SaggiBevitoriBlog di
Alessandro Carlassare
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Per quanto riguarda i vini devo fare un piccolo appunto alle note sui vini di Garbole.
Ettore usa degli appassimenti molto spinti e legno nuovo. I suoi vini hanno bisogno di tempo per cominciare ad uscire dal bozzolo.
Bevuto poco tempo fà un suo 2002 davvero molto buono, legno sparito prufumi bellissimi e bella persistenza. L'anno in più sulle spalle del Valpollicella di Roccolo Grassi si sentiva tutto.
Le premesse per migliorare con il passare degli anni d'altra parte nel bicchiere c'erano tutte.
Bravissimo a Marco Sartori per avere ammaestrato una annata difficile come il 2005 con un risultato di tutto rispetto.
Bellissimo vino che darà ancora grandi soddisfazioni.
Un saluto a tutti.
In compenso, a differenza degli altri commenti, mi ritrovo un po' deluso per quanto avuto nel bicchiere: ho trovato vini esageratamente sotto tono, di poco spessore, ma soprattutto esili rispetto alla fama di cui la zona vorrebbe godere. La piramide qualitativa deve partire dal basso: se confronto i vini base con quelli di pari livello di altre zone di pregio la Valpolicella ne esce molto male… in Barolo o in Barbaresco un Nebbiolo base non è così "deludente", stessa cosa dicasi per altre zone del’elezione, e se trovo un risultato piacevole questo non può costarmi , come giustamente fa notare Roberto, come un vino di punta. Un rosso di Montalcino non l’ho mai trovato al prezzo di un Brunello….
Infine concordo con Renato: le buone intenzioni di valorizzare il Valpolicella rimangono per ora solo buone intenzioni.
In ogni caso bella serata e bella l'idea di focalizzare l'attenzione sul Valpolicella in tempi di dominio incontrastato di Amarone e, di riflesso, di Ripasso. Ricordo di aver letto una bella intervista ad Allegrini, in un vecchio numero della rivista Porthos, in cui il celebre produttore si prefiggeva di valorizzare proprio il Valpolicella. Da quella intervista sono passati sette od otto anni, ma mi sembra, a giudicare dai fatti e dai numeri che molto obiettivamente Marco Sartori ha riportato, che siamo ancora nel campo dei buoni propositi (o delle pie illusioni?).
Una cosa bella e che accomuna i vini dei produttori presenti è che rispecchiano totalmente la personalità di chi li ha fatti, per quello che mi hanno trasmesso ieri ovviamente.
Un plauso a quanto detto da Ettore...."Faccio i vini che piacciono a me". Non posso che provare stima difronte a questo pensiero...Però...!!!!
Roccolo Grassi l'ho "incontrato" in un bellissimo calice alcuni anni fa. Gran bella azienda, bravo Marco.La panoramica offerta da Michele è stata davvero istruttiva e per niente scontata. Ognuno, a modo suo, ha portato nel mio bagaglio delle informazioni importanti. Rimango perplessa sulla faccenda del Ripasso, ma desidero approfondirla.
Grazie di tutto a tutti.
Per Garbole una bella interpretazione del valpolicella anche se esce dagli schemi classici: un problema? no anzi, un plauso ad Ettore che dal "basso" della sua poca tradizione può permettersi di fare anche questo. Bravo!
Sicuramente a Roccolo Grassi va la palma del migliore della serata in considerazione del fatto che si trattava di un "superiore" anche se con prezzo da amarone.
A parte questo, un vino da mettere in cantina e riprovare in abbinamento al cibo.
Dei primi due sorprende (ma neanche tanto) il calore in bocca, pur se con 13,5% dichiarati, e la poca struttura a seguire. Una mezza delusione.
Complimenti a Michele per l'ottima serata e soprattutto per aver portato i 2 ospiti. Dopo il primo intervento di entrambi si era già capito che vini potessero fare: Come dire che i vini rispecchiano l'anima di chi li fà!