Monday 15 march 2010
1
15
/03
/Mar
/2010
14:40
Mi ritrovo con gioia nello scrivere questo post, molta gioia, perché dopo anni (sottolineo la
parola anni) posso ridare, finalmente, la giusta collocazione al Prosecco proveniente dai vigneti del Cartizze!
Il Cartizze, per chi non lo sapesse, è una sottozona (brutto termine: sarebbe più piacevole dire una sovrazona visto che svetta,
per qualità, rispetto alle altre) dell'estensione di 107 ettari posta interamente nel comune di Valdobbiadene: è zona dove l'uva Glera, per terreno, esposizione, mesoclima ed altri
fattori collaterali, da la sua massima espressione, in altre parole è un vero e proprio Cru!
Per questo motivo io pretendo/pretenderei sempre il massimo dai vini che vi provengono: se hai la
fortuna di scaturire da un terroir unico, tu vino, non puoi essere semplicemente meglio dei tuoi consimili, bensì devi svettare, andare oltre ad ogni paragone... purtroppo negli ultimi
10-15 anni è avvenuto l'esatto contrario: per cecità, incapacità, ingordigia, mal consiglio ed altro il Cartizze prodotto era semplicemente un Prosecco comune, pari (a volte
addirittura inferiore) a molti vini provenienti da zone limitrofe! (salvo, è ovvio, alcune eccezioni).
Ho spesso denunciato tale cosa, in quest'articolo link, questo link e quest''altro link (solo per dare un esempio) ed il mio stesso pensiero l'hanno espresso personaggi la cui autorevolezza nel campo
del Prosecco è immensamente superiore alla mia.
Oggi invece posso finalmente tornare a dire che il Cartizze c'è, e si sente!
Questo quanto accaduto nel pomeriggio di ieri: assieme al caro amico Giovanni Frozza, che rimane mio
interlocutore privilegiato quando si parla di Prosecco (anzi sarebbe più giusto dire mio mentore, visto che ancora molto devo imparare da lui) mi sono recato alla bella mostra di Santo
Stefano, per i consueti assaggi di vini fermi da vasca.
Dopo l'assaggio di quasi tutti i vini da vasca provenienti dal comprensorio Santo Stefano, siamo passati alla
degustazione dei 6 vini Prosecco Tranquillo provenienti dalla zona Cartizze.
L'attesa era tanta ma accompagnata dalla solita idea di immediata delusione visto che negli ultimi 6-7 anni
mai avevamo trovato un vino degno di tale nome. invece ecco il miracolo: il 1° Cartizze all'assaggio rivelava profumi franchi e sinceri, puliti ed esplosivi come dovrebbero essere quelli di un
Prosecco di rango, fantastico alla beva per sapore di uva, di polpa, sapido ma equilibrato.
Quasi sconvolti da tanta espressione ipotizzavamo di trovaci di fronte ad un caso, invece i 5 successivi assaggi
hanno confermato che il Cartizze è tornato!
Abbiamo infatti assaggiato due Cartizze stratosferici nel vero senso della parola, un Cartizze molto
buono, uno buono e solo due deludenti, ma di cui uno deludente come a volte può essere un vino da mostra! (ovvero erore del cantiniere, non di sua struttura)
Non so se quanto vissuto possa essere il primo effetto ottenuto dalla più severa norma che regola il DOCG (amici
viticoltori, non nascondiamo infatti che a Cartizze ne abbiamo fatte di cotte e di crude) ma se questo primo assaggio, che non certo frutto della stagione essendo stata il 2009 non è
annata sublime, rivela il nuovo timbro posso solo dire bentornato Cartizze!
AC
Amo questo Cru e come detto penso abbia davvero delle potenzialità strepitose, soprattutto in vigne diverse da quelle di Silvano Follador. Mi auguro davvero che questa tua positività, alla quale pienamente mi associo, sia di buon auspicio per ridare finalmente il giusto valore e rispetto a questo fantastico vino.
Certamente a parte uno, con forti problemi di ossidazione, ma che accomuna, non so come mai, spesso i vini di quella cantina, e questo mi spiace, perchè un tempo si distinguevano positivamente, gli altri cinque li ho trovati eccessivamente tenui e delicati al palato. La terra di Cartizze dovrebbe dare eleganza accompagnata da grande profondità e forza, vini di spiccata sapidità e mineralità, a seconda ovviamente dell'annata. Vini di classe con personalità. Uno addirittura, poteva tranquillamente essere scambiato con un Sauvignon della Nuova Zelanda. Ne rimangono quattro. Uno molto ben fatto, ma penso che l'agrume non sia certamente segno di tipicità, ma davvero un vino correttissimo ed armonico, con una bella acidità, ma poco sapore.
Un altro, con una leggera ossidazione al naso, che comunque con il tempo scompariva, lasciando spazio a tanta neutralià, con una dolcezza al palato che a mio parere nascondeva completamente una possibile sostanza. (trovo assurdo portare vini base dolcificati in queste mostre, ma non si decidono a cambiare il regolamento). Ne rimane uno corretto, ma non saprei che dirci di più e un altro che mi aveva piacevolmente soddisfatto. Vero al naso, minerale al palato, con una bella armonia. Ma dopo che ho avuto la fortuna di degustare un buonissimo Prosecco, anche quel Cartizze stava scomparendo.
Non lo so, ma se questo è il Cartizze, mi rattristo. Vini fini e puliti...ma...!!!
Caro anonimo, innanzitutto grazie per il tuo commento: anche se dissenti lo fai in modo argomentato ed educato, e per questo ti dico grazie.
Potrei rispondere a quanto esponi dicendoti che il giudizio sulla bontà dei Cartizze assaggiati non era solo mio, ma proveniva anche da 4 bravi produttori di zona (domenica sera ero con un produttore, poi il lunedì ho riassaggiato i 6 Cartizze assieme ad altri tre) tutti molto più capaci e molto più bravi di me nel valutare un Prosecco. Preferisco però risponderti in modo un po' più costruttivo.
Sono d'accordo con te: dal Cartizze non mi aspetto un Prosecco migliore, mi aspetto il massimo del prosecco, e questo lnon 'ho mai nascosto!
Se hai un po' di tempo da perdere e vai a leggere qua e la in questo blog vedrai che il mio pensiero collima con il tuo, ne è prova l'articolo che ho postato il 23 marzo 2009 e che ti invito a guardare (pagina 19 di questo blog al titolo "Valore di un territorio").
Il problema è che tu hai assaggiato i Cartizze di quest'anno, non degli anni scorsi: tragici! .
Credimi, io conosco la mostra di Santo Stefano solo da 8 anni, ma tolto il primo anno (magari perché ero inesperto) ho sempre e solo avuto delusioni ENORMI dall'assaggio dei Cartizze, vini che vivevano di pura gloria e mai di effettiva superiorità! (magari un caso isolato, vi era, ma era uno..) Sicuramente con l'anno scorso avevamo raggiunto il limite della "vergogna"....
Quest'anno un timido raggio di sole, un riaffacciarsi del prodotto buono con due Cartizze molto buoni (non neghiamolo ci sono DUE Cartizze molto buoni) e altri due piacevoli: rispetto alla disfatta dello scorso anno per me è già qualcosa.
Altre persone (produttori) in privato mi hanno detto "Ale, i due Cartizze erano veramente buoni, ma tu sei stato troppo generoso nel giudizio...",ed io lo so di essere stato "generoso", ma un po' di fiducia bisogna averla altrimenti è impossibile avere un'idea propositiva, e bisogna anche trasmetterla quest'idea, dicendola ad alta voce!
Siamo onesti, il Cartizze era arrivato al suo minimo storico: sino a tre-quattro anni fa trovavi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE Cartizze spumante Dry: tutti “costruiti” sul residuo zuccherino, nient'altro che dolcezza nel bicchiere, solo quello.
Poi, grazie anche al lavoro di due persone caparbie e testarde (i fratelli Follador) che hanno inseguito la sostanza anziché l'apparenza presentando un Cartizze Brut c'è stata la prima svolta... adesso non trovi più solo la versione dry, perché qualcuno, seguendo il loro esempio, si è avventurato nel produrre versioni più secche di questo grandissimo vino, e per fare ciò devi usare le grandi basi: con il brut non puoi barare, serve il grande vino, non un succedaneo!
Se i fratelli Follador non avessero avuto un po' di fiduciosa e un’idea propositiva saremmo arrivati alla svolta?
Ci sarebbe stato nuovamente un Cartizze da Tre Bicchieri? Credo di no!
Per questo ti prego di vedere il bicchiere mezzo pieno: i Cartizze di quest'anno non sono ancora il massimo, ma è già un primo segnale, premiamo almeno quello!
Alessandro
Rimane però la variabile della presa di spuma. Il lavoro svolto in autoclave ha la sua importanza, la scelta dei lieviti, la permanenza in autoclave. Una serie di fattori che a volte snauturano completamente la base di partenza.
Quante basi abbiamo assaggiato e giudicato con entusiasmo per poi rimanere delusi dopo la presa di spuma?
Mi auguro Ale che sia veramente un bentornato Cartizze la zona è indiscutibilmente la migliore, ma si è abusato molto di questo termine tanto da farne perdere la credibilità. Sareri il primo a gioirne, ora la patata non poco bollente passa ai produttori .... rivedibile a settembre direi :-) ciao Giampi