Thursday 18 june 2009 4 18 /06 /Giu /2009 08:40
Nella serata di ieri, mercoledì 17 giugno, si è svolta una degustazione a numero chiuso che poneva in contrapposizione i vini di Sancerre a quelli di Pouilly-Fumè.
Questi i vini assaggiati:

Sancerre La Moussière 2005 - Alphonse Mellot

Pouilly-Fumè Ladoucette 2005 - De Ladoucette

Sancerre Les Belles Dames 2006 - Gitton P&F

Blanc Fumè de Pouilly 2006 - Didier Dagueneau

Sancerre Galinot 2005 - Gitton P&F

Pouilly-Fumè Silex 2004 - Didier Dagueneau

Sancerre Edmon 1999 - Alphonse Mellot

 

Come vino introduttivo (di taratura...) era stato proposto un Sauvignon Lahn 2007 della Cantina San Michele Appiano.

 

A conclusione della serata, nella piacevole discussione seguita alla degustazione, sono stati bevuti quattro vini che nulla avevano a vedere con il Sauvignon della Loira, ma che probabilmente meritano un commento: 

 

Muller-Thurgau 1989 - Rodelseer Kuchenmeister

Korem 2000 - Cantine Argiolas

Chateauneuf du Pape 1971 - Chateau Fortia

Barolo 1958 - Marchesi di Barolo

 

A chi ha avuto il piacere di essere presente ogni commento.


Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Commenti

5 - Colore paglierino carico. Denso, quasi oleoso.
Al naso inizialmente prevalgono note resinose e speziate che riiconduco al legno. Lentamente emergono tratti vegetali che sempre più si impadroniscono del bicchiere.
In bocca il vino ha una grande potenza, ma anche mobilità e freschezza grazie ad una spalla acida in grado di bilanciare la grande struttura.
CUVEE GALINOT 2005 - GITON (Sancerre)

6 - Naso inizialmente non proprio pulitissimo. Lentamente si pulisce e potentemente viene fuori il carattere varietale. E' deciso e lineare, forse non molto complesso. Scaldandosi nel bicchiere emerge una nota alcolica. Comunque alla distanza regge molto bene.
BLANC DE FUME DE POULLY 2006 - DAGUENAU (Poully Fumé)

7 - Paglierino molto chiaro.
Naso molto fine, lievemente metallico, penetrante e preciso al millimetro. Minerale sulfureo in splendida evidenza.
In bocca è l'acidità a dettare il passo: lunghissima e affilata, un vero bisturi che penetra la gola. Non si ha comunque l'impressione di un vino banalmente "stretto", ma, anzi, comunica un'idea di grande eleganza.
SILEX 2004 - DAGUENAU (Poully Fumé)

8 - Paglierino carico.
Naso mieloso, opulento, decisamente speziato.
In bocca è molto potente e lascia percepire un certa surmaturazione delle uve. Non è che appaiano toni francamente evolutivi, ma il vino sembra come ingessato e la pur notevole acidità non sembra in grado di liberarlo. Già bevuto un paio di anni fa, ricordo la sua grande complessità, probabilmente dovuta ad una condizione di maggior freschezza dell'acidità stessa.

Con le note mi fermo ai vini tematici della serata. Le incredibili bottiglie di rosso stappate da Alessandro meritano secondo me un approfondimento a parte, anche alla luce della bella discussione che ne è scaturita su vini super-vecchi sì/no.
Commento n°1 inviato da Renato il 19/06/2009 alle 21h28
1 - Paglierino con riflessi verdognoli.
Al naso, inquivocabilmente Sauvignon con tutte le sue caratteristiche varietali ben in evidenza, la foglia di pomodoro su tutte, molto intensa. Evolve su belle note floreali. Se devo fare una critica a questo vino è che si dà tutto subito, e infatti dopo un certo lasso di tempo sembra appiattirsi.
In bocca presenta una bella acidità che lo rende molto bevibile. Non è certo un vino complesso e lascia trapelare abbastanza facilmente anche la sua territorialità.
SAUVIGNON 2007 - S. MICHELE ALL'ADIGE

2 - Cremoso, lievemente ossidativo, resinoso. Scaldandosi leggermente nel bicchiere mette le carte in tavola e si accentua l'aspetto ossidativo, che evidentemente è cercato, o meglio, è strettamente legato alla tecnica di vinificazione: una notevole macerazione sulle bucce. Emerge anche una certa volatile. Un vino un po' contradditorio: un base, fatto con la materia di un base, ma con le ambizioni delle versioni superiori, con l'evidente intento, da parte del produttore, di \"firmare\" in qualche modo il vino e di lasciar riconoscere il suo personalissimo stile a discapito dell'espressione più sincera del territorio e del vitigno.
LA MOUSSIERE 2005 - ALPHONSE MELLOT (Sancerre)

3 - Molto varietale con un peperone fresco in bella evidenza senza essere smaccato. In bocca è pulitissimo, molto classico. E' dotato di una grande acidità, ma è un po' sguarnito, come giustamente fa notare Massimo, sul versante sapido.
BARON DE LADOUCETTE 2005 (Poully Fumé)

4 - Naso molto fine e di non immediata lettura, che si sposta su toni fruttati più che vegetali e su un lieve idrocarburo che evoca sensazioni rieslinghiane. Evolve ancora su un balsamico molto bello che mi ricorda la salvia.
In bocca è lievemente piccante, sapido, persistente.
LES BELLES DAMES 2006 - GITON (Sancerre)

(accid... devo scappare, ma continuo)
Commento n°2 inviato da Renato il 18/06/2009 alle 20h24
Bellissima serata, compagnia simpatica e in sintonia vini meravigliosi, grandissima ospitalità di Ale, belle e costruttive le argomentazioni sul vino e non che si sono create e discusse con grande civiltà e saggezza.

Un grazie a tutti ed in particolare un grande ringraziamento ad Alessandro.
Commento n°3 inviato da Massimo+Arsie il 18/06/2009 alle 17h20
Per cortesia , ditemi le vostre impressioni sul Silex, sono proprio curioso di sapere come si è comportato . Grazie
Commento n°4 inviato da FOR MAN il 18/06/2009 alle 15h40
Bellissima serata e, naturalmente, moltissime grazie a Alessandro, ospite eccezionale, come i vini che ha tirato fuori così, tra il lusco e il brusco, come fuori-programma (!!!).
E poi che bello partecipare ad una serata e un paio d'anni dopo ritrovare le stesse bottiglie portanti di quella e valutarne l'evoluzione, reinserirle in batterie diverse, creare percorsi fatti di differenze e similitudini stimolando così un confronto fra vini e degustatori che non può che diventare un'importantisssima occasione di crescita.
Voglio recuperare le vecchie note e più tardi proporre qualche mia impressione sui vini.
Grazie a tutti!
Commento n°5 inviato da Renato il 18/06/2009 alle 14h23
CHE SPETTACOLO!
La migliore degustazione che abbia mai fatto.

Grazie alla disponibilità e l’enorme passione del “padrone di casa” ed alla giovialità delle persone intervenute ne è uscita una serata di raro livello culminata con un tris di rossi che ha suggellato un filotto di bianchi eccezionali.
Al 2° corso avevo già assaggiato il barolo del ’58 ma non avevo colto sfumature che invece ieri sera erano fantastiche: Giù il cappello di fronte ad un vino così!
(Si potrebbe sviluppare il ragionamento di Silvano sui vini d’antan in un altro post. Andando a casa ci ho pensato un po’ e devo ammettere che mi trovo molto in sintonia con il suo punto di vista).

Ma andiamo a bomba al clou della serata: Sancerre – Pouilly fumè 3-1
Riguardando gli appunti mi sono accorto che i miei favori sono caduti in maggior parte sui Sancerre.
Tralascio i dettagli (sicuramente altri sapranno evidenziarli meglio di me) per confermare però una conclusione che è emersa anche nella discussione: Si riconosce la diversa mano tra i due terroir! (solo nel “La Moussière” si notava un “abuso” di tecnica che il vitigno non supporta).

Se proprio dovessi esprimere dei “vincitori” (molto dura!), direi:
prima batteria - Pouilly-Fumè Ladoucette 2005
seconda batteria - Sancerre Galinot 2005
terza batteria - Sancerre Edmon 1999

Una grandissima serata, in un ambiente perfetto e amici degustatori che mi hanno trasmesso un sacco di cose!
Commento n°6 inviato da roberto il 18/06/2009 alle 12h20
Grazie Roberto, concordo sulla giovialità e sulla bravura delle persone intervenute ieri sera: veramente un bel gruppo!
Di quelli con cui c'è solo gioia ad aprire bottiglie ed assaggiare.
Veramente entusiasta.
Ripeteremo con il Barolo '47.

Ciao
Risposta di Circolo dei Saggi Bevitori il 18/06/2009 alle 13h54
Inizio con un piccolo commento: ora come ora, se dovessi prendere un Sauvignon sinonimo di vino prodotto in Loira, prenderei un Pouilly-Fumè anzichè un Sancerre.
Mi è piaciuta infatti la matrice gustativa comune, molto riconoscibile tra i vari vini proposti.
In altre parole il Pouilly era sempre individuabile, mentre i Sancerre (frutto più di un'interpretazione del produttore che non espressione di un territorio) si discostavano in modo disomogeneo tra loro.
Ottimi, ma potevano essere prodotti anche in altre zone.
Commento n°7 inviato da Alessandro Carlassare il 18/06/2009 alle 12h05

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