Mercoledì 28 ottobre 2009 3 28 /10 /2009 14:14

Era un’esperienza a me sconosciuta prima del divenire amico di qualche produttore di vino: l’assaggio del vino dalle vasche!

L’assaggio dalle vasche non deve essere confusa con quell’operazione, a volte improvvisata e senza criterio, compiuta da molte persone al momento dell’acquisto del vino sfuso (che si traduce, per l’appunto, nel voler assaggiare il vino contenuto nei vari serbatoi - per praticità definiti vasche - per scegliere quello preferito) bensì è quell’operazione che compiono gli enologi e i cantinieri nel periodo dell’evoluzione del vino: quello post - fermentativo!

Si tratta di un assaggio critico ed oggettivo che si deve compiere quasi quotidianamente, se non addirittura ogni giorno, per cogliere le evoluzioni del vino, mentre nel dilungarsi del periodo verso la primavera questi assaggi si diraderanno sino a divenire bisettimanali o settimanali.

Questo è comunque il momento, per i vini bianchi, dell’apoteosi: il vino è in piena evoluzione e si trasforma quotidianamente, solo l’assaggio di confronto permette al tecnico di capire gli eventuali tagli da compiere e la finalizzazione cui destinare una predeterminata vasca (ovvero decidere, nel caso del Prosecco, se destinare il vino all’imbottigliamento come vino fermo, frizzante, oppure se indirizzarlo alla spumantizzazione), quindi è il periodo ideale per compiere tale esperienza. 

Se avete la fortuna di conoscere il titolare di una cantina, oppure il tecnico che la gestisce, chiedetegli se vi fa compiere il “giro delle vasche”: se le vostre capacità di degustazione sono buone lui non potrà che esserne lieto (il produttore vitivinicolo ama sempre confrontare il proprio giudizio con quello di altre persone).

Se avrete cura di ripetere quell’assaggio a distanza di un paio di settimane avrete compiuto un’esperienza formativa come nessun corso di degustazione vi potrà mai dare: sentire l’evoluzione dei profumi, dei gusti, avvertire il bilanciamento delle sostanze acide con l’andar del tempo, cogliere nuove sensazioni… nulla come l’assaggio delle vasche può far comprendere come il vino sia materia viva, VIVA!

Personalmente devo ammettere che ora, a differenza di qualche anno fa, gli amici viticoltori sono molti, anzi tanti, e spesso sono loro a chiedermi di visitare la cantina per effettuare gli assaggi di vasca, ma essi non sanno la gioia che provo a tale richiesta, permettendomi di cogliere così la vita del vino....

Anche per questo mi considero sempre debitore nei confronti degli amici produttori.

AC

N.B. foto scattata, dopo il giro delle vasche, nella sera di lunedì 26 presso l'azienda agricola Spagnol a Colbertaldo di Vidor.

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Martedì 27 ottobre 2009 2 27 /10 /2009 10:32

Nella serata di venerdì 23 ottobre Gianpaolo Giacobbo è intervenuto, come co-relatore, al dibattito svoltosi a seguito della presentazione del libro "Vino e Bufale".

Quello che segue è il suo, condivisibile, punto di vista.

 

Incontri senza censura - libreria La Bassanese

Non è stato facile!

La platea di “incontri senza censura” alla libreria La Bassanese di Bassano del Grappa contava 160 persone ed il delicato tema trattato richiedeva tatto e fermezza.

“Vino e Bufale - Tutto quello che vi hanno dato da bere a proposito delle bevande alcoliche” un libro di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada.

Una visione del mondo del vino vissuta da chi, quotidianamente, vive la negatività a cui un prodotto come il vino può portare: una su tutte l’alcolismo.

Nell’ascoltare le esperienze portate da Baraldi e Sbarbada c’è da preoccuparsi davvero: l’alcol è una molecola tossica causa di molti mali inutile nasconderlo, tuttavia esiste un buon senso da adottare. Definirei tale molecola come un inquilino scomodo ma, ahimè, indispensabile nel vino.

Non trovo corretta la demonizzazione del liquido odoroso così come viene esposta dagli autori soprattutto quando viene visto come la causa dei fatti di cronaca più sconcertanti, dalle stragi del sabato sera alle violenze sessuali.

Il problema a mio avviso è più di natura sociale che strettamente legato alla bevanda alcolica in se.

L’alcol è il mezzo per togliere quelli schemi inibitori che poi conducono a gesti estremi come l’eccesso di velocità o altre brutalità che sono celate nell’intimo di una persona e riaffiorano per effetto di esso.

Il problema è che le stesse persone che compiono quegli orrendi gesti, hanno bisogno di aiuto indipendentemente dall’alcol.

Tali fatti di cronaca esisterebbero lo stesso perché causati da altre sostanze.

Esiste un’educazione al bere che passa attraverso una comunicazione onesta e tesa a sviluppare la vera cultura del vino laddove vino significa uomo, vitigno e territorio. Non sono d’accordo gli autori che invece sostengono che non deve esistere l’alcol o il vino in quanto, dicono, zero alcol uguale zero rischi.  Troppo facile!

Non possiamo dimenticare lo stretto legame che esiste tra la nostra cultura e il vino. Il proibizionismo non ha mai condotto a nulla e soprattutto non risolve i problemi. E’ una mentalità che deve cambiare e che già sta cambiando dal momento che i consumi di vino si sono ridotti notevolmente negli ultimi anni anche grazie ad un bere più consapevole. Al di la delle convinzioni di ciascuno è necessario che il mondo del vino come quello della lotta all’alcolismo comincino nel comunicare tra di loro invece di farsi delle lotte sterili che non portano a nulla. La lotta all’abuso dell’alcol va fatta con una battaglia comune che passa anche attraverso la conoscenza. Un passo avanti si è già fatto alla serata condotta da Marco Bernardi a Bassano del Grappa, io visiterò il club di alcolisti in trattamento mentre Enrico ed Alessandro visiteranno con me una cantina di un produttore di vino che tutto è tranne che un “pusher”.

 

Gianpaolo Giacobbo

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Lunedì 26 ottobre 2009 1 26 /10 /2009 09:58

E' lunedì, giorno di mercato a Valdobbiadene...
Tra le tante persone che affolleranno la piazza la frase sarà ricorrente (come sempre è, in questi casi): "hai saputo la triste notizia?" e sarà frase detta con sincero dispiacere, dando peso reale alla parola “triste”.
La triste notizia è la scomparsa di Cristian Ruggeri, figlio di Renato: uno dei due fratelli artefici dell'azienda vitivinicola Le Colture, nota e quotata in tutta Italia ed all’estero.

Cristian aveva 28 anni, e basterebbe questo per farne una tragedia, ma se aggiungiamo che la sua prematura scomparsa è dovuta ad una malattia, e non a gesti insensati o scapestrati tipici dei ragazzi di quell’età, il dolore aumenta.

Preferisco lasciare spazio alle parole di una sua collega, amica, e vicina d’azienda, parole che ben rappresentano lo stato d’animo dei tanti colleghi di Cristian, perché dove c’è amore per la terra non esistono concorrenti ma solo colleghi di lavoro, dove c’è amore per la terra non esistono conoscenti, ma solo amici…

 

Ciao Cristian…

Forse pochi conoscevano Cristian Ruggeri, perché lui amava la terra e la cantina, e li preferiva trascorrere il suo tempo. Così viveva Le Colture.

Quando pensiamo a questa bella azienda di Valdobbiadene, il pensiero va subito al suo papà Renato e a Cesare, lo zio. Ma c'era anche Lui indispensabile nel suo ruolo. Un ruolo che la severità della malattie gli ha impedito di continuare a coprire.  

Purtroppo ieri ci ha detto ciao. Un ciao che speravo di non sentire mai.
Quando la realtà pare diventi così crudele non possiamo che provare rabbia e immenso dolore oltre che chiederci perché! Perché a soli 28  anni dobbiamo dire addio alla vita, a questa vita così fantastica? Esiste una risposta?

Nel ricordo del tuo sorriso un po' timido ma profondo, la battuta inaspettata che ci sapevi regalare, l'educazione e il rispetto che sempre ti hanno distinto, la disponibilità che mai negavi...in queste tue grandi doti e qualità trovo risposta.

Un posto più importante ti sei meritato. E spero che da lassù tu possa dare la forza, alla tua  famiglia e a tutte le persone alle quali tanto mancherai, di sorridere. Quel sorriso che mai ti abbandonò, nemmeno nei momenti più difficili.

Abbiamo trascorso assieme, con tutti i nostri amici, gli anni più spensierati della vita, nei quali niente ci poteva separare.

Il lavoro, se pur condividendo lo stesso mondo, i tempi che cambiano, le prospettive di ognuno, l’immaturità, mi hanno portata ad allontanarmi da te.

Spero tu possa perdonare la mia incapacità d’esserti stata vicina in questi ultimi anni di dolore e grande sofferenza che hai dovuto attraversare.

Non sono riuscita a salutarti prima che intraprendessi il lungo viaggio, forse perché pensavo e speravo che mai sarebbe arrivato il giorno di questa tua partenza.

Ciao Cristian.

Alberta
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Venerdì 23 ottobre 2009 5 23 /10 /2009 13:55
Ammetto di aver attraversato, ieri, un momento di crisi, o meglio un momento di profonda riflessione...
Riflessione scaturita dopo aver letto il commento giunto all'articolo  Anche nel vino ci impongono il silenzio? "
Per chi non avesse voglia di leggerlo direttamente, o per i tanti che ci seguono tramite facebook (e quindi non possono leggere i commenti) lo riporto qui:
"Ho letto soltanto ora, velocemente, quanto scritto da Ziliani nel suo blog.
Non lo seguo particolarmente, lui come tanti altri che parlano, scrivono e criticano il vino. Non lo faccio perché io, come credo anche molti altri produttori, siamo ormai stanchi di ricevere critiche, giudizi, sul nostro lavoro e sui nostri prodotti. E’ bello parlare di vino, a volte anche criticare, confrontarsi quando si è insieme, ma a tutto credo che ci sia un limite. Secondo me, intraprendere una via legale per quanto scritto da Ziliani fa sorridere ed è assurdo, però è anche giusto mettere un freno a questa eccessiva libertà di giudicare così apertamente, in un sistema di comunicazione come lo è internet o le varie riviste, giornali o guide. E’ anche vero che quando parlano bene siamo felici e quando parlano male ci arrabbiamo, penso sia normale questo, ma avrebbe dato molto fastidio anche a me leggere una tale considerazione rivolta alla mia azienda. C’è poi chi si può permettere di rivolgersi ad un legale perché ha la possibilità di dar da vivere a quella categoria, altri avrebbero invece risposto personalmente alle sue affermazioni. Torno però sul dire che dà ormai fastidio leggere continue accuse che anche tanti giornalisti si fanno, magari indirettamente, una delle ultime lette, tra Cernilli e Ziliani, o assistendo alla premiazione a Roma dei tre bicchieri domenica, ascoltare Cernilli che con ironica educazione rispose alle accuse ricevute da chi curò la Guida dell’Espresso.
Tutto questo fa schifo e poi chi se ne frega!!!
Non prendo le difese dei giornalisti come non condivido il rivolgersi ad un legale, ma non posso che schierarmi dalla parte dei produttori. Siamo arrivati ad un certo punto dove nel vino il silenzio non ucciderebbe, ma ne sarebbe invece la sua salvezza.mmetto di essere per un attimo immerso nei pensieri"


Si può dare torto a questa produttrice?
Forse in piccola, piccolissima parte, però c'è anche tanto di vero in quanto scritto, e forse un pò di silenzio non guasta... il silenzio che mi aveva colto ieri.
Ecco il perchè.

AC
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Mercoledì 21 ottobre 2009 3 21 /10 /2009 12:41

E’ un'azione che svolgo ogni giorno, quasi in modo automatico: apro Mozilla, vado su "segnalibri" e clicco "vino al vino", il blog curato da Franco Ziliani.

Un blog che non ha certo bisogno di presentazioni: tra quelli enoici è sicuramente il più conosciuto ed il più letto, ed anch’io, visto che Ziliani scrive sempre cose interessanti e di media molto condivisibili (qualche volta, è ovvio, ho idee contrarie, vi mancherebbe) lo seguo assiduamente.

Ieri però, la lettura del post pubblicato, mi ha creato sconforto, e molto.

Non serve riassuma l’accaduto, fate sicuramente più svelti a leggerlo voi tutti direttamente nel blog a questo link (anche se non credo vi possa essere qualche appassionato di vino che arrivi a questo blog senza prima esservi transitato), comunque basti sapere Ziliani ha ricevuto una diffida da parte di un avvocato, rappresentante un’azienda scontenta dal giudizio espresso da un lettore in un post (pertanto neanche dello stesso Ziliani!) una cosa che, scritta così, sembra quasi un gioco di parole.

L’avvocato si riserva di intraprendere qualsiasi azione legale a tutela dei diritti della sua assistita per ottenere il risarcimento di tutti i danni derivati dal commento “avente carattere offensivo e diffamatorio…” (??? e ci aggiungo anche un sic!).

 

Avete capito amici che leggete?

Una lettore esprime un giudizio personale su di un vino, il quale scontenta il produttore e quest’ultimo che fa?Anziché fare autocritica e chiedersi dove ha sbagliato nel produrre quel vino incarica il proprio legale di “tutelarlo” da quella critica…

Questo potrebbe essere l’inizio della fine: se ad ogni commento negativo, magari fondato, la reazione fosse questa in breve tempo ogni recensione scomparirebbe!

Addio blog, guide, commenti, critici, liberta di pensiero…. si tratti di un vino, di un libro, di un film, di un ristorante, di una macchina, di qualsiasi cosa, chi mai avrebbe più il coraggio di scrivere il proprio commento?

Scrivere un commento, o pubblicarlo, sapendo di avere una spada di Damocle pendente sul proprio capo non è cosa facile.

Per questo avevo sconforto nel leggere il post di Ziliani, per questo vi invito nell’ avere un attimo di riflessione per l’accaduto.

 

Grazie.

 

AC

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Martedì 20 ottobre 2009 2 20 /10 /2009 16:35

Rileggendo quanto pubblicato ieri, a proposti dei vini premiati dalle 4 principali guide perché ritenuti l’eccellenza della produzione veneta, non può che sorgermi qualche dubbio (e spero che tale dubbio sorga anche ad altre persone): quale può essere il ruolo di una guida se poi, tra guida e guida, vi è così tanta disparità di giudizio?

Se, da persona non edotta, utilizzo una guida per orientarmi nell’acquisto posso avere dei vantaggi dal loro utilizzo? A questo punto ho i miei seri dubbi….

4 guide e 71 vini premiati, di questi 0 (avete letto bene, zero) vini premiati da tutte e quattro le guide , 2 soli vini premiati da tre guide (Amarone della Valpolicella Classico Pergole Vece 2005 di Le Salette e Recioto della Valpolicella Classico TB 2004 di Tommaso Bussola) e 12 con 2 nomine…

Il che significa che ben 41 vini sono stati “incoronati” da qualche guida senza essere degnati di uno sguardo da una delle altre 3…

Soli 7 vini premiati dall’Espresso (forse un po’ pochi: di sicuro altri 2 nomi meritavano l’eccellenza) ben 34 dal Gambero Rosso (un’esagerazione) una guida, duemila vini AIS, che premia il Prosecco in versione Dry (dimostrando di capire ancora troppo poco di Prosecco) ed un’altra, il Gambero Rosso, che si accorge finalmente che il vero Prosecco non ha bisogno di zuccheri a sostegno della propria piacevolezza e premia due Brut...

Insomma, se vi perdete nella selva del vino Veneto cercate di uscirci da soli: le guide rischiano di avere poca utilità...

 

Tre eccellenze comuni

Amarone della Valpolicella Classico Pergole Vece 2005, Le Salette

Recioto della Valpolicella Classico TB 2004, Tommaso Bussola

 

Due eccellenze comuni

Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2005, Tenuta Sant’Antonio  - Amarone della Valpolicella Classico Monte Cà Bianca 2004, Begali - Amarone della Valpolicella Classico 2000, Quintarelli - Amarone della Valpolicella Classico 2005, Allegrini - Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2004, Masi - Amarone della Valpolicella Classico della Casa dei Bepi 2004- Viviani - Recioto della Valpolicella Terre del Cereolo 2005, Trabucchi - Fratta 2007, Maculan - La Poja 2005, Allegrini - Montello e Colli Asolani Il Rosso dell’Abazia 2006, Serafini & Vidotto - Harlequin 2003, Zymè  - Relogio 2007, Ca’ Orologio.

 

AC

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Lunedì 19 ottobre 2009 1 19 /10 /2009 11:46
Le guide, le guide.... amate, odiate, vituperate, temute, analizzate, lette, utilizzate, ignorate....
Quelli che seguono sono i vini Veneti premiati dalle 4 guide più diffuse in Italia: Dumeila Vini AIS; Vini dell'Espresso; Guida ai vini Veronelli e Vini d'Italia Gambero Rosso.
Definire il risultato una mancanza di congruenza tra le guide è ancora poco: non un solo vino è stato premiato da tutte le quattro guide, e solo 2 vini sono state premiati da almeno tre guide... giudizi oggettivi o soggettivi?
Domani vedremo nel dettaglio questa autentica débàcle 

Duemila Vini 5 Grappoli

Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2005, Tenuta Sant’Antonio - Amarone della Valpolicella Cent’anni Riserva 2003, Trabucchi - Amarone della Valpolicella Classico Monte Cà Bianca 2004, Begali - Amarone della Valpolicella Classico Pergole Vece 2005, Le Salette - Amarone della Valpolicella Classico Riserva 1995, Aldegheri - Amarone della Valpolicella Classico Vigneto Monte Sant’Urbano 2005, Speri - Bradisismo 2005, Inama - Breganze Rosso Crosara 2007, Maculan - Brut Metodo Classico 21 Luglio 2003, Bellenda - Capitel Foscarino 2008, Anselmi - Doro 2006, Masari - Fratta 2007, Maculan - La Poja 2005, Allegrini - Montello e Colli Asolani Il Rosso dell’Abazia 2006, Serafini & Vidotto - Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze 2008, Nino Franco - Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry 2008, Val d’Oca - Recioto della Valpolicella Classico TB 2004, Tommaso Bussola - Recioto della Valpolicella Terre del Cereolo 2005, Trabucchi - Soave Classico La Rocca 2007, Pieropan - Soave Classico Le Bine de Costìola 2007, Tamellini - Soave Classico Superiore Foscarin Slavinus 2006, Monte Tondo.

 

Cinque bottiglie Espresso

Amarone della Valpolicella Campo Leon 2004 Latium - Amarone della Valpolicella Classico 2000 Quintarelli - Amarone della Valpolicella Classico Calcarole 2004 Guerrieri Rizzardi - Antico Pasquale 2003 Masari - Harlequin 2003 Zymè - Relogio 2007 Ca’ Orologio - Soave Classico Vigneto Sengialta 2008 Balestri Valda.

 

Tre Stelle Veronelli

Amarone della Valpolicella Classico 2005 Allegrini - Amarone della Valpolicella Classico 2003 Zymè - Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2004 Masi - Amarone della Valpolicella Classico della Casa dei Bepi 2004 Viviani - Amarone della Valpolicella Classico Mazzano 2004 Masi - Amarone della Valpolicella Classico Pergole Vece 2005 Le Salette - Amarone della Valpolicella Classico Riserva Campo del Titari 2004 Brunelli - Amarone della Valpolicella Classico Selezione Milo Manara 2003 Cantina Valpolicella - Amarone della Valpolicella Selezione Antonio Castagnedi 2006 Tenuta Sant'Antonio - Fratta Rosso del Veneto 2007 Maculan - Harlequin Veneto Rosso 2003 Zymè
- La Poja Corvina Veronese 2005 Allegrini - Recioto della Valpolicella Classico Giovanni Allegrini 2006 Allegrini - Recioto della Valpolicella Classico TB 2004 Bussola Tommaso.

 

Tre Bicchieri Gambero Rosso

- Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 05 Tenuta Sant'Antonio - Amarone della Valpolicella Cl. 05 Allegrini - Amarone della Valpolicella Cl. 05 Brigaldara - Amarone della Valpolicella Cl. 00 Giuseppe Quintarelli - Amarone della Valpolicella Cl. 05 Villa Monteleone - Amarone della Valpolicella Cl.05 Zenato - Amarone della Valpolicella Cl. Campolongo di Torbe 04 Masi - Amarone della Valpolicella Cl. Casa dei Bepi 04 Viviani - Amarone della Valpolicella Cl. Pergole Vece 05 Le Salette - Amarone della Valpolicella Cl. Vign. Monte Ca' Bianca 04 Lorenzo Begali - Bianco di Custoza Mael 08 Corte Gardoni - Breganze Cabernet Vign. Due Santi 07 Vigneto Due Santi- Cartizze Brut 08 Silvano Follador - Colli Euganei Fior d'Arancio Passito 07 Ca' Lustra - Custoza Sup. Amedeo 07 Cavalchina - Lugana Sup. Molceo 07 Ottella - Montello e Colli Asolani Il Rosso dell'Abazia 06 Serafini & Vidotto - Recioto della Valpolicella Cereolo 05 Trabucchi d'Illasi - Recioto della Valpolicella Cl. Monte Ca' Paletta 97 Giuseppe Quintarelli - Recioto della Valpolicella Cl. TB 04 Tommaso Bussola - - Recioto di Soave La Perlara 07 Ca' Rugate - Relógio 07 Ca' Orologio
- Soave Cl. Calvarino 07 Leonildo Pieropan - Soave Cl. Campo Vulcano 08 I Campi - Soave Cl. Contrada Salvarenza Vecchie Vigne 07 Gini - Soave Cl. Monte Carbonare 08 Suavia - Soave Cl. Monte Fiorentine 08 Ca' Rugate - Soave Cl. Monte Grande 08 Prà - Soave Cl. Sup. Monte di Fice 07 I Stefanini - Soave Sup. Il Casale 08 Agostino Vicentini - Valdobbiadene Grave di Stecca Brut 08 Nino Franco - Valpolicella Cl. Sup. Ripasso Poiega 07 Guerrieri Rizzardi - Valpolicella Cl. Sup. Vigneto Ognisanti 06 Cav. G. B. Bertani - Valpolicella Sup. 05 Marion.

 

AC

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Sabato 17 ottobre 2009 6 17 /10 /2009 15:29
Credo sia un importante appuntamento, di quelli da non perdere, quello in programma la sera di venerdì 23 ottobre presso la libreria "La Bassanese" : la presentazione del libro "Tutte le bugie sul vino e... alcol" scritto dal giornalista e psichiatra Enrico Baraldi assieme all`esperto di problemi correlati agli alcolici Alessandro Sbarbada.
Un libro dal titolo forte, forse esagerato, ma proprio per questo da leggere per capire i "se" ed i "ma" di chi, spesso con preconcetto, vede nell'alcool un nemico pubblico.
Nella serata "senza censura" si affronterà il tema molto attuale: dopo le ultime leggi antialcol, è cambiato qualcosa?
Spesso ascoltiamo esperti che ci illustrano le qualità salutari del vino, sarà vero? Insomma... il vino fa bene o fa (sempre) male ?
Una serata innovativa e coraggiosa alla Bassanese che lascerà, come sempre, spazio al controdibattito in sala per la completezza delle informazioni.
Sarà presente in sala, invitato da "La Bassanese" il giornalista enogastronomico Giampaolo Giacobbo (nella foto)... prenderà le difese del vino?

Libreria La Bassanese, Venerdì 23 ottobre 2009 ore 20.45
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Venerdì 16 ottobre 2009 5 16 /10 /2009 12:05

"Sibarita: lat. Sybarita da  Sybaris, derivazione Sibaritico."

I Sibariti erano gli abitanti dell’antica Sibari, colonia greca Achea affacciata sul golfo di Taranto, nell’attuale Calabria.
Si racconta che vivessero in uno stato di ricchezza, mollezza e superficialità inconcepibile anche ai giorni nostri.

Leggenda narra che oltre a dormire su letti fatti di petali di rose, avessero proibito per legge di tenere galli nelle case poiché il loro canto avrebbe svegliato troppo presto la gente.

Ed agli artigiani erano concesse massimo 4 ore al giorno per compiere i lavori più rumorosi.

Per questo un sibarita, ai giorni nostri, è una persona di gusti estremamente lussuosi ma superflui, che ama circondarsi di cose ridondanti e spesso inutili. Kitsch!

 

Si trattava di un vino siciliano, assaggiato nel corso di una degustazione a numero chiuso svoltasi parecchi anni fa: era di un fantastico colore, rosso scuro, quasi impenetrabile (sembrava un succo di Mirto), con fantastici profumi di bacche tipiche della macchia mediterranea, incenso, spezie, e quant’altro, carico ed inesauribile!

In bocca si presentava perfetto: morbido, di lunghezza e persistenza inesauribile, perfettamente bilanciato malgrado avesse un discreto residuo zuccherino.

Imponente nei suoi 14,5 gradi alcolici!

L’anno era il 2000, forse l’inizio del 2001, ed era appena iniziata la moda dei vini muscolosi, dei vino inchiostro, dei vino-monumento che piacevano (all’ora) un po’ a tutti, ed infatti ogni sorta di premio era stato attribuito a quella bottiglia….   

Dopo il primo entusiasmo tra noi che assaggiavamo ci è venuta la classica domanda: con cosa berlo? Quale cibo accompagnarci? Quando berlo?

Pensa e ripensa nulla ci veniva a mente: ogni associazione sembrava preclusa se non proibita, decidemmo allora (io e gli altri presenti) di fare un po’ di prove a casa e di risentirci a distanza… le prove pratiche con formaggi, affettati, carni, primi ecc. davano sempre lo stesso responso: vino che sovrastava ogni cibo e snaturava ogni sensazione risultando eccessivo.

Un vino bello, buono, ma “inutile”.

“Come definire un vino del genere?” fu la semplice domanda… null’altro mi venne in mente se non definirlo un vino Sibarita: lussuoso, ricco, superficiale, ma “inutile”!

A distanza di una decina di anni mi accorgo, con enorme piacere, che i vini Sibariti (o Sibaritici) sono neanche un decimo di quelli che infestavano gli scafali delle enoteche a cavallo del cambio di secolo.

 

AC

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Giovedì 15 ottobre 2009 4 15 /10 /2009 13:18
Nessuno ha ancora capito bene il perchè la comunicazione dei Tre Bicchieri, da parte di Gambero Rosso, avvenga in giorni differenti (anzi, nessuno ha proprio capito l'utilità di ciò) di certo si sapeva solo che oggi, 15 ottobre, era il giorno scelto per proclamare i Tre Bicchieri conferiti ai vini Veneti.
Che piaccia o dispiaccia il Tre Bicchieri è ancora il titolo più ambito in assoluto per i produttori, per un semplicissimo motivo: perchè è la guida a cui più persone (soprattutto consumatori più che addetti al settore) fanno riferimento!
Tra i 34 Tre Bicchieri aggiudicati al Veneto spicca la ricomparsa, dopo un'assenza durata tanti anni, due spumanti prodotti a Valdobbiadene: si tratta del Valdobbiadene Grave di Stecca Brut 08, dell'azienda Nino Franco, ed il Cartizze Brut 08 di Silvano Follador.
Personalmente non posso che essere lieto del ritorno al massimo livello di due vini della nostra zona, ma ancora più sono lieto nell'apprendere che tale premio è stato attibuito a due spumanti in versione brut!
Il Prosecco per troppi anni è stato umiiato con inutili ed assurdi residui zuccherini che a nulla servivano se non per mascherare la vuotezza di certi spumanti (fatti male), e sono lieto che i prmi li prendano due brut, visto che è mia convinzione che il Prosecco spumantizzato con poco residuo possa esprimere la sua vera stoffa.
Ma di questo ne parleremo nei prossimi giorni.
AC

Per adesso ecco la lista dei Tre bicchieri Veneti:
- Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 05 Tenuta Sant'Antonio
- Amarone della Valpolicella Cl. 05 Allegrini
- Amarone della Valpolicella Cl. 05 Brigaldara
- Amarone della Valpolicella Cl. 00 Giuseppe Quintarelli
- Amarone della Valpolicella Cl. 05 Villa Monteleone
- Amarone della Valpolicella Cl.05 Zenato
- Amarone della Valpolicella Cl. Campolongo di Torbe 04 Masi
- Amarone della Valpolicella Cl. Casa dei Bepi 04 Viviani
- Amarone della Valpolicella Cl. Pergole Vece 05 Le Salette
- Amarone della Valpolicella Cl. Vign. Monte Ca' Bianca 04 Lorenzo Begali
- Bianco di Custoza Mael 08 Corte Gardoni
- Breganze Cabernet Vign. Due Santi 07 Vigneto Due Santi
- Cartizze Brut 08 Silvano Follador
- Colli Euganei Fior d'Arancio Passito 07 Ca' Lustra
- Custoza Sup. Amedeo 07 Cavalchina
- Lugana Sup. Molceo 07 Ottella
- Montello e Colli Asolani Il Rosso dell'Abazia 06 Serafini & Vidotto
- Recioto della Valpolicella Cereolo 05 Trabucchi d'Illasi
- Recioto della Valpolicella Cl. Monte Ca' Paletta 97 Giuseppe Quintarelli
- Recioto della Valpolicella Cl. TB 04 Tommaso Bussola
- Recioto di Soave La Perlara 07 Ca' Rugate
- Relógio 07 Ca' Orologio
- Soave Cl. Calvarino 07 Leonildo Pieropan
- Soave Cl. Campo Vulcano 08 I Campi
- Soave Cl. Contrada Salvarenza Vecchie Vigne 07 Gini
- Soave Cl. Monte Carbonare 08 Suavia
- Soave Cl. Monte Fiorentine 08 Ca' Rugate
- Soave Cl. Monte Grande 08 Prà
- Soave Cl. Sup. Monte di Fice 07 I Stefanini
- Soave Sup. Il Casale 08 Agostino Vicentini
- Valdobbiadene Grave di Stecca Brut 08 Nino Franco
- Valpolicella Cl. Sup. Ripasso Poiega 07 Guerrieri Rizzardi
- Valpolicella Cl. Sup. Vigneto Ognisanti 06 Cav. G. B. Bertani
- Valpolicella Sup. 05 Marion
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Martedì 13 ottobre 2009 2 13 /10 /2009 10:39

Il mondo è fatto anche di vini-operario, per fortuna!

Vini nati per essere bevuti senza eccessivi rituali, per il piacere di bere un ottimo bicchiere di vino, ma senza che vi sia quella ricorrente (ed a volte inutile) prosopopea.

Questo mi è venuto in mente ieri sera confrontando la degustazione cui ero stato invitato (anche se all’ultimo minuto) con tante altre che spesso mi capitano.

La scena era più o meno simile a quella descritta ne Quelli che sputano il vino... : tovaglie bianche ed immacolate, vini dai nomi altisonanti, calici perfetti (“i miei Riedel oramai hanno più di un anno, e tempo di cambiarli…” così aveva detto il mio vicino di sedia: da schiaffeggiare immediatamente!) sputacchiere, ecc. ecc.

Grandi vini ma spesso inutili al cibo, inutili ad ogni cosa che non sia una pura degustazione di comparazione, vini che io mi diverto nel definire Sibaritici (molto presto scriverò qualcosa per spiegare il perche del vino Sibaritico) la cui degustazione richiede svariate ore di gorgheggi verbali: perché guai se uno non espone tutto ciò che sa, se evita di rendere pubblico tutto ciò che ha appreso o ciò che pensa, altrimenti la noia di ciò che ritrovi nel bicchiere può sopraffare l’interesse di partecipare a tale bevuta!

In parole povere una degustazione noia.

Ad allora penso evviva i vini-operaio, quello contenuto nelle bottiglie-ragazzina: vini buoni, spesso ottimi (come quelli bevuti nella serata di venerdì al nostro Circolo) che per essere apprezzati si affidano solo a se stessi, non ad un inutile e ridondante storia, storia che a volte lascia il tempo che trova.

In occasioni come quelle accaduta ieri mi torna in mente il bellissimo brano contenuto ne “En mènage” di Joris-Karl Huysmans troppo sottovalutato scrittore del movimento Naturalista prima e del Simbolismo in seguito, brano che mi fa pentire per non essere rimasto a casa con un calice di vino operaio!    

“Andiamo, scendiamo in fondo alla scala dei vini, e arriviamo alle bottiglie senza fronzoli e senza pose. Niente gran dame che hanno fatto il loro tempo; cerchiamo ragazzine audaci e modeste, delle bottiglie con un nonnulla di eleganza ma che si lasciano accarezzare senza tante storie.”

J.K. Huysmans

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Articolo - news - Community : Il mondo del vino
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Lunedì 12 ottobre 2009 1 12 /10 /2009 08:15
Nella serata di venerdì 09 ottobre, dedicata ai vini della Wachau e delle zone limitrofe abbiamo degustato i vini sotto riportati.

A Voi che leggete (e che avete assaggiato) ogni commento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Chardonnay 2008 - Weinzerhof Stift                      

 

- Gelber Muskateler Senftenberg 2008 - Weingut Proidl      

 

- Gruner Veltliner Loibner Federspiel 2008 - F.X Pichler     

 

- Kreutls Gruner Veltliner Federspiel 2008 - Wingut Knoll  

 

- Durnstiener Riesling Federspiel 2008 - Weingut Alzinger


Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : 1° venerdì del mese! - Community : Il mondo del vino
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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene, con serate a tema, corsi di degustazione, incontri con produttori, serate di abbinamento e quant'altro può avvicinare, in modo corretto, e conviviale al mondo del vino.
I Saggi Bevitori sono persone appassionate di vino che desiderano condividere questa gioia.
Nato il 1° luglio del 1999, da sei persone reduci da un corso di degustazione, il Circolo è cresciuto nel tempo sino a superare oggi i 120 soci.
Una volta al mese (1° venerdì di ogni mese) i soci si riuniscono in sede per ascoltare produttori, degustatori, giornalisti o altre persone raccontare un vino, un'azienda o una regione vinicola, con a seguire una degustazione guidata.

Il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle!

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