Tuesday 28 july 2009
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12:24
Avete presente quelle belle feste in piazza dove potete mangiare formaggio ed
affettati. salsicce con polenta e bere del vino rosso in caraffa? Scordatevele!
Vi ricordate la sagra del pesce fritto con tanto di vino bianco servito in bottiglie presso i chioschi? Dimentichiamocela!
E addio anche ad ogni altra manifestazione dove si voglia bere qualcosa di alcolico (birra, vino, distillato) presso un chiosco, un gazebo, un punto improvvisato!
Infatti dal prossimo 29 luglio (cioè
domani!) sarà vietato vendere o somministrare alcolici su spazi o aree pubblicche diversi dalle pertinenze dei ristoranti e dei bar.
Il divieto, che rischia di complicare non poco l'organizzazione e lo svolgimento delle tante manifestazioni ricreative (molte delle quali organizzate da associazioni culturali, enti promozionali,
locali e/o non a scopo di lucro) è previsto dall'art. 23 della legge n. 88/2009 che ha come obiettivo quello di disincentivare la vendita e la somministrazione, sulle aree pubbliche, di
bevande alcoliche, soprattutto in orari notturni, e per l'osservanza di tale assurdo regolamento sono previste forti multe oltre alla confisca delle merci che si volevano vendere e delle
attrezzature.
E' ben chiaro l'intento del legislatore: rendere difficile la vita a tutti quegli operatori, spesso improvvisati, che vendono birre, vino ed altro ad ogni angolo dei centri maggiori o delle
località di vacanza (a chi non è mai capitato di imbattersi in un chioscho posto nelle immediate vicinanze di un cinema, di un teatro o di una discoteca?), solo che per colpire questi "bar
momentanei" si va a danneggiare anche migliaia di operatori commerciali regolarmente provvisti di autorizzazione, oltre a vanificare l'organizzazione delle tante manifestazioni nell'ambito delle
quali viene promossa la vendita di prodotti locali, fra i quali i vini.
Dell'approvazione della norma, fra l'altro, non si sentiva alcuna esigenza, considerato che la somministrazione delle bevande alcoliche è già vietata dalla legge a chi non sia titolare
dell'apposita licenza di pubblica sicurezza.
Le regole vigenti consentono ai commercianti su aree pubbliche solo la commercializzazione degli alcolici in recipienti chiusi, "secondo le consuetudini commerciali" e da trasportarsi fuori del
locale di vendita, purché la quantità contenuta nei singoli recipienti non sia superiore a 0,200 litri per i superalcolici e a 0,33 litri per gli alcolici. Ciò che le nuove disposizioni non
consentiranno più ai medesimi commercianti, mentre la vendita delle stesse bevande continuerà ad essere consentita ai colleghi titolari di esercizi "in sede fissa".
Dell'errore il legislatore si è già reso conto, se è vero che, in occasione della definitiva approvazione della legge 88, la Camera dei Deputati ha votato un Ordine del giorno (9/2320-bis-B/1.Pini,
Gozi), il quale, "premesso che la norma in questione potrebbe prestarsi a ingenerare equivoci e incertezze in sede interpretativa quanto all'ambito di applicazione delle sanzioni ivi previste, per
cui potrebbero risultare penalizzate attività che - nell'intenzione del legislatore - non devono incorrere nelle medesime sanzioni, impegna il Governo a chiarire che le disposizioni (...) non si
applicano alle attività di vendita o somministrazione di bevande alcoliche in occasione di manifestazioni, sagre, fiere o feste paesane previamente autorizzate ovvero in occasione di manifestazioni
in cui si promuovono la produzione ed il commercio di prodotti tipici locali, come anche alle attività di vendita e somministrazione di bevande alcoliche su aree pubbliche da parte di venditori
ambulanti autorizzati".
Addirittura, in occasione della discussione di emendamenti presentati al disegno di Legge comunitaria per il 2009, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi ha
chiaramente affermato la posizione del Governo, favorevole all'approvazione di un articolo aggiuntivo che mira alla correzione di una norma erroneamente introdotta nell'Ordinamento. Per tale
motivo, la Commissione ha approvato la proposta di parere favorevole.
Senonché, l'approvazione della Comunitaria 2009 non sembra essere prevista prima del prossimo autunno. E, dunque, gli operatori del settore e gli organizzatori delle manifestazioni estive per le
quali era prevista la vendita di bevande alcoliche si preparano a dover affrontare quelle conseguenze che tutti dichiarano di voler scongiurare ma che nessuno, finora, ha saputo evitare.
L'unica, immediata, soluzione - nell'attesa che il governo intervenga con chiarezza - è che le Amministrazioni Comunali facciano ordinanze ad hoc che tutelino tutte le diverse forme di attività
interessate da questa norma.
Le conclusioni, credo, le potrete già trarre già di vostro: UE = fabbrica delle assurdità!
AC
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