Nei giorni scorsi ero a Milano per motivi di lavoro e com’e mia abitudine quando mi trovo in albergo per motivi lavorativi la mattina presto accendo la radio o la televisione per ascoltare il radiogiornale, dopodiché lascio acceso l’apparecchio a per creare quel po’ di sottofondo che rende meno asettica ed impersonale la camera d’albergo. Tale operazione l’ho compiuta anche sabato mattina: finche preparavo la borsa da viaggio per rientrare su Rai 1 iniziava la trasmissione Uno Mattina weekend. Nulla per cui valesse la pena di fermarsi, ed infatti la mia attenzione non veniva meno a quanto stavo facendo, sino al momento in cui sentii la presentatrice introdurre l’angolo enogastronomico (in modo sincero oramai presente anche nelle trasmissioni sportive…), tema della puntata il risotto con funghi!
Tralascio ogni racconto che di poco potrebbe entusiasmare chi legge visto che il protagonista era l’incredibile Beppe Bigazzi, (persona indubbiamente competente, colta e dall’ottima memoria, ma
pervaso da una sorta di delirio di infallibilità per cui ogni suo parere diventa legge assoluta) e vado direttamente al sodo: il momento in cui il sommelier presente in trasmissione abbina al
piatto eseguito (appunto un risotto ai funghi) il vino. La scelta cadeva su di un Franciacorta Saten (scelta che non contesto di certo) che il sommelier designava, al termine di
una corretta esposizione, come vino espressione del territorio! come? Un vino spumante metodo classico ottenuto da uve indubbiamente non autoctone (nessuno osi dire che lo Chardonnay è uva
autoctona nella Franciacorta) e la cui caratteristica principale sono gli aromi propri della rifermentazione (lo dice la stessa disciplinare: alla voce profumo viene indicato come “fine, gentile,
con boquet proprio della rifermentazione in bottiglia”!!!!!!!!) viene additato come “espressione del territorio”? Siamo matti? Dai, il Franciacorta Saten a me piace moltissimo (molto di più
di quello che è il suo reale valore) ed ammetto che sia un vino prodotto molto bene e con grande competenza, ma impariamo ad usare in modo corretto il termine “espressione del territorio”… Saten
è espressione delle capacità produttive degli amici viticoltori di zona, è espressione di un modo lungimirante di intendere lo spumante, ed è anche (e lo dico senza nessuna volontà di derisione,
bensì convinto della bontà del termine) espressione dell’abilità commerciale nell’inventare un vino, ma da qui ad essere espressione del territorio ne corre…
Ad ogni modo sabato verso le 13.00 transitavo, per rientrare, proprio per la Franciacorta, ed oramai prossimo al casello autostradale di Rovato (complice la frase udita in mattina tornata prepotentemente alla mia attenzione) decisi di uscire per dare un occhiata ai vigneti più vicini al mio punto d’uscita: in fin dei conti erano quasi 5 anni che non giravo più per la zona, e magari qualcosa era mutato… Bene, se essere “espressione di un territorio” significa portare in bottiglia il terroir espresso da quei vigneti posti in piana assoluta ed immersi tra capannoni industriali e traffico selvaggio è meglio starsene zitti, non possono dare giustizia a quel bel prodotto che mediamente è il Franciacorta!
AC
Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene, con serate a tema, corsi di degustazione,
incontri con produttori, serate di abbinamento e quant'altro può avvicinare, in modo corretto, e conviviale al mondo del vino.
I Saggi Bevitori sono persone appassionate di vino che desiderano condividere questa gioia.
Nato il 1° luglio del 1999, da sei persone reduci da un corso di degustazione, il Circolo è cresciuto nel tempo sino a superare oggi i 120 soci.
Una volta al mese (1° venerdì di ogni mese) i soci si riuniscono in sede per ascoltare produttori, degustatori, giornalisti o altre persone raccontare un vino, un'azienda o una regione
vinicola, con a seguire una degustazione guidata.
Il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle!
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