Tuesday 11 october 2011 2 11 /10 /Ott /2011 16:08
titanicBuongiorno,
l'assoluto silenzio della scorsa settimana (nessun post pubblicato) non si deve ne ad impegni di lavoro o personali, ne ad impedimenti di sorta difficilmente giustificabili, bensì all'aver dedicato ogni momento libero (e sono pochi, sempre troppo pochi) per leggere quasi tutti i blog e i siti a sfondo enoico sufficientemente messi in rilevo da Google. (anche quelli esteri: per questo ringrazio traduttore di google...)
Il frutto della mia ricerca è presto detto: avevo piacere di vedere se qualcuno (uno, due mica mille) aveva avuto la voglia ed il piacere, o meglio il dispiacere, di affrontare un  tema su cui avevo scritto pochi giorni addietro qui nel blog: la Drosophila Suzukii (Drosophila Suzukii:tacere non risolve il problema!).
Il risulto è stato zero, anzi zero virgola zero periodico, il nulla!
Ho pensato che ciò fosse un bene "se nessuno ne parla è perché l'argomento viene sopravalutato ed è privo dell'importanza che io le stavo attribuendo".
Però venerdì, punzecchiato dal fatto che l'argomento mi veniva ribadito nella sua possibile tendenza a divenir catastrofe da Mario Pojer, uomo che conosce molto bene la vigna ed il cui buon utilizzo di materia grigia non è secondo a nessuno, ho cercato un'altra strada, quello della scienza degli istituti di ricerca.
Con l'aiuto dello stesso Mario e di molti suoi colleghi (intesi come vignaiuoli) ho contattato ricercatori e ricercatrici di mezz'Italia, ricevendo risposte che nelle loro ovvietà sono a dir poco preoccupanti... queste la media delle risposte:
D- In realtà quanto dobbiamo preoccuparci di questa Drosophila Suzukii?
R- domanda difficilissima, proprio perché l'argomento non lo conosciamo bne non appartenendoci: è la prima volta che attacca in modo così aperto ed evidente sull'uva, e se le cose quest'anno sono andate bene è anche grazie ad una vendemmia precoce e non condizionata dalla pioggia. certo prima di dormire sonni tranquilli sarebbe meglio interessarsi.
D - Questo lo capisco, ma, ad esempio, se quest'anno ci fossero state piogge battenti e vendemmie in tempi classici cosa si sarebbe potuto registrare?
R - Chi lo sa... in talune zone si potrebbe ipotizzare una perdita totale del raccolto, di certo vini da uve sovramaturate non se ne sarebbero raccolte da nessuna parte..
D- Ma se la situazione è così grave perché non se ne parla?
R- Semplice: politica e baroni mal volentieri vogliono creare allarme per una cosa che non si conosce, men che meno "disturbare" l'opinione pubblica. Se volete che se ne parli dovete darvi da fare voi che fate comunicazione "non istituzionale": blog, forum, eccetera..
 
Questo è quanto ho raccolto (di media): alcuni ricercatori mi hanno detto che non vale la pena di perdere più di tanto tempo, e che  la situazione viene sopravalutata, altri (la stragrande grande maggioranza) che è meglio essere giustamente preoccupati, infine alcuni mi hanno presentato uno scenario catastrofico, stile Titanic quando l'ingegnere Tomas Andrews comunica al capitano ed agli ufficiali che la nave non si sarebbe assolutamente salvata.
Ora se il ruolo dell'informazione "non istituzionale" è quella di agitar le acque ho paura che non si salverà nulla: leggendo e rileggendo mi sono imbattuto in un'enorme serie di articoli su quanto sia importante non produrre vino con i solfiti (che palle....), molti giudizi su vini imbottigliati ieri e che andranno bevuti tra dieci anni (per il solito dono della preveggenza) ed infine una serie di sciocchezze arcinote trite e ritrite. (ai gruppi presenti in facebook il trionfo delle sciocchezze: i blog, per fortuna, ne sono quasi assenti).
E temo che il ruolo del'informazione non istituzionale sarà pari a quella dell'orchestra del Titanic: allietare i passeggeri nel mentre che la nave sta affondando... (quando oggi faremmo ancora in tempo a gridare "attenti all'iceberg!!")
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

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Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

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