Thursday 11 june 2009 4 11 /06 /Giu /2009 08:51
E' una cosa che mi capita ogni tanto.... mi chiedo e spero (non vorrei fosse solo una mia incapacità) se capita anche ad altri: l'incapacità di raccontare emozioni, riproporre immagini, descrivere sapori...

Quando ho la fortuna di guardare, magari dall'alto di un colle e nel momento del tramonto, un fantastico vigneto lo fotografo in mille modi: in bianco e nero, a colori, con o senza polarizzatore, e non vedo l'ora di guardare le foto nel PC per vederne il risultato, che ogni volta mi appare pessimo... ma pessimo non è: la foto è perfetta, i colori pure, lo è l'inquadratura, la profondità di campo, ecc. ecc.
Eppure quella foto rende un centesimo, perchè anche il fotografo più bravo mai potrà riprodurre la pefezione del creato in ogni suo dettaglio.

Vorrei allora descivere il mio stato d'animo nel momento in cui ammiravo quel vigneto: raccontare le sensazioni, spiegare la gioia che provavo, la sensazione dello "stare bene", la calma che mi infondeva tale visione, ma per quanto possa sforzarmi nel racconto le parole mai riuscirebbero ad essere profonde come l'anima, e quindi la descrizione è parziale.
Fossi Omero, Ovidio, Virgilio, oppure Dante, Manzoni o D'Annunzio magari ci riuscirei, ma nei miei limiti oltre ad un certo punto non riesco a trasmettere ogni vibrazione ed ogni riflesso interno che quella visione mi donava.

Se poi ho avuto la fortuna di assaggiare il vino che l'uva di quel vigneto dona, e quel vino era perfetto ed emozionale come il luogo che l'aveva generato, allora scatta l'ultima soluzione: descriverne i sapori.
Ma per quanto si possa essere bravi, edotti, perfetti nelle descrizioni tecniche e delle sensazioni, le descrizione mai sarebbero all'altezza di ciò che hai avuto la fortuna di assaggiare....

Tutto questo mi è successo lunedì sera, in ogni punto: un vigneto mozzafiato, adagiato su colli così belli e perfetti che ti danno il senso della frase "meraviglia del creato", cosi bello che Catel, Hackert o il Giorgione non sarebbero risuciti a riportarene in tela la bellezza, figurarsi il sottoscritto con una misera foto.
Le emozioni provate, ed il vino sorseggiato al momento, non sarebbero trasmesse con la dovizia voluta, pur sprecando milioni di parole o utilizzando vocaboli inusitati.
Ed allora è inutile sprecare un giorno per pensare o ripensare a ciò che vuoi comunicare, a volte non serve: sarebbe solo sminuire.
Certe volte bisogna avere l'umiltà di stare zitti e ricordarsi che in qualche occasione il silenzio è d'oro....

AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

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