Friday 18 march 2011 5 18 /03 /Mar /2011 13:51

Daily

Nell' hannus orribilis 2009 nessun produttore del Conegliano - Valdobbiadene si era illuso: l'enorme popolarità del loro vino nel mercato anglosassone aveva una ben precisa causa, un prezzo invidiabile a quasi ogni altro vino ed un rapporto prezzo-qualità impossibile da ritrovare nello sparkling wine preferito dagli inglesi, lo Champagne!

Tale aspetto, sottolineato da tutti i giornalisti ed esperti di settore, era ed è impossibile da controbattere, cosa che per altro nessun produttore ha desiderato fare: per la saggezza ed il pragmatismo ereditato dai mercanti Veneziani (leggere il capitolo I mercanti del Mare, ne La Storia del Vino di Hugh Johnson, per meglio comprendere) quasi tutti i produttori si sono adoperati di cogliere appieno l'opportunità data dal momento senza preoccuparsi del motivo (e del divenire) evitando la benché minima perdita di tempo con quanti si sono sgolati per  ripetere lo slogan "a recessione passata si tornerà alle origini!" (ovvero lo Champagne i riprenderà il suo posto).

Ed i fatti sembrano proprio aver dato ragione a quelli che (un po' grezzamente) vengono definiti "i prossecchisti": complice una recessione da cui anche in Inghilterra non si è completamente usciti, ed il cui perdurare ha consentito l'introduzione di nuove abitudini, lo spumante Charmat proveniente dalle Prealpi Venete ha spodestato tantissimi altri vini nelle abitudini dei sudditi di sua maestà Regina Elisabetta, al punto di divenire vino di riferimento come spumante per aperitivo ed il light drink, lasciando allo Champagne solo il ruolo di Spumante per le grandi occasione (ed i grandi pranzi).

D'altra parte non serve essere inglesi per comprendere che tra lo scegliere una spiacevole e pesante metodo Classico di costo medio (non potendo permettersi un più costoso, e qualitativamente più buono, prodotto di fascia alta) ed un piacevole spumante Charmat dall'invidiabile facilità di beva e dal costo contenuto, è meglio scegliere quest'ultimo!

Ed oggi il Prosecco non solo è vino che vanta numeri impensabili sino a qualche anno fa nel mercato Britannico, ma la sua forza di penetrazione è stata tale da essere inserito nel shopping basket (l'equivalente del nostro paniere ISTAT) per il calcolo dell'inflazione. A dimostrazione della sua incredibile diffusione e di come sia oramai prodotto di uso quotidiano e conclamato.

Aprire il sito del Deilymail di mercoledì e leggere Prosecco pushes lager off national shopping list used to calculate inflation (vedi link) non è certo cosa che capita tutti i giorni... Infatti  spodestare da tale paniere la birra, bevanda britannica d'eccellenza, equivarrebbe a dire che in Italia il prezzo del Katecuhp ha sostituito quello della passata di pomodoro. Una cosa impensabile! (attenzione, sostituire, non affiancare!)

Un plauso ai produttori di tale vino che si sono impegnati per far capire che a fronte di discreti (a volte cattivi?) spumanti metodo Classico dal rapporto costo-qualità errato la pacifica spesa per bere uno spumante seducente e a volte facile com'è il Prosecco è una scelta vincente.

Ed a crisi esaurita (speriamo presto) il Prosecco rimarrà certamente sulle tavole degli Inglesi!

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Thursday 17 march 2011 4 17 /03 /Mar /2011 02:38

soldi.jpg

Assisto in questi giorni (con piacere) all'interessamento da parte di alcuni siti e blog ad un annoso (quanto parzialmente ignorato) problema che si vive nel mondo del vino: l'eccessivo procrastinare dei pagamenti da parte di una ben precisa parte della clientela, la ristorazione, nei confronti di una precisa parte dei fornitori: le cantine! 
Che tale vezzo fosse oramai abitudine conclamata è cosa nota ed arcinota, ma in parte è stata ignorata e taciuta, salvo emergere prepotentemente in una discussione nata durante il forum “Aspettando Verona: come sta il vino del Sud Italia?” come riportato da cronachedigusto (vedi link )
Notizia poi ripresa ed elaborata da Ziliani, su Vino al Vino (linklink) e poi approdata in molti altri blog e siti.
Nel chiedermi il perché di tale cattiva abitudine, ed il perche la si permetta, non ho trovato nulla di meglio se non chiedere il parere ad un carissimo amico (del quale, per motivi di ovvia privacy, non scrivo il nome) ma che vi assicuro essere persona con un ruolo di primissimo piano nel mondo del commercio del vino in Italia. 
Alla domanda se il mercato, special modo quello della ristorazione, si comporti proprio così male, questa è la sua risposta: 
Alessandro, il mercato continua a vivere momenti per nulla esaltanti, e vendere vino è diventato difficile quasi come produrlo.... incassare il dovuto ancora di più!
Non c'é il tempo, ma soprattutto la voglia, da parte degli interlocutori cui ti rivolgi (soprattutto i ristoratori, più dei compratori) per parlare a fondo del vino che gli si sta proponendo.
Prezzo, omaggi e pagamento sono oggi molto più sotto i riflettori rispetto alle caratteristiche intrinseche del prodotto: la sua provenienza, le uve che lo compongono, come sono state coltivate, pigiate ecc. ecc.
Il fenomeno è poi aggravato dai proprietari di quelle piccole cantine, con ormai l'acqua alla gola, che, letteralmente, scaricano qualche cartone dal portabagagli della propria auto dicendo "me li paghi quando li venderai...." (ti garantisco che non è un 'eccezione infrequente) con tutte le implicazioni, anche fiscali, del caso.
E questo fenomeno sembra, per il momento, ben lontano dall'esaurirsi! (ma io sono ottimista).
Me lo ripeteva spesso un mio vecchio insegnante in prima superiore: "quando l'offerta supera di gran lunga la domanda (e nel mondo del vino Italiano, al momento, siamo in tale situazione) le cose, da preoccupanti, diventano molto preoccupanti...."
A questo punto siamo certi che la colpa. più che degli esercenti, non sia di chi li sta così male abituando?
Ne parleremo nei prossimi giorni. 
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Monday 14 march 2011 1 14 /03 /Mar /2011 15:10

logo consorzio prosecco

A seguito di pretestuose ed artificiose (e spesso infondate) accuse, troppo gratuitamente rivolte ai viticoltori di quel tratto di Pedemontana Veneta che va da Valdobbiadene sino a Vittorio Veneto, passando per Conegliano (in altre parole il territorio della DOCG Prosecco Superiore) il Consorzio di tutela del Prosecco si è visto costretto nel rispondere con il comunicato che volentieri sotto pubblico.
A dimostrazione che buon vivere pubblico ed interessi dei viticoltori non sempre sono disgiunti, anzi!
 

Una viticoltura sempre più sostenibile ed ecocompatibile è il primo obiettivo del Consorzio di Tutela. E’ con questa finalità che nei giorni scorsi si è riunita la neo costituita Commissione di Protocollo, voluta dal Consorzio di Tutela e composta dai principali istituti di ricerca, Ente Cra e Università degli Studi di Padova, insieme con alcuni agronomi che operano nel territorio. Obiettivo è definire regole precise per ridurre sempre più l’impatto ambientale della viticoltura.

L’opinione pubblica chiede risposte rispetto alle tematiche dei trattamenti, alle quali il Consorzio di Tutela è il primo soggetto interessato a rispondere. L’incontro della Commissione ha avuto l’obiettivo di fare il punto della situazione per gestire ancor meglio la prossima stagione viticola. In quest’ambito, il Consorzio di Tutela avrà il ruolo di definire gli aspetti tecnici relativi alla viticoltura, grazie ad una vera e propria commissione che guiderà il viticoltore verso un utilizzo sempre più consapevole dei prodotti fitosanitari dando preferenza a quelli a basso impatto.

L’incontro della Commissione di Protocollo ha avuto il ruolo di analizzare anche quanto avvenuto nel 2010. Si è evidenziato così come nell’area di Conegliano Valdobbiadene, grazie alla politica di sensibilizzazione e formazione dei viticoltori, nel 2010 sono stati effettuati mediamente 11 trattamenti contro le malattie della vite, rispetto ai 16 – 18 della media provinciale. Ciò è stato possibile nonostante un andamento climatico molto piovoso. La campagna viticola del 2010, infatti, è stata la più piovosa dal 1937. Grazie ad una viticoltura ragionata e razionale, oltre a ridurre il numero dei trattamenti,  sono stati usati prodotti per la maggior parte non classificati, ovvero inseriti dal Ministero della Salute nella classe di tossicità inferiore. Ogni prodotto usato in viticoltura, infatti, viene anzitutto testato per circa 10 anni prima di essere introdotto nell’allegato ministeriale ed essere messo in commercio. Si tratta di un settore in continua evoluzione nella direzione della riduzione di impatto tanto che, oggi, sono stati eliminati ben il 60% dei prodotti utilizzati 10 anni fa. Va inoltre sottolineato che il viticoltore dispone di strumenti avanzati per agire in modo sempre più corretto. Anzitutto esiste un Consorzio di Difesa provinciale, unico nel suo genere, capace di definire le direttive generali settimana per settimana, grazie alla riunione di ben 25 tecnici e alla presenza di 50 stazioni sul territorio provinciale. Nell’area di Conegliano Valdobbiadene, poi,  le indicazioni generali sono ancor più restrittive, tanto che oggi si svolgono 1/3 dei trattamenti in meno rispetto alle altre zone viticole. Vi è poi la formazione ai viticoltori, fatta dal Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene grazie a 5 incontri periodici e ad almeno 20 bollettini informativi. Infine, ogni viticoltore deve disporre di un patentino per poter trattare la vite e deve annotare in un apposito registro ogni intervento antiparassitario segnando data, prodotto, quantità e persino numero di fattura di acquisto.

“La Commissione di Protocollo ha la finalità di adottare una viticoltura sempre più sostenibile e in armonia con la comunità – afferma il Direttore del Consorzio di Tutela Giancarlo Vettorello. –  Dal canto nostro, con questo protocollo vogliamo dare indicazioni sempre più precise nella gestione del vigneto, in modo da rendere più semplice per i viticoltori il rispetto del Regolamento di Polizia Rurale che i comuni della DOCG stanno adottando per la prossima campagna; dall’altro canto la Polizia Rurale avrà il ruolo di reprimere atteggiamenti irresponsabili.”

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Saturday 12 march 2011 6 12 /03 /Mar /2011 11:58

consapevolezza

Il Vocabolario Treccani recita, alla parola consapevole, quanto segue: 
consapévole agg. [der. di consapere]. – Informato di un fatto: sono c. di quanto è avvenuto; fare o rendere c., informare, avvertire: rendere qualcuno c. dei rischi, delle difficoltà, delle sue responsabilità; l’ho fatto c. dei pericoli cui può andare incontro. Più com., essere c. (o c. a sé stesso), avere coscienza: sono c. delle mie responsabilità. Ant., di persona che, essendo a conoscenza d’un fatto, se ne rende in qualche modo complice; anche come s. m. - ecc. (B. Davanzati).
consapevolézza s. f. [der. di consapevole]. – L’esser consapevole; cognizione, coscienza: avere c. - ecc
Non vi può dunque essere alcun dubbio sul significato di tale parola: essere informato!
Ieri sera mi sono avventurato in una pratica a me indigesta e a cui raramente ricorro: una discussione in chat (amo avere di fronte a me l'interlocutore, non lo schermo di un PC), discussione intrattenuta con un (abbastanza noto) giornalista del vino. Tema della nostra discussione un Prosecco alquanto rinomato del Valdobbiadenese.
Tralasciate le differenze riscontrate all'assaggio ci siamo addentrati in una discussione sul carattere territoriale di tale vino.. ad un certo punto, nella casella di Messenger, compare la frase "secondo me è vino con espressioni poco aderenti al territorio" (frase che fa comunella con la ancor più insopportabile, e rafforzativa, espressione notevole espressione del territorio, spesso utilizzata da chi assaggia un vino per - massimo - la seconda o terza volta...).
A quel punto mi sono visto costretto nel chiedere quale fosse la sua frequentazione del territorio... attimi di notevole imbarazzo, poi la risposta: sono stato in zona 5-6 volte!
Gli eno-giornalisti hanno tutta la mia ammirazione ed il mio plauso per le loro capacità di assaggio e di critica, che espongono in mirabile modo, ma hanno consapevolezzaquando parlano di espressione di un territorio visitato tuttalpiù un paio di volte, senza mai addentrarsi nei vigneti, senza mai assaggiare l'uva e poi il vino prodotto da quell'uva, senza vivere concretamente quel territorio, di risultare tremendamente ridicoli?
Speri di si! 
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 9 march 2011 3 09 /03 /Mar /2011 14:43

diserbo

Fitofarmaci e vigneti: se ne è parla (se ne è parlato) troppo spesso e spesso a sproposito, per meglio dire parlano troppo persone che non vantano sufficiente preparazione in materia, oppure sono nettamente schierate verso una precisa posizione. (sia quando gli interventi sono pro utilizzo sia quando sono contro)
Però, visto che questo è un blog che parla di vino (dove io mi limito nel giudicare ciò che trovo nel bicchiere, mentre per quanto concerne il resto mi limito a semplici considerazioni personali), l'argomento è impossibile da non affrontare, e voglio affrontarlo seguendo precise regole: l'imparzialità! Se un produttore utilizza, nell'ambito di quella che viene definita coltivazione convenzionale (che brutto termine), prodotti autorizzati dagli organi competenti e si attiene ai dosaggi prescritti ed alle regole dettate dal buon senso nell'irrorazione, nessuna critica posso o voglio muovergli, in contrapposizione se un produttore biologico o biodinamico utilizza metodologie che potrei ritenere al limite dell'esoterico nulla posso dire se queste non mi arrecano disturbo o implicano cose più gravi dell'aspergere prodotti chimici.(cosa un po' difficile...)
In altre parole cerco e cercherò di essere spettatore nella più completa oggettività, ed in ossequio a tale oggettività non posso esimermi dal pubblicare in primo piano la risposta fornita da Andrea, attento lettore e tecnico preparato, al cumulo di sciocchezze cui vi riferivo l'altro giorno in questo post  qui e che si rifaceva alla pubblicazione più inutile e delirante dell'anno! (questa
Da Andrea:
Ho letto l' articolo linkato, secondo me un misto di livore, ignoranza, malafede!
Premetto che il fatto che tutti possano accedere ai dati sui quantitativi di fitofarmaci utilizzati , significa principalmente due cose : 1° che non c'è nulla da nascondere, 2° che il loro utilizzo viene costantemente censito e monitorato .
Cominciamo dalla situazione dei principi attivi.
Mancozeb,antiperonosporico, non è stato messo al bando, ma ne è stata limitata la vendita e l'uso ai titolari di “patentino”, in attesa che si possa sostituire con prodotti meno tossici (nessuno nega la pericolosità del Mancozeb)
Glifosate, diserbante ad azione disseccante, in commercio da molti anni, ha passato severissimi esami a livello europeo e mondiale ed è indicato come uno degli erbicidi meno pericolosi. Viene impiegato anche per usi civili (cortili, strade, piazzali, cimiteri, etc.)
Glufosinate ammonio, disseccante, rimane “sospeso” fino alla conclusione degli studi, la ditta produttrice ne ha organizzato il ritiro presso i rivenditori .
Clorpirfos (etile) è tuttora in commercio è un insetticida da diversi anni sul mercato, ha superato svariati esami di tossicità .
Chi pensa di boicottare il Prosecco per l' uso di fitofarmaci che ne fanno i produttori, “forse” non conosce alcuni aspetti: le aziende sono obbligate a tenere un registro dei trattamenti .
Per l' uso dei prodotti più pericolosi (vedi mancozeb) è richiesto un patentino che si ottiene dopo un corso ed al superamento di un esame regionale, che va ripetuto ogni 5 anni .
Gli atomizzatori sono sottoposti a revisione obbligatoria .
Nessuno tratta “per piacere” dato il costo economico e di fatica che comporta ogni singolo trattamento .
La lotta biologica alla peronospora prevede l' utilizzo di rame, che a detta di molti sarà uno dei prossimi principi attivi che passeranno “a patentino”.
I test di efficacia dei prodotti per la difesa della vite, registrano sempre nel testimone non trattato, la perdita del 100 % del prodotto. Quindi, se i viticoltori non trattassero, non servirebbe boicottare il prosecco perché semplicemente non ve ne sarebbe...
Infine che i vigneti siano stati realizzati “a ridosso” delle abitazioni ,è la più grande str...zata che ho letto: nella città metropolitana pedemontana, dove viviamo, è vero semmai l' esatto contrario: lottizzazioni assurde, case di “campagna”, trasformazioni di rustici unite a zone industriali, artigianali, commerciali, strade superstrade e rotonde, stanno spingendo sempre di più l' agricoltura in una sorta di “riserva indiana”.
Brindiamo al generale Custer.

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articoli tecnici - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 8 march 2011 2 08 /03 /Mar /2011 12:27

vendere

Quasi ogni mattina, nella piacevole (anche anche se antelucana) ora che dedico alla lettura degli wine blog, mi imbatto in qualcosa che riguarda (direttamente o indirettamente) la parte commerciale del vino: post dove si commentano e si criticano le idee e le proposte di vendita di cantine o gruppi, dove si dibatte di prezzi di vendita, con enormi brontolii se questi sono troppo bassi o troppo alti, oppure dove si snobbano le ultime idee che tanti ricercano per vendere meglio e con maggior profitto.
Ed a me sovviene una curiosità: ma tutti costoro che parlano (e sparlano) sono mai "andati a vendere" del vino?
Sono mai entrarti da un grossista dove la prima cosa che ti viene chiesta è "quanto mi costa e quanti cartoni me ne mandi in omaggio?" (del pagamento non si parla: è sottointeso che avverrà alle calende greche).
Si sono mai seduti, per ore, nella sempre squallida anticamera di qualche buyer della GDO (credo esista un tacito accordo nel realizzarle: sedie bianche, pareti bianche, luci al neon, unico punto di colore lo sporco attorno all'interruttore luce) per poi udire le inudibili richieste avanzate?
Sono mai entrati nell'enoteca dove il proprietario, esasperato dalle tante ore di lavoro, invita i venditori nel tornare la settimana seguente perché esausto? (non sapendo che chi aveva di fronte era più esausto per i 600 chilometri del mattino e le 15 visite commerciali già fatte).
Sono mai stati al cospetto dal ristoratore dove, se il tuo vino è richiesto ed il prezzo gli va bene, sei il suo più grande amico altrimenti sei uno dei tanti?
Scommetto di no.... forse per questo a loro riesce tanto facile commentare: perché non sanno!
Il sottoscritto, l'ho sempre dichiarato, non ha nessun interesse commerciale nel vino (ne direttamente ne indirettamente) ma mi è capitato tantissime volte di assistere alle situazioni che sopra riporto, e forse per questo mi astengo dal formulare critiche ingiuste e spesso inutili.
Il vino lo si deve produrre, ed è cosa difficile, lo si deve produrre bene ed al prezzo corretto, ed è cosa ancora più difficile, ma soprattutto lo si deve vendere e si devono incassare i soldi, e questo vi assicuro è molto difficile.
Pensateci wineblog, pensateci... 
 
PS: ovviamente ci sono proprietari di enoteche, ristoratori e grossisti con cui lavorare è un piacere, quindi non facciamo di tutta l'erba un fascio... quanto sopra si riferisce ai soliti noti! Per i buyer della GDO tale eccezione non c'è, purtroppo.
  
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 8 march 2011 2 08 /03 /Mar /2011 11:42

mimosa 8 marzo: non servono tante (e spesso inutili) frasi.

Auguri a tutte le donne che producono, vivono e lavorano nel mondo del vino.

Auguri a tutte le lettrici, auguri a tutte le donne!


il direttivo del Circolo dei Saggi Bevitori

Di Circolo dei Saggi Bevitori
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Monday 7 march 2011 1 07 /03 /Mar /2011 17:37
a2.jpgVolete un chiaro esempio di Digito ergo sum? Leggetevi questo post qui link (mi spiace enormemente fare pubblicità ad un simile concentrato di scemenze, però....) e dopo averlo letto tornate qui. (se invece avete facebook leggete questo link).
Bene, l'avete letto? Che considerazioni si potrebbero fare?
Che siamo al limite del disastro, se non del tumore oramai in agguato dietro l'angolo, ma (lo dice il detto) il diavolo non è brutto come lo si dipinge, specie se il pittore non sa tenere in mano il pennello e sporca anzichè dipingere! (aggiungo io!)
Ora io non sono un viticoltore, un produttore o un commerciante di vino o persona che ha interessi economici nel mondo del vino (men che meno di fitofarmaci e di prodotti per l'agricoltura), anzi al contrario sono una persona che abita molto vicino ai vigneti, che vi cammina nel mezzo in ogni attimo libero e che quindi ha tutto l'interesse nel vederli scevri da ogni porcheria chimica, che non sopporta i trattamenti di disseccamento e di diserbo già per il solo aspetto estetico, e che nei limiti dell'agire senza risultare fanatico si comporta con il massimo rispetto del Creato, però non sono ne un credulone ne uno che grida al lupo al lupo quando il lupo non c'è, e non mi piacciono gli inutili allarmismi o i calderoni dove si mescola di tutto!
E questo post lo devo alla correttezza dei tantissimi viticoltori (la maggioranza) che non è giusto siano accostati a quattro stupidi che non rispettano le regole. 
Ed ora andiamo alle eccezioni in vari punti:
Se proprio si voleva muovere un accusa la si poteva fare nei confronti del millesimo 2008: il 2009 è stato anno, meteorologicamente parlando, che neanche si può confrontare con il triste 2008, pertanto trattamenti effettuati sono la metà del precedente (della serie, se chi ha scritto il post voleva fare la figura dell'ignorante c'è riuscito benissimo!)
L'Unione Europea non ha messo al bando nessun prodotto, bensì ne ha vietato la produzione e l'immissione in commercio a partire dal 2009: il che significa che chi lo produceva non potrà più produrlo, che chi lo commerciava non potrà più venderlo, ma chi lo utilizza può utilizzarlo sino al termine delle scorte.
Vi fosse stato un allarme certo sarebbe stato ritirato dal commercio e se ne sarebbe vietato l'utilizzo!
Ce la si prende con il Mancozeb rifacendosi ad un vecchio articolo pubblicato su agribionotizie link (sito indubbiamente di parte) ma dove già si utilizzano termini ed espressioni più pacate tipo "fortemente sospettato di essere altamente cancerogeno". Sospettato, non cancerogeno: neanche in grado di copiare con il semplice utilizzo del copia-incolla?
Si ha avuto la sfortuna di prendersela con un territorio (che io non difendo perché vi abito, ma perché conosco direttamente: avrei fatto lo stesso con qualsiasi altra zona conoscessi di pari grado) dove vi è la più alta media di persone istruite in materia: praticamente la concentrazione di enotecnici, enologi ed agronomi presenti nelle DOCG Valdobbiadene-Conegliano ed Asolo non ha confronti, non fosse altro per la presenza del Cerletti in zona, della facoltà di Agraria di Padova e di un numero considerevole di istituti agrari: sfornano tutti ignoranti che amano intossicarsi-avvelenarsi da soli? 
La foto che illustra l'articolo rappresenta un elicottero nell'atto di irrorare: ogni persona in possesso delle minime conoscenze sa benissimo che tali mezzi possono irrorare solo alcuni prodotti contro peronospora ed oidio, gli è vieto lo spargimento di insetticidi, diserbanti e disseccanti, quelli più pericolosi (l'ho scritto ancora due anni fa qui).
Ritiriamo tutto il Prosecco 2009 perché pericoloso, così ben gli sta', viene scritto...  Aldilà della frase priva di ogni rispetto per il lavoro altrui mi chiedo cosa facciamo in atto pratico... ritiriamo anche quello dei miei amici di Santo Stefano che coltivano in prossimità del biodinamico?
E di quelli di Farra di Soligo che coltivano in biologico?
E che ne facciamo del Prosecco dei tanti bravi produttori, magari più attenti alla natura di chi ha vergato tante idiozie, e che semplicemente si sono attenuti alle regole dettate dalla legge?
Li condanniamo (facciamogli ritirare tutto il vino così imparano....frase degna di un boia della santa inquisizione spagnola) perché hanno utilizzato un prodotto consentito?
Ma vergognatevi invece di scrivere scemenze., digito ergo sum: questo articolo ne è la dimostrazione, purtroppo!
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Monday 7 march 2011 1 07 /03 /Mar /2011 10:14

critico.jpg

Indubbiamente la locuzione del grande Cartesio va ben oltre la semplice traduzione del penso dunque sono, ma senza addentrarci in discorsi filosofici, e senza farci coinvolgere in un tema che merita ben altro palcoscenico che non un blog che tratta di vino, soffermiamoci nella parte errata e volgarmente utilizzata: quel penso dunque sono esibito come dimostrazione della propria esistenza.
Bene, nel mondo del commento al vino sembra ci si voglia avviare verso una sorta di digito ergo sum: scrivo di vino quindi esisto. (alias ho un ruolo!).
La facilissima apertura ed amministrazione di una pagina Facebook o Twitter, la semplice compilazione di una pagina all'interno di social network dedicato, o anche la conduzione di un blog ha portato, e sta portando, tantissime persone nel rendere pubblico il proprio pensiero, (cosa di per se piacevole ed importante), ma per contro sta comportando la pubblicazioni di quanto non serve ne serviva al mondo del vino....
Sempre più spesso si incappa in articoli per nulla condivisibili, redatti da persone prive di esperienza, conoscenza e tecnica (e di umiltà), che sfociano in articoli assurdi se non sciocchi, quando non addirittura totalmente sbagliati ed offensivi.
Che serve in fondo? Un PC, la conoscenza (spesso parziale) delle regole grammatiche ed ortografiche, un po' di voglia ed un po' di tempo, il resto viene da se! Chissenefrega se poi si pubblicano scemenze, cose sbagliate, accuse gravi ed infondate, l'importante è esserci, e del danno che si arreca ad un produttore, ad un vino oppure ad una regione vinicola nulla tange.
Vista la grande capacità penetrativa della rete servirebbe un attimo di analisi e qualche attenta riflessione prima di pubblicare stupidate: si rischia altrimenti di moltiplicare all'infinito la diffusione di emerite cazzate! (cazzata: parola brutta e di cui faccio moderato uso, ma che rende perfettamente l'idea)  
Digito ergo sum (senza prima aver cogitato): nei prossimo post vi darò chiaro esempio di quanto possa essere dannosa tale pratica!
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Saturday 5 march 2011 6 05 /03 /Mar /2011 15:03

Casa Inferno Nino Negri

 

Nella coinvolgente ed appagante serata di ieri, venerdì 4 marzo, ospite l'azienda Nino Negri, ed esaustivamente condotta dall'enologo Casimiro Maule (con l'appoggio esterno di Cristian Scrinzi e la gradita presenza di Roberta Speronello e Riccardo Ravasio) sono stati assaggiati i seguenti vini:
 
- Cà Brione, Bianco delle Terrazze Retiche di Sondrio 2009
- Le Tense, Sassella Valtellina superiore DOCG 2007
- Carlo Negri, Inferno Valtellina superiore DOCG 2006
- Vigneto Fracia, Valtellina superiore DOCG 1999
- Sfursat di Valtellina DOCG 2007
- Sfursat 5 Stelle di Valtellina DOCG 2006
  
A voi che leggete, ed avete assaggiato, ogni commento
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Thursday 3 march 2011 4 03 /03 /Mar /2011 21:52

Valerio-Marini.jpg

Avevo scritto, poco più di un anno fa, che per noi Saggi Bevitori Aurora Endrici è sinonimo di "qualitativamente elevato" perché non esiste vino, evento, manifestazione o kermesse da lei segnalata che non abbia incontrato il nostro pieno plauso e la nostra più completa soddisfazione.
Tali parole rimangono immutate, anzi sono ancora più convinte rispetto allo scorso anno, per questo non esito un solo secondo per segnalarvi la manifestazione Vino Friulano, gradito l'abito bianco, promossa da FISAR Venezia e da Vinoè comunicazione, di imminente svolgimento..
La manifestazione prenderà vita alle ore 11 di domenica 13 marzo nelle sale dell'Hotel Monaco e Grand Canale di Venezia (in Calle Vallaresso, presso San marco) e durerà sino alle ore 19 dello stesso giorno.
Con la modica spesa di 10 euro (si potrebbe definire simbolica) il pubblico potrà accedere agli assaggi promossi dalle 65 aziende partecipanti, mentre con successiva iscrizione si potrà partecipare alle degustazioni guidate dalla stessa Aurora e da Paolo Ianna, due persone la cui amicizia mi gratifica, e che considero punto di riferimento per l'amore e la professionalità che riescono a porre nel loro lavoro.
Indubbiamente un appuntamento da non perdere e che consiglio a Voi tutti.
 
Per informazioni: aurora.endrici@tin.it e  www.fisarvenezia.com 
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Appuntamenti - Community : Il mondo del vino
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Wednesday 2 march 2011 3 02 /03 /Mar /2011 16:25

gastro

Che il mondo Prosecco sia meno semplice e di facile approccio di quanto viene venduto da amici giornalisti e blogger è un dato di fatto, ma di arrivare al punto che serva una guida per muoversi fisicamente all'interno non lo pensavo proprio... ed invece sembra essere necessario visto che anche una redazione attenta (e tecnicamente preparata) come quella del Gastronauta/Radio 24 incorre in un errore non facilmente giustificabile.
Infatti nel post del 22 febbraio (link) il bravo Davide Paolini inneggia a tre prodotti della Cantina Ruggeri: il Valdobbiadene extra dry Giustino B. il Vecchie Viti ed il Cartizze, ma nel parte finale del post incorre (o vi incorre la sua redazione) nell'errore di confondere il cognome del proprietario di Ruggeri, Paolo Bisol (persona che mi onoro di conoscere e la cui passione lavorativa merita ogni plauso a lui rivolto) con un'azienda che di tale omonimo cognome ne fa anche il proprio marchio commerciale: la Desiderio Bisol!
Morale della favola il post ha avuto come immagine a corredo un'etichetta della Bisol e come indirizzo di riferimento la dicitura Bisol Desiderio & Figli Azienda Agricola, con tanto di indirizzo fisico, mail e link di riferimento che riporta a tale cantina.
Non fosse stata per una guida indigena (il bravo e sempre attento Cantastorie: persona che merita ogni mia stima) credo non se ne sarebbero mai accorti: dal 22 sino a ieri il post è stato pubblicato in forma errata, e solo dopo il suo commento di ieri sera corretto.
Prosecco: sino ad oggi si utilizzava le guida per decidere i vini da acquistare, adesso serve anche quella per non sbagliare l'indirizzo di cantina!
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

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Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono di fronte a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, diretto o indiretto che sia, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

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