Wednesday 29 april 2009 3 29 /04 /Apr /2009 09:22

Vi avevamo riferito appena a metà marzo ( Il vino? Lo producano i viticoltori, non i politici! ) della sciocca proposta approvata dall'Unione Europea, ovvero quella di consentire la produzione del vino Rosè tramite miscelazione di vino rosso e vino bianco, ma in questi giorni è arrivata la notizia che anche l'Italia si opporrà (dopo essere stata favorevole) a tale proposta, con un bel "indietro tutta" rispetto al primo parere dato in sede di commissione.

Sino a qui nulla di male, anzi è un bene che chi legifera si accorga di avere fatto un errore e ritorni sulle proprie decisioni, il problema è però capire chi e perché aveva proposto di autorizzare tale pratica!

Per correttezza va premesso che nessun dei nostri euro-funzionari si è autonomamente accorto di avere fatto una euro-stupidata: è stato solo il gran vociare delle categorie di rappresentanza dei produttori nel richiamarli al buon senso (vedi link e link), rimane però la curiosità di sapere il chi ed il perché di quanto sopra....

Riflettiamo: in Europa ci sono quattro Stati le cui opinioni pesano, se non altro a livello mediatico, un po' più delle gli altri quando si parla di vino: Francia, Italia, Spagna, e Germania.

La prima si è sempre dichiarata contraria al metodo di produzione del Rosè per mera miscelazione (visto che ne producono, con il metodo della macerazione controllata, quasi 6 milioni di ettolitri), noi ci siamo detti subito favorevoli per cambiare adesso idea (la coerenza è virtù sconosciuta in Italia) ed anzi ergerci a fieri oppositori di tale pratica, la Spagna invece sembra premesse alquanto al ricorso di tale metodo per conquistare i mercati asiatici, ma non certo più di altri paesi, infine alla Germania poco o nulla interessava tale discorso... ed allora chi, Spagna parte, perorava tale causa?

Se gli euro deputati sono solo figure di "trasmissione" (è impensabile che un deputato possa chiedere di rivisitare le pratiche vinicole in uso senza avere una richiesta specifica da parte di qualche soggetto) chi era il "trasmettitore" di tale richiesta?

A chi giovava la concessione del nuovo metodo?

Sarebbe interessante scoprire quale paese per primo aveva richiesto la modifica (scoprire poi quale gruppo - perché di gruppo, non di viticoltore, si tratta - se ne sarebbe avvantaggiato è un gioco da ragazzi) ma tutto ciò non ci è dato a sapere: il parlamento europeo è strutturato in modo così complesso e  macchiavellico che non avremmo mai tale soddisfazione.

Sappiamo però che la prima decisione, quella di autorizzare il "nuovo rosè" ci è costato un bel gettone di presenza a favore di ogni deputato della commissione, pagato con le nostre tasche, e ce ne  costerà un secondo per la revisione di tale richiesta.

Paga pantalone, paga...

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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