Wednesday 6 may 2009 3 06 /05 /Mag /2009 09:13
La curiosità prodotta dall'assaggio dello Chateauneuf du Pape di Domaine Vieille Julienne, nel corso di una degustazione condotta dall'amico Massimo Arsie, è per me stata tale dallo spingermi nel riprovare a distanza di pochissimi giorni, lo stesso vino accompagnandolo a del cibo.
L'acquisto della bottiglia, avvenuto in un enoteca di zona, è stato meno difficile del previsto, nel senso che credevo fosse più complicato trovare un vino sino a poco tempo fa sconosciuto, segno che la distribuzione (Velier n.d.r) sta giustamente proponendo con decisione tale vino.
Il piatto che ho voluto accostare era del coniglio in salsa di olive nere e pinoli: piatto deciso, succoso e ricco di gusto, che sarebbe un errore accompagnare ad un vino troppo delicato essendo supportata la carne dalla purea di olive nere.

All'apertura il tappo si presentava perfetto e scevro da ogni difetto, il vino al bicchiere era del tipico colore che contraddistingue i vini a base di Grenache (in questo caso l'80%) ovvero un rosso rubino intenso con nuanche mogano (nuanche: termine che aborro ma che all'occorrenza devo utilizzare).
Al naso, pur non ripetendo il miracolo di pochi giorni prima (da bottiglia a bottiglia, ovvio, vi è differenza), rileva odori salmastri di mitili e bagnasciuga, che evolvono lentamente in sensazioni floreali e di frutta rossa, spezie e marmellata di fico, per giungere infine a note ferrose.
In bocca la grande acidità si accorda perfettamente con i tannini decisi e puliti.
La gioiosa bevibilità ed il grande equilibrio in bocca è disturbato solo da difetti d'età: infatti questo vino sarà, a mio parere, perfetto tra 5-6 anni.
Comunque è al servizio del cibo che rivela il suo ruolo: mai invadente ma ottimo per detergere e rinfrescare le papille sapidiche, vorrei dire rasettare con garbo, non sovrasta il gusto della carne ne soccombe all'intensità delle olive, praticamente perfetto!
Un grande vino che mi sento di consigliare senza remora alcuna.

AC.

Suolo: sabbia, argilla e calcare.
Vitigno: Grenache 80%, Mourvedre, Syrah, Cinsault.
Estensione del vigneto: 15 ha, lavorati in biologico.
Tipo d'impianto: Gobelet, Cordon de Royat.
Densità media ceppi per ha: 3500.
Età media del vigneto: 40 anni.
Produzione media per ettaro: 25 hl.
Vendemmia: raccolta manuale 100%.

Vinificazione: macerazione di 2 settimane e fermentazione in tini di cemento con lieviti naturali, affinamento sulle fecce fini per 12 mesi in botti di rovere da 50 hl usate.

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Commenti

ti ringrazio x la risposta, la cena sara fine settimana quindi.....gli asparagi(a differenza della bieta dei carciofi etc che ho nell'orto)li avevo di ottima qualità nel congelatore.Data la tua gentilezza vorrei chiedere ma se invece sui ravioli ci mettessi un po di tartufo(scorsone)?cosa ci abbiniamo?un saluto da viareggio
Commento n°1 inviato da arianna il 1/12/2010 alle 10h19

Il tartufo richiede altro vino, in questo caso rosso! Quale rosso meglio del Nebbiolo? Forse nessuno, e visto il piatto che progetti puoi (anzi, devi) utilizzare un Nebbiolo base, senza spendere eccessivamente in Barolo o Barbaresco. A me comunque piace molto anche l'abbinamento con Barbera. Infine (ma rimanga tra noi)  per i miei gusti personali anche un gran Pinot Nero andrebbe bene, se il tartufo non è invadente ed il ripieno del raviolo gli si contrappone!

Un caro saluto a Viareggio ed un grazie per avere letto questo blog.

Risposta di Alessandro Carlassare il 3/12/2010 alle 14h20
ho fatto dei ravioli agli asparagi parmigiano e pochissima ricotta sono ben saporiti credo che li condirò solo con un buon olio estra vergine pinoli e scaglie di parmigiano ,ho bisogno di abbinarci un vino buono e non molto caro.....grazie
Commento n°2 inviato da arianna il 30/11/2010 alle 08h51
Gentile Arianna, vedo solo adesso la sua richiesta... mi scuso: spero non le servisse per il pranzo di ogggi!
Il piatto è abbastanza motivante (sarei curioso di sapere dove ha preso gli asparagi...), indubbiamente metterei un vino bianco con una certa stoffa visto che deve affrontare pinoli, parmigiano e ricotta saporita!
Soprattutto per via degli asparagi eviterei rosati o rossi anche se scarichi
Di primo acchitto penserei ad una Ribolla Friulana, che anche quando non è il massimo del fulgore ha sempre la forza di affrontare certi sapori, (nel senso che anche un prodotto semplice - quindi non costoso - da ottimi risultati) oppure un Arneis vino che adoro con gli asparagi, ma che forse è più costoso.
Anche un buon Muller oppure un Riesling Italico potrebbero risultare adatti.
Le auguro una buon abbinamento ed una buona cena.
Alessandro
Risposta di Alessandro Carlassare il 30/11/2010 alle 14h17
alessandro...concordo con te che l'abbinamento era negativo.....con il cibo che hai menzionato ci voleva un kabinett o al massimo uno spatlese.....

non certo un Auslese tra l'altro di Loosen che può tranquillamente avere 80-90 grammi di residuo zuccherino ( contro i 30-40 del Kebinett e i 40-50 dello Spatlese )che andava abbinato secondo me a dei formaggi molli e saporiti....

però concordo con te che urziger wurzgarten di Loosen è un vino molto buono....

un saluto...
Commento n°3 inviato da Massimo+Arsie il 12/05/2009 alle 13h30
Ieri sera ho sperimentato, assieme ad amici, alcuni vini con il risotto agli asparagi.
Tra i vari ho provato anche un Riesling con residuo zuccherino (Urziger Wurzgarten Auslese 2004 di Dr.Loosen): il vino era meraviglioso, l'abbinamento no.
A mio dire ancora adesso il miglior abbinamento con agli asparagi rimane un buon Arneis.
Alessandro
Commento n°4 inviato da Alessandro Carlassare il 11/05/2009 alle 11h35
Ciao a tutti......vino da pasto con residuo zuccherino ....è un pò difficile trovare persone che lo tolleranbo...magari il vino bevuto come aperitivo dicono sia buonissimo per poi inorridire quando si passa al cibo....

ma poi coca cola e fanta ( con cui tutti noi abbiamo almeno una volta nella vita mangiato una pizza non hanno un bel residuo zuccherino..??)

ma ci vediamo da Mc Donald con un bel big mac e uno spatlese della mosella..??

Bisogna creare abbinamenti ad hoc...però con gli asparagi il riesling ( sia dolce che secco..) ci stà bene sempre....

poi tu hai aperto uno spatlese di Haag, mica l'ultimo arrivato....
però più che sulle uova , me lo vedo su dei tagliuolini con formaggio, panna, un pò di gorgonzola e asparagi....il dolce del vino và a fare leva sul dolce del formaggio e il gioco è fatto....

un saluto a tutti...
Commento n°5 inviato da Massimo+Arsie il 11/05/2009 alle 07h26
Roberto, il tuo Riesling, com'era? Un trocken?
Commento n°6 inviato da Renato il 9/05/2009 alle 13h10
Questo fatto dell'abbinamento asparagi-Riesling è sempre molto stimolante. Ho provato anch'io, con degli asparagi bassanesi e uova sode. In quel caso il Riesling era il Juffer Sonnenuhr Spatlese 2007 di Fritz Haag e, a mio parere, è stato un abbinamento molto raffinato, non immediato da cogliere. Non a tutti i miei commensali però è piaciuto. Con questo non voglio dire che i miei commensali non capiscono un accidente (però a quanto pare neanche sto zitto). Voglio solo dire che si tratta di un abbinamento non facile, ma vearmente molto stimolante. D'altra parte anche coloro non erano d'accordo, non sapevano bene dire il perché. A mio avviso si tratta della tendenza a rifiutare nel vino da pasto un residuo zuccherino. E' una tendenza che vorrei mettere in discussione. Che ne dite?

Per quanto riguarda il Riesling: che la Natura ci regali sempre annate come la 2007!
Commento n°7 inviato da Renato il 9/05/2009 alle 13h09
Ciao a tutti...sono felice che la bottiglia più buona di Vieille Julienne la avete bevuta alla speciale da me tenuta......
in effetti la cura che dedico alle bottiglie delle speciali è notevole...stappatura qualche ora prima.....decantazione per metà bottiglie che ossigeno e poi rimetto nella bottiglia originale....così abbiamo i profumi del vino ancora chiuso e quelli del vino quando si apre....
se il vino non mi piace viene destinato alla cucina e prendo dalla mia fornita cantina un altra bottiglia anch'essa già in piedi da almeno 15 giorni ( sedimentazione depositi)...

l'abbinamento asparagi e risotto è una chicca da veri appassionati e intenditori...
poi Heyl 2007 è veramente buono...

prometto per la speciale sui bianchi a fine mese fuochi d'artificio...

un saluto a tutti...
Commento n°8 inviato da Massimo Arsie il 7/05/2009 alle 21h53
Penso possa supportare bene anche il risotto... anzi, quasi quasi mi attrezzo per provarlo (se non si è capito sono un amante dell'asparago).

La sua acidità potrebbe far fronte anche ad una mantecatura esagerata (che io non apprezzo).

Se lo provi fammi sapere cosa ne pensi.
Commento n°9 inviato da roberto il 7/05/2009 alle 16h33
Roberto mi fido e provo.
Curiosità: ipotizzi la stessa cosa anche per un risotto agli asparagi?
Commento n°10 inviato da Alessandro Carlassare il 7/05/2009 alle 15h45
Parlando di abbinamenti, ieri sera ho provato ad accostare un riesling al duo uova-asparagi.

Il vino era un Nierstein Pettenthal di Heyl zu herrnsheim - 2007 (Max, 'na bomba).

A mio gusto e parere è stato il migliore abbinamento che io abbia mai fatto con gli asparagi!

Visto che siamo in stagione, provare per credere.
Commento n°11 inviato da roberto il 7/05/2009 alle 12h34
Grazie Renato: è sempre un piacere sapere che le sensazioni che ho colto (viste le tue capacità in fase degustativa) sono pari alle tue.
Alessandro
Commento n°12 inviato da Alessandro+Carlassare il 7/05/2009 alle 02h02
La tua descrizione del Vieille Julienne mi riporta alla prima bottiglia che ho bevuto, solamente 5 giorni prima della serata speciale. In quella occasione la bottiglia è stata stappata praticamente al momento dell'assaggio. Il vino non si è mai aperto del tutto e solo dopo molto tempo di bicchiere ha riproposto a grandi linee le piacevolezze che abbiamo apprezzato nella serata dai Saggi. Giustamente Massimo aveva stappato qualche ora prima e il vino ha fatto in tempo a distendersi.
Commento n°13 inviato da Renato il 7/05/2009 alle 02h00

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Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

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Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

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