SaggiBevitoriBlog di
Alessandro Carlassare
La notizia è apparsa ieri nella rubrica "Punto Verde" del televideo Rai, ed è notizia che di primo acchito può sembrare più un pesce d'aprile fuori stagione che non una notizia vera, ma che a ben rifletterci (se vera) può avere delle sfaccettature sotto cui non intravedere nulla di buono...
Riassunta in breve ecco di cosa si tratta: la "8th Estate Winery" azienda di Hong Kong sarà la prima ditta cinese che produrrà del vino "made in Hong Kong"
Non essendoci vigneti in Hong Kong qualcuno si chiederà come potrà mai assolvere a tale compito, e la risposta è presto detta: vinificando uve congelate importate dai principali siti di produzione nel mondo.
Infatti grazie ad un metodo messo a punto da un enologo italiano, Gianni Seminari, laureato in enologia all'Università di Milano e con un significativo bagaglio di esperienze in British Columbia ed in California, l'azienda importerà uve vendemmiate, ed immediatamente congelate, dai più importanti territori di riferimento. Sembra ci sia l'intenzione di importare uva congelata anche dall'Italia (con Sangiovese del Chianti e Nebbiolo dalle Langhe), dalla Francia (Cabernet e Merlot da Bordeaux e Chardoannay), del Tempranillo dalla Spagna, ecc. ecc.
La domanda però sorge spontanea: perché?
Cosa spinge infatti una ditta ad importare un prodotto primario, anziché il prodotto finito, (o almeno il "semilavorato: vino sfuso) quando l'aggravio dei costi non giustifica tale iniziativa?
Imaginate di raccogliere l'uva, congelarla e spedirla ad Hong Kong, bene ciò costerà immensamente di più che non raccogliere l'uva, pigiarla, vinificarle e spedire il vino ottenuto: mille litri
di vino li puoi spedire con una cisterna che occupa un metro cubo, su di una normale nave per trasporto derrate
alimentari, mentre i circa 1.300 kg di uva necessari per produrre quei mille litri di vino, oltre ad occupare nettamente uno spazio maggiore (e nei trasporti
il rapporto peso/volume è importantissimo), necessitano di una cella frigorifera e di tutte le accortezze che bisogna porre per le materie prime alimentari. Inoltre i costi della manodopera in
Honk Kong (ex colonia Britannica sino a non molti anni fa) non sono certo quelli delle provincie sperdute dove i lavoratori vengono stipendiati 50 dollari al mese, ma è soprattutto lo spazio per
una cantina di vinificazione (più le celle frigorifere di stoccaggio) visti i costi di Hong Kong, anche questi per nulla paragonabili con il resto del territorio Cinese, a rendere incredibilmente
antieconomica una simile iniziativa!
Tutto questo in un momento in cui il costo del vino sfuso è ai minimi storici!.
Ed allora ripeto la mia domanda: perché? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!
AC
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