SaggiBevitoriBlog di
Alessandro Carlassare
La cena, uno dei momenti più belli della giornata, può avere molteplici prerogative: insostituibile anche quando oltre modo informale se trascorsa assieme alla persona che ami, seriosa ed impegnata se è di lavoro, scherzosa e rigenerativa quand'è organizzata con gli Amici del cuore, rilassata e piacevole quando sei con persone amiche o che stimi.
Quella di ieri sera era dell'ultima tipologia: rilassata e piacevole perché fatta tra persone amiche e che si stimano, ma essendo anche cena di fine corso (degustazione) era di quelle con le bottiglie coperte, bevute realmente alla cieca.
Il susseguirsi dei piatti e delle chiacchiere ci aveva portato, senza quasi aver avuto modo di accorgersi, al piatto di secondo : una tagliata cotta in modo perfetto, gustosa e sapida come sempre dovrebbe essere.
Ovvio che il vino fosse un rosso, ed ovvio che (almeno da parte mia) mi aspettasi la solita noia nel bicchiere dopo essermi divertito con i vini bianchi... ma fortunatamente mi sbagliavo, e di molto!
Il vino, bellissimo al colore, si presentava al naso con freschezza e piacevolezza inaspettata: i toni floreali e di frutta di sottobosco (appena versato al bicchiere) lasciavano sempre più spazio a quelli animali, di cuoio e pelle perfetti nella loro potenza, ma poi rientravano per un rincorrersi ed un riaffiorare, nelle sequenze, a dir poco unico.
Mai banale e scontato si presentava alla beva come al naso: fresco e succoso, pieno ed intrigante, affascinante nella sua innegabile mineralità!
Il tannino, perfetto ed integrato, aveva possenza che potevi cogliere solo bevendolo a distanza dalla carne: nell'abbinamento infatti era così perfetto da non disturbare minimamente.
Un vino rosso di quelli che ti riappacificano con la categoria: mai sopra le righe o prevaricante, un vino al servizio del cibo come da tempo non trovavo.
Posso solo fare i complimenti a chi lo produce, Il Podere le Boncie di Castelnuovo Berardenga (complimenti che farò dal vivo, visto che poi ho saputo essere presente alla bella manifestazione "Ombra delle Mura" di prossimo svolgimento - vedi link) e ringraziare Giampi e Michele, gli amici che stimo, per avermene permesso la scoperta.
AC.
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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.
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Perfetta l'osservazione di "punto d'unione", ma credo che sempre più si andrà verso questi risultati.
Grazie del commento.
Alessandro
Devo ammettere che questo 2002 all'epoca dell'imbottigliamento mi aveva lasciato perplesso, sicuramente complice un'annata non troppo felice per non dire sf...a . La sorpresa è arrivata ieri , quando ho capito che il tempo ha permesso di far uscire tutta l'aristocrazia e l'autorevolezza di questo meraviglioso Chianti.
Da segnalare anche un chiantino di Giovanna molto simpatico e godibile senza mai scendere nella banalità il "quattro".
Ci vediamo a Ombra delle Mura www.ombradellemura.it. Giampi.