Si sa, in tempi di crisi accaparrarsi un buon cliente non è cosa facile,
ed ancora più lo è il fidelizzarlo: questo ben lo sanno (visto che la crisi dei trasporti aeri è conseguente all'attacco dell'11 settembre, quindi antecedente a quella che sta attanagliando tutti
noi) le compagnie aeree che sorvolano il nostro pianeta.Per attrarre nuovi passeggeri da prima si era cercato il richiamo della pubblicità, ma vista l'inefficacia i sales manager hanno ben pensato di ridurre i prezzi delle tratte offrendo biglietti per il solo trasporto aereo.
Inizialmente conteggiando le spese aeroportuali a parte, per arrivare poi all'applicazione di una tassa su ogni servizio di terra e/o di smistamento per raggiungere infine il pagamento di ogni servizio di bordo, anche il più essenziale come quello dell'utilizzo della toilette. Come insegna la recente proposta di Ryanair ( link )
Ma in realtà la corsa al ribasso, oltre ad avere un limite, non può risolvere tutto soprattutto per le tratte a lunga percorrenza dove serve il giusto mix tra prezzo e servizio confortevole!
Ed a questo deve aver pensato il management di Singapore Airlines, da sempre una delle compagnie più votate alla ricerca del rapporto prezzo/qualità: dopo aver corredato ogni aereo (ma soprattutto in ogni classe) di sedili ampliati, TV personale, collegamenti WI-FI, spazi di colloquio, ecc., SA sta puntando all'innalzamento di quanto viene servito a bordo, non solo per il cibo ma soprattutto per le bevande, vino in primis.
Prima compagnia ad avere la carta dei vini di bordo, degna per altro di un tre stelle Michelin, SA ha deciso di curare gli abbinamenti cibo/vino affidandosi nientemeno che a Jeannie Cho Lee, unica asiatica ad essere insignita del prestigioso Master of Wine.
Al fine di offrire il meglio Cho Lee ed il suo staff hanno vagliato oltre 1.000.000 di vini degustandone il 10 per cento.
Indubbiamente la qualità di un volo passa anche attraverso il vino sorseggiato durante il pasto o nei lunghi momenti di noia, per contro molti produttori vinicoli potranno assicurare ai propri clienti di avere vini che volano alto....
AC
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A piccoli passi, anche in Italia, ci stiamo indirizzando verso
a quella che dovrebbe essere la svolta epocale in fatto di packaging: la sostituzione dei tappi in sughero con chiusure di altro materiale per i vini di fascia qualitativa elevata, i così detti
"top wine".
In questi giorni possiamo assistere all'ennesima sciocchezza proposta dagli
euroburocrati che ci governano, i quali, quando si occupano di tutto ciò che riguarda l'agroalimentare, rasentano spesso il ridicolo, quando non lo superano...
Nel corso dell'inaugurazione dell'Antica
Fiera di San Gregorio a Valdobbiadene (TV), il ministro Luca Zaia ha spiegato le prossime mosse per porre la tutela del nome Prosecco.
In un articolo comparso oggi su Agroalimentare (vedi
Nello scorso week-end, ad Avvelino, si sono svolti gli "Stati Generali del
Vino in Campania" a cura dell'assessorato regionale all'agricoltura e con il patrocinio della regione stessa.
In questi ultimi mesi si sta scatenando un'autentica guerra tra i più
famosi winewriters d'oltreoceano, i cosiddetti esperti: infatti i tanti eno-giornalisti a stelle e strisce, dopo una decennale dittatura dell'oramai inflazionato (e sempre meno ascoltato)
Robert Parker, hanno iniziato una sorta di lotta per stabilire chi tra loro vanti il maggior potere di appel nei confronti del pubblico appassionato di vino.
Con squilli di tromba ed ingiustificato giubilo Coldiretti ci comunica che
nella vendemmia 2008 abbiamo superato la Francia, abbiamo infatti prodotto 1 milione di ettolitri di vino in più rispetto a loro: 45 milioni contro i loro 44....
Il nome è bellissimo, la manifestazione anche, l’unico neo, purtroppo, è la scarsa ricezione da parte del pubblico, in particolar modo quello più edotto dal punto di vista
enologico. La Primavera del Prosecco è una sorta di mostra del vino Prosecco itinerante: settimana dopo settimana sembra spostarsi, tale e quale, di paese in paese se non addirittura di
frazione in frazione dello stesso: vi si colgono le stesse formule, gli stessi programmi, molto spesso gli stessi avventori, una cosa ovviamente muta: il vino proposto!
Infatti ogni mostra offre solo il vino frutto del proprio territorio, permettendo così al consumatore di cogliere le differenze qualitative e di espressione da zona a zona.
Non rammento altri luoghi dove vi sia una manifestazione di tale
piacevolezza e semplicità…
La notizia è stata data in pompa magna in occasione di “ Chianti
Classico Collection” (una delle tantissime Anteprime che si stanno svolgendo in questi giorni nelle terre di Toscana): il Chianti è il vino più imitato al mondo!
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