Friday 12 february 2010 5 12 /02 /Feb /2010 12:15
polisensoriale



















Alcuni giorni fa ho ricevuto una telefonata da parte di Franco, un socio del Circolo (anzi un Socio), nella quale mi esponeva il disagio che alberga in lui durante alcune degustazioni: sempre più spesso impera l'inciviltà nei commenti di molti degustatori (o pseudo?), i quali nessun problema si fanno nel ricorrere a termini denigratori se non offensivi nei confronti di vini e produttori! 
Franco vanta un ottima preparazione in campo agricolo, sia scientifica che pratica, ma non produceva vino sino ad alcuni anni fa: assunta la conduzione di una bella tenuta si è dedicato a questo aspetto del mondo agricolo che gli era estranea.
Nella tenuta che gestisce riceve la consulenza di un noto enologo e dedica molto di quel poco tempo libero che gli rimane alle degustazioni di gruppo.
Ecco la e.mail giunta ieri.

Ciao Alessandro,
oggi, in una giornata di mezza pioggia e mezza neve, ho trovato finalmente il tempo di mettere per iscritto la riflessione/domanda che ti avevo anticipato telefonicamente.
Quanto ti scrivo non vuole essere, in nessun modo, offesa o giudizio espresso su qualcuno, ma è solo spunto di discussione su uno degli aspetti che più mi ha colpito da quando ho iniziato ad interessarmi al vino.
La mia domanda è: se ne intendono? Non se ne intendono? E se sì, se ne intendono, perchè esprimerlo in modo scorretto?
E' fuori discussione che negli ultimi anni parlare (o sparlare?) di vino "fa figo", non si è "cool" se non si sa perfettamente distinguere o abbinare tal vino o tale annata, ma è mia impressione che a volte ci si dimentichi un piccolo particolare, ovvero che a prescindere dai gusti personali (ci mancherebbe altro!) dietro ad ogni vino c'è un lavoro a volte complesso e duro, estenuante, che credo debba essere rispettato quando si giudica un vino.
Anche perchè, dietro ad ogni "star" dell'enologia Italiana (io ne ho una che gira per casa...), esiste il lavoro oscuro di migliaia di viticoltori che ogni mattina cercano di dare il meglio di se stessi per produrre dei vini che cerchino, molte volte, di essere immagine di se stessi.
Noi consumatori (espressione molto usata e che personalmente odio) abbiamo comunque un'arma potentissima di giudizio: l'acquisto! Se un vino non ci piace non lo comperiamo, o non lo ricompriamo, più!
E siccome tutti producono vino per poterlo poi vendere quale giudizio più pesante di ciò vi può essere?
Espressioni come "questo vino fa schifo" o peggio "questo vino è una merda" (scusa l'espressione) cr4edo siano gratuite, inutili ed ingiustificate. Ma purtroppo le ho sentite troppe volte, anche in bocca a dei "Saggi Bevitori"!
Non credo, come ha sostenuto in una discussione un "esperto", che siccome il vino lui lo aveva pagato aveva il diritto di esprimere qualsiasi giudizio!
Allo stesso modo chi fa il ragioniere o l'operaio, con tale ragionamento, potrebbe essere insultato liberamente dal proprio capo solo per il fatto di ricevere una mansione, e quindi uno stipendio da lui!
Credo che un semplice "non mi piace", "io non lo comprerei" oppure "secondo me non è buono" potrebbe bastare!
Franco


Che dire Franco? Devo darti ragione in tutto: qualche volta il termine offensivo (indubbiamente sproporzionato alla situazione) può sfuggire, ma se viene espresso senza la vera intenzionalità di offendere non è la cosa più grave che vi sia, però è vero che per molte persone sta divenendo consuetudine l'essere sguaiati! 
Alcune persone ricorrono a termini esagerati ed inutili (per esagerati non intendo "che schifo" ma ben peggio!), convinti che l'uso della parola "forte" possa dare più spessore alla loro critica, in realtà è l'esatto contrario: chi usa parole incivili ed irrispettose nasconde solo una pessima capacità di analisi se non di degustazione. 
Un po' di assaggi ripetuti nel tempo, un paio di corsi di degustazione (a volte neanche quelli), qualche bottiglia di spessore ed ecco tutti pronti nello sputare sentenze...
Personalmente ho avuto la grande fortuna di poter frequentare, per lavoro, persone che nel campo della degustazione tecnica sono ai vertici: non ho mai sentito in loro la mancanza di rispetto nei confronti di un prodotto e/o di un produttore, magari analisi impietose, ma prive di cattiveria.
Detto questo puoi farti un'idea completa, e da solo, del mio pensiero...
Alessandro
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Novità nel mondo vino - Community : Il mondo del vino
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Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

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