Venerdì 11 dicembre 2009 5 11 /12 /2009 09:48

il+gatto+e+la+volpe Ci risiamo, le agenzie di stampa comunicano che è scoppiato l’ennesimo scandalo nel mondo del vino. (sempre che si voglia chiamare un liquido adulterato!) 

Anche questa volta la regione protagonista è la Toscana (sia chiaro che ciò avviene non perché gli imprenditori Toscani siano meno corretti dei loro colleghi, anche perché spesso i Toscani non centrano con queste truffe, bensì pèr la maggior facilità di collocamento del prodotto contraffatto). Sinceramente sbalorditivi i numeri che si prospettano: il sequestro di Chianti Docg e Igt Toscano da parte della guardia di finanza di Siena, nell'ambito dell'inchiesta sui vini non conformi al disciplinare di produzione, coinvolge ben 42 aziende, con 17 persone indagate per associazione a delinquere e frode in commercio aggravata. Alcuni indagati, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, hanno reperito sul mercato enormi quantità di vino non rispondente al disciplinare (Igt o Docg), a volte di bassissima qualità, per miscelarlo con vini da taglio e, quindi, creare assemblaggi per circa 10 milioni di litri, pari a più di 13 milioni di bottiglie rivendute sul mercato con denominazioni di pregio (tra cui anche Brunello e Rosso di Montalcino). Per nascondere i reali trasferimenti del prodotto da un'area geografica all'altra, sono stati usati sistemi di falsificazione di registri di produzione, di vinificazione e di fatture fiscali. I sequestri sono avvenuti in Toscana, ed in parte in Abruzzo, Trentino, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Indagati enologi ed imprenditori vinicoli, anche di rilievo internazionale. Le indagini proseguono per accertare i profili di responsabilità anche con riguardo agli illeciti di natura tributaria. L'indagine è stata condotta con l'Ispettorato del ministero delle politiche agricole (Icq-Rf) e segue il filone di inchiesta della precedente sul Brunello di Montalcino di circa un anno fa.

C’è però una piccola e doverosa riflessione da fare su tutto ciò: per attuare una truffa come quella di cui riferisco servono tecnici compiacenti ed imprenditori vitivinicoli (il Gatto & la Volpe) ma nulla concluderebbero se non vi fosse l’acquirente (inteso come gruppo d’acquisto o marchio di distribuzione) che richiede prezzi impossibili per poter trarre maggior guadagno, ben sapendo che tali prezzi possono essere praticati solo con produzioni fittizie o truffaldine.         Se il consumatore finale ci rimette la colpa non è solo del Gatto e della Volpe, ma anche del Pinocchio che rivende!!!

AC   

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 1 commenti - Segnala
Giovedì 10 dicembre 2009 4 10 /12 /2009 15:08
Lavori.gif

Per un aggiornamento della piattaforma che supporta il nostro blog (miglioramento della struttura e della velocità di pubblicazione, delle iscrizioni alle newsletter ed altri problemi tecnici che riscontravamo) nei giorni di mercoledì 09 e giovedì 10 dicembre i nostri articoli non potranno andare on-line.
Ci scusiamo del ritardo con cui comunichiamo ciò, ma ci è risultato difficile pubblicare anche questo post.
A venerdì!

I Saggi Bevitori

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Lunedì 7 dicembre 2009 1 07 /12 /2009 08:00
Nel corso dell'ultima serata di degustazione del Circolo, svoltasi giovedì scorso 03 dicembre, è stato come di consuetudine presentato il programma del primo venerdì del mese per l'anno a venire, 2010.
(che di seguito andiamo ad illustrare).
Le premesse sono indubbiamente positive: si presenta un anno ricco di serate belle e ben ripartite, che dovrebbero stimolare ogni appassionato di vino nell'entrare a far parte del Circolo dei Saggi Bevitori.
(appassionati che invitiamo molto volentieri).

Per ricevere informazioni sui costi, le iscrizioni e quant'altro vorrete sapere potete scrivete a:  info@saggibevitori.it  oppure chiamare lo 0423.951310 chiedendo di Lorella.


PROGRAMMA 2010


Venerdi 5 Febbraio                 
Vinum regum rex vinorum : Tokaji.
Alla scoperta del vino dolce più regale che sia mai esistito : il Tokaji
 
Venerdi 12 marzo                    
B come Barolo M come Massolino
Il ritorno del bravissimo produttore di Serralunga d’Alba con una chicca di… mezzo secolo

Venerdi 16 aprile                      
I vini del Gastronauta
Racconti ed emozioni degustando assieme a Davide Paolini, un nome che non ha bisogno di presentazione.

Venerdi 7 maggio                   
 Cà Orologio : l’emergente dei Colli Euganei.
L’ azienda di Baone, che sta affermando il suo vino e la sua filosofia in tutt’ Italia, è nostra ospite.

Giovedi 10 giugno                 
Un lago di vino : il Garda ed il “suo” Lugana.
Cà dei Frati ci spiega perché terreni prospicienti il Lago di Garda ed il Lugana formano terroir.

Venerdi  9  luglio                   
Franciacorta in Jeans : Contadi Castaldi.
Incontro con l’azienda dall’immagine più giovane e sbarazzina, ma inserita tra le grandi della Franciacorta

Venerdi 3 settembre                
I vini delle cime : la Valle d’ Aosta.
La Crotta dei Vignerons, serve altro ?

Venerdi 8 ottobre                  
C'est la France :
Incontro con Madame Fleury : i vini di Francia raccontati da una francese !

Venerdi 5 novembre              
Non solo All Blacks : la Nuova Zelanda ed il suo vino.
Vini, curiosità ed impressioni di due enologi a zonzo per il paese della vela, dei kiwi e del rugby!

Giovedi 2 dicembre               
Taglio Bordolese ? Si, non oui !
I vini ottenuti con taglio bordolese prodotti in Italia: sorpresa sicura !
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Sabato 5 dicembre 2009 6 05 /12 /2009 15:20
Tra ieri ed oggi ho ricevuto parecchie mail di persone presenti alla serata organizzata dal Circolo sulla Valpolicella, nelle quali mi viene chiesto di spiegare nuovamente la tecnica del Ripasso.
Quale  migliore occasione per fare un breve ripasso del... Ripasso?

Produttori e tecnici della Valpolicella hanno individuato con il termine “Ripasso” una precisa tecnica enologica di elaborazione del vino “Valpolicella” che non sembra trovare sistemi anloghi in altre zone. L’unico sistema he in qualche maniera può ricordare il Ripasso è la tecnica denominata “governo alla toscana” utilizzato in passato per la produzione del Chianti e da parte di alcuni produttori per il Conero Rosso. E' che consiste nel far riferimentare del vino con uve appassite in favvio di ermentazione, non  con vinacce già fermentate come nel caso del Ripasso. Il Ripasso prevede dunque la macerazione del vino Valpolicella con vinacce fermentate di uve appassite precedentemente utilizzate per la produzione del Recioto o dell’Amarone. In pratica, alla svinatura del mosto-vino, dopo aver sgrondato staticamente in maniera più o meno intensa le vinacce nel tino di fermentazione, si pone del vino Valpolicella ottenuto da uve fresche nel medesimo recipiente a contatto con le vinacce ancora in parziale fermentazione. Da un punto di vista qualitativo, i risultati dipendono dalla tipologia del vino utilizzato per il Ripasso, dal rapporto della sua qualità rispetto a quella delle vinacce e dalla quantità di liquido ancora presente nelle vinacce fermentate. In linea di massima si cercano di evitare tempi di macerazione prolungati, in quanto le vinacce in questa fase risultano esaurite dalla precedente macerazione dei composti colorati e fenolici di pregio, ciò che residua sono tannini ad elevato peso molecolare, amari e presenti principalmente nei vinaccioli; tannini che vengono facilmente estratti a contatto con un mezzo alcolico conferendo al vino la sensazione di “secchezza” con note evolutive sovente troppo pronunciate. È per questo motivo quindi che si cerca di ridurre il contatto al fine di ottenere una semplice lisciviazione del liquido imbevuto nelle vinacce. In genere la tecnica del Ripasso è utilizzata allo scopo di elaborare il Valpolicella Superiore, che risulta quindi caratterizzato da una maggior struttura e longevità rispetto al Valpolicella, da una maggiore alcolicità, da una acidità più bassa e una maggior rotondità, da un più elevato valore in estratti e in sostanze fenoliche, idoneo ad avvantaggiarsi dell’invecchiamento minimo di un anno previsto dal disciplinare. Infine, da un punto di vista tecnico, la pratica del Ripasso può essere utilizzata allo scopo di completare la fermentazione di vini che oggetto di arresti fermentativi, oppure per eliminare anomalie olfattive o per favorire l’intervento della malolattica.

E' un metodo che raccoglie grandi sostenitori ed altrettanto grandi detrattori, personalmente rimango sempre perplesso di fronte all'utilizzo di tale sistema, anche se ad onor del vero devo ammettere che nell'ultimo anno il più buon vino rosso Veneto che ho degustato (soprattutto nel rapporto prezzo/qualità) era proprio un Valpolicella Ripasso....

AC

(parte tecnica tratta dal sito del consorzio Valpolicella link)

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Venerdì 4 dicembre 2009 5 04 /12 /2009 10:02

Nella serata di ieri, dedicata alla Valpolicella ed al vino Valpolicella Superiore abbiamo degustato i seguenti vini:

- SPERI Valpolicella Classico Superiore 2006 Vigneto St. Urbano.
- BERTANI Valpolicella Classico Superiore ripasso 2006 Villa Novare
- FATTORIA GARBOLE Valpolicella Superiore 2006
- ROCCOLO GRASSI Valpolicella Superiore 2005

A voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento.

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : 1° venerdì del mese! - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 7 commenti - Segnala
Mercoledì 2 dicembre 2009 3 02 /12 /2009 21:07

Concludiamo il nostro giro in Valpolicella, in attesa della serata in programma al Circolo, parlando delle uve e di due dei suoi vini: il Valpolicella Classico ed il Valpolicella superiore                                                       Le uve Corvina, corvinone, rondinella, molinara, ma anche cruina, forselina, negrara, oseleta: per limitarci alle sole uve rosse, i vigneti della Valpolicella sono uno scrigno di biodiversità ampelografiche. Per anni la produzione vitivinicola si è concentrata soprattutto su poche varietà di queste uve, di cui si sono scelti e coltivati soprattutto i cloni più generosi, ma da qualche tempo l'interesse scientifico e dei produttori è tornato ad occuparsi di certe uve "dimenticate", le cui caratteristiche invece sembrano rispondere alle. richieste di un consumatore più evoluto ed esigente. Del ventaglio di vitigni presenti in Valpolicella, la più importante è sicuramente la corvina: apprezzata soprattutto per il suo corredo di sostanze coloranti, per la concentrazione e la sua grande capacità di adattarsi all'appassimento, dona ai vini della Valpolicella un'inconfondibile nota di ciliegia. A lungo considerato una delle tante varietà di corvina, il corvinone è invece un vitigno a se stante, che nelle annate migliori riesce a rivelare caratteristiche organolettiche superiori perfino a quelle della corvina stessa. A dare i risultati migliori sono soprattutto i corvinoni di collina: quest'uva infatti resiste bene al freddo ed è ideale per l'appassimento, anche se un po' sensibile agli attacchi di muffa grigia (Botrytis). Più resistente a condizioni climatiche critiche si dimostra la rondinella: i vini che si riescono a produrre risultano in genere meno strutturati ma posseggono bei profumi floreali e una buona eleganza.

Il Vino

I vini della denominazione di origine controllata “Valpolicella” devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica : Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 40% al 80%; è tuttavia ammesso in tale ambito, la presenza del Corvinone nella misura massima del 50%, in sostituzione di una pari percentuale di Corvina;   Rondinella dal 5 % al 30 % ; possono concorrere alla produzione le uve provenienti dai vitigni a bacca rossa non aromatici, raccomandati  e autorizzati per la provincia di Verona, fino ad un massimo del 15% totale, nel limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato. La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Valpolicella” non deve essere superiore a 120 quintali ad ettaro di vigneto in coltura specializzata. Dalla vinificazione di queste uve si ottiene il vino Valpolicella. Le sue caratteristiche essenziali sono: alcolicità moderata, acidità totale medio-alta con frequente presenza di acido malico, sciolto di struttura, scorrevole alla beva, tannicità modesta, di colore vivace con riflessi granati, organoletticamente fragrante con profumi floreali e di amarena con caratteristiche di fragranza e freschezza.                                                    Valpolicella classico: l'uso della specificazione "classico" in aggiunta alla denominazione di origine controllata "valpolicella" è riservato al prodotto della zona originaria più antica e vinificato nella zona stessa che comprende  i 5 comuni di Sant'Ambrogio di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Marano e Negrar.                             Il Valpolicella Superiore: Il Valpolicella Superiore si diversifica rispetto al Valpolicella per una alcolicità più elevata, l’acidità più bassa, una maggior rotondità, un più elevato valore in estratti e in sostanze fenoliche; esso, secondo il disciplinare, deve subire un invecchiamento di almeno un anno.

(descrizione reperibile nella sua completezza nel sito del Consorzio Valpolicella al seguente link)

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Martedì 1 dicembre 2009 2 01 /12 /2009 18:39
Colgo l'occasione per rammentare a voi tutti la serata in programma per il mese di dicembre "Valpolicella: lo scrigno del rosso Veneto - tutto quello che avremmo voluto sapere ma che non ci hanno mai raccontato" (in programma giovedì 03 dicembre alle ore 21.00 presso Asolo Golf Club, per informazioni ed eventuali prenotazioni info@saggibevitori.it oppure 0423.951310) pubblicando una breve descrizione del territorio che andremo ad affrontare nella serata che verrà condotta dall'enologo Michele Pol.

Il territorio della Valpolicella propiamente detto si estende lungo tutta la fascia pedemontana a nord di Verona, a partire dall'imbocco della Val d'Adige ove scorre l'omonimo fiume, sino al confine con l'altra valle successiva: la Valpantena. Nel suo insieme questo anfiteatro naturale è costituito da un susseguirsi di brevi valli e da spartiacque che si protendono dai Monti Lessini più a nord e si dirigono quindi verso sud declinando verso la pianura veronese. In particolare nella Valpolicella, ove ad ogni valletta corrisponde l'alveo di un ruscello a carattere torrentizio detto localmente "progno", questa conformazione suggerisce l'immagine di una mano aperta con le dita distese in direzione di mezzogiorno, come detto poco sopra. In questo areale si trovano i 5 Comuni della zona storica, ricchissima di antiche testimonoanze architettoniche, religiose ed enologiche. Questo nucleo originario è stato poi esteso ulteriormente alla fascia collinare veronese ad est di Verona e confinante con il territorio di Soave; se consideriamo quindi l'estensione territoriale sotto il profilo vitivinicolo, la Valpolicella si protende più ad est con caratteristiche leggermente diverse. Dalla Valpantena che si presenta di dimensioni maggiori delle precedenti l'andamento del territorio infatti si addolcisce con rilievi meno ripidi e di più ampio respiro. La variabilità di tutti questi ambienti, che se osservata su scala macroscopica risulta piuttosto uniforme, ad un livello minore presenta invece numerose differenze, a partire dalla zona ad ovest che risente dell'influenza da una parte dal Lago di Garda e dall'altra dell'escursione termica della Valdadige. Ogni valle inoltre va a costiuire un ambiente microclimatico a sè stante oltre ad avere caratteristiche pedologiche diverse, cosa che non manca di caratterizzare conseguentemente anche i vini che nascono da queste terre.

Il cuore della produzione si localizza nella zona della "Val­policella classica", che comprende i comuni di Marano, Fumane, Negrar, Sant'Ambrogio e San Pietro in Cariano, alcuni dei quali danno origine alle tre principali valli eponime di Fumane, Marano e Negrar. Contrapposta a questa è la zona D.O.C. cosidetta "allargata" o "estesa", che contempla, nella parte più orientale della denominazione, oltre alla Valpantena (unica sotto-zona riconosciuta), anche le valli di Marcellise, Mezzane, Illasi e Tramigna.
Complessivamente, la zona di produzione della denominazione di origine controllata “Valpolicella” si estende per circa 45 Km. ed è larga dai 5 agli 8 Km. mentre l'altitudine varia mediamente dai 150 ai 350 metri s/m e comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Marano, Fumane, Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara.

(descrizione reperibile nella sua completezza nel sito del Consorzio Valpolicella al seguente link)

 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Lunedì 30 novembre 2009 1 30 /11 /2009 14:12

Nei giorni scorsi ero a Milano per motivi di lavoro e com’e mia abitudine quando mi trovo in albergo per motivi lavorativi la mattina presto accendo la radio o la televisione per ascoltare il radiogiornale, dopodiché lascio acceso l’apparecchio a per creare quel po’ di sottofondo che rende meno asettica ed impersonale la camera d’albergo. Tale operazione l’ho compiuta anche sabato mattina: finche preparavo la borsa da viaggio per rientrare su Rai 1 iniziava la trasmissione Uno Mattina weekend. Nulla per cui valesse la pena di fermarsi, ed infatti la mia attenzione non veniva meno a quanto stavo facendo, sino al momento in cui sentii la presentatrice introdurre l’angolo enogastronomico (in modo sincero oramai presente anche nelle trasmissioni sportive…), tema della puntata il risotto con funghi!

Tralascio ogni racconto che di poco potrebbe entusiasmare chi legge visto che il protagonista era l’incredibile Beppe Bigazzi, (persona indubbiamente competente, colta e dall’ottima memoria, ma pervaso da una sorta di delirio di infallibilità per cui ogni suo parere diventa legge assoluta) e vado direttamente al sodo: il momento in cui il sommelier presente in trasmissione abbina al piatto eseguito (appunto un risotto ai funghi) il vino. La scelta cadeva su di un Franciacorta Saten (scelta che non contesto di certo) che il sommelier designava, al termine di una corretta esposizione, come vino espressione del territorio!   come? Un vino spumante metodo classico ottenuto da uve indubbiamente non autoctone (nessuno osi dire che lo Chardonnay è uva autoctona nella Franciacorta) e la cui caratteristica principale sono gli aromi propri della rifermentazione (lo dice la stessa disciplinare: alla voce profumo viene indicato come “fine, gentile, con boquet proprio della rifermentazione in bottiglia”!!!!!!!!) viene additato come “espressione del territorio”? Siamo matti?  Dai, il Franciacorta Saten a me piace moltissimo (molto di più di quello che è il suo reale valore) ed ammetto che sia un vino prodotto molto bene e con grande competenza, ma impariamo ad usare in modo corretto il termine “espressione del territorio”… Saten è espressione delle capacità produttive degli amici viticoltori di zona, è espressione di un modo lungimirante di intendere lo spumante, ed è anche (e lo dico senza nessuna volontà di derisione, bensì convinto della bontà del termine) espressione dell’abilità commerciale nell’inventare un vino, ma da qui ad essere espressione del territorio ne corre…

Ad ogni modo sabato verso le 13.00 transitavo, per rientrare, proprio per la Franciacorta, ed oramai prossimo al casello autostradale di Rovato (complice la frase udita in mattina tornata prepotentemente alla mia attenzione) decisi di uscire per dare un occhiata ai vigneti più vicini al mio punto d’uscita: in fin dei conti erano quasi 5 anni che non giravo più per la zona, e magari qualcosa era mutato… Bene, se essere “espressione di un territorio” significa portare in bottiglia il terroir espresso da quei vigneti posti in piana assoluta ed immersi tra capannoni industriali e traffico selvaggio è meglio starsene zitti, non possono dare giustizia a quel bel prodotto che mediamente è il Franciacorta!

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Giovedì 26 novembre 2009 4 26 /11 /2009 23:48

E persino difficile trovare un nome, oppure un unico termine, che renda corretta spiegazione alla manifestazione che ogni anno, in occasione di Sant’Andrea patrono di Colbertaldo di Vidor, la proloco di questa frazione di paese organizza: una mostra assaggio dei vini dell’anno, quindi appena prodotti, conferiti da tutti i viticoltori che vi risiedono. Senza distinzione tra aziende vinicole, aziende agricole, conferitori delle cantina sociale o semplici coltivatori per passione!

Emoziona, nella sua gioiosa semplicità, accedere a questa “mostra”: un grande, ed in verità un po’ disadorno, salone (che altro non è se non la stanza da pranzo del Gruppo Alpini Colbertaldo) un bancone/bar ad L ed una serie di 40 damigiane, identiche tra loro, ma ognuna contrassegnata dal nome del produttore del vino contenuto. Un geniale sistema di raccordo per spillare il vino da ogni damigiana (sotto gas inerte: e ché diamine, non si deve rischiare l’ossidazione!) ed il gioco è fatto: entri, acquisti il tagliandi assaggio, ti presenti al bancone e leggi tra i tanti nomi presenti quello del produttore di vino che vorresti assaggiare. Ti verrà servito un piccolo calice, ed allora come per magia ti potrai ritrovare in un mondo incredibile: vini perfetti ma ancora giovani, che solo un palato molto esperto può riscontrare come tale, vini semplici ma piacevoli, vini sgraziati ma onesti, vini appena accettabili e vini… nefandi (ma pochi: solo di quei 3-4 produttori che pensano di conoscere una pagina più del libro, e pertanto non vogliono cambiare una virgola, in vigna o in cantina, nell’intento di produrre più simil vino possibile). Compiuto un assaggio puoi ripeterlo, per più volte, inseguendo il vino migliore oppure quello che più assomiglia alla tua idea di Prosecco di zona…Volendo di può accompagnare l’assaggio con pane formaggio ed affettato, oppure nelle ore più prossime al pranzo o alla cena con un piatto tipico della zona: la mula! (che non è, rassicuro, quello che immaginate)

Unico vero neo di questa manifestazione l’essere presa un po’ troppo sotto gamba: sia da chi potrebbe (e dovrebbe) frequentarla sia da chi l’organizza…. Molte, troppe persone di zona non degnano di uno sguardo questa manifestazione, e spiace perché non è bello e vedere il bancone quasi vuoto e nessuno seduto ai tavoli. Eppure vi sarebbe da imparare, da cercare e da inseguire, per infine trovare il vino di zona (e Colbertaldo è zona di grande valore qualitativo nel mondo del Prosecco) nella sua prima vera essenza, quella più esente da pratiche di cantina o da magici ritocchi che ogni enologo di capacità deve saper dare ai propri vini. Invece molti preferiscono andare a mostre più d’immagine (quelle dove puoi “giudicare” un vino in base al nome del produttore: come si confà ai perfetti somari)  oppure ad altre sagre di paese dove le patatine precotte ed il complesso musicale d’infima qualità donano piaceri evidentemente superiori.

Da chi l’organizza perché vedere un programma manifestazione che si ripete anno dopo anno in modo perpetuo ed immutabile induce alla noia anche il più appassionato di vino o di cibi locali, e non è certo con il corollario di qualche partita di calcetto (che centra con la manifestazione come un calice di spumante brut centra con una fetta di torta alla panna) o con l’arrivo di “trattorando” che si può avvicinare una persona che non conosce questa iniziativa alla porta d’entrata.

Semplicità a Colbertaldo: speriamo ci sia anche il prossimo anno, troppo unica per perderla!

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Mercoledì 25 novembre 2009 3 25 /11 /2009 18:29

Credo la notizia sia già nota a tutti: Ezio Santin, chef e patron dell’Antica Osteria del Ponte alla Cassinetta di Lugagnano, ha chiesto di non entrare più “in guida”, ovvero stufo di sottoporsi ai giudizi e di farsi condizionare dal numero delle stelle rilasciate dalla più celebre delle guide, la rossa Michelin, ha chiesto che nessun esaminatore varchi più la porta del suo ristorante. Così come avvenne un anno fa con Gualtiero Marchesi.                                                                            Il motivo di tale decisione è presto riassunto in poche parole dallo stesso Santin: «La passione è ancora intatta, ma lo stress pesa. Continuerò a cucinare senza l’assillo dei voti. Il mio desiderio è che un giovane di valore voglia porsi al mio fianco per crescere e poi rilevare il locale».                     Trasportando l’iniziativa di Santin al mondo del vino mi chiedo: e se qualcuno “che conta” agisse così anche nel vino? Certo qualcuno tale decisione l’ha già presa (qualche ottimo produttore Piemontese) ma si tratta di figure che haimè spostano di nulla il messaggio verso il grande pubblico, molto spesso sono persone additate come scontrose o contro corrente (anche se ciò non è assolutamente vero) A me piacerebbe tale iniziativa l’intraprendesse la cantina di spicco, la pluripremiata da ogni guida… anzi vorrei lo facessero le prime 10, 100, 1000 cantine d’Italia: Bruno Giacosa ed Angelo Gaja, San Michele Appiano e Cà del Bosco, Aldo Conterno ed Allegrini, Elio Altare ed i Fratelli Argiolas, Tenuta San Guido ed ogni altro che conta anche per i profani del vino, il top dei top. Sarebbe bello entrare in una enoteca e vedere l’avventore consumare ciò che gli piace, pagare il vino per quello che il mercato ritiene giusto, non perché il signor pinco palla ha concesso tre punti, stelle, campanelli ed ammennicoli vari. Giudicare con le proprie capacità! Certo le guide dovrebbero rimanere, ma per indirizzare, consigliare, non recensire con punti un vino come si fa con la vacca alla mostra del bestiame! Si chiamano guide, mica giudici! Così facendo si rischia solo di “dettare il gusto” dei più: personalmente sono stanco di vedere gente che beve il vino xyz perché “valutato” ed ignora un grande vino solo perché non recensito (perché siamo onesti: le guide si “dimenticano” o non conoscono certi vini che sono stratosferici).

Bere un vino solo perché premiato è come andare alla mostra di un pittore solo perché ben valutato dai critici: rischi di spendere soldi, non capire nulla, ed annoiarti pure!

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 1 commenti - Segnala
Mercoledì 25 novembre 2009 3 25 /11 /2009 08:31

Con piacere comunichiamo la prima uscita ufficiale per il Club Papillon di Belluno, associazione presieduta  livello nazionale da Paolo Massobrio, giornalista enogastronomico che certamente non abbisogna di nessuna presentazione. (però, nel caso permanesse in voi qualche curiosità sulla sua figura potete soddisfarla rileggendo l’intervista che Paolo a rilasciato a Lorella: Dieci domande a.... Paolo Massobrio)

L’obbiettivo di Club Papillon è quello di promuovere la cultura enogastronomica e la riscoperta delle tradizioni enologiche, agricole e culinarie italiane, per sabato prossimo, 28 novembre, la neonata delegazione di Belluno proporrà un incontro proprio con Paolo Massobrio.

Massobrio, nel corso dell’incontro, presenterà le sue ultime fatiche editoriali: “I giorni del vino – 365 assaggi meditati e raccontati”, “Golosario 2010” e “Adesso 2010 – 365 giorni da vivere con gusto”, pubblicazione quest’ultima che contiene anche un corposo contributo dell’erborista bellunese Mauro Raffa relativamente alle erbe medicamentose.

L’iniziativa, proposta dal neo costituito Club Papillon di Belluno il cui coordinatore è Paolo De Biasio, è programmata per le ore 11.00 alla Sala Affreschi di Palazzo Piloni (via Sant’Andrea 5), sede dell’Amministrazione provinciale.

 

Per informazioni: www.clubpapillon.it  -  belluno@clubpapillon.it oppure 349.2268206.

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala
Lunedì 23 novembre 2009 1 23 /11 /2009 10:15

L’unico dispiacere provato sabato mattina, per visitare l’Ein Prosit di Tarvisio, è stato quello dato dal suono della sveglia, avvenuto alle ore 06.00 (mi piace essere in loco un po’ prima dell’apertura della manifestazione) per il resto non vi è stata cosa che non fosse perfetta! Ein Prosit è una manifestazione che mi sta troppo a cuore per rinunciare a quella visita che oramai è divenuta tradizione: ed il piacere inizia già dal luogo ove essa si svolge, Palazzo Veneziano di Malborghetto. Questo austero palazzo, che visto nella luce autunnale offre degli scorci che darebbero degna collocazione a molti racconti del decadentista russo Sologub Fedor (il bel loggiato posteriore, mai illuminato dal sole, sembra creato appositamente per ospitare alcuni passaggi del racconto “Regina di Baci”), ha il pregio di donare un’atmosfera  struggente, quasi malinconica, che concilia l’assaggiatore nel mantenere un atteggiamento riflessivo e pacato. Provate a collocarvi in una sala di 50 persone in Ein Prosit ed in una sala di analoga capienza presso qualsiasi altra manifestazione d’assaggio, noterete una differenza non è descrivibile... Altra aspetto di notevole rilievo è il corretto rapporto espositori/visitatori, il che ti permette di accedere al colloquio con il produttore con brevissime attese (neanche minimamente paragonabili a quelle di molte altre manifestazioni) ma soprattutto la scelta degli espositori invitati: perfetto connubio tra aziende di nome ed importanza è piccoli viticoltori quasi sconosciuti se non proprio sconosciuti! I miei assaggi si sono concentrarti prevalentemente su cantine Slovene, Croate, Tedesche ed Austriache: apprezzo sempre più l’approccio semplice e poco invasivo che mantengono in fase di vinificazione, caratteristica che gli permette di portare in bottiglia vini prefetti nella pulizia, ma semplici e di grandissima bevibilità. Ne era perfetto esempio (e da nazionalista qual sono lo dico con dispiaciere) il confronto che emergeva tra l’assaggio di un vino Sloveno ed uno prodotto degli amici Friulani: i vini di quest’ultimi si presentavano, di media, di scarsa bevibilità, sovra strutturati, “pesanti” mentre la freschezza e la snellezza dei vini d’oltre cortina era esemplare e piacevolissima. Certo non mancavano situazioni in cui i ruoli si invertivano, ma di media questa era ciò che si trovava. Indubbiamente degni di nota alcuni assaggi che mi premetto di suggerire: su tutti il Trockenbeerenauslese Sonnenshul 2006 di Weingut Schmitt’s Kinder da uve Silvaner, un incredibile TBA con 396 grammi di residuo zuccherino! Vino che un appassionato di vini dolci non deve perdere, e di cui onestamente ignoravo l'esistenza. Anche l’assaggio dei vini di Verus Vinogradi, azienda di Ormoz nella profonda Slovenia, importata dalla Cuzziol di Santa Lucia di Piave, mi ha dato soddisfazione: vini molto freschi, semplici ma piacevoli alla beva come pochi, con sapidità e mineralità ben presente ma mai eccessiva rispetto alla struttura non certamente muscolare del vino. Ottimo anche il risultato della cantina cooperativa (lo se: una cosa che 10 anni fa sarebbe apparsa impossibile) di Goriska Brda: certo non aspettatevi il miracolo, ma nel rapporto prezzo/qualità dobbiamo tutti fare il nostro plauso. Per ultimo un vino di Scurek Stoian: il Kontra! Una Ribolla Gialla da cultura biologica molto spinta vinificato con metodologie arcaiche, un vino che pur privo di ogni traccia di solforosa si presentava, per integrità e piacevolezza, meglio di tante delle versioni "tecniche" in commercio ed anche più piacevole di certe pozioni presentate da produttori biodinamici di gran fama i cui vini al confronto sembrano essere brodaglie degne dell'apprendista stregone!

Se non siete stati a Malborghetto per il prossimo anno segnate in agenda una visita a Ein Prosit: sicuramente merita!

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
Scrivi un commento - Vedi i 0 commenti - Segnala

CHI SIAMO

Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene, con serate a tema, corsi di degustazione, incontri con produttori, serate di abbinamento e quant'altro può avvicinare, in modo corretto, e conviviale al mondo del vino.
I Saggi Bevitori sono persone appassionate di vino che desiderano condividere questa gioia.
Nato il 1° luglio del 1999, da sei persone reduci da un corso di degustazione, il Circolo è cresciuto nel tempo sino a superare oggi i 120 soci.
Una volta al mese (1° venerdì di ogni mese) i soci si riuniscono in sede per ascoltare produttori, degustatori, giornalisti o altre persone raccontare un vino, un'azienda o una regione vinicola, con a seguire una degustazione guidata.

Il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle!

RECAPITI

Circolo Saggi Bevitori : info@saggibevitori.it
Redazione del Blog      : saggiblog@libero.it
Corsi degustazione     :
saggibevitori.corsi@libero.it

Alessandro Carlassare : alessandrosb@libero.it

Sede Circolo: C\O
Asolo Golf Club 
Via Dei Borghi, 1 - 31034 - Cavaso del Tomba (TV)

Per raggiungerci: premi sul seguente link ,
oppure tramite Google Maps premendo questo link

GLI AUTORI

Il Blog è strumento di comunicazione del Circolo dei Saggi Bevitori. 
Ogni articolo è siglato dall'autore che ne è diretto responsabile.
La sigla AC identifica Alessandro Carlassare, responsabile del Blog.

PROFILO

  • : Circolo dei Saggi Bevitori
  • : Veneto Asolo
  • : Associazione Ricreativa Enoculturale C/O Asolo Golf Club Via dei Borghi, n° 1 31034 Cavaso del Tomba (TV) Info@saggibevitori.it

ARTICOLI

Gli articoli, salvo situazioni straordinarie, hanno cadenza giornaliera.
Vengono pubblicati, nel numero di uno al giorno, dal lunedì al venerdì alle ore 12.00 circa.

I collegamenti (link) verso altri articoli indirizzano a pagine visibili a chiunque e liberamente visitabili.
Gli articoli spediti, con richiesta di pubblicazione (che avverà ad insindacabile giudizio del Circolo), devono essere firmti ed essere inerenti al vino ed al mondo ad esso collegato.

CALENDARIO

Marzo 2010
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
<< < > >>
Crea un blog su OverBlog - Contatti - C.G.U - Segnala abusi - Articoli più commentati