Thursday 18 march 2010 4 18 /03 /Mar /2010 15:37
mani
Questa mattina mi trovavo a Treviso per motivi di lavoro, in macchina stavo percorrendo viale MonteGrappa per raggiungere la mia destinazione. All'improvviso la potente fuoriserie che mi precedeva si arrestava di colpo!
Così, senza alcun motivo o problema, creando in me un attimo di apprensione: solo l'immediata frenata (realmente alquanto brusca) aveva preservato il muso della mia auto da un incontro troppo ravvicinato con il paraurti posteriore di chi mi precedeva...
La velocità della frenata era pari alla rabbia che in montava nei confronti dell'altro guidatore: stavo per sbottare (abitudine che non solitamente non ho) in sicura ingiuria contro il conducente dell'altra auto (con certo riferimento alla professione più antica delle terra praticata dalla madre) quando questi, alzando le mani, mi chiedeva perdono per l'errore con quel semplice e sincero gesto (lo si vedeva dall'atteggiamento).
La rabbia mi si è sbollita di colpo, ed anzi ho provato un leggero senso di imbarazzo per l'aver pensato male del guidatore che mi precedeva e della di lui madre (non solo la madre ad essere sinceri...) "sbagliare si può, l'importante è chiedere scusa", vi può essere frase più giusta? Probabilmente, se lo sbaglio è involontario e/o giustificato, no!
 
Mi è subito venuta in mente la discussione avuta martedì sera con l'enologo ed il responsabile commerciale di una nota azienda Veneta.
Con la scusa del parlare del più e del meno (sempre in ambito vinicolo, ovvio) mi ero ritrovato infatti nella sala degustazioni di questa affermata e premiata cantina della mia regione.
L'ora era quella di cena, pertanto subito sono comparsi un piatto di affettato e di formaggio unitamente alle bottiglie del vino prodotte.
Ero già al corrente della nuova impostazione aziendale intrapresa ancora con la vendemmia 2008: vini rossi particolarmente abboccati e calibrati per il mercato orientale, (principale sbocco commerciale) dove sono richiesti tenori zuccherini ingiustificati per i nostri palati e per accompagnare i nostri cibi, e sensazioni fruttate che donano al vino più un sapore da succo di frutta che non quello proprio della bevanda di Bacco.
Come per abitudine non ho espresso il mio commento (cosa che faccio sempre quando un vino non mi piace), ma vista la domanda (come ti sembrano i nostri vini?) non ho potuto soffocare la mia risposta sincera: "sono costruiti bene, ma vanno oltre la concezione di vino rosso che mi appartiene: troppo dolci, addirittura stucchevoli, falsati nei gusti e negli aromi...".
Il viso dell'enologo non creava dubbi, sembrava un "vi sono stato costretto nel produrlo cosi!", mentre il direttore commerciale apriva una educata ma interminabile filippica: "sai Alessandro, queste sono le nuove impostazioni, il vero modo di trattare le nostre uve, bla-bla, bla-bla,"
Sarebbe stata più onesta una bella alzata di mani come quella dello sconosciuto guidatore, ed un sincero "è quello che ci chiede il mercato amico mio, cosa ci vuoi fare?" sarei stato zitto ed avrei brindato alla loro salute.
 
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

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