Wednesday 11 january 2012 3 11 /01 /Gen /2012 06:30

Torm

Chiamatela coincidenza, casualità o come meglio preferite, fatto si è che l'altra sera stavo leggendo un libro sui vini di Francia di Robert Joseph (esperto che non richiede certo bisogno della mia presentazione, ed i cui libri sono sempre scorrevoli e facili da leggersi - in modo positivo direi essere semplici - e proprio per questo li rileggo spesso) quando un beep dell'iPhone mi segnalava l'arrivo di una mail: era Andrea Miotto, carissimo amico e produttore, il quale mi segnalava la scoperta dell''ennesima produzione di finto Prosecco proveniente dal nuovo mondo, per la precisione dalla Nuova Zelanda.
La pagina a cui ero arrivato al momento della mail era la 112, e parlava di Chablis, questo quanto è scritto:
"Se l'imitazione è la più sincera forma di adulazione, gli Chablis sono di certo i vini più sinceramente più adulati del mondo. Fin dall'inizio dell'800 questo nome è stato sfruttato vendere vino del circostante dipartimento di Yonne, dove all'epoca gli ettari a vigneto erano più di 50.000.
Oggi si producono vini chiamati Chablis in luoghi spesso molto distanti, come lo Stato di New York la California e la Hunter Valley in Australia.  L'imitazione si limita pero al solo nome, ecc. ecc."
La domanda viene spontanea: assodato che oggi il Prosecco è il vino più imitato (e quindi adulato?) perché lo si imita? Perché ha "preso il posto" dei tanti vini che venivano imitati sino a pochi anni fa?
Perché è il vino più facile da imitare? (ma non certo il meno costoso da imitare, non fosse altro per la tecnologia in cui bisogna investire)
Perché è il vino più richiesto e quindi facile da piazzare?
Perché è quello più remunerativo?
Perché è quello su cui l'acquirente finale più facilmente si confonde?
Perché è il meno tutelato?
Perché è il vino del momento?
L'imitazione, per quanto sia una pratica truffaldina, squallida ed odiosa, segue delle strade ben precise, ed è crimine che non viene mai commesso per pura casualità: di motivi per cui il Prosecco sia il vino più imitato del momento me ne vengono in mente tanti, è la risposta quella che mi manca.... mi sarete d'aiuto?

AC

Di SaggiBevitoriBlog - Pubblicato in : Io la penso così - Community : Il mondo del vino
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Commenti

Non so dove sia finito il mio precedente commento...
Lo riassumo in due righe (se poi riappare meglio)
A) si potrebbero tassare le bottiglie regolari per combattere quelle false
B) se i soldi sono pochi invece di azioni giudiziarie si potrebbero avviare delle campagne web contro i falsari .
C) spero appaia il mio post originale ...
D) alla salute .
Commento n°1 inviato da andrea il 16/01/2012 alle 22h24
Andrea, sei di una simpatia disarmante :)
Commento n°2 inviato da Luca Ferraro il 16/01/2012 alle 22h10
Per favore Ale , sostituisci "Dal Zotto" con "Ferraro" ...
un lapsus , ma freud aveva ragione ....
scusate.
Sono debitore di un clinton vinificato in bianco.
Commento n°3 inviato da andrea il 16/01/2012 alle 22h05
Andrea, inizialmente anche io la pensavo come te. Ti assicuro però che i consorzi qualcosa stanno facendo ma soprattutto all'estero non è semplice. In australia direi che è quasi impossibile, c'è di mezzo il wto che permette a questi sciacalli di fare quello che vogliono. Ho conosciuto personalmente la nipote di dalzotto, sappi che lui sta tranquillamente seguendo quello che diciamo e continua a fare quello che gli salta per la testa (strada del prosecco ndr)
Continuiamo a portare all'attenzione dei consorzi (asolo e con-valdobbiadene) queste truffe, e facciamogli capire che noi li stiamo tenendo d'occhio.
Io però mi preoccuperei più dell'allargamento che delle imitazioni, sarà quello a creare dei danni seri a questo vino amato in tutto il mondo. Tra qualche anno, forse già dall'anno prossimo, il prezzo delle uve e dei vini calerà, troppa offerta rispetto alla domanda e quindi si abbasseranno i prezzi di vendita. Da capire se la doc porterà giù anche la docg o se in qualche modo noi resteremo a galla.
Chi vivrà vedrà.
Luca
Commento n°4 inviato da Luca Ferraro il 16/01/2012 alle 08h07
beccatevi questo :
http://www.brownbrothers.com.au/ourwine/winecategory.aspx?categoryid=3
oppure :
http://www.dalzotto.com.au/index.php?id=51
o anche :
http://www.chrismont.com.au/index.html

...non dovrebbe esserci un consorzio di tutela ?

Sarei curioso di vedere quanto come andrebbe a finire se questi sig.ri provassero a mettere l' etichetta "Coca Cola" su qualsiasi bottiglia di qualsiasi liquido ...

Brindiamo (con Prosecco originale)
Andrea
Commento n°5 inviato da andrea il 11/01/2012 alle 22h10
....ci mancherebbe che per ogni cosa che ha successo si dovesse cercare il "perché".....Io credo che il "nostro" buon Bisol (G.Luca) abbia visto giusto, nonostante le slavine di critiche che gli sono arrivate, ma il preveggente ha omesso di indicare un dato importante, anzi due: chi li produrrà e chi li andrà a vendere le novecentonovantanovemilonienoventomilanovecentomila bottiglie.....
Commento n°6 inviato da Cantastorie il 11/01/2012 alle 14h19

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Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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