Venerdì 13 novembre 2009 5 13 /11 /2009 16:52

Chi guida in stato di ebbrezza è un incosciente, e come tale va sanzionato, chi provoca un incidente con feriti o vittime perché era al volante benché ubriaco merita di essere duramente punito! Non esiste appassionato di vino che la pensi diversamente da quanto sopra, certo con giusti distinguo su quella che si intende soglia di tolleranza (che a mio personalissimo parere è e rimane 0,8 g/l) ma di fatto i primi a condannare gli ubriachi sono le persone come quelle che leggono questo blog. Però anche noi appassionati siamo rimasti allibiti di fronte a quella autentica caccia alle streghe che si era scatenata negli scorsi mesi: sembrava non esistesse un incidente, semplice, con feriti o morti, che non fosse provocato dall’abuso di vino o alcol, ed infatti giornali, radiogiornali, telegiornali sembravano porre in evidenza solo questi crimini (perché, parliamoci chiaro, ammazzare una persona perché si guida andando oltre ai limiti è un crimine), provocando un inasprimento dei controlli ed ipotesi addirittura senza senso da parte dei legislatori (limite per chi guida abbassato agli 0,2 g/l se non alla zero assoluto!).  Alla luce della pubblicazione ACI – ISTAT (link) sarei curioso di sapere cosa pensano oggi quei legislatori, quei giornalisti, quella parte dell’opinione pubblica che vedeva solo nell’assunzione, anche moderata, di bevande alcoliche la causa di ogni incidente: ACI ed ISTAT ci informano che “solo” il 3,1% degli incidenti sono causati da abuso di alcool (virgoletto il solo: vorrei fossero lo 0%!) mentre da comportamenti scorretti e disattenti dipendono il 90% degli incidenti!! Giusto e bene preoccuparsi degli ubriachi al volante, ma per i distratti e gli scorretti che pensiamo di fare? In fin dei conti porvocano oltrre 90 incidenti su 100....  Mi chiedo allora, a quando una legge che vieti di porsi al volante con il “tasso di attenzione” inferiore al 5% x kg? O con il “tasso di scorrettezza” che non debba superare il 10% del quoziente massimo?

Siamo seri, sul caso incidenti vino ed alcol sono stati presi come caprio espiatorio, al posto di tante abitudini che provocano ben maggiori vittime: velocità folle, uso scorretto dei telefoni (forse anche il semplice uso), distrazione assoluta (c’è gente che finché guida legge il giornale, invia sms, litiga con la moglie, ecc. ecc.), ma si sa: è più facile attaccare chi provoca il 3,1% di incidenti (una minoranza) che non chi ne provoca il 90…

AC

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Giovedì 12 novembre 2009 4 12 /11 /2009 16:26

Buongiorno, freddo questa mattina! Ho dei bancali urgenti da consegnare” questa la frase, pronunciata in un perfetto italiano ma con una leggera inflessione straniera (dell’America centro meridionale) che avevo udito appena aperta la porta del magazzino: di fronte a me si presentava la bella figura di un ragazzo creolo con un sincero e simpatico sorriso stampato su di un viso ancora assonnato, ed i denti bianchi sembrava brillare maggiormente dato il contrasto con il bel colorito della carnagione. La sgargiante divisa dell’azienda di trasporti rendeva ancora più simpatica la figura nel grigiore del primo mattino.

Aperte le porte del camion il ragazzo portava i bancali da consegnare sul limite del pianale per effettuare lo scarico.  Un po’ per curiosità, un po’ per abitudine, i miei occhi “esploravano” quant’altro vi era a bordo: vedere la scritta di uno dei più famosi Chateau di Bordeaux impressa sul cartone da imballo (che per la cronaca conteneva la cassetta in legno, mica cartone e basta…) e saltare a bordo del camion era stato per me un’unica azione.  “Piano capo, in magazzino mi hanno detto che è merce che costa tantissimo” la frase del ragazzo mi giungeva all’orecchio nei momenti in cui ero intento ad esplorare il cartone, ma nella mia testa avevo ben altri pensieri che non quelli dettati dalla sua richiesta: “Cerco un passamontagna e fingo una rapina appena lui esce dal cancello?”, “Chiamo gli amici, racconto cosa ho visto, e fingiamo un assalto alla diligenza?” purtroppo dopo i primi bruschi pensieri (che adesso rimpiango di non aver attuato) l’onestà riprendeva il sopravvento. “Che fai con queste casse di vino?” “devo portarlo a Padova, al ristorante XYZ, assolutamente entro oggi, il capo magazzino ha detto che gli serve per domani sera.” Letta bene l’ultima frase? “gli serve per domani sera”… Già mi immagino le facce dei buongustai che domani sera saranno intenti nel degustare il nettare che oggi ho intravisto: avranno parole solo per quanto ritroveranno nel bicchiere, e di fronte al viso compiaciuto del capo sommelier, non potranno che ringraziare la cantina del ristorante in cui tale tesoro era custodito…  Tesoro che lunedì si trovava in una cantina a circa 1000 chilometri in linea d’aria, e che dopo essere stato agitato per bene per 4 giorni consecutivi, con sbalzi termici non indifferenti verrà servito con ricarichi da capogiro….

Sa, anche la conservazione del vino ha i suoi costi, noi conserviamo tutto il nostro vino in buie e silenziose cantine…”, si, quelle del produttore!

 

AC

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Mercoledì 11 novembre 2009 3 11 /11 /2009 15:54

Il mio amore per la lettura supera ogni cosa, sin da bambino la mia principale passione è stata leggere: non esisteva gioco, giocatolo o cartone animato che potesse competere con il piacere di avere un libro tra le mani, ed il sogno da realizzare, ovvio, avere un lavoro al pari di Joseph Turner, l’agente della CIA interpretato da Robert Redford che nel film “I tre giorni del Condor” veniva stipendiato per leggere libri, giornali, saggi e quant’altro per poi archiviare ogni notizia che potesse divenire utile alla CIA (nel libro che ha ispirato questo film, “I sei giorni del Condor” scritto da Grady James, l’agente si chiama Ronaid Malcom e non ho mai capito il perché di tale differenza…).                                                                                    Questa passione fortunatamente è rimasta intatta, immutata nel tempo, pertanto non mi pesa affatto (anzi mi diverte moltissimo) leggere libri, riviste, pubblicazioni, siti e quant’altro è inerente il mondo del vino alla ricerca di notizie che possono divenire utili o significative per chi approda a questo blog.                                                                                                                                                                                                              Mi diverte sempre escluso questo periodo: quello post pubblicazioni guide…. non vi è infatti giorno in cui qualcuno non critichi, contesti, ridicolizzi il giudizio altrui! Già il giudizio, senza appello ed emesso quasi a mo’ di sentenza, su di un vino che non sai chi, come, quando ne con che metodologie è stato prodotto (ed a volte neanche il dove) diviene esercizio contestabile, ma il “giudizio del giudizio” (scusate il gioco di parole) è oltre il limite del sopportabile, divenendo di fatto una censura. Ci vorrebbe un po’ più di umiltà da parte di tutti: di chi giudica un vino, di chi contesta un giudizio, e di chi si schiera da una o dall’altra parte, sia nel giudizio stesso del vino quanto nella critica al giudizio, altrimenti rischiamo di esondare, trasformando ogni commento in un’azione di compressione e rottura, con il risultato di annoiare chi produce, chi commercia e soprattutto chi compera e beve! (beati questi ultimi: unici e veri punti di riferimento a cui un produttore dovrebbe guardare)

Per finire faccio mia una frase espressa da una produttrice di vino lettrice del nostro blog: “Siamo arrivati ad un certo punto dove nel vino il silenzio non ucciderebbe, ma ne sarebbe invece la sua salvezza.”

Parole su cui riflettere prima di finire stritolati nello schiaccianoci delle contestazioni senza fine.

AC

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Martedì 10 novembre 2009 2 10 /11 /2009 11:07

Non mi piacciono i punteggi, le graduatorie, i risultati numerici e le classifiche quando si parla di tutto ciò che non sia scientificamente misurabile o la cui esattezza dipenda da interpretazioni anche minimamente soggettive: il risultato diviene quantomeno aleatorio se non stocastico.

Questo ovviamente vale anche per il vino, anzi di più: ridurre la qualità di un vino ad un freddo punteggio è azione priva di senso, il cui unico scopo può (e dovrebbe) rimanere confinato nelle schede di cantina curate dall’enologo che ha prodotto quel dato vino. Così come non amo i confronti a punteggio non amo neanche lo sbandierare un eventuale risultato positivo come se fosse un trionfo, ed invece proprio di trionfo parlano alcuni giornali e siti a proposito di una sfida “vinta” dal Toscano Marmoreto: “il vino Toscano trionfa su quelli Francesi”, così titola Sienafree.it (link) oppure “Vino: quello Toscano batte Francesi 154 a 146” dell’agenzia AGI (link). Incuriosito dal tono trionfalistico sono andato subito a leggere quant’accaduto ed ho appreso che in Cina, presso l’hotel Westin Palace di Guangzhou (non certo il centro dell’universo vitivinicolo, ammettiamolo!) si è svolta una degustazione che ha coinvolto 26 fra giornalisti ed esperti del settore i quali hanno messo a confronto 4 vini dell'annata 2004 in un confronto alla cieca: Mormoreto 2004 Marchesi de' Frescobaldi; Château Haut-Brion 2004 Grand Premier Cru Graves (?); Ducru Beaucaillou 2004 Second Growth Saint Julien e Carruades de Lafite 2004 Pauillac.

“Dopo aver degustato alla cieca quattro grandi cru internazionali, i professionisti cinesi hanno incoronato Mormoreto 2004 quale vino ‘Top fra i Top’, aggiudicando al vino toscano 154 punti contro i 146 assegnati Chateau Haut-Brion, i 142 dello Château Ducru Beaucaillou e i 141 al Carruades de Lafite”. Questo scrivono le agenzie.

A me questo trionfo ricorda tanto quelli del Borgorosso Football Club, la mitica ed immaginari squadra presieduta da Benito Fornaciari, al secolo Alberto Sordi, altro che Top tra i Top… ma con chi si confrontava il Marmoreto-Borgorosso? Con la nazionale Campione del Mondo? No! Con il Manchester United o Real Madrid? No! E neanche le italiche Juventus, Milan o Inter…  ci si limitava ad un quadrangolare con una squadra di alto livello (giocavano le riserve però…) e due oneste squadre di serie B e C. La “sfida” del Marmoreto (cui nulla voglio togliere, per carità) avveniva si contro un grande vino, lo Chateau Haut-Brion (il quale, giornalisti disattenti o poco informati, è un Cru Classé des Graves, non un Grand Premier Cru) il quale però, come ci si aspetta dai grandi vini di Bordeaux, sarà ai suoi consoni livelli non prima del 2014, da un discreto Chateu dell’Haut Medoc (Ducru Beaucaillou quanti lettori di questo blog, e ce ne sono di molto preparati, conoscevano questo nome?) ed il secondo vino di Chateau Lafite Rothscild, il Carruades, vino che nella mia cantina è posizionato sulla scansia fronte porta: quella dei vini buoni ma da bere senza alcun rimpianto….   

Ed allora se si fossero evitati i punteggi, ed i trionfalistici toni dettati da un paio di punti di differenza (a proposito, sarei curioso di sapere quale scheda di analisi sensoriale da un risultato superiore a 100…) avremmo evitato ad un piacevole vino di essere paragonato al Borgorosso Football Club!

AC
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Lunedì 9 novembre 2009 1 09 /11 /2009 10:24

Nella bellissima serata di venerdì 06 novembre '09, dedicata al vino del nostro territorio, il Prosecco col fondo, e mirabilemnte condotta dagli enologi Andrea Miotto, Filippo Taglietti e Marco Sagnol abbiamo assaggiato i seguenti vini:

- Prosecco 2009 (di vasca) zona Colbertaldo-Soprapiana
- Prosecco 2009 (di vasca) zona San Pietro di Felletto
- Prosecco col fondo 2008 zona Conegliano
- Prosecco col Fondo 2008 zona Colbertaldo
- Prosecco col Fondo 2007 zona Solighetto
- Prosecco col fondo 2004 zona San Pietro di Barbozza  

A Voi che leggete, e che avete assaggiato, ogni commento.




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Sabato 7 novembre 2009 6 07 /11 /2009 14:39

Per correttezza dovrei parlare al plurale essendo questo un blog che rappresenta un Circolo di 120 persone, ma visto che è dalla mia persona che dipende il blog (avendo assunto volontariamente  l'onere, ma soprattutto l'onore di seguirlo) non posso sottrarmi alle mie colpe usando un plurale che a questo punto verrebbe giustamente interpretato come una forma maiestatica.

Ieri, venerdì, per una serie di motivi l’articolo non è stato pubblicato: la giornata si presentava assai caotica essendosi aggiunti ai molti impegni di lavoro già fissati alcuni di non concordati, ed una leggera indisposizione (niente di grave: il classico male di stagione, ovvero raffreddore) certo non mi facilitava il modo per recuperare tempo necessario a vergare il mio articolo. Ma erano soprattutto i preparativi per la bellissima serata in programma al Circolo (di cui parleremo lunedì) nel distrarmi al punto di farmi dimenticare l’onere assunto parecchio tempo fa, ovvero quello di pubblicare ogni giorno un articolo, o in caso contrario di comunicare l'impossibilità di fare ciò. (vedi articolo del 2 maggio  Cambio di programma... !).           "Pazienza”, questo il pensiero avuto ieri dopo le ore 17, ad articolo saltato, però era un “pazienza” che non mi convinceva per nulla… ed infatti pochi minuti fa, appena aperta la pagina di editazione e visto l’impressionante numero di visite ricevute anche ieri, mi sono reso conto di essere venuto meno al mio impegno con una parola che nulla giustifica…

Siccome mal sopporto i blog aggiornati a casaccio, oppure a singola  volontà di chi li scrive (il che significa “quando ho voglia”) il mio dispiacere è sincero: essermi reso conto “a latte versato” del fatto che tantissime persone si erano collegate, impegnando del tempo, per non trovare nulla di nuovo mi imbarazza.

Poco ci posso fare se non porre maggiore impegno per il futuro, però vorrei idealmente brindare con tutte quelle persone che dedicano del tempo per leggere le novità, gli articoli e quant’altro del nostro Circolo: siamo onorati nel ricevere la Vostra attenzione!

Un Grazie sincero!

 

AC e l’intero direttivo del Circolo dei Saggi Bevitori.  

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Giovedì 5 novembre 2009 4 05 /11 /2009 12:23

“Se qualcuno vi indica la luna guardate  la luna, non il dito puntato ad indicarla!”

E’ la frase a cui subito ho pensato appena terminato di leggere la comunicazione rilasciata dal Ministro Zaia (e che potete leggere sul sito dell’Agenzia Giornalistica Italiana a questo link.) parlando del Vino Novello, di cui nella mezzanotte avverrà il deboclage.                              Il Ministro, che a mio avviso è persona attenta e preparata (certamente molto più dei suoi predecessori che tutto erano fuorché dei tecnici), stava infatti elogiando i controlli effettuati presso i punti vendita (sottolineo punti vendita) per il controllo del rispetto nei tempi di commercio della tipologia di vino prima indicato.  

"Domani a mezzanotte si aprirà la stagione del Novello, che comincia nel segno della legalità! Ogni anno l'ICQRF, l’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, infatti, predispone un piano di controllo specifico sui vini ‘novelli’, per scoprire eventuali casi di commercializzazione 'anticipata' di tali vini. I controlli si stanno svolgendo in queste ore e proseguiranno fino a domani presso tutti i principali esercizi di vendita delle città italiane". -  "Nel 2008, le attività di controllo su 268 ditte hanno portato a riscontrare 31 irregolarità, pari all'11,6% sul totale. Non tutti sanno che l'utilizzo della menzione "novello" e' subordinato al rispetto di norme precise: il Novello deve essere confezionato entro il 31 dicembre dell'anno di raccolta delle uve utilizzate per la produzione e può essere immesso in commercio solo a partire dalla mezzanotte del 6 novembre dell'anno di produzione delle uve".  Queste le frasi del Ministro.

Bene, abbiamo capito… dovremmo essere contenti? Scoprire che 31 aziende su 268 hanno commercializzato prima del previsto è cosa che mi fa sorridere quando penso che (probabilmente) il 30%, se non di più, del novello che verrà posto in commercio la macerazione carbonica l’ha vista solo sui registri di lavorazione! (scrivo il 30%, cifra di sicuro difetto, solo per evitare di coinvolgere troppi produttori attenti ed onesti).                                                                                                          

Signor Ministro, gli addetti ai lavori (e solo loro...) sanno benissimo come si produce tanto vino "novello": con la solfitazione delle basi, ed ovviamente con l’utilizzo in seguito del desolforatore, ottenendo così in pochi giorni, con una minima spesa e senza l’impiego dell'autoclave, un prodotto simile ma finto, adulterato! E Lei vuole che ci scomponiamo perchè qualcuno commercializza qualche ora prima del dovuto? 

Io sarei più contento, e probabilmente lo sarebbero anche altri consumatori, se gli sforzi di controllo si concentrassero su tale pratica, anziché ricercare qualche ininfluente ora di anticipo nelle vendite!

AC

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Mercoledì 4 novembre 2009 3 04 /11 /2009 14:17

Con un certo dispiacere assisto all’arricciarsi del naso di alcune persone appassionate di vino quando parli del Vin Brulè: sembra quasi si voglia offendere l’intero mondo del vino se solo si prova nel sostenere che questa fantastica bevanda calda a base di vino, prevalentemente rosso, zucchero e spezie (quali chiodi di Garofano, Cannella e scorze o pezzi di Arancio o di Limone, ricetta diversa a seconda della zona di provenienza) abbia una sua piacevolezza

Ed invece è un grande errore: poche cose possono scaldare corpo ed animo come questa bellissima bevanda.                 Esiste infatti cosa più piacevole, dopo aver trascorso la giornata al freddo, di ritrovarsi nel caldo di una bella baita di montagna intenti nel sorseggiare un tazza di Brulè? La risposta onesta sarebbe... si (ne esistono eccome, che diamine!) ma se torniamo all’esatto momento descritto poche la equivalgono. Ed allora perché arricciare il naso? Certo per preparare una tazza di Brulè non useremo la migliore bottiglia di  Gevrey-Chambertin e neanche il Barolo più pregiato che riposa in cantina, bensì un onesto vino rosso che non si sentirà certo dileggiato nell’essere impiegato in tale modo. Alla faccia dei troppi esperti che rifuggono ogni cosa semplice e tradizionale.

Di seguito la ricetta per un buon brulè.

AC

Ingredienti: 1 litro di vino rosso fermo e leggermente corposo, 2-3 stecche di cannella, 15-20 chiodi di garofano; la scorza di 1 arancia o di 1 limone, 150 grammi di zucchero. Si versano in una casseruola il vino, i chiodi di garofano, la cannella, la scorza di limone e poco alla volta lo zucchero. Si mescola a fuoco lento per almeno 10 minuti, sempre a fuoco basso sino al punto di bollore. Spegnere, filtrare con un colino e servire caldo. In alternativa si può bruciare l’alcool (fiammare) al momento del bollore

In alcune zone si utilizza la fettine di mela o l’intera fetta di arancia, in altre dell'anice stellato.

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Martedì 3 novembre 2009 2 03 /11 /2009 13:54

La mia idea sul tema abuso di alcool - guida di autoveicoli l’ho già espressa chiaramente: faccio netta differenza tra assunzione di alcool ed abuso, ma nella situazione dell’abuso sono il primo ad ammettere che la guida di un autoveicolo dovrebbe essere vietata, magari con l’ausilio di quei dispositivi che impediscono l’accensione del mezzo quando il guidatore rileva un tasso alcolemico  superiore ai 0,80 grammi/litro! (perché 0,80 e non 0,50 è altra cosa che ho già scritto).

Mi chiedo però, espresso, il perché si voglia tacere la concausa (credo poco all’incidente dovuta ad una singola causa) dei tanti, troppi, incidenti che avvengono: l’uso del telefono cellulare!

Ennesima prova l’ho avuta domenica mattina: mi ero appena immesso nella Strada Provinciale 111 , all’altezza di Rosà, quando il grosso fuoristrada che mi precedeva compiva una vistosa sbandata. Il motivo di tale sbandata era presto individuabile: la difficoltà dell’autista nell’estrarre, dalla tasca del giubbotto, il telefono cellulare! Scena che attraverso il grande lunotto posteriore era apparsa chiara sia a me che alle tre persone che mi accompagnavano.

Assieme a loro pertanto ci siamo presi un piccolo sfizio: guardare cosa fanno le persone finché guidano… (meglio, compito da loro assolto: io guidavo).

Nel tratto Bassano del Grappa – Thiene, 25 chilometri circa, abbiamo incrociato circa 300 autoveicoli, e di questi quasi 50 erano condotte da persone che impugnavano il cellulare e lo tenevano all’altezza dell’orecchio (salvo nuove abitudini presumiamo stessero telefonando…) ed addirittura 4 persone erano impegnate nel digitare, che poi si trattasse di semplici numeri per effettuare una chiamata o di scrivere un messaggio sms è cosa che non sappiamo, ma a pensar male si fa spesso cosa giusta….

Ed allora mi chiedo (ribadendo la condanna nei confronti di chi guida dopo aver bevuto troppo) perché si avversa senza nessun problema, anzi giustamente, la guida in stato di ebbrezza mentre nulla o ben poco si fa contro l’abitudine di viaggiare senza dispositivi per telefonare con le mani libere? Sono certo che i dati degli incidenti dovuti all’utilizzo del cellulare finché si era alla guida darebbe risultati impressionanti, ma la lobby “dei telefoni” è immensamente più forte di quella del vino o degli alcolici, meglio colpevolizzare ed attaccare solo questi ultimi….

 

AC

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Lunedì 2 novembre 2009 1 02 /11 /2009 13:36

Con molto piacere segnalo a tutti i soci del nostro Circolo, ed agli appassionati di vino che seguono questo blog, la degustazione verticale di Gran Masetto che si svolgerà sabato 07 novembre nella sala conferenze del'Hotel Terme a Merano, durante lo svolgimento del Merano Wine Festival.
La degustazione ci viene segnalata dall'amica Aurora Endrici, figura che nel mondo della degustazione professionale non ha certo bisogno di presentazioni, che condurrà personalmente tale verticale.

Questa la mail d’invito giunta a noi tutti:

"Cari Saggi Bevitori, 

con questa mail colgo l'occasione di invitarvi personalmente all'esclusiva degustazione veriticale di GRAN MASETTO, il Teroldego da uve surmature e parzialmente passite con il quale la storica azienda ENDRIZZI di San Michele all'Adige, sta riscuotendo uno strepitoso successo di guide e consumatori e che apre una nuova, interessantissima interpretazione per il vitigno autoctono principe del Trentino.

 La degustazione -che avrò il piacere di condurre personalmente- si terrà in seno al Merano Wine Festival, sabato 7 novembre ad ore 17 nella sala conferenze dell'Hotel Terme in Piazza Terme, 9 (di fronte al Kurhaus).

 Con l'augurio di rivedervi in questa occasione,
un caro saluto. "

Aurora Endrici

(R.s.v.p per mail o telefono 0461 650129)

Conoscendo la professionalità e la serietà con cui Aurora seleziona ogni sua presentazione non posso che consigliarvi senza alcuna remora la partecipazione (previa prenotazione) a tale verticale, io, a scanso di equivoci, segnerò subito in agenda tale appuntamento.

AC

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Sabato 31 ottobre 2009 6 31 /10 /2009 11:04

Correttamente devo premettere la mia amicizia nei confronti della famiglia Frozza: amicizia forte nei confronti di Giovanni, Ivo, Nicola e delle altre persone che la compongono! Però non è giusto che l’amicizia mi vieti di recensire un loro vino se questo avverrà con l'oggettività che spero sempre di mantenere.

Al bicchiere questo vino si presenta di un bel giallo paglierino, non eccessivamente carico, ed assai brillante! Numerose bollicine, di grana fine e sottile, si innalzano dal fondo spesso formando decine di catenelle, ed una volta giunte in sommità si profondo in una spessa spuma che nulla avrebbe da invidiare a quella di un calice di birra! E’ prerogativa di questo spumante quella di fornire una quantità di schiuma ben oltre la media, anzi oltre la norma!

Al naso compaiono i caratteristici sentori di mela e di pera, sottolineate note agrumate di foglia di limone e scorza d'arancio seguite da erbe officinali, prepotente è però la mineralità con sentori di sassi e pietra (l’odore dei sassi bianchi del Piave tanto caro all'amico Giampi!).

Al palato è molto fresco e piacevolmente sapido, minerale, con netta corrispondenza gusto olfattiva. La notevole pressione (mediamente 5,5 atmosfere) non provoca il minimo fastidio, anzi la tanta effervescenza così ben integrata permette di trasportare le note minerali, e le sensazioni avvertite anche al naso, in maggior modo.

A deglutizione avvenuta la sensazione di sapidità cresce notevolmente permettendoti di comprendere sin da subito che questo è uno spumante più adatto al pasteggio che non ad un semplice brindisi oppure da aperitivo!

E così è stato: abbinato ad un piatto di tortelli di zucca fatti in casa (pasta compresa) e conditi con burro di malga e salvia (burro di malga Busa Fonda - Melette di Gallio), questo vino ha dato il meglio di se stesso: la notevole sapidità ben contrastava la dolcezza del ripieno di zucca, mentre acidità e anidride carbonica annullavano le sensazioni grasse lasciate dal burro ad ogni boccone, compiendo così egregiamente l’operazione di gentile pulizia che il sorso di vino sempre dovrebbe dare. Infine, per similitudine, il gusto delle foglie di salvia si univa all'identica e delicata nota che io, da sempre, ritrovo in questo vino.

Amicizia o non amicizia è impossibile negare le qualità di questo splendido spumante, autentico esempio di vero Prosecco!

 

Lotto di produzione degustato 07/09.  

AC

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Giovedì 29 ottobre 2009 4 29 /10 /2009 14:40

Nell’annunciare una manifestazione vinicola basata esclusivamente sul vino dolce il preavviso non è mai troppo (anzi!) pertanto meglio indicare già oggi che sabato 21 e domenica 22 novembre si svolgerà, nello splendido di Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa la seconda edizione di “DolceVi”, evento biennale dedicato ai vini dolci.

Manifestazione rivolta al grande pubblico ed agli operatori del settore, ospiterà quasi 250 etichette delle migliori aziende produttrici a livello nazionale.
Nelle due giornate sarà possibile degustare tutti i vini in esposizione e specialità dolciarie e i prodotti tipici della tradizione veneta.
Domenica 22 novembre, alle 11.00, Slow Food Veneto proporrà un laboratorio del gusto su “I Vini Santi d’Italia”: degustazione di otto Vini Santi abbinati a dolci e formaggi della tradizione. Nel pomeriggio, a cura di Slow Food e i Produttori di Terra Madre, seguiranno due laboratori del gusto dal titolo “I Presidi. Le Dolcezze Perdute”: alle 14.30 sul presidio della Slatko di prugne pozegaca della Bosnia Erzegovina e alle 16.00 sui presidi del cacao della Chontalpa (Messico) e cacao Nacional (Equador).
Sabato 21 e domenica 22 novembre, a cura dell’Associazione Italiana Sommelier, sarà attiva anche l’enoteca “Le Dolcezze Italiane” dove si potrà ricevere informazioni e acquistare i vini e i prodotti della gastronomia dolce presenti alla manifestazione. Sempre a cura dell’AIS, nella giornata di domenica, alle ore 16.30, si terranno le degustazioni ufficiali dell’associazione e, alle 18.00, le selezioni per l’elezione del miglior sommelier vicentino.
Il biglietto d’ingresso di 15 euro darà diritto alla guida ai vini in degustazione, a bicchiere e portabicchiere, alla degustazione dei vini presenti ed all’accesso all’area dei prodotti gastronomici (10 euro per i soci AIS, Onav, Aei e Slowfood).

SABATO 21 NOVEMBRE
- Ore 10.30 Convegno d’apertura “L’alcol non è solo di vino. Uso e abuso – La cultura dei vini dolci”. Parteciperanno alcuni rappresentanti della sicurezza stradale, della medicina riabilitativa, dell’alimentazione e nutrizionisti, alcuni protagonisti dell’enologia e della ristorazione, i responsabili regionali della programmazione ed educazione giovanile.
- Ore 14.30-20.00 Degustazione pubblica dei 250 vini.
- Ore 15.00 Convegno per giornalisti: “Dolci Dolcezze”. Parteciperanno alcuni protagonisti del marketing, della stampa enogastronomica, del mondo della produzione e della “gastronomia dolce” per un’analisi delle prospettive e della situazione di mercato del comparto vini dolci e la firma del “MANIFESTO DEL VINO DOLCE”: un decalogo per un’invitante e corretta somministrazione del vino dolce e una sua opportuna valorizzazione enogastronomica. A seguire, proposte di degustazioni con i produttori di specialità dolciarie e vini dolci. Moderatore: il giornalista enogastronomico Fabio Piccoli.

DOMENICA 22 NOVEMBRE
- Ore 10.30-19.00 Degustazione pubblica dei 250 vini.
- Ore 11.00 Laboratorio del Gusto a cura di Slow Food Veneto: “I Vini Santi d’Italia”. Degustazione di otto Vini Santi abbinati ai “dolci e formaggi della tradizione”. Costo di partecipazione: euro 15,00. Degustazione su prenotazione e con posti limitati.
- Ore 14.30 Laboratorio del Gusto a cura di Slow Food e i Produttori di Terra Madre: “I Presidi. Le Dolcezze Perdute”. Laboratorio sul presidio della Slatko di prugne pozegaca della Bosnia Erzegovina. Costo di partecipazione: euro 10,00. Degustazione su prenotazione e con posti limitati.
- Ore 16.00 Laboratorio del Gusto a cura di Slow Food e i Produttori di Terra Madre: “I Presidi. Le Dolcezze Perdute”. Laboratorio sui presidi del cacao: cacao della Chontalpa (Messico) e cacao Nacional (Equador). Costo di partecipazione: euro 10,00. Degustazione su prenotazione e con posti limitati.

CONTATTI:

Per maggiori informazioni e prenotazionicontattare Co.Vi.Vi.  (Consorzio Vini Vicentini - Piazza Garibaldi, 1 Lonigo - VI - vinidocvicentini@gmail.com tel 0444/896598; fax 0444/797231).

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CHI SIAMO

Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene, con serate a tema, corsi di degustazione, incontri con produttori, serate di abbinamento e quant'altro può avvicinare, in modo corretto, e conviviale al mondo del vino.
I Saggi Bevitori sono persone appassionate di vino che desiderano condividere questa gioia.
Nato il 1° luglio del 1999, da sei persone reduci da un corso di degustazione, il Circolo è cresciuto nel tempo sino a superare oggi i 120 soci.
Una volta al mese (1° venerdì di ogni mese) i soci si riuniscono in sede per ascoltare produttori, degustatori, giornalisti o altre persone raccontare un vino, un'azienda o una regione vinicola, con a seguire una degustazione guidata.

Il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle!

RECAPITI

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Redazione del Blog      : saggiblog@libero.it
Corsi degustazione     :
saggibevitori.corsi@libero.it

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