Wednesday 9 february 2011 3 09 /02 /Feb /2011 12:31

fascetta

Ammetto che sparlare della classe politica che guida (?) ed amministra (doppio ?) oggi il nostro Paese è come sparare sulla croce rossa: la differenza e la discordanza rispetto al paese che lavora, produce e concretizza è tale che ogni argomento si presta al dileggio... ma siccome a nessuno dei nostri onorevoli la presenza in parlamento è stata ordinata dal medico, o imposta da Dio, non vedo perché devo farmi problemi.
Visto che i nostri governati si vantano di amministrare (male nda) il Paese "senza mai mettere le mani nelle tasche degli italiani" un rappresentante di Futuro e Libertà ha avuto una pensata, tanto inutile quanto costosa, che colmerà tale lacuna: l'oramai famoso Fabio Granata ha proposto la creazione di un nuovo ente (ne avevamo proprio bisogno: ne abbiamo così pochi...)  la “soprintendenza del mare e delle acque interne” che avrà lo scopo di tutelare, valorizzare e cercare nuovi reperti archeologici sommersi, ma anche i relitti della Prima e della Seconda guerra mondiale (vedi link) e tutelare “il patrimonio storico-archeologico di inestimabile valore conservato nei fondali marini: strutture isolate, città e porti sommersi, relitti e reperti di ogni genere ed epoca".
Costo stimato per questa nuova sopraintendenza (che rientra tra le più urgenti necessità di noi cittadini Onorevole: i disoccupati la ringraziano) miseri 3 milioni di euro... che non essendo presenti in nessun forziere dello Stato verranno reperiti attraverso un aumento delle accise su birre e prodotti alcolici intermedi come vermouth, vini aromatizzati e liquori!
Certo spenderemo qualche euro in più per le nostre birre o per i nostri vini aromatizzati e liquorosi ma volete mettere la soddisfazione? Per tutti i subacquei ci sarà la possibilità di svolgere attività di “custodi” dietro l’iscrizione a un apposito albo. (sic).
Chi scrive è un Italiano che (non per merito suo, ma in giocoforza della professione esercitata) paga le tasse dal primo all'ultimo centesimo, e sinceramente non sente l'esigenza di spendere qualche euro in più per acquistare i vini liquorosi (quelli buoni) di cui è più che discreto conoscitore... tantomeno come subacqueo (3° livello CMAS, maturato quando per avere il brevetto dovevi saper compiere la vestizione subacquea e ammennicoli vari, non ottenuto in un resort delle Maldive in 5 giorni) avverte 
l'esigenza di questo nuovo inutile ente, che a nulla potrà servire se non rimepire di ego chi l'ha inventato!
Grazie onorevole Granata: lei forse riuscirà nel mettere le mani nelle tasche di un italiano... ma io, ottimista, spero nel buon senso dei suoi colleghi
 
P.S amici Siciliani che producete tantissimi vini liquorosi ed aromatizzati: Granata è vostro compaesano, ma forse astemio... (e Dio ci guardi dalla categoria!)
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 8 february 2011 2 08 /02 /Feb /2011 09:51

vistorta

 

Nella bella serata di venerdì 4 febbraio, ospite l'azienda Vistorta di Sacile, e con la piacevole conduzione di Brandino Brandolino d'Adda, abbiamo assaggiato i seguenti vini:

- Vistorta Bianco 2009

- Merlot Vistorta 2006
- Merlot Vistorta 2004
- Merlot Vistorta 2003  
 - Merlot Vistorta 1999 
 

 A Voi che leggete, ed avete assaggiato, ogni commento.

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 8 february 2011 2 08 /02 /Feb /2011 09:47

Torm

E per finire questo trittico dedicato al Prosecco col Fondo (PcF) vediamo come viene prodotto oggi. 
Storicamente il percorso che questo vino ha fatto è quello che vi ho narrato: il mosto non completava la fermentazione e quindi con la bella stagione (dopo Pasqua) il rialzo delle temperature provocava il risveglio dei lieviti che fermentavano a discapito degli ultimi zuccheri residui, portando così il vino a secco e rendendolo frizzante in bottiglia.

Oggi, però, questa pratica non è più così valida: la vendemmia mediamente è anticipata di almeno un mese e mezzo rispetto a quelle degli anni '50 (metà settembre, quindi periodo più caldo) ed il vino base viene portato completamente, o quasi, a secco, pertanto la seconda fermentazione continua a rimanere una naturale continuazione della prima, ma gli zuccheri, troppo bassi, vengono reintegrati!

Anche perché accusare elevati livelli di zucchero residuo durante l'inverno comporterebbero il rischio, quasi sicuro, di subire attacchi batterici, ossidazioni ed altro, problemi evitabili solo con l'utilizzo di una certa quantità di SO2. Quest'ultima però, in elevata quantità, sarebbe deleteria per la ripartenza della fermentazione (un po' come il cane che si morde la coda...) e pertanto si opta per l'avere basi più secche ed una minore quantità di SO2 disciolta.

Per questo, poco prima di procedere all'imbottigliamento, vi si aggiunge dello zucchero (per produrre un frizzante la legge non permette l'utilizzo di zucchero e si sarebbe obbligati ad usare il mosto concentrato rettificato -MCR-, ma chi può evita tale prodotto perché ne risulta un prodotto qualitativamente molto più scadente) e la fermentazione riprende.

La quantità di 4 grammi per litro di zucchero permette la formazione di circa 1 atmosfera di pressione (in bottiglia tappata, ovvio), quindi con 10-12 g/l di zucchero si ottengono le classiche 2,5-3 atm di pressione. 

(ringrazio Andrea Miotto, bravissimo produttore di questo vino, per l'ausilio tecnico fornito nelle note sopra scritte)

 

Infine due note di folclore: 

Si leggono sempre più spesso affermazioni quali "il Prosecco col fondo è il vero Prosecco" oppure "Il PcF è un Prosecco non Prosecco" e sciocchezze simili... il Prosecco è uno: il vino prodotto dalla Glera (sic) nei territori atti a farne assumere la denominazione Prosecco, punto!.

Pertanto in versione tranquilla, frizzante, spumante oppure col fondo il Prosecco rimane Prosecco, con buona pace dei tanti detrattori della versione spumante (il mondo è sempre pieno di invidiosi), che vedono nel  PcF la rivincita della natura (?).

Mi permetto di far notare una cosa alle persone sopra citate: il Prosecco è noto nel mondo nella versione spumante, e l'attuale piccola gloria di cui il PcF gode la si deve all'effetto traino che la prima versione ha portato verso la seconda e non al contrario! (questa frase la pronuncia una persona che AMA il PcF). 

Infine cari consumatori di Prosecco mi permetto un unico suggerimento: sceglietelo nella versione che più vi aggrada, ma qualunque essa sia la cosa più importante è comperare un prodotto buono se non ottimo, e per fare ciò la prima regola è quella di essere propensi nello spendere la corretta cifra che ogni ottimo vino merita!

(in altre parole con il Prosecco da 3,00 euro al pubblico, che qualcuno vuole propinarvi, al più bagnate la terra!).

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 1 february 2011 2 01 /02 /Feb /2011 22:20

fondo

Sono certo che a tutti voi è nota la celebre frase "la vita è troppo breve per bere vino cattivo" (frase di Gotthold Ephraim Lessing, ma che in molti testi viene attribuita a Johann Wolfgang von Goethe quando non a Oscar Wilde, anzichenò al poeta persiano Omar Kaiam, se non ad un più sbrigativo anonimo...), pertanto non vi infastidirà se mi permetto di utilizzarla per dirvi che la vita è troppo breve per bere del Prosecco col fondo cattivo... (o magari servito in modo errato), e la dico anche perchè ciò mi permette di scrivere questo post. 
Innanzitutto il fatto che il Prosecco col fondo (di seguito denominato PcF) sia un vino della tradizione non significa che esso debba essere caratterizzato da difetti che non gli appartengono ora come non gli appartenevano in un recente passato: troppo spesso mi imbatto, o vi si imbattono miei conoscenti, in bottiglie di Prosecco ossidate, irrancidite, in preda ad evidenti aggressioni batteriche se non soggette al filante. Caratterizzate da improbabili colori aranciati e da gusti ed odori mirabilmente descritti dal grande Mario Pojer con la frase "sentori di vomito di bambino".
Il PcF fatto bene non è niente di tutto ciò: quando qualcuno si ostina nel volervi spacciare tali sentori come "tipici della tradizione" perché vi ritrova "i gusti del vino che faceva mio nonno", intende solamente dimostrarvi che suo nonno era un contadino privo di quella dedizione ed attenzione che ogni viticoltore deve al proprio vino. (e che ogni vino merita).
Mio nonno, che forse non era il miglior contadino del mondo ma che era persona attenta ed istancabile, irreprensibile in ogni lavoro che egli svolgeva, produceva vini che somigliano molto a quelli attuali, magari (per imperizia) soggetti ad inevitabili ossidazione sul finire dell'estate successiva alla vinificazione, ma a quel punto di vino bianco in cantina non vi era quasi più traccia... ed anche se ve ne fosse stato, e questo avesse presentato quei sentori che qualcuno spaccia per "tradizionali", non avrebbe esitato un solo secondo prima di disperderlo in una roggia qualsiasi. (o clandestinamente distillarlo, visto che i contadini non buttavano nulla!).   
Un PcF di qualità, anche quando prodotto con strumenti tecnici limitati, proveniente da uve sane e ben lavorate si presenterà di media nel bicchiere scevro dai difetti appena riferiti, di un bel colore giallo paglierino più o meno intenso, con sentori al naso di frutta e fiori, ed in sottofondo una nota mai troppo invasiva di lieviti.
In bocca esprimerà corrispondenza a quanto annusato, e se le uve provengono da fondi caratterizzati da un substrato roccioso (magari il prezioso salis che si ritrova attorno a Valdobbiadene) di quella nota minerale e sassosa che possiamo trovare in spumanti di alto lignaggio.
Certo, per poter bere il PcF godendo dell'aspetto estetico sopra descritto (ed in parte dei gusti e dei profumi) dovrete evitare quel rito tanto di moda ultimamente che consiste nello scuotere e capovolgere la bottiglia prima dell'apertura.
L'amico Luca Ferraro, persona che in tempi recenti si è spesa come non mai per portare alla ribalta questa tipologia di vino (ed a cui va un deciso applauso), non concorderà, ma non posso esimermi dallo sconsigliarvi tale pratica: per godere appieno della bottiglia di PcF che volete degustare dovete stapparla con cura, evitando ogni movimento che possa staccare dal fondo i lieviti che vi si sono depositati (per questo si chiama Prosecco col fondo, in diverso caso l'avrebbero denominato Prosecco torbido, sbatuo, movesto o altro), dopo di che caraffarla in un contenitore che ne permetta una breve ma decisa ossigenatura, facendo attenzione a non versarvi i lieviti presenti sul fondo della bottiglia.
Per l'esperienza data dai tanti assaggi compiuti (Giovanni, Ivo, Marco, Andrea e gli altri amici produttori bene sanno quanto essi siano innumerevoli) devo dire di non aver mai goduto dall'aver agitato un vino prima del servizio: i lieviti, cellule morte, riposte in sospensione hanno il solo pregio di darti amarezze evitabili. Non per nulla i cugini francesi separano le fecce (nome che già giustifica tale azione) con il dègorgement dal loro piacevolissimo Champagne.
Se potete evitate gotti o bicchieri degni dell'osteria del nonno ma preferite dei bei calici, magari di moderata ampiezza: il vino che avrete versato merita di entrare in contato con l'ossigeno che permetterà di sprigionare profumi e sentori non comuni.
Domani vedremo quali leggende gravitano su questo vino.
P.S. il Prosecco col fondo è si vino della tradizione, ma non aspettatevi storie di ducento anni: in realtà è tradizione contenuta. 
AC
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Monday 31 january 2011 1 31 /01 /Gen /2011 20:45

Colber (157)-copia-1

Cos'è esattamente il Prosecco col fondo?
Dal punto di vista legislativo/commerciale è un vino frizzante naturale, dal punto di vista produttivo è un vino che ha subito una seconda fermentazione in bottiglia, o meglio si potrebbe dire che è un vino in cui una parte della fermentazione stessa è avvenuta in bottiglia.
Mi spiego meglio: probabilmente tutti voi sapete come viene prodotto uno spumante metodo champenois: un vino secco, perfettamente svolto nella parte di trasformazione dei propri zuccheri in alcool, viene posto in bottiglia previa l'aggiunta di uno sciroppo di zuccheri e di lieviti selezionati (liqueur de tirage) che provocherà una seconda fermentazione nella quale verrà prodotto, oltre ad una piccola parte di alcool, una certa quantità di anidride carbonica che non avendo possibilità di disperdersi nell'aria (la bottiglia è ben tappata) si discioglierà nel vino.
Bene, nel caso del Prosecco col fondo, il vino verrà imbottigliato senza aggiunta di lieviti e zuccheri, bensì prima che gli zuccheri stessi presenti nel mosto si siano completamente trasformati in alcool.
Se il metodo vi sembra troppo ingegnoso anziché arzigogolato ve ne è un motivo: nelle colline che da Valdobbiadene arrivano sino a Conegliano (ed in quelle dell'Asolano) era abitudine che i contadini vendemmiassero in epoca piuttosto ritardata, metà se non addirittura fine ottobre (quando non dopo), l'uva raccolta veniva trasportata in cantina (o meglio nella casa colonica: è improprio parlare di cantine visto come le intendiamo oggi) e si procedeva ad una rudimentale spremitura seguita da una torchiatura.
Il mosto, posto in tini aperti, iniziava la fermentazione tumultuosa che poi lasciava spazio ad una fermentazione più lieve la quale spesso (se non addirittura sempre) si interrompeva a causa delle basse temperature oramai presenti in cantina.
Poco prima di Pasqua si procedeva all'imbottigliamento di quel vino abboccato ponendo in bottiglie del vino limpido per le decantazione subite ma non sterile non essendo stato filtrato (ovvero era un vino in cui i lieviti erano ancora ben presenti), e con il rialzo della temperatura i lieviti si riattivavano e la combustione degli zuccheri presenti producevano quell'anidride carbonica che avrebbe dato vita alla naturale 'effervescenza.
Questa, un po' in soldoni, il motivo per cui il Prosecco col fondo è un vino naturalmente frizzante in cui la seconda fermentazione è quasi il naturale proseguimento della prima fermentazione. 
Domani, ed in seguito, vedremo come si presenta al bicchiere questo vino, come berlo, e con cosa abbinarlo.
 
AC
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Friday 28 january 2011 5 28 /01 /Gen /2011 20:25

silenzio

Era mia intenzione riprendere le pubblicazioni dei post lunedì prossimo, dopo una decina di giorni di silenzio impiegati in "attente riflessioni", senza spiegare il motivo di questa mia pausa: non credevo (e non lo credo tutt'ora) ci sia/fosse la necessità di spiegare il perché di questa mia assenza, ma una mail giunta ieri sera mi spinge a fare ciò... nella mail, spedita da Alberto, leggo quanto segue: "Buonasera Alessandro, leggo da molto tempo il suo blog che trovo molto interessante (ecc.ecc.) ma da un po' di giorni non vedo più l'articolo che quotidianamente lei pubblica (meglio dire quasi quotidianamente nda), dopo i primi giorni in cui non ho dato peso alla cosa l'assenza di ogni suo intervento ha iniziato ad indispettirmi, infatti uno dei motivi per cui leggo volentieri il suo blog è il rispetto che lei porta ad ogni lettore. mi spiego meglio: circa un anno fa lei ha scritto (in questo post qui nda) che i blog del vino seri sono quelli che non lasciano mai "a bocca asciutta" il lettore, cioè sono quelli che ogni giorno pubblicano qualcosa, e se per caso non pubblicano hanno almeno la compiacenza di avvisare il lettore.
Quel suo post mi aveva proprio colpito ed aveva fatto in modo che io diventassi un suo lettore giornaliero. Devo forse ricredermi?
Cordialmente Alberto (segue il cognome che non pubblico)
 
Alberto, lei ha perfettamente ragione e pertanto le chiedo scusa, così come chiedo scusa a tutte quelle persone che inutilmente si sono più volte collegate per leggere dei post mai pubblicati....
Non volevo mancare di rispetto a nessuno, ne venire meno a quanto scritto un anno fa, semplicemente la mia abbondante settimana di assenza è dovuta ad una pausa di "riflessione" tanto voluta quanto non programmata. (ed a mia discolpa posso solo dire di non essermi quasi reso conto che così facendo avrei mancato di rispetto a voi lettori).
Riflessione che riguarda la comunicazione del vino e del mondo ad esso collegato: infatti ho trascorso buona parte del tempo libero nel leggere blog e forum (sopratutto forum ed interventi in risposta a post pubblicati in vari blog) rimanendo esterrefatto dalla facilità con cui moltissime persone intervengono, giudicano, apostrofano il prossimo ed emettono sentenze!
Ho letto di persone Siciliane che pretendono di spiegare il Barolo a chi abita nelle Langhe, e per contro di abitanti di Barolo o Barbaresco che raccontano il vino delle Lipari ai Siciliani... letto di consumatori che descrivono difetti e pregi di vini (magari assaggiati per caso) al produttore stesso, ho scoperto che per anni ho baciato Rosy Bindi quando potevo baciare Monica Bellucci perché a Valdobbiadene non capiamo nulla di Prosecco col fondo (spiegherò nei prossimi giorni l'esatto motivo di questa frase), raccolto articoli colmi di sfide, commenti con denigrazioni, sentenze e giudizi, magari espressi da persone che godono di una preparazione tecnica alquanto elementare e/o di un percorso fatto di esperienze limitate e quindi deficitario.
Insomma, il "mondo vino" riflette in pieno la società Italiana, una società dove ognuno parla e sbraita, e chi più sbraita più sembra aver ragione....
La pausa che mi sono concesso è stata solo per capire se anch'io incorro in tali errori ed eventualmente come fare per evitare che il nostro blog (scrivo nostro perché questo blog e mio e di tutte le persone che lo leggono) sia alla pari di tanti forum che nulla costruiscono. 
Alberto tornerò da lunedì: mi scusi ancora e mi scusino tutti gli altri lettori che come lei hanno scritto, sollecitato o semplicemente pazientato.
 
AC
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Thursday 13 january 2011 4 13 /01 /Gen /2011 14:48

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Il termine maledetta (sono sincero) serve più per dare "colore" al titolo che non ad esprimere la reale sensazione che sto provando: in fin dei conti l'influenza è un semplice malessere stagionale la cui maggior difficoltà sta nel sottrarsi al contagio piuttosto che nel guarire: io, per motivi di lavoro e di vita sociale, di media incontro una ventina di persone al giorno, e tali persone le saluto porgendo la mano. Spesso le incontro in luoghi pubblici e quindi  mi risulta "quasi" impossibile non venir contagiato. 
Guarire invece è abbastanza semplice: qualche blando farmaco o dell'antipiretico ne casi più gravi, l'attenzione nel non uscir di casa, subire sbalzi termici o rimanere in zone di corrente d'aria (meglio a letto se si supera una certa temperatura) ed in un paio di giorni tutto passa.
Stamane, sentendo leggeri brividi, ho preso il termometro, ed il responso è stato di 38,4 (vabbè, negli ultimi due anni mi era "andata liscia").
Temperatura che non mi lasciava scampo: mi sono chiuso immediatamente dentro casa con la sana idea di non uscire finché la temperatura corporea non si sarà abbassata sotto la mitica soglia dei 37,00 (anche perché mal sopporto gli "untori" che se ne vanno in giro spandendo germi ovunque), tanto tra collegamenti ADSL e computer portatili uno può sostituire (per due giorni) l'ufficio con il salotto.
Purtroppo mi sono sbagliato: il "semplice" male di stagione (come ho scritto prima) mi impedisce di concentrarmi e non sto combinando nulla... poco male farò di necessità virtù e mi prenderò un giorno di ferie (che da bravo lavoratore autonomo recupererò sabato o domenica ventura).
Purtroppo la mancanza di concentrazione mi impedisce anche di scrivere il post del giorno (non li preparo mai nei giorni precedenti: li preferisco freschi di giornata come le uova), e di questo mi scuso con tutti voi.
Simbolicamente vi offro un ottimo bicchiere di Vin Brulé (di cui avevo parlato qui) per scusarmi di ciò, certo che quel piacevole nettare vi impedirà di essere contagiati. 
Alessandro
 
P.S. a domani! (spero)
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Wednesday 12 january 2011 3 12 /01 /Gen /2011 14:05

cesto

Possedessimo la mitica DeLorean DMC-12 progettata da "Doc" Emett Brown (nel film Ritorno al Futuro) per scorrazzare nel tempo non avremmo bisogno di regolare il Circuito temporale troppo distante: basterebbe indicare il 12 gennaio 2006, ovvero appena 5 anni fa, per accorgersi che il tanto popolare, decantato, lodato (o da qualcuno detestato) Prosecco Col Fondo, al di fuori dei confini di produzione, era assai poco noto!
Non dico sconosciuto perché di appassionati ed estimatori ne ha sempre avuti tanti ma di certo non era tipologia nota in ogni dove... oggi invece, almeno nei confronti di chi nutre una minima passione nei confronti del vino in generale, è alquanto noto.
Mi trovo infatti ad avere rapporti con amici Pugliesi anzichè Siciliani, Laziali oppure Marchigiani, e molti mi chiedono pareri su questo vino, spesso mi fanno anche assaggiare i loro acquisti e (purtroppo) mi trovo ad assaggiare di tutto e sentire di tutto!
Sarà perché non richiede quasi nessuna tecnologia per produrlo, o forse perché la sua storia non è nota fuori dalla zona di produzione, fatto si è che in molti si sentono giustificati nel produrre anche se la loro  professione è tutt'altro, anzi è iniziata la "moda" del farsi produrre ed etichettare Prosecco col fondo a nome proprio, anche quando il lavoro di chi lo distribuisce è completamente al di fuori del vino, e questo ha portato ad una degenerazione: assaggio infatti dei Prosecco col Fondo dai gusti più disparati che vanno dal minerale a quello dei lieviti "aggiunti", da quelli torbidi a quelli limpidi, piacevoli o irranciditi, insomma mi sembra si stia andando verso la più completa anarchia.
Ed inoltre sento le storie più assurde: amici che mi raccontano di come il "produttore" (virgoletto perché spesso, come ho scritto poco fa, si tratta di venditori) abbia loro raccomandato di bere il vino solo dopo aver agitato la bottiglia, altri dopo un religioso travaso, alcuni lo indicano come vino a tutto pasto, altri come vino da aperitivo e stop... ripeto, l'anarchia!
Per questo, anche se in parte concordo con quanto mi ha detto uno dei più noti produttori di Valdobbiadene poco prima di Natale (il Col Fondo dovrebbe essere una chicca che tu cerchi in loco, non una cosa che si propone e si spedisce), nei prossimi giorni vorrei fare un po' di luce e dare qualche dritta agli amici fuori zona.
Sia ben chiaro che esprimerò la mia idea (per cui se qualcuno vuole contestare faccia pure: non la cambierò per questo) ma la mia idea è quella della tradizione: ricordo perfettamente quando, all'età di 6 anni, osservavo mio nonno e mio zio Giulio vendemmiare uva Prosecco (all'epoca, per fortuna, si chiamava così) sul colle di Sant'Anna in quel di Asolo per poi trasformarla in mosto e quindi Prosecco che sarebbe stato imbottigliato ai primi di aprile per divenire col fondo..., pertanto la mia esperienza (anche se all'epoca priva di assaggi - o meglio condita da assaggi molto furtivi) risale a ben 38 anni fa, e negli anni a seguire è stata presto integrata da assaggi seri: tanto nell'attuale DOCG Asolo quanto in quella di Conegliano Valdobbiadene. (casa mia dista 5 km in linea d'aria dalla piazza di Asolo e 14 da quella di Valdobbiadene)
In anni più recenti, dal 2001 in poi, ho potuto assorbire quanto possibile dai tantissimi amici produttori che ho il privilegio di conoscere nelle zone di Produzione: Colbertaldo di Vidor, Valdobbiadene, Pieve e Farra di Soligo, Conegliano, Refrontolo, Asolo ed altre zone di produzione, vivendo quotidianamente quelle zone, soprattutto la prima, ed il suo vino.
E le conoscenze che mi hanno trasmesso non sono state impartite solo con racconti, ma spesso condividendo l'onore (e la fatica) delle operazioni di produzione: vendemmia, vinificazione, travasi, imbottigliamento, evoluzione ed altro.
Insomma, il mio non sarà il parere da sprovveduto, e domani vedremo cos'è il Prosecco col fondo e chi l'ha fatto conoscere al grande pubblico (recentemente).
 
AC
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Tuesday 11 january 2011 2 11 /01 /Gen /2011 11:12

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Credo che tanti di voi siano al corrente della "sensazionale" scoperta fatta da due viticoltori austriaci, tali Thomas Koeberl e Markus Bachmann.
Se non ne siete al corrente potete leggere qui e qui, se però non avete voglia di leggere vi riassumo, in breve, la loro scoperta: secondo i due produttori austriaci (furboni , come giustamente li identifica Luciano Pignataro qui) se nella stanza di fermentazione dove è posto il mosto si pone in esecuzione una sinfonia di Mozart (con stereo, Ipode, radio oppure orchestra dal vivo non è dato a sapere) si faciliterebbe il processo di fermentazione, provocando un conseguente aumento della quantità di glicerina, una completa trasformazione degli zuccheri (ovvero meno residuo) ed un sapore più ricco e denso.
Ovviamente Bachmann, per non essere identificato come un pazzo visionario, si è premunito nel fornire subito una giustificazione scientifica alla cosa, e le sue parole sono state le seguenti: l'esoterismo non c'entra niente, è l'effetto dalle onde sonore sul lievito che migliorano i processi di fermentazione.
Ora io non voglio contestare l'autenticità della cosa (non ne ho titolo per fare tale cosa, ma soprattutto non m'interessa) voglio solo far notare come la cosa sia stata comunicata unicamente nel modo atto a raccogliere il plauso generale (ovvero la relativa pubblicità!).
Se i signori Koeberl e Bachmann avessero detto "abbiamo scoperto che le onde sonore migliorano l'attività dei lieviti, e di conseguenza abbiamo progettato una macchinetta sonora che emette tali onde" li avrebbero badati solo i tecnici, esclusivamente i tecnici, nient'altro che i tecnici e nessuno avrebbe attribuito loro un plauso.
Anzi, qualche purista, qualche giornalista e più di qualche (magari bravo) produttore avrebbe subito espresso contrarietà facendo notare come le onde sonore disturbano la naturale attività dei lieviti...
Ed invece i due volponi che hanno fatto? Hanno comunicato il vantaggio delle sonorità che si colgono nelle opere di Mozart quando queste colpiscono il mosto in fermentazione, e di fronte a tale genio compositore apriti cielo: tutti a sottolineare la scoperta straordinaria, l'eccezionalità, evviva la musica, ecc. ecc.... decine e decine di siti e di blog (soprattutto italiani: noi, quando c'è da supportare le "scoperte da stregone", siamo sempre i primi) hanno ripreso la notizia e l'hanno trasmessa al mondo intero.
Per il mosto (probabilmente) come per un animale, l'udire musica è solo udire un rumore (magari molto piacevole) e "subire" le onde sonore (magari altrettanto piacevoli), date dal Bel Danubio Blu di Strauss anzichè un'opera di Mozart poco si discosta da Volare anzichè dal Nabucco (o magari dalle onde sonore di una canzone dei Sex Pistols), ma l'uomo, animale ancestrale il cui oscuro lato druidico non si è mai sopito, preferisce sempre la poesia e molti blogger e giornalisti stanno ben attenti nel sottolineare tale "piacevolissimo e nobile" aspetto!
 
AC
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Monday 10 january 2011 1 10 /01 /Gen /2011 17:53

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Sono trascorsi appena dodici giorni dall'ultimo post che ho scritto, eppure mi sembra sia trascorso un secolo... ed oggi provo quasi le stesse sensazioni di quando, dopo quasi tre settimane, ricominciava la scuola interrotta per le vacanze natalizie. 
In questi dieci giorni ho letto moltissimo, ho assaggiato, degustato e bevuto, ed ho avuto incontri molto piacevoli con persone che nel "mondo vino" hanno un certo peso, però voglio dedicare questo primo breve post con cui inauguro l'anno ad Antonio!
Antonio (nome di fantasia, lo specifico) è un quasi compaesano ed un quasi conoscente (il termine conoscente è già troppo per uno come lui) che pur bevendo qualche bicchiere di vino, ritiene assurda la passione che nutro (anzi, che tutti  noi nutriamo) nei confronti della bevanda di Bacco.
Antonio non è una cattiva persona o incapace, anzi, però è persona priva di ogni passione che esuli dal lavoro e dalla famiglia, e come tale non può che "condannare" l'emozione che io provo per il vino. 
"Alessandro, ma voi, anche se appassionati,  non trovate assurdo impiegare tutto quel tempo in infinite degustazioni, incontri, tavole rotonde, riviste, blog ecc. ecc? In fin dei conti il vino è vino, un alimento, nulla di più.. e se bisogna impegnare del tempo per tesserne le lodi la cosa degenera!"
Questa è la frase con cui, di tanto in tanto, cerca di "attaccarmi", ma io alzo (mentalmente) le spalle e non rispondo: per me il suo parere e le sue opinioni hanno peso pari ad un secchio d'acqua gettato nell'oceano, è pai al nulla! (nda magari la frase è un po' più semplice di come riportata: io l'ho scritta così per non ripetermi).
Stamane l'ho incontrato in banca mentre era intento nel raccontare il suo ultimo dell'anno, trascorso nella località di montagna tanto alla moda, al direttore di filiale: "sai direttore, ho trascorso una bella serata, tranquilla ma bella: eravamo un gruppo numeroso, ci siamo ritrovati tutti al bar X per bere l'aperitivo, poi ci siamo recati al ristorante Y per il cenone e subito dopo il brindisi di mezzanotte siamo andati sulle piste dove i maestri della scuola di sci scendevano facendo la fiaccolata. Siamo rimasti li un'ora a ridere e scherzare, e poi, dopo un brulé conclusivo, siamo rientrati in albergo..."
Terminata la sua esposizione mi ha guardato come per chiedere il resoconto di quanto avevo fatto io.
L'ho fissato per qualche secondo e poi non ho potuto fare a meno di sottolineare come i tempi della sua esistenza fossero scanditi dalla bevanda di Bacco: il suo ultimo dell'anno è iniziato con un 'aperitivo, la parte culmine è stata sottolienata con un brindisi ed il termine è stato dato da un vin brulè.... e poi mi viene a dire che la mia (nostra) passione nei confronti del vino rasenta l'assurdo?
Antonio, ma vedi di andare a..... 
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Cronache dal territorio - Community : Il mondo del vino
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Friday 31 december 2010 5 31 /12 /Dic /2010 09:00

fireworks

 

Sinceri auguri a tutti Voi: Amici ed amici, conoscenti e sconosciuti, a chiunque ami il vino e agli astemi. E ad ogni persona che abbia il desiderio di accettarli.
Soprattutto auguri a tutte le persone che spendono un minuto, magari ogni giorno, per leggere questo blog: a loro, assieme agli auguri, vorrei porgere un ENORME grazie!
Che il 2011 sia un anno dove i motivi per un brindisi non manchi mai!

Alessandro Carlassare

A nome del Direttivo porgo i migliori auguri a tutti i soci e simpatizzanti del Circolo dei Saggi Bevitori. E ad ogni lettore di questo blog.

Kristian Buziol

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Appuntamenti
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Wednesday 29 december 2010 3 29 /12 /Dic /2010 17:49

minestrone

Non faccio quasi a tempo a pubblicare il post odierno che mi arriva la mail con le newsletter di "Snoot, find better wines" (sito probabilmente noto a molti di voi), tra le quali campeggia la comunicazione dell'articolo odierno a firma di Gregory dal Piaz dal titolo Italian Sparkling Wine. (lo potete leggere qui).

Anche Gregory non è riuscito nel sottrarsi alla tentazione di fare un bel minestrone di spumanti mescolando nel suo giudizio vini prodotti con metodo classico, proveniente dalla  Franciacorta e dal Trentino, ad un po' di Prosecco Charmat, sia DOCG che DOC.

Per carità, nulla di scandaloso, ma quando leggo i giornali, i siti o i blog (sia italiani che stranieri) in cui si parla di bollicine Francesi vedo che si fanno le dovute distinzioni: gli articoli vengono dedicati allo Champagne oppure ai Cremant d'Alsace anziché al Blanquette de Limoux o agli spumanti di Loira, ma tutti sempre trattati singolarmente, mai in un unico calderone.

Quando invece si parla di spumanti d'Italia tutto va a finire in un unico minestrone, e se non cominciamo a "rifiutare" simili articoli ci rimettiamo tutti: dai produttori (per la confusione che si viene a creare tra prezzi e paragoni) sino a noi appassionati per i giudizi che vengono espressi!

A riguardo basta leggere l’articolo che vi segnalo per capire che in una simile pastrocchio persino il giudizio di un giornalista esperto degenera in “perle” di rara fattura.

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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DISCLAIMER

Questo blog non è, ne vuole essere, una testata giornalistica: viene aggiornato mantenendo una periodicità quasi quotidiana, a pura discrezione di chi lo scrive, pertanto non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2010.
Le immagini e le fotografie a corredo dei post sono state eseguite da chi le pubblica, oppure raccolte in rete.
L'eventuale pubblicazione di immagini coperte da copyright è avvenuta senza intenzionalità. Esse verranno immediatamente rimosse a seguito di semplice richiesta.

PROFILO DEL BLOG

Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono di fronte a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, diretto o indiretto che sia, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it 

Sede operativa: C\O Asolo Golf Club 
La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034  Cavaso del Tomba (TV), la puoi individuare premendo premi qui, oppure tramite Google Maps premendo qui

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