SaggiBevitoriBlog di
Alessandro Carlassare
Sandro SANGIORGI, è nato a Friburgo (Svizzera) nel 1962.
1- Quando nasce la sua passione per il vino?
Nasce alla fine degli anni '70, l'occasione è l'apertura del ristorante della mia famiglia, a latina, prima vicino al Lido, poi in centro. Un'esperienza di contatto umano e di amore che
risulta ancora oggi impagabile per la mia passione che non è solo quella di pensare al vino, ma è soprattutto comunicare le mie emozioni, lasciare agli altri e cercare di prendere da loro il
comune o diverso percorso di crescita. Avrei fatto anche altre cose con la medesima intensità; ero già un discreto radiocronista sportivo, ma il vino contiene in sé molta di quella umanità
istintiva che non può mancare nella mia vita.
2 - Inizialmente grazie a quali mezzi e metodi l'ha coltivato ed approfondita?
La lettura ed il confronto con mio padre.
Veronelli e Carnacina erano i punti di riferimento imperdibili, e poi l'esperienza del primo corso sommelier, fatto nel 1979. Avevo 16 anni, ed ho dovuto falsificare la mia data di nascita
per partecipare. Il ristorante è stata una palestra incredibile, e poi il mondo del vino stava cambiando, si percepiva che sarebbe diventato un fenomeno di moda, anche se alcune volte pareva di
predicare nel deserto. Essere vicino a Roma, frequentare quella che sarebbe stata la cellula di Arcigola e del Gambero Rosso, esserne fondatore e dirigente è stato fondamentale.
3 - Tre aggettivi per definire o descrivere la sua cantina.
Povera di bottiglie, perché cerco di berle quasi tutte nei mie corsi di degustazione, e dunque la condivisione prima di tutto! Ecumenica: perché amo il vino come ministro della tavola e
dunque do asilo a tutte le tipologie e ai rispettivi migliori produttori, certo il Barolo ed il Riesling rappresentano una fetta consistente... Incasinata, ma questa è una deformazione che
riguarda la mia vita, tutta.
4 - Un vino impresso nella sua memoria...
Almeno 365, uno per ogni giorno...
5 - Esiste un vino che non ha ancora assaggiato in modo esaustivo e completo?
Mi sarebbe piaciuto sentire qualche vino di Borgogna fatto con piede franco, come qualche Barolo fatto con Nebbiolo indigeno; oppure sentire più di quello che ho potuto i Bordeaux austeri di
un secolo fa, vini che non si aprivano prima di quarant'anni.
6 - A che punto crede sia arrivata l'Italia a livello enologico?
Vive una fase intermedia: successi su alcune linee e grandi difficoltà su altre; manca un senso di responsabilità in chi dovrebbe indirizzare la cultura e manca la capacità di accontentarsi
dei produttori di successo, i quali trattano il suolo ed il clima come se fossero loro, e non si rendono conto di essere di passaggio.
Inoltre ci vorrebbe più serietà nel difendere la fisionomia dei vini storici, oppure non pensare al vino come un affare economico, e bene che si pensi ad una missione temporanea.
7 - Che tipo di "Bevitore" ritiene di essere? i descriva con tre aggettivi.
Affidabile, appassionato, di parte.
8 - Qual è il suo vino preferito?
In vino è una delle mie bevande preferite, nella sua sintonia col cibo, nella sua capacità di far sentire bene gli uomini.
9 - Un nome su tutti. Un produttore che stima e perché.
Le persone che abbiamo intervistato su Porthos sono produttori che stimiamo, come lo sono alcuni cui abbiamo dedicato gli spazi della verticale. Certo Fabrizio Nicolaini ed Angiolino Maule
"sentono" come piacerebbe sentire a me.
10 - Un pensiero per il Circolo dei Saggi Bevitori.
Un pensiero mio è già nella realtà delle risposte, quindi non mi lascio andar in qualche frase slogan, piuttosto mi piacerebbe lasciarvi con quello che diceva Paolo Monelli sul "Ghiottone
Errante": il vino ed i cibi italiani, la loro intelligenza e purezza sono più potenti nel trasmettere al mondo chi siamo di quanto non possono fare 10 premi Nobel alla cultura o 100 best sellers
diffusi nel globo.
Intervista rilasciata a Lorella Zago
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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.
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La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034 Cavaso del Tomba (TV), la puoi
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