellissimi prodotti da tecnici eccelsi e viticoltori bravissimi, ma con cui, dal punto di vista umano, non vorrei condividere neanche un semplice caffé, per contro ho conosciuto persone di animo eccezionale ma i cui vini, per motivi contingenti, erano modesti se non tristi!
Fortunatamente nel pomeriggio di mercoledì ho avuto il piacere di bere un grande vino dietro cui vi è un grande uomo: mi trovavo nelle ben innevate colline del Barbaresco (lo vedete nella foto) ed essendo a pochi chilometri da Cottà, la frazione di Neive, ho deciso di fare una breve visita all'azienda di Andrea Sottimano. (link)
Andrea è stato ospite del nostro Circolo nel mese di giugno (Ospiti stasera: Piemonte Stellato), e mi era piaciuto moltissimo il suo vino, ma anche la persona: l'educazione, il rispetto per le idee altrui unito al fermo convincimento delle proprie, la generosità con cui parlava di vino e di ciò che lo circonda mi aveva convinto che fosse un possibile caso di "grande vino - grande uomo", ed anche per questo avevo piacere di recarmi da lui. 
Malgrado non avessi minimamente annunciato la mia visita, ed Andrea e suo padre Rino fossero impegnati in cantina, mi hanno subito accolto nella loro sala degustazione dove abbiamo intavolato, di fronte ad uno splendido calice di Barbaresco, (preceduto da un Dolcetto, una Barbera ed un Nebbiolo Langhe) una breve ma significativa discussione.
Da quanto udito ho compreso che l'idea che avevo di Andrea era giusta, e la ritrovavo in modo ancora maggiore nel padre, Rino! 
Rino Sottimano è persona molto gentile, ma che giustamente nulla fa per risultare più accattivante nei confronti di chi incontra: è pura espressione di se stesso, senza finzioni. Spiega con pazienza il suo modo di vedere il vino, di curare le vigne e il suo modo d'intervento (ben limitato) in cantina, e con umiltà dice che il merito della qualità che propone è solo il frutto della zona dove lui vive e coltiva.
L'
ora trascorsa nello scambiare impressioni mi ha convinto che il rispetto per il vino che egli produce è maggiore dei mutamenti di mercato, delle idee di chi lo commercia e dei desideri di chi lo beve: sei tu consumatore che cerchi il suo vino, non contrario!
Ciò potrebbe sembrare anacronistico nel mondo d'oggi, sempre più votato alla ricerca del "noi accontentiamo ogni desiderio del cliente", invece sta proprio in questo la grandezza di chi produce Vino con la V maiuscola: non scendere mai a compromessi o scorciatoie ed avere sempre l'umiltà di far capire che è il vino che detta le regole, non il consumatore!
Ed è questo ciò che fanno a casa Sottimano, Bravi!
 
AC
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Giovedì 21 gennaio 2010 4 21 /01 /2010 15:06
scales-of-justice
Sono arrivato solo due ore fa dal mio rapido viaggio, quasi un blitz, nelle Langhe, ed era subito mia intenzione scrivere un post su cosa assaggiato e sulle impressioni raccolte, ma mi trovo costretto nel rimandare ciò a domani. Il perché è presto detto: tra le mail giunte ieri e stamane (all'indirizzo saggiblog@libero.it), e che ho letto adesso, ne ho trovata una speditami da Annamaria, una lettrice di Roma, che mi dice seguire questo blog quotidianamente (e di ciò la ringrazio, tanto a nome mio quanto del Circolo) la quale mi chiede, in virtù di quanto si poteva leggere nel blog ieri, quali sono i miei wineblog preferiti.... riassunto in parole povere questo è quanto mi scrive "Alessandro, ho da poco letto il suo post, e trovo molto bello il suo voler essere sempre presente. Come lettrice trovo indisponente aprire un blog e trovare lo stesso articolo pubblicato per più giorni, e la cosa diventa antipatica quando i post sono vecchi di settimane se non di mesi! Perché creare un blog se non lo si può seguire ed aggiornare in modo fattivo? (questo è vero! ma non cheda a me il perchè... nda) Mi dice la sua classifica dei blog che parlano di vino? Oppure quali le piacciono e quali no!".
La mia risposta, sia pubblica che privata non può che essere la stessa: cara Annamaria, io sono "l'ultimo arrivato", non sono nessuno per giudicare i blog degli altri, ed anche mi ritenessi così bravo da esprimere giudizi, non potrei farlo su di un blog che, pur nella massima libertà e più ampia autonomia per quanto voglio scrivere, è pur sempre quello di un Circolo enoico composto da cento e più persone.
Volentieri però le scrivo quali sono i blog che ho letto, e che leggo ancora, per ispirarmi o trarre idee.
Senza tentennamenti ai primi tre posti metto Vino al Vino, Vino by Rizzari e Gentile e Bar Babietola. 
Come scritto ieri a Vino al vino di Franco Ziliani, va riconosciuto il merito dell'assiduità: non esiste giorno in cui questo blog taccia (e ciò è il primo segno di rispetto nei confronti di chi ti legge), vi è poi la grande capacità di scoprire in anteprima notizie e novità del pianeta vino. Certo Ziliani è uomo di carattere, e quindi non lesina commenti ne le manda a dire, ma anche questa sua autonomia di pensiero è per me fonte di attenta riflessione.
Vino by Rizzari e Gentili mi piace per i post brevi ma sempre di grandissima incisività! Purtroppo io non possiedo il dono della sintesi che hanno i due autori (neanche la competenza degustativa...) ma mi piace questa loro abilità. Vanno poi ammirati i titoli e le immagini a corredo del post, scelti con un senso estetico (anzi artistico) non comune
Bar Babietola mi piace per l'originalità degli argomenti trattati, assolutamente non scontati o banali, anzi fuori (in senso positivo) da ogni schema. Non nascondo però che parte del piacere va riposta nel fatto che Massobrio è persona di grande umiltà: pur essendo (assieme a quanti citati prima) persona importantissima nel mondo della divulgazione del bere, non ha disdegnato di commentare (e quindi leggere) il nostro blog, e addirittura lo ha linkato tra i blog consigliati. (e per una piccola associazione come la nostra già questo è un traguardo).
Precisati questi tre blog, che per me sono fonte di ispirazione, leggo volentieri WebWineFood, Elogio dell'invecchiamento e Marketingdelvino (anche se i primi due hanno post con intervalli di editazione imprecisi e spesso lunghi, il terzo addirittura salti di mesi...) e Vino24, il cui unico neo (a mio personale parere) è di ordine estetico, avendo gli articoli editati in anteprima e che necessitano di essere aperti di volta in volta. (grandi contenuti però!).  
Al di fuori del pianeta vino (ma rimanendo in ciò che attiene al cibo) leggo il bellissimo Scienza in Cucina di Dario Bressanini e Lomejordelagastronomia, per me vero cult. Ovviamente ci sono tantissimi altri siti o blog famosi che leggo quasi quotidianamente (Gambero Rosso, Il Papero Giallo, Kele Blu), diciamo però che i precedenti sono quelli che seguo con maggiore assiduità.
Detti ciò ci sono anche dei blog minori a volte bellissimi, magari fatti molto meglio di quello che curo io, ma che riassumere qui tradurrebbe questo post solamente in un lunghissimo elenco. Magari chiederò loro il permesso di poter effettuare il link di collegamento così li scoprirete direttamente. (e preciso che da ognuno di loro si può imparare qualcosa).
Annamaria, grazie della domanda e grazie ancora per leggere questo blog (e grazie a voi tutti che leggete), spero di essere stato esaustivo.
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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Mercoledì 20 gennaio 2010 3 20 /01 /2010 12:41
blog... sono quelli che non ti lasciano mai "a bocca asciutta", quelli che ogni giorno ti comunicano qualcosa di nuovo ed interessante, e se non ogni giorno almeno con la maggior assiduità possibile!
Vino al Vino, sotto quest'aspetto, ne è il miglior esempio: mai un solo giorno in cui non ci sia niente da leggere, e se per caso nessun post potrà andare on-line sei persino avvisato, preventivamente, di tale "mancanza"!
Nel mio piccolo ho cercato, magari senza riuscirvi, di applicare questa regola (come prima regola) anche al blog che curo per il Circolo, visto che ritengo ciò enorme segno di rispetto nei confronti di chi ti segue.
Certo fare ciò comporta degli sforzi non indifferenti: devi essere assiduo, presente anche quando non ne hai voglia, sapere se gli impegni del giorno dopo ti lasceranno il tempo necessario per scrivere, se avrai la postazione internet funzionante, raccogliere notizie, ecc. ecc., ma esiste qualcosa di più bello del dare il segno di continuità nei confronti di chi ti segue? Credo di no!
Io, purtroppo, sono costretto nello scrivere i mie articoli in pausa pranzo visto che il lavoro non mi permette altri momenti, e nel caso di un viaggio devo prepaparare l'articolo (o gli articoli) nei giorni precedenti disponendo la pubblicazione differita, a condizione di sapere se andrò via oppure no...
Ad esempio ieri sera mi è stata offerta tale opportunità: un viaggio immediato, mordi e fuggi nelle Langhe: luogo che adoro per bellezza estetica, piacevolezza delle persone che vi incontro, ma soprattuto dei vini che trovo....
Mentre mi leggete sono nei dintorni di Neive, ospite di un produttore che mi ha prestato il suo PC, il suo ufficio ed il collegamento (a 56 K! Sic...) per far si che anche oggi io potessi scrivere qualcosa, magari per comunicare nulla, ma per dire "ci sono", ed essere cosi un blog quasi serio.
Magari non vi comunico niente, ma almeno vi posso anticipare che da domani potro scrivere cose interessanti visto che raccolgo informazioni e vini di cui parlare nei prossimi giorni!
Un caro saluto a tutti dal Piemonte e dalle Langhe, Alessandro.

AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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Martedì 19 gennaio 2010 2 19 /01 /2010 08:29
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Probabilmente il sindaco di Tarzo mai avrebbe immaginato di scatenare, con l'iniziativa di cui abbiamo dato comunicazione ieri A Tarzo due! (di bicchieri al giorno...), un motivo di acceso confronto politico tra due candidati alla poltrona di Governatore della Veneto: il leghista, ed attuale Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, ed il segretario regionale dell'UDC, il deputato Antonio De Poli.
Ieri infatti, appreso dell'iniziativa del sindaco Bof (sindaco della Lega), Zaia ha commentato che ''Due bicchieri di vino non fanno male, rientrano in quello 0,5 che e' il limite di tasso alcolico consentito per guidare l'auto. Il sindaco Bof ha ragione, d'altra parte e' un mio discepolo. Non si dimentichi che solo il 2,09 per cento degli incidenti stradali - insiste il ministro Zaia - e' provocato dal tasso alcolico; il 98% e' determinato da disattenzione, imprudenza, assunzione di fumo e di psicofarmaci'' (link).
Fosse mai, immediata la reazione di De Poli il quale, sul suo sito commenta così la dichiarazione dello sfidante (link) "La Lega svende la sicurezza dei nostri giovani per un voto? Pur di fare campagna elettorale si arriva a dire che bere due bicchieri di vino fa bene.Basta aprire le pagine dei giornali per leggere quello che accade sulle nostre strade. Incidenti stradali causati dall'alcol, giovani che bevono e arrivano in ospedale ubriachi! Non voglio criminalizzare il vino, ma sono pienamente convinto che le campagna di sensibilizzazione dovrebbero essere rivolte a non fare bere i nostri giovani, dovrebbero essere pubblicizzate tutte quelle iniziative che invitano a non mettersi alla guida dopo aver bevuto. Uno o due bicchieri fa poca differenza, non si può fare un calcolo esatto. Ogni corpo reagisce in maniera diversa." (n.d.a frase da utilizzare se mai mi fermeranno a 0,51?)
Che dire? Senza entrare nell'ordine dei meriti o demeriti dei due contendenti (che personalmente trovo, di media, preparati e presenti sul territorio) trovo paradossale una polemica per un motivo così frivolo: vi candidate alla guida di una regione che, pur essendo tra le principali zone economiche d'Europa, "gode" di infrastrutture che sarebbero insufficienti per territori popolati e produttivi la metà della nostra regione, e vi confrontate sui due bicchieri si - due bicchieri no? (al giorno.... sic!).
Per rispetto di chi dovrà votarvi sedetevi attorno ad un tavolo (magari con due bicchieri: uno a testa) e dite seriamente cosa vorreste fare per il vostro popolo....
 
AC 
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CHI SIAMO

Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene, con serate a tema, corsi di degustazione, incontri con produttori, serate di abbinamento e quant'altro può avvicinare, in modo corretto, e conviviale al mondo del vino.
I Saggi Bevitori sono persone appassionate di vino che desiderano condividere questa gioia.
Nato il 1° luglio del 1999, da sei persone reduci da un corso di degustazione, il Circolo è cresciuto nel tempo sino a superare oggi i 120 soci.
Una volta al mese (1° venerdì di ogni mese) i soci si riuniscono in sede per ascoltare produttori, degustatori, giornalisti o altre persone raccontare un vino, un'azienda o una regione vinicola, con a seguire una degustazione guidata.

Il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle!

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