Monday 20 july 2009 1 20 /07 /Lug /2009 13:30

La notizia è nota a tutti gli appassionati di vino ed anche ai semplici curiosi: nel corso degli ultimi anni ci sono state delle serie e serrate indagine nel Montalcinese riguardo la produzione, l'imbottigliamento e la vendita di Brunello prodotto con uve non riconosciute dalla disciplinare.

Per la precisione le indagini sulle vicenda erano iniziate nel settembre del 2007, partendo da documenti acquisti al consorzio del Brunello, che attestavano controlli finalizzati a stabilire la base del vino e la resa unitaria di uva per ettaro di vigneto. E che appunto hanno potuto stabilire che vi si coltivavano vitigni non riconosciuti per la produzione del famoso vino. Chi non fosse informato può leggere la cronaca completa di tutti gli avvenimenti sul sito "Vino al Vino", ove è riportato passo passo (e con tanto di nomi e cognomi: a Ziliani non possiamo negare il coraggio di essere cronista completo) inizio, svolgimento e debita conclusione dell'accaduto. Non è però mia intenzione riportare le cronache: quelle le potete trovare ovunque, vorrei invece entrare in merito alle conclusioni...

Le conclusioni odierne dicono che 7 imprese coinvolte, e 13 persone, andranno a giudizio con l''ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata a frode in commercio e al falso ideologico. E qui mi fermo con una domanda: ma è mai possibile che 13 persone vengano indagate per associazione a delinquere e falso ideologico aver aggiunto un po' di Merlot e di Cabernet a del Sangiovese locale? (magari in modo fraudolento e stupido, ma a loro credere per migliorarlo!). Cavolo, ci hanno fatto acquistare a folle prezzo un vino falso, questo è vero, ma mi sembra accusa un po' fuori portata: in uno Stato ove la Camorra spadroneggia e decide ogni cosa in tutta la Campania sostituendosi allo Stato (e se qualcuno ha dubbi si legga Gomorra) in cui la Ndrangheta ha il controllo della Calabria, la Sacra Corona Unita della Puglia, la Mafia Siciliana della Sicilia ed oltre ecc. ecc. (aggiungiamo poi criminalità Albanese, Marocchina, Russa, ecc) è mai possibile rinviare a giudizio 13 persone per aver mescolato un po' di merlot del menga a del Sangiovese?

Certo se uno spende 80-100 euro per comperare una bottiglia di Brunello finto la questione brucia, ma mi sembra che il capo di accusa sia oltre modo smisurato! Io condannerei i produttori a regalare 12 bottiglie di vero Brunello ad ogni persona che possa dimostrare di averne acquistato una di falsa (12 ogni 1) più un bel calcio (per bottiglia, ovvio!) assestato sul deretano dell'amministratore delegato della cantina,  ma l'associazione a delinquere lasciamo la per casi più seri. 

12 bottiglie vere (e preciso di ottima annata) per ogni 1 falsa è una bella punizione, voi che  dite? E ricordate la soddisfazione di assestare il calcio a.... vedrete chi!

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Commenti

Bravo, sempre articoli piacevoli e con una visione non conforme alla maggioranza solo "perchè si!" Complimenti
Commento n°1 inviato da andrea il 20/07/2009 alle 18h19

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Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

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