Friday 4 december 2009 5 04 /12 /Dic /2009 10:02

Nella serata di ieri, dedicata alla Valpolicella ed al vino Valpolicella Superiore abbiamo degustato i seguenti vini:

- SPERI Valpolicella Classico Superiore 2006 Vigneto St. Urbano.
- BERTANI Valpolicella Classico Superiore ripasso 2006 Villa Novare
- FATTORIA GARBOLE Valpolicella Superiore 2006
- ROCCOLO GRASSI Valpolicella Superiore 2005

A voi che leggete ed avete assaggiato ogni commento.

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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Commenti

Mi unisco ai complimeti a Michele mai così esaustivo e snello, grazie anche alla bravura e preparazione dei due ospiti per nulla intimoriti dalle 100 persone del circolo.

Per quanto riguarda i vini devo fare un piccolo appunto alle note sui vini di Garbole.

Ettore usa degli appassimenti molto spinti e legno nuovo. I suoi vini hanno bisogno di tempo per cominciare ad uscire dal bozzolo.
Bevuto poco tempo fà un suo 2002 davvero molto buono, legno sparito prufumi bellissimi e bella persistenza. L'anno in più sulle spalle del Valpollicella di Roccolo Grassi si sentiva tutto.
Le premesse per migliorare con il passare degli anni d'altra parte nel bicchiere c'erano tutte.

Bravissimo a Marco Sartori per avere ammaestrato una annata difficile come il 2005 con un risultato di tutto rispetto.
Bellissimo vino che darà ancora grandi soddisfazioni.

Un saluto a tutti.
Commento n°1 inviato da Massimo Arsie il 9/12/2009 alle 17h15
Volentieri unisco i miei complimenti, a quelli già espressi, nei riguardi di Michele (e non lo faccio certo per piaggeria): non era facile guidare una serata sulla Valpolicella utilizzando solo i vini base, soprattutto perché tale zona era già stata raccontata in passato. Michele l'ha fatto in modo snello, esaustivo e coinvolgendo al punto giusto i due ospiti. Bravo!
In compenso, a differenza degli altri commenti, mi ritrovo un po' deluso per quanto avuto nel bicchiere: ho trovato vini esageratamente sotto tono, di poco spessore, ma soprattutto esili rispetto alla fama di cui la zona vorrebbe godere. La piramide qualitativa deve partire dal basso: se confronto i vini base con quelli di pari livello di altre zone di pregio la Valpolicella ne esce molto male… in Barolo o in Barbaresco un Nebbiolo base non è così "deludente", stessa cosa dicasi per altre zone del’elezione, e se trovo un risultato piacevole questo non può costarmi , come giustamente fa notare Roberto, come un vino di punta. Un rosso di Montalcino non l’ho mai trovato al prezzo di un Brunello….
Infine concordo con Renato: le buone intenzioni di valorizzare il Valpolicella rimangono per ora solo buone intenzioni.
Commento n°2 inviato da Alessandro Carlassare il 5/12/2009 alle 16h29
Sottoscrivo le considerazioni di Alberta. D'altronde facevamo parte dello stesso gruppo e ci trovavamo d'accordo fra tutti i componenti del tavolo.
In ogni caso bella serata e bella l'idea di focalizzare l'attenzione sul Valpolicella in tempi di dominio incontrastato di Amarone e, di riflesso, di Ripasso. Ricordo di aver letto una bella intervista ad Allegrini, in un vecchio numero della rivista Porthos, in cui il celebre produttore si prefiggeva di valorizzare proprio il Valpolicella. Da quella intervista sono passati sette od otto anni, ma mi sembra, a giudicare dai fatti e dai numeri che molto obiettivamente Marco Sartori ha riportato, che siamo ancora nel campo dei buoni propositi (o delle pie illusioni?).
Commento n°3 inviato da Renato il 4/12/2009 alle 20h36
Anche se si chiama Valpolicella, anche se di vino rosso si parla, penso che comunque debba avere grande bevibilità, aldilà del giusto abbinamento. E dovrebbe darmi piacere, curiosità, catturarmi istintivamente, anche bevendolo da solo. Questo è quanto, per alcuni aspetti, ho ritrovato soltanto nel vino di Roccolo Grassi. Bella franchezza e rigore, un vino intelligente, armonico. Forse più "furbo" di Fattoria Garbole, ma che in questa situazione, perchè da me è spesso vista come un limite, la Sua furbizia è diventata vincente.
Una cosa bella e che accomuna i vini dei produttori presenti è che rispecchiano totalmente la personalità di chi li ha fatti, per quello che mi hanno trasmesso ieri ovviamente.
Un plauso a quanto detto da Ettore...."Faccio i vini che piacciono a me". Non posso che provare stima difronte a questo pensiero...Però...!!!!
Commento n°4 inviato da Alberta il 4/12/2009 alle 16h21
Non posso essere obiettiva fino in fondo (mamma di Grezzana , papà che ha acquistato alla mia nascita e per i miei primi 6 anni di vita Amarone di Bertani, per cui ora possiedo una gran bella verticale data la mia età).
Roccolo Grassi l'ho "incontrato" in un bellissimo calice alcuni anni fa. Gran bella azienda, bravo Marco.La panoramica offerta da Michele è stata davvero istruttiva e per niente scontata. Ognuno, a modo suo, ha portato nel mio bagaglio delle informazioni importanti. Rimango perplessa sulla faccenda del Ripasso, ma desidero approfondirla.
Grazie di tutto a tutti.
Commento n°5 inviato da Lorella il 4/12/2009 alle 12h36
La zona "allargata" ha dato prova di quello che può fare.
Per Garbole una bella interpretazione del valpolicella anche se esce dagli schemi classici: un problema? no anzi, un plauso ad Ettore che dal "basso" della sua poca tradizione può permettersi di fare anche questo. Bravo!
Sicuramente a Roccolo Grassi va la palma del migliore della serata in considerazione del fatto che si trattava di un "superiore" anche se con prezzo da amarone.
A parte questo, un vino da mettere in cantina e riprovare in abbinamento al cibo.
Dei primi due sorprende (ma neanche tanto) il calore in bocca, pur se con 13,5% dichiarati, e la poca struttura a seguire. Una mezza delusione.

Complimenti a Michele per l'ottima serata e soprattutto per aver portato i 2 ospiti. Dopo il primo intervento di entrambi si era già capito che vini potessero fare: Come dire che i vini rispecchiano l'anima di chi li fà!
Commento n°6 inviato da roberto il 4/12/2009 alle 11h46
Serata molto istruttiva (tanto per cambiare). I vini tutti godibili e di qualità, seppur con caratteristiche diverse per acidità, tannini più o meno severi,diverse complessità sia al naso che alla bocca. spicca roccolo grassi, sorprendentemente meglio del ripasso.
Commento n°7 inviato da piero il 4/12/2009 alle 10h45

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Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

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