Nell' hannus orribilis 2009 nessun produttore del Conegliano - Valdobbiadene si era illuso: l'enorme popolarità del loro vino nel mercato anglosassone aveva una ben precisa causa, un prezzo invidiabile a quasi ogni altro vino ed un rapporto prezzo-qualità impossibile da ritrovare nello sparkling wine preferito dagli inglesi, lo Champagne!
Tale aspetto, sottolineato da tutti i giornalisti ed esperti di settore, era ed è impossibile da controbattere, cosa che per altro nessun produttore ha desiderato fare: per la saggezza ed il pragmatismo ereditato dai mercanti Veneziani (leggere il capitolo I mercanti del Mare, ne La Storia del Vino di Hugh Johnson, per meglio comprendere) quasi tutti i produttori si sono adoperati di cogliere appieno l'opportunità data dal momento senza preoccuparsi del motivo (e del divenire) evitando la benché minima perdita di tempo con quanti si sono sgolati per ripetere lo slogan "a recessione passata si tornerà alle origini!" (ovvero lo Champagne i riprenderà il suo posto).
Ed i fatti sembrano proprio aver dato ragione a quelli che (un po' grezzamente) vengono definiti "i prossecchisti": complice una recessione da cui anche in Inghilterra non si è completamente usciti, ed il cui perdurare ha consentito l'introduzione di nuove abitudini, lo spumante Charmat proveniente dalle Prealpi Venete ha spodestato tantissimi altri vini nelle abitudini dei sudditi di sua maestà Regina Elisabetta, al punto di divenire vino di riferimento come spumante per aperitivo ed il light drink, lasciando allo Champagne solo il ruolo di Spumante per le grandi occasione (ed i grandi pranzi).
D'altra parte non serve essere inglesi per comprendere che tra lo scegliere una spiacevole e pesante metodo Classico di costo medio (non potendo permettersi un più costoso, e qualitativamente più buono, prodotto di fascia alta) ed un piacevole spumante Charmat dall'invidiabile facilità di beva e dal costo contenuto, è meglio scegliere quest'ultimo!
Ed oggi il Prosecco non solo è vino che vanta numeri impensabili sino a qualche anno fa nel mercato Britannico, ma la sua forza di penetrazione è stata tale da essere inserito nel shopping basket (l'equivalente del nostro paniere ISTAT) per il calcolo dell'inflazione. A dimostrazione della sua incredibile diffusione e di come sia oramai prodotto di uso quotidiano e conclamato.
Aprire il sito del Deilymail di mercoledì e leggere Prosecco pushes lager off national shopping list used to calculate inflation (vedi link) non è certo cosa che capita tutti i giorni... Infatti spodestare da tale paniere la birra, bevanda britannica d'eccellenza, equivarrebbe a dire che in Italia il prezzo del Katecuhp ha sostituito quello della passata di pomodoro. Una cosa impensabile! (attenzione, sostituire, non affiancare!)
Un plauso ai produttori di tale vino che si sono impegnati per far capire che a fronte di discreti (a volte cattivi?) spumanti metodo Classico dal rapporto costo-qualità errato la pacifica spesa per bere uno spumante seducente e a volte facile com'è il Prosecco è una scelta vincente.
Ed a crisi esaurita (speriamo presto) il Prosecco rimarrà certamente sulle tavole degli Inglesi!
AC
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