Prosecco... e d'intorni!

Tuesday 19 may 2009 2 19 /05 /Mag /2009 11:12

Si è conclusa ieri, con il wine tasting e la colazione riservata alla stampa specializzata ed agli operatori del settore, la manifestazione Vino in Villa 2009.

Quali luci (e quali ombre) hanno caratterizzato l'edizione di quest'anno? Fortunatamente più le prime delle seconde ed oggi vediamo quali.

Il pubblico

Il pubblico è la prima voce da porre sotto la casella "soddisfazioni".

Tante persone, superiori a quello delle scorse edizioni, ma un pubblico fortunatamente ben distribuito nell'arco della giornata in modo tale che è sempre stato possibile, con brevissima attesa, interloquire con il produttore e/o la persona addetta al tavolo di servizio.

Un pubblico educato, spesso edotto, mai caciarone, anche per la parte più giovane: nulla a che vedere con certe scene da basso impero che oramai sono il brutto corollario di Vinitaly o altre manifestazioni aperte al pubblico .

I Produttori

Diamo un plauso anche ai produttori o chi per essi: sempre presenti ai tavoli, inesauribili nella loro voglia di soddisfare le curiosità del pubblico, tanto nelle spiegazioni, quanto nell'offrire i loro vini.

E' così che si instaura il rapporto produttore-cliente finale, non certo con gli stand-fortino che si realizzano in certe fiere (delle vanità).

L'organizzazione

Puntuale e percisa come gli altri anni: ottimi i parcheggi, i servizi bus navetta, le indicazioni.

Fantastica l'ubicazione (Castello di San Salvatore, ma il merito è altrui...).

Qualche sbavatura alla cassa ed alla distribuzione bicchieri, ma sono piccole disattenzioni comprensibili.

La migliore cosa fatta da chi organizza è stata la ridistribuzione dei tavoli: finita la incredibile (e sciocca, me lo si permetta) anarchia che voleva i produttori divisi per iniziale oppure casualmente.

Quest'anno si è scelto di posizionarli in modo geografico, partendo da Conegliano ed avvicinandosi, man mano, alla zona di Valdobbiadene e del Cartizze.

Facendo ciò chiunque a potuto constatare le differenze zonali: apprezzando prima la ricchezza aromatica e l'opulenza dei vini della zona di Conegliano, che ne fanno vino frutto ideale per aperitivi o per tenori zuccherini atti a sostenere alcuni dolci, per avvicinarsi poi alla mineralità ed alla sapidità della zona di Valdobbiadene: vini più votati ad accompagnare il pranzo ed ideali anche in versione tranquilla.

I vini

Ovvio, se viene meno il vino viene meno tutto!

Meglio del previsto gli assaggi effettuati: vini quasi sempre ben presenti, varietali, meno marcati nelle aromaticità indotte dai lieviti (vi prego: abbandonate i lieviti aromatici!) e molto più frutto della pura uva raccolta.

Visti gli assaggi effettuati in manifestazioni minori mi attendevo un risultato più modesto, e per fortuna mi sbagliavo.

Interessante il fatto che molti produttori stiano (finalmente) riducendo gli zuccheri: tantissimi i brut presenti e tantissime le richieste di assaggiare questi ultimi.

Anche negli extra dry si sta cercando di contenere verso il basso gli zuccheri e ciò non può che essere una bella cosa per il consumatore finale: troppe volte si è voluto camuffare strutture inesistenti sorreggendole con un po' di zucchero residui in più. E forse anche questo è uno dei motivi per cui il vino della nostra zona è stato imposto come spumante e non come vino tranquillo: più facile condizionare i primi che non i secondi.

 

Per correttezza va però detto che il vino migliore presente alla manifestazione era proprio un Dry, ovvero uno spumante con residuo zuccherino elevato: si trattava del Prosecco Dry "Le Colture" di Santo Stefano.

Un vino ricco di zuccheri ma controbilanciato da una sapidità ed una mineralità invidiabile.

Un grande vino (derivato da grandi uve) che dovrebbe essere preso ad esempio da tutti quei produttori di Cartizze che si ostinano nello spumantizzare il loro vino in tale versione per il solo motivo di giustificare una differenza che l'uva non supporta più!

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Prosecco... e d'intorni! - Community : Il mondo del vino
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Friday 15 may 2009 5 15 /05 /Mag /2009 10:52

Si avvicina la manifestazione più rappresentativa per il vino principe della nostra zona, il Prosecco, ovvero Vino In Villa, splendida vetrina aperta a giornalisti, addetti del settore e pubblico finale.  

Come ogni anno Castello di San Salvatore, splendido borgo del XIII secolo, accoglierà questa bella iniziativa, saranno presenti quasi 100 aziende che, con più di 300 vini, presenteranno le molte novità.

L'evento metterà al centro il territorio presto oggetto di candidatura a Patrimonio Unesco (o almeno dovrebbe metterlo: lunedì avremo una dura presa di posizione su questa iniziativa che risulta purtroppo essere mera propaganda) e grazie al tour alla scoperta dell'area e alle iniziative in cantina, i visitatori potranno scoprire le colline di Conegliano Valdobbiadene.

Di seguito di forniamo indicazioni e programma.

 

CASTELLO DI SAN SALVATORE
SUSEGANA - TREVISO (apri la mappa)
16 - 18 MAGGIO 2009

Ingresso comprensivo di calice personalizzato in cristallo Riedel: Euro 20


Sabato 16 maggio '09

Ore 10.00 Convegno
QUARANT'ANNI DI DENOMINAZIONE, 5 SECOLI DI VOCAZIONE
Quarant'anni di denominazione: il punto di partenza per nuove sfide.
La richiesta di DOCG e la candidatura del territorio a Patrimonio Unesco. Tutte le anticipazioni nel convegno aperto ai produttori


Ore 16.00 I Simposi di Vino in Villa
"IL SOGNO DELL'ABBONDANZA"
Le relazioni tra vino, convivialità e felicità nella storia e nella letteratura, dalle culture antiche all'Europa moderna.
Ideazione e direzione scientifica a cura dell'Università Ca' Foscari di Venezia.


Dalle 18.00 alle 22.30
WINE TASTING: ALLA SCOPERTA DI 101 COLLINE
Viaggio nel bicchiere per conoscere le molte sfumature del territorio di Conegliano Valdobbiadene. Calice alla mano, si partirà da Conegliano e, passando attraverso l'espressione dei 15 comuni, si arriverà fino al cru Cartizze nel territorio di Valdobbiadene.


DOMENICA 17 MAGGIO 2009

Dalle 10.00 alle 21.00
WINE TASTING: ALLA SCOPERTA DI 101 COLLINE
Viaggio nel bicchiere per conoscere le molte sfumature del territorio di Conegliano Valdobbiadene.
Calice alla mano, si partirà da Conegliano e, passando attraverso l'espressione dei 15 comuni, si arriverà fino al cru Cartizze nel territorio di Valdobbiadene.

 

Dalle 10.00 alle 18.00
SULLA VIA DELL'UNESCO

Vino in Villa vi invita a scoprire i punti panoramici che diverranno oggetto di valutazione UNESCO.

Tour guidato con prenotazione obbligatoria vinoinvilla@prosecco.it

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Prosecco... e d'intorni! - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 5 may 2009 2 05 /05 /Mag /2009 10:00

Nei giorni compresi tra mercoledì 29 aprile e sabato 2 maggio si è svolta a Parenzo (HR) la rassegna internazionale di vino Vinistra 2009, manifestazione che ha avuto luogo nella Zatika Arena, la bella e futuristica struttura sorta quasi all'improvviso all'ingresso delle cittadina costiera.

Presenti oltre settanta aziende vinicole croate ed una ventina di artigiani della gastronomia: visti gli interessanti numeri e la piacevolezza dei luoghi abbiamo ritenuto sciocco non esserci...

Per onestà va detto che il termine "rassegna internazionale" non identifica affatto quanto presentato: in realtà Vinistra è una bella vetrina di prodotti locali, con la Malvasia istriana sugli scudi, e se così non fosse perderebbe il motivo di essere visitata.   

Già all'ingresso salta all'occhio la differenza con molte delle manifestazioni che purtroppo abbiamo modo di visitare, tanto in Italia quanto in altre zone: la reception/biglietteria si compone di un numero di addetti sufficienti ad emettere in pochi minuti un numero di biglietti d'ingresso sufficienti a soddisfare tutte le persone presenti e questo già predispone al buonumore, se a questo ci aggiungiamo locali lindi e puliti, ariosi e ben disposti la soddisfazione del visitatore è massima.

Ovvio non si deve confondere una manifestazione poco più che locale con altri eventi la cui portata, tra produttori che espongono e pubblico presente, è quasi sessanta volte tanto, ma ciò non deve essere taciuto, e comunque è sui vini presentati che deve andare tutta la nostra attenzione.

Devo dire in senso generale che la soddisfazione è stata notevole: vini piacevolissimi, marcati oltremodo nella loro tipicità ed identità, ma scevri di tutti quei difetti gustativi (dovuti all'approssimazione avuta in fase di vinificazione) che sino a pochi anni fa li accompagnava.

Grandi risultati nei vini bianchi, con prodotti ricchi di personalità e caratterizzati da strutture possenti ma dotate di sapidità e mineralità tali da giustificare quelle componenti che su altri vini sarebbe stati solo degli eccessi.

Vini  "di territorio", espressione di un luogo prima ancora che di un vitigno, senza ricorso ad inutili operazioni di maquillage che troppo spesso avvengono in cantina ma come detto esenti fa difetti o da grossolanità.   

Indubbiamente meno gioioso il risultato su tutti i vini rossi, qui si riscontrano caratteristiche diametralmente opposte ai bianchi: vini sottotono, vuoti, con gradazioni alcoliche elevate e scarso contenuto, inutilmente irrobustiti da tannini ceduti dal legno in cui il vino è maturato.

Ma fortunatamente offerti con la semplicità di ammettere che le terre dove nascono sono votate per la produzione dei bianchi.

Nei prossimi giorni analizzeremo qualche singolo vino per darvi maggiori informazioni, ma sulla manifestazione non vi è dubbio: se il prossimo anno avete indecisioni sulla meta da raggiungere per la festa del 1° maggio Parenzo, bellissima cittadina balneare, e Vinistra potrebbero essere la soluzione!

 

AC
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Monday 23 march 2009 1 23 /03 /Mar /2009 07:31

Con gioia approfitto della manifestazione Primavera del Prosecco, di cui ho già parlato (La Primavera del Prosecco), per poter assaggiare distintamente, e di ogni zona, quanto la scorsa vendemmia ci ha riservato. Nei giorni scorsi ho avuto modo di visitare la mostra che si svolge a Santo Stefano, punto di riferimento non solo per i produttori e la zona ivi rappresentata, ma anche per la splendida organizzazione: è quasi imbarazzante constatare come una semplice Pro loco di paese, pardon di frazione, riesca ad organizzare una manifestazione ineccepibile per spazi, forma, puntualità, idee e cortesia. Un "Bravi" sincero e con la B maiuscola gli va riconosciuto.

Gli assaggi hanno rappresentato una piacevole sorpresa: l'annata difficile, sotto l'aspetto attacchi e malattie (non dimentichiamoci della disastrosa primavera 2008...) ha prodotto comunque vini di carattere con sapidità ed espressioni varietali superiori a quelle di molti altri anni. Forse mancheranno certe punte di eccellenza che si potevano cogliere nelle scorse edizioni, ma la qualità media si è certamente elevata, e di molto, ed è questo ciò che conta!

L'imbarazzo però coglie chi assaggia i vini quando dal Prosecco si passa al Cartizze: è indubbia l'idea che il poter assaggiare questo prodotto, per una volta tanto in forma non spumantizzata, rappresenti l'incontro con la massima espressione del Prosecco e pertanto le attese sono elevate, ma purtroppo questo non avviene affatto... e non si tratta solo di aspettative disattese, bensì di qualità realmente minore! Infatti di tutti i Cartizze presenti se ne riscontra solo uno di molto buono, tre di buoni (ma non meglio dei Prosecco Primavera presente nella stessa manifestazione) mentre gli altri sono tutti insufficienti sotto ogni aspetto.  Ed allora quale domanda può scaturire se non: "dove sta il valore del territorio?"

Una zona in cui un ettaro di terreno costa come un palazzo in centro a Venezia, e su cui tutti i fari dell'attenzione vengono puntati, può dare frutti così miseri? Riusciamo forse a spiegarci il perché tutti i produttori (esclusi giusti un paio) si ostinino nel presentare questo vino sempre e solo spumantizzato in versione Dry? Ce lo spieghiamo eccome: perché solo così si riesce a nascondere l'assenza di spessore e sostanza di un vino largamente costruito, prodotto da un'uva che oggi è lontana parente di quella che ha fatto sì che tanta gloria si potesse raggiungere.... e di uno spumante che oggi, a parte qualche splendido esempio dato da quattro - cinque aziende, vive solo ed esclusivamente di gloria raccolta nel passato.

Se Cartizze deve stare a Prosecco come Barolo o Barbaresco stanno a Nebbiolo, o più semplicemente (rimanendo sul bianco) di come AOC Grillet sta a Condrieau, sarà il caso di imparare: le zone vocate devono dare l'uva migliore ed il vino più buono, non solo quello più costoso! 

AC

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Monday 9 march 2009 1 09 /03 /Mar /2009 17:08

portaleIl nome è bellissimo, la manifestazione anche, l’unico neo, purtroppo, è la scarsa ricezione da parte del pubblico, in particolar modo quello più edotto dal punto di vista enologico.   La Primavera del Prosecco è una sorta di mostra del vino Prosecco itinerante: settimana dopo settimana sembra spostarsi, tale e quale, di paese in paese se non addirittura di frazione in frazione dello stesso: vi si colgono le stesse formule, gli stessi programmi, molto spesso gli stessi avventori, una cosa ovviamente muta: il vino proposto!        Infatti ogni mostra offre solo il vino frutto del proprio territorio, permettendo così al consumatore di cogliere le differenze qualitative e di espressione da zona a zona.                            Non rammento altri luoghi dove vi sia una manifestazione di tale piacevolezza e semplicità…

Purtroppo, forse per il clima semplice ed informale, molto Soloni del vino disdegnano le mostre delle Primavera del Prosecco ritenendole banali ed eccessivamente di massa, e questo è un grave errore: quale occasione più propizia vi può essere per l’affermazione del territorio se non questa?             A mio parere poche, se non nessuna, mi piacerebbe però cogliere le vostre idee.

AC

 

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Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.
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