SaggiBevitoriBlog di
Alessandro Carlassare
Il mondo è fatto anche di vini-operario, per fortuna!
Vini nati per essere bevuti senza eccessivi rituali, per il piacere di bere un ottimo bicchiere di vino, ma senza che vi sia quella ricorrente (ed a volte inutile) prosopopea.
Questo mi è venuto in mente ieri sera confrontando la degustazione cui ero stato invitato (anche se all’ultimo minuto) con tante altre che spesso mi capitano.
La scena era più o meno simile a quella descritta ne Quelli che sputano il vino... : tovaglie bianche ed immacolate, vini dai nomi altisonanti, calici perfetti (“i miei Riedel oramai hanno più di un anno, e tempo di cambiarli…” così aveva detto il mio vicino di sedia: da schiaffeggiare immediatamente!) sputacchiere, ecc. ecc.
Grandi vini ma spesso inutili al cibo, inutili ad ogni cosa che non sia una pura degustazione di comparazione, vini che io mi diverto nel definire Sibaritici (molto presto scriverò qualcosa per spiegare il perche del vino Sibaritico) la cui degustazione richiede svariate ore di gorgheggi verbali: perché guai se uno non espone tutto ciò che sa, se evita di rendere pubblico tutto ciò che ha appreso o ciò che pensa, altrimenti la noia di ciò che ritrovi nel bicchiere può sopraffare l’interesse di partecipare a tale bevuta!
In parole povere una degustazione noia.
Ad allora penso evviva i vini-operaio, quello contenuto nelle bottiglie-ragazzina: vini buoni, spesso ottimi (come quelli bevuti nella serata di venerdì al nostro Circolo) che per essere apprezzati si affidano solo a se stessi, non ad un inutile e ridondante storia, storia che a volte lascia il tempo che trova.
In occasioni come quelle accaduta ieri mi torna in mente il bellissimo brano contenuto ne “En mènage” di Joris-Karl Huysmans troppo sottovalutato scrittore del movimento Naturalista prima e del Simbolismo in seguito, brano che mi fa pentire per non essere rimasto a casa con un calice di vino operaio!
“Andiamo, scendiamo in fondo alla scala dei vini, e arriviamo alle bottiglie senza fronzoli e senza pose. Niente gran dame che hanno fatto il loro tempo; cerchiamo ragazzine audaci e modeste, delle bottiglie con un nonnulla di eleganza ma che si lasciano accarezzare senza tante storie.”
J.K. Huysmans
AC
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