Tuesday 13 september 2011 2 13 /09 /Set /2011 09:12

scan

Il “abbiamo assaggiato e adesso giudichiamo” di questo mese è insolito, dato che  il vino non è proprio il protagonista del nostro primo venerdì. Andrea Scanzi, giornalista della Stampa, de Il Fatto e scrittore, ha chiacchierato con noi per due ore piacevolissime vagando tra il mondo del vino, della musica e dello sport. Un nuovo amico per circolo, capace di ipnotizzarci e tenerci sotto scacco bombardati da innumerevoli concetti e spunti di riflessione. Il suo ultimo libro, “il vino degli altri” Mondadori Edizioni, è una sorta di viaggio nel mondo di Enolandia dove Andrea descrive con ironia e con uno stile letterario fresco e piacevole produttori, vini e luoghi.  Con lui abbiamo immaginato una chiacchierata collettiva all’Osteria dei Saggi Bevitori davanti ad un Prosecco di Silvano Follador con la presenza di Alberta nonostante il primo giorno di vendemmia, con Il Lautizio (ciliegiolo) di Collecapretta, e il Taibane della Az. Agr. La Biancara di Angiolino Maule alla presenza del figlio Francesco.

Gianpaolo Giacobbo

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Monday 12 september 2011 1 12 /09 /Set /2011 13:48

Colber (65)

Negli ultimi tre giorni ho ricevuto parecchie mail da parte di lettori di questo blog (e li ringrazio per ciò) i quali mi chiedono il perché del mio improvviso silenzio.... nessuna pausa di riflessione ne mancanze di idee o pensieri, semplicemente vivo un periodo intensissimo di lavoro, al quale unisco nel poco tempo libero (che è proprio poco) il mio impegno per aiutare nelle operazioni di vendemmia.
Preciso che la mia è vendemmia "a tempo perso" di chi presta la propria opera alla sera ed alla domenica per essere d'aiuto alle persone più care, però non è più vendemmia da spettatore: grazie agli amici enologi, agronomi, ai produttori ed ai viticoltori che non lesinano mai insegnamenti, suggerimenti e consigli, mi posso permettere un pensiero, rispetto agli scorsi anni, più profondo su quanto ho visto, raccolto ed assaggiato.
Ed è un pensiero che ritengo abbastanza incisivo, che non esiterò a condividere con voi tutti nei prossimi giorni.
Per due giorni portate ancora pazienza, poi torno per riferirvi tutto... 
 
AC
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Monday 5 september 2011 1 05 /09 /Set /2011 14:31

nozze di cana

Sabato 3 settembre, ore 19,15.

Non sono in grado di comunicarvi la temperatura dell'aria o il tasso di umidità presente, ma vi assicuro che per tutti agli invitati al matrimonio cui ho presenziato sabato, l'arrivo nella bella villa situata a pochi chilometri da Montebelluna (TV) è stato motivo di conforto: non solo per le sale climatizzate o per il giardino confortevole, ma anche per la possibilità di rinfrescarsi e deglutire una fresca bibita, visto che la temperatura percepita era più consona ad una oasi sahariana che non alla campagna trevigiana in un sabato di inizio settembre...
Una volta placata la sete e ristabilito quel minimo contegno che una cerimonia nuziale richiede (mal sopporto chi si toglie la giacca durante un pranzo nuziale, ma sabato ho perdonato persino quelli che non l'hanno indossata durante la santa messa) ci siamo tutti avvicinati al ricco antipasto servito a Buffett, ma nel mio caso era ancora la sete a stimolarmi.
Proveniente da un elegante magnum in vetro bianco mi viene versato nel calice un'acqua di colore giallo paglierino molto scarico, direi appena percettibile, e con evidente effervescenza....
"Sarà acqua gasata proveniente da qualche sorgente sulfurea, e forse a questo è dovuto il viraggio del colore?" Questo il mio primo pensiero.
Prendo il calice gentilmente offerto dal cameriere e lo porto al naso: al profumo si presente impercettibile, o quasi, di ogni sentore...
Al gusto si presente impercettibile, o quasi, di ogni sapore...
L'evidente effervescenza colta all'aspetto si ripropone in bocca attraverso bolle grossolane e sgraziate.
Malgrado la fresca temperatura cui era stata servita, l'acqua appena bevuta rilascia, oltre ad una lieve acidità, un calore al palato che sembra quello rilasciato dall'alcool.
Troppo incuriosito chiedo al cameriere di vedere la bottiglia con cui aveva riempito il mio bicchiere, e da quanto scritto in etichetta scopro che avevo ragione: contiene poco più del dieci per cento di alcool!
Strano per dell'acqua... a questo punto leggo l'etichetta nella sua completezza e vi trovo scritto Prosecco DOC Treviso.
Gioia e gaudio, ho appena assistito alla tentata riedizione del miracolo della tramutazione dell'acqua in vino, popolarmente più noto come miracolo delle nozze di Cana.
A differenza del primo miracolo compiuto da Nostro Signore però questo è riuscito male, e nessuno potrà dire «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono» come scritto nel Vangelo secondo Giovanni, e non certo perché tale vino è stato servito per primo.... 
 
P.S. a parte quanto appena scritto la conclusione è una sola: o si inizia a produrre seriamente anche il prosecco di campagna oppure ben vengano gli sumanti denominati Prosecco di origine brasiliani anzichè australiana: peggio di quel finto trebbiano spumantizzato alla garibaldina non si può fare!
AC
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Thursday 1 september 2011 4 01 /09 /Set /2011 16:52

Hameau

Versailles, non serve essere esperti di storia di Francia, di architettura o di arte per conoscerla: è reggia talmente famosa che tutti (o quasi) la conoscono, ed essendo tanto famosa quanto vicina a Parigi ogni turista residente in città cerca di visitarla.

Anch'io, come tanti, l'ho visitata: la prima volta 12 anni fa, e l'ho visitata nella più classica delle situazione: ferie di agosto a Parigi con uno dei sette giorni di permanenza dedicati alla reggia!

Colazione, treno, breve passeggiata, oltre due ore di colonna per acquistare il biglietto e quindi visita... dopo oltre 6 ore che ero uscito dall'albergo, ed a visita della reggia conclusa, l'unico mio desiderio era quello di tornare in albergo per la doccia ristoratrice, dei giardini annessi e connessi nulla mi interessava, convinto di aver vistato il pezzo forte, quello che meritava tale trasferta. 

In seguiti sono tornato più volte a Parigi, ma solo due anni fa, complice un periodo meno turistico (ottobre) ho deciso di rivedere Versailles, e non dovendo sprecare tempo per acquisire il biglietto ho deciso di impiegare il tempo "risparmiato", rispetto alla volta precedente, per visitare i Giardini ed il Petit Trianon.

Versailles mi è piaciuta entrambe le volte, ma i giardini, il Petit Trianon, e soprattutto l'Hameau de la Reine (il piccolo borgo costruito perché Maria Antonietta si godesse un bucolico villaggio con tanto di mucche dal soave nome di Blanchette e Brunette) mi hanno lasciato a bocca aperta: ancor più della reggia questa magnifici giardini, questo padiglione tanto semplice quanto particolare e questo villaggio disneyano mi hanno fatto comprendere cosa volesse dire accontentare un Re. (o accontentare la di lui consorte).

Da allora invito tutti nel fare il contrario: prima della reggia visitate giardini ed il Petit Trianon: meno importanti dal punto di visto storico ma non per questo da tralasciare, anzi da visitare con maggior curiosità!

Quanto accade per Versailles e per l'Hameau de la Reine accade anche per il vino: quando visitiamo un'azienda tutti cerchiamo di bere il loro vino must, quello premiato e più importante (Versailles) e quasi trascuriamo tutti gli altri vini prodotti (Petit Trianon ed Hameau de la Reine), perchè ciò è insito nel moderno animo dell'uomo: tutti inseguiamo quello che ci viene indicato come il top, ma trascuriamo ogni altra cosa perché non vogliamo (o raramente possiamo) impegnare del tempo.

Mi sono reso conto di ciò durante le mie recenti vacanze Marchigiane: una sera mi sono trovato a cenare con amici in un piacevolissimo ristorantino di Castelfidardo, al momento di ordinare i primi piatti, a base di pesce, abbiamo optato per un Verdicchio, ed di miei amici hanno voluto (giustamente) bere il Verdicchio tra quelli presenti in carta, il Villa Bucci Riserva.

Al momento del secondo mi hanno invitato nello scegliere un rosso che si adattasse a del roast beef e del brasato servito freddo: loro idea era quello di ricorrere ad un grande toscano che però a me pareva troppo strutturato per i piatti, ed allora ho suggerito di rimanere sulla stessa azienda che avevamo selezionato: Villa Bucci, ordinando il Rosso Pongelli, vino che mi piace ed apprezzo moltissimo.

Attimi di silenzio per la mia proposta di eliminare il bramato supertuscan, ed anche qualche simpatica frase di scherno alla "Carneade, chi era costui?" (visto che era vino sconosciuto ai più) ma poi, al primo sorso, gli sguardi di assenso hanno gratificato la scelta.

Tanto si conosceva il grande Verdicchio quanto si ignorava il Rosso Pongelli, e allora il comportamento dei miei amici mi ha ricordato che, anche nel vino, troppe volte ci ostiniamo nel visitare Versailles trascurando l'Hamenu de la Reine!

 

AC

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Wednesday 31 august 2011 3 31 /08 /Ago /2011 09:17

fondo

Purtroppo il poco tempo a disposizione avuto prima delle ferie non mi aveva lasciato il tempo di commentare la bella manifestazione svoltasi a Guia di Valdobbiadene nel periodo compreso tra il 29 luglio ed il 7 agosto scorso, ma lo faccio oggi nella speranza che quanto scriverò possa esservi di stimolo per partecipare alla prossima edizione.
La manifestazione mi è piaciuta, mi è piaciuta molto, questo aldilà del vino degustato o del piacevole programma presentato (quasi ogni sera incontri gastronomici e di abbinamento): mi è piaciuta per il metodo di servizio (e la gentilezza) adottata dal personale di servizio, per il fatto che fosse manifestazione aperta all'intero territorio e non al singolo comune (o frazione) ed infine perché ribadiva l'abbinamento principe del nostro territorio: Sopressa e Vin col fondo!
Martedì 2 agosto decido di degustare i vini presenti, ed il ruolo di mentore lo ricopre Andrea Miotto, bravissimo enologo e produttore di un fantastico Prosecco col Fondo, quel Profondo che vi ho descritto in questo post: chi meglio di lui poteva aiutarmi nel decifrare cosa avrei incontrato nel bicchiere?
Il luogo di svolgimento è lo stesso in cui si svolge la Primavera del Prosecco, nella piazzetta centrale di Guia!
A catalogo risultano essere presenti 29 produttori, che risulteranno essere qualcuno in più nella lista presente al banco mescita (per mia fortuna, visto che uno dei non scritti risulterà essere tra i migliori), ma con Andrea decidiamo di selezionare 20 produttori, numero limite per degli assaggi corretti in un ambiente aperto al pubblico.
Fantastico il metodo di servizio: ogni bottiglia è correttamente riposta in frigorifero in posizione verticale, viene aperta al momento, caraffata con attenzione (separando i lieviti depositati sul fondo della bottiglia) e solo dopo il vino viene versato nel calice, e tale operazione viene effettuata ogni volta che il vino presente in caraffa era presente da più di un certo lasso di tempo.
Per correttezza devo ammettere che io rispetto l'idea di tutti su come il Prosecco col Fondo debba essere servito, la rispetto e non la contesto, ma ritengo che questo sia l'unico che debba essere perseguito: bottiglia molto fresca se non fredda, e separazione del torbido prima di versare... se poi qualcuno preferisce la temperatura ambiente, o il vino agitato (magari entrambe) faccia pure, ma ciò non incontra il mio piacere.
Come nota negativa devo segnalare che la media dei vini non mi ha entusiasmato, non tanto per la presenza di vini decisamente deficitarii o fatti mali (su 20 solo 2 sono risultati proprio cattivi e non proponibili) quanto per un livello tendente più al mediocre che all'eccellenza... credo che ciò sia dovuto ad un comportano di fondo (parola che ci azzecca) sostanzialmente comune: molti produttori vogliono avere nel proprio listino il prosecco col Fondo, ma senza crederci in modo certo e sicuro, ovvero senza impegnare le necessarie attenzioni e le vasche più adatte.
Probabilmente è esatto quanto sostiene un grandissimo produttore di Valdobbiadene (il quale non propone ne produce Prosecco col Fondo) quando mi ha spiegato che il Col Fondo deve essere l'eccezionalità che il mondo del Prosecco Superiore può proporre, e non la base su cui rimestare tutto ciò che avanza... 
Ad ogni modo 4 vini hanno pienamente soddisfatto me e l'amico Andrea, anzi ci hanno nettamente convinto, al punto che già questi 4 vini sarebbero stati sufficienti per giustificare la nostra gita in quel di Guia!
Questi i produttori: Azienda Agricola Bival di Guia di Valdobbiadene (0423.900302), Az. Agr. Mario Matio, sempre di Guia di Valdobbiadene (0423.900341), Az. Agr. Cà dei Zago di Valdobbiadene (0423.975395) (uno dei non presenti a catalogo, da qui la mia nota soprascritta) ed infine l'Az. Agr. Spagnol Orazio (0423.987177), quattro vini che non esiterei a mettere in cantina vista la loro grandissima piacevolezza e le sfaccettature così marcate, tali da farti cogliere appieno che sono vini risultato del territorio e non di cantina.
Vi consiglio vivamente di visitare tale mostra il prossimo anno.
 
AC
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Monday 29 august 2011 1 29 /08 /Ago /2011 14:52

Grappolo Cartizze1

Questo non è un post, è uno sfogo...
Tutti voi che mi leggete sapete cos'è il vino: la sua definizione, cos'è e come viene prodotto, ma nel caso mi leggesse, o si collegasse a questo blog, un ignaro e sprovveduto navigatore delle rete, il quale non è tenuto nel conoscere l'esatta definizione, la ricordo volentieri: "il vino è una bevanda alcolica ottenuta esclusivamente dalla fermentazione, totale o parziale, del frutto della vite, ossia l'uva, o del mosto fresco da esso ottenuto. Il vino si può ottenere da uve appartenenti alla specie Vitis Vinifera o provenienti da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis."
La definizione sopra scritta la fanno imparare (a memoria) ad ogni studente di un qualsiasi istituto agrario (non solo ad indirizzo enologico) la impari a memoria se fai un corso sommelier, te la narrano in ogni corso di viticoltura (hobbistica o professionale) ed in un qualsiasi corso di degustazione, infine la trovi scritta in ogni libro in cui parla di vino o di coltivazione della vite.
Di internet è meglio non parlarne: la definizione sopra scritta addirittura ri-don-da!
Ed è talmente descrittiva che diventa impossibile sbagliare e definire vino un succo ottenuto da qualcosa d'altro. (sempre che l'Europa non voglia insistere e correggerci autorizzando la parola vino per tutto ciò che fermenta).
Eppure nel corso delle mie recenti vacanze mi sono imbattuto in un miriade di assaggi di "presunti vini": mi hanno proposto di assaggiare vino di ciliegie, vino di mirtilli, vino di visciole, vino di cachi, vino di mele, vino di albicocche e chi più ne ha più ne metta, sembrava quasi che la voglia di produrre bevande fermentate facesse a gara con l'ignoranza generale... e le proposte di tali assaggi non mi sono pervenute dal dilettante di turno che aveva appena scoperto quanto fosse bello produrre delle bevande alcoliche, bensì da quelli che dovrebbero essere i depositari del sapere: viticoltori, gestori di ristoranti, addirittura tenutari di enoteche (sic!). 
La tanto decantata cultura del vino inizia con il rispetto delle definizioni e delle regole, e per me è diventata regola correggere (se serve anche in modo  brusco) chi mi propugna pan per focaccia, perché dell'ignoranza (specie nelle cose basilari) ne possiamo fare benissimo a meno! .
Vi esorto nel fare altrettanto.
 
AC 
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Saturday 6 august 2011 6 06 /08 /Ago /2011 13:37

partenza.jpg 

 

Il blog torna lunedì 29 agosto... a tutti voi miei migliori auguri di buone ferie.

 

Alessandro

Di Circolo dei Saggi Bevitori
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Thursday 4 august 2011 4 04 /08 /Ago /2011 13:28

guia

Purtroppo sono di corsa in questi giorni, troppo di corsa per poter dedicare il giusto tempo alla splendida manifestazione che vi segnalo in questo post... per adesso accontentavi del consiglio di parteciparvi: Vin col fondo e sopressa, a Guia di Valdobbiadene, sino al 7 agosto
Io, con calma, ne parlerò nei prossimi giorni: cosa ho visto, cosa ho assaggiato, ed altro.... 
Per informazioni 348.1439717 oppure www.prolocoguia.it
 
AC
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Tuesday 26 july 2011 2 26 /07 /Lug /2011 13:42

dav-go

Lo ammetto, il presente post potrebbe sembrare auto celebrativo e vanesio, ma in realtà non vuole affatto esserlo: in questo post voglio solo dimostrare che se le regole ci sono, se vengono ricordate, ma soprattutto se vengono applicate ottengono lo scopo per cui sono state create!
Ricordate l'articolo che ho scritto lunedì 18 giugno? Errore stellare per Costellation, nel post comunicavo una grande incongruenza, questa: l'azienda Ruffino ha posto in commercio uno spumante Prosecco DOC, quindi un vino prodotto con uve coltivate nelle zone preposte, oppure (ma non credo) con uve provenienti da zone DOCG ma declassate, pertanto prive di ogni diritto di citare la loro zona di provenienza. 
Fin qui era tutto regolare, peccato che Costellation, grandissimo gruppo e proprietario del marchio Ruffino, nonché distributore sul mercato Statunitense di tale Prosecco, scrivesse nel proprio sito quanto segue a riguardo di tale prodotto: an extra-dry style, the 100 percent glera (Prosecco) grapes are sourced from the hilly areas of Valdobbiadene, one of the best-known regions of Prosecco production in the Veneto region of northwestern Italy" ovvero  "E un (vino) in stile extra-dry, ed il 100 per cento delle uve Glera (Prosecco) provengono dalle zone collinari di Valdobbiadene, una delle più note zone di produzione del Prosecco del Veneto nel nord-ovest d'Italia".
Fortunatamente il Consorzio di Tutela del Prosecco ha letto il mio post e si attivato per compiere il proprio compito (tutelare, per l'appunto...), e deve essere intervenuto con un certo vigore visto il risultato: oggi, infatti, nel sito di Costellation si trova scritto:  An extra-dry style, the 100 percent glera (Prosecco) grapes are sourced from highly sought after vineyards located in the Northeastern regions of Italy ovvero E un (vino) in stile extra-dry, ed il 100 per cento delle uve Glera (Prosecco) provengono da vigneti molto ricercati situati nella regione del nord est d'Italia... lo potete vedere qui. (e ci ricollocano nel nostro posto: il nord-est)
Mi fa piacere quanto si è ottenuto perché è stato ristabilito un diritto sacrosanto, ovvero poter citare il nome di una zona (in questo caso Valdobbiadene) anche nel materiale informativo/pubblicitario solo avendone il diritto...
Sembra poco, sembra niente, ma in realtà è questo che sta alla base di un vino DOCG: evitare che qualcuno ne "sfrutti" la gloria, anche solo per caso.
Un plauso quindi al Consorzio per il suo intervento, un plauso ai tantissimi produttori che mi hanno fatto i complimenti per aver segnalato tale stortura, ed un plauso anche a Costellation: va reso l'onore delle armi a chi, prontamente, corregge i proprio errori!
A volte Davide può ricordare le regole a Golia, e vederle applicate, senza dover impugnare la fionda.... 
 
AC
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Saturday 23 july 2011 6 23 /07 /Lug /2011 19:35

bevi

Ricordo bene la prima volta in cui ho assistito ad un'ispezione dei NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri): mi trovavo nel laboratorio di un amico, produttore di nicchia di estratti vegetali, ed è stata un'esperienza molto formativa: il personale intervenuto si era dimostrato alquanto professionale ed efficiente, e dopo una prima parte di ispezione fredda e formale, anche educato e correttamente comprensivi nel valutare talune situazioni.
Ispezione conclusa in modo tranquillo e privo di riscontri e rilievi negativi (non avevo dubbi: il piccolo laboratorio di quest'amico era, quando in disordine, lindo e sterile come può essere il laboratorio di una ditta farmaceutica, e lui un signor  professionista) se non fosse stata per la contestazione riguardo la retro etichetta presente su delle boccette di uno sciroppo a base di erbe (Kina, Rabarbaro, Genziana, Boldo, Finocchio).
In tale etichette il mio amico vantava gli effetti benefici di tale sciroppo senza però avere una ricerca di supporto (e quindi un'autorizzazione) che avvallasse ciò. Vi era scritto (più o meno: anche la mia memoria ha un limite) "questo sciroppo, prodotto da - bla, bla, bla-bla, ecc - vanta proprietà digestive e stomatiche".
Essendo il prodotto non ancora venduto il tutto si risolse con una piccola multa ed il divieto di impiegare tali etichette.
Bene, penso a quella situazione ogni volta che, per radio o in TV, sento la voce della paciosa Antonella Cerici scandire la frase "delizia il Palato e favorisce la digestione", riguardo ad un dessert prodotto da una notissima e prestigiosa azienda alimentare.
Personalmente ho i miei dubbi che un succedaneo del gelato favorisca la digestione (semmai impegna lo stomaco) ma sono certo che la ditta produttrice avrà presentato materiale a supporto di tale affermazione, mentre sul fatto che delizia il palato questo dipende solo dal palato che lo assaggia, ma è frase lecita.
Mi chiedo allora perché nella pubblicità dei vini non si utilizzi la frase "delizia il palato"... 
Qualcuno conosce un alimento più "inutile" del vino sotto l'aspetto nutrizionale (almeno al giorno d'oggi) ma che nella sua inutilità sia parimenti deliziante per il nostro palato?
Io no: il vino è l'alimento degli edonisti, di chi cerca il piacere assoluto del palato (ed un po' anche dello spirito) ed allora è frase che gli spetta di diritto, sempre!
E magari favorisce anche la digestione....
 
AC
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Thursday 21 july 2011 4 21 /07 /Lug /2011 14:30

spriz

"Un cane che morde un uomo non è una notizia, ma se è un uomo a mordere un cane allora si che è una notizia..."
La frase sopra citata dovrebbe essere un paradosso, invece deve essere la linea guida di molte redazioni giornalistiche visto che pochi giornalisti si esimono dall'applicarla! (a condizione che l'uomo che ha morso il cane non sia ricco e potente, magari un politico di livello, altrimenti zitti tutti...)
Perché vi dico questo?
Perche oggi, guardando il consueto programma comico su Italia 1 (no, non Zelig, quello è su Canale 5, bensì Studio Aperto), sono rimasto basito da un pseudo servizio riguardo una disfida alcolica che forse (forse... non si è certi, anzi facilmente ci si sbaglia...) era in programma in quel di Bolzano.
Nell'ascoltare il servizio veniva raccontato di una specie di sfida lanciata in internet da parte degli esercenti di un locale di Bolzano centro: la sfida consisteva nell'organizzare un Happy Hour a base di vino, birra, alcolici, il cui vincitore sarebbe stato colui che per ultimo avesse ceduto all'ubriachezza!
Già raccontata così è notizia a cui potrebbe crederci solo chi ancora da per certa l'esistenza di Babbo Natale, della Fata Turchina e di Pinocchio (fosse vera andava detto "a Bolzano esiste un pubblico esercizio, in centro, gestito da coglioni", il resto non conta) ma la cosa che più mi stupisce è il voler comunicare tale pseudo notizia al resto d'Italia, a cosa serve infatti?
A nulla, se non a screditare la giovane cittadinanza di una città molto più civile di tante altre.
Oggi pomeriggio, infatti, ogni persona che venisse ad apprendere una simile cosa etichetterebbe i giovani Bolzanini come degli alcolizzati marci... d'altra parte si fa svelti a sparare nel mucchio: tutti ubriachi, tutti stupidi, tutti mammoni e nullafacenti.
Basta, smettiamola con i luoghi comuni, perché, invece di comunicare una notizia di cui non si ha certezza, il giornalista non ha comunicato quanti sono in Italia i ragazzi under 30 che fanno parte della Protezione Civile, quanti sono quelli che impegnano il tempo libero nella Croce Rossa, nelle associazione che offrono sostegno agli anziani (quanto vi ammiro per questo) quelli che vanno a raccogliere immondizie, ad accudire gli animali abbandonati, ecc.ecc. (e senza cui questo Paese non andrebbe avanti) o anche, solamente, perché non dice quanti sono quelli che si comportano normalmente da persone civili rispettando i loro compiti?
Smettiamo di dare spazio a chi cerca sempre e solo l'eccesso, come segnalava ieri Cantastorie ignoriamo chi dice "mai un momento di normalità, voglio solo eccessi!!" non diamo loro spazio, censuriamoli, esaltiamo il normale una volta per tutte, e poniamo tale individuo al centro dell'attenzione.
Ma l'importante è mordere il cane (forse) il resto non serve: tutti dentro l'Happy Hour, tutti persi....
 
P.S. ieri sera grande festa per la laurea del mitico Enrico: tantissimi giovani, media inferiore ai 28 anni, tantissimi e tutti scatenati nel ballare, mangiare, assaggiare vini di ogni dove (ed il termine assaggiare è limitativo oltre modo...), spritz, ed altro.
Però nessuno si è ubriacato, nessuno si è perso nel ciglio della strada, nessuno è "andato in escandescenza", nessuno ha vomitato: zero volgarità, zero incidenti stradali e non è venuta mai meno l'educazione ed il rispetto per il prossimo (sia per chi, come me, ha parecchi anni in più, o semplicemente tra loro) da parte di questi giovani educati e responsabili, con la testa sulle spalle.
Ragazzi che ammiro ed esalto: erano tutti dentro l'Happy Hour senza essere fuori di testa, come invece, ogni tanto, va qualche cronista.
 
AC
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Wednesday 20 july 2011 3 20 /07 /Lug /2011 14:32
fantozzi Equilibrio, a mio avviso la vita è fatta di equilibrio, giusto equilibrio in tutto: equilibrio tra i momenti seri e momenti ridanciani, equilibrio tra momenti ilari e momenti di compostezza, equilibrio tra la lavoro e riposo, tra incassare e spendere, tra frequentazione degli amici e solitudine, ed equilibrio anche nelle cose personali.
E' bellissimo indossare un abito su misura, chiudere i polsi della camicia con gemelli ereditati ed annodare una cravatta di griffe, ma è bello anche infilare jean's sdruciti e t-shirt, è bellissimo ascoltare un brano tratto da un'opera di Wagner oppure di Lalo Edouard, ma anche canticchiare la canzoncina dell'estate appena trasmessa dalla radio, è cosa immensa leggere la Divina Commedia oppure Le opere e i giorni di Esiodo, ma non da meno ti riempie l'anima leggere le pagine di 100.000 gavette di ghiaccio oppure, più semplicemente, del libro del momento.
Cinepanettoni a parte è bello anche andare al cinema per visionare un film leggero se lo intervalli a qualcosa di serio: non puoi sempre (e solo) guardare la Corazzata Potëmkin...
Eppure l'equilibrio sembrano averlo perso molti commentatori del vino: a parte alcuni (tra cui Rizzari che leggo sempre più assiduamente, oppure Sabellico) vedo sempre una maggiore distanza tra chi il vino lo beve (e lo compra) e chi lo giudica... ufficialmente tutti a difendere la bevibilità o la facilità di un vino, ma poi guai se parli di una Schiava, di un Frascati o del Prosecco: si deve parlare solo di Nebbiolo proveniente da zone nobili (che adoro, ma in questi giorni lascio in cantina) di spumanti Metodo Classico o di Riesling rigorosamente Renano, il resto è out, fuori discorso, o al limite ottimi vini da disprezzare pubblicamente.
E questo mi spiace, perché agli amici che guardano solo ed esclusivamente la corazzata Potëmkin bisogna ricordare che all'eccesso questa è una cagata pazzesca (Fantozzi docet) 
 
AC
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DISCLAIMER

Questo blog non è, ne vuole essere, una testata giornalistica: viene aggiornato mantenendo una periodicità quasi quotidiana, a pura discrezione di chi lo scrive, pertanto non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2010.
Le immagini e le fotografie a corredo dei post sono state eseguite da chi le pubblica, oppure raccolte in rete.
L'eventuale pubblicazione di immagini coperte da copyright è avvenuta senza intenzionalità. Esse verranno immediatamente rimosse a seguito di semplice richiesta.

PROFILO DEL BLOG

Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono di fronte a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, diretto o indiretto che sia, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it 

Sede operativa: C\O Asolo Golf Club 
La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034  Cavaso del Tomba (TV), la puoi individuare premendo premi qui, oppure tramite Google Maps premendo qui

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