"E' da una vita che desideravo assaggiare questo vino, grazie amici"
Le parole, sincere e commosse, all'apertura del regalo avevano donato emozioni superiori, rispetto al valore della bottiglia, ad
ognuno di noi..., logico che cominciasse il refrain "e tu? la bottiglia più desiderata, quando l'hai bevuta?"
A me non poteva che tornare in mente quanto avevo scritto per il Divino Diario nel giugno del 2000.....
Esclusivo: che esclude ogni compartecipazione, appartenente a pochi. Chiuso, elitario, privilegiato.
Nel dizionario il termine esclusivo è così descritto.
Se di un prodotto di qualità superiore sono disponibile pochi esemplari la sua esclusività è più che certa: il prezzo si innalza, cresce sino a
diventare a portata di pochi, pochissimi: elitario, privilegiato, appartenente a pochi. Esclusivo, appunto!
Ed in questo caso nulla può la passione, la meritocrazia, l'amore per quel qualcosa, solo la maggior capacità finanziaria di una persona
rispetto ad un altra stabilirà chi è destinato al possesso del bene desiderato.
Riconoscere ad orecchio il motore di una fuoriserie made in England rispetto a quello equipaggiante l'ultima creazione della casa di
Stoccarda non serve: per possedere la 620 cavalli costruita a Maranello serve la tua possibilità di spesa, non la tua passione.
Puoi riconoscere d'impatto una Tiffany Favril Glass del 1915, ma solo il dio denaro ti permetterà di possederla, la tua passione ti
permetterà solo di guardarla, con occhi sognanti, nella vetrina dell'antiquario.
E come per l'arte, l'alta moda, i viaggi da sogno ed ogni cosa che abbia un prezzo, anche nel nostro amato vino troviamo
l'esclusività.... per fortuna pochi nomi, pochissimi, ma alcuni vini ed alcune annate sono ai più irraggiungibili, ed il loro valore, a differenza di altri beni, dura il tempo di una sorsata, poi
più nulla!
Qualche nome? Petrus..., Romanèe Contì..., quest'ultimo nelle annate vecchie e favolose realmente irraggiungibile.
Un vino bevuto sì da appassionati, ma che allo stesso tempo sono persone con ampia possibilità di spesa: manager, finanzieri, calciatori,
attori, i quali per assaggiare vecchie annate sono disposti e spendere (e soprattutto possono spendere) l'equivalente di molti mesi in busta paga, a volte di un gioiello, di una
macchina, di una crociera intorno al mondo....
Non è un vino che si compera, lo si acquista en primeur, per prenotazione, alle battute d'asta, e per il semplice appassionato che deve mediare
tra passione e possibilità rimane spesso un sogno irrealizzato, una chimera... magari un giorno, forse un calice... vista la mia passione...
Invece no, il sogno è sogno e sulla passione vince sempre il dio denaro, così è la realtà!
Solo nell'isola che non c'è puoi possedere una Ferrari grazie alla passione: devi ricordare l'ordine d'arrivo del GP del
1971, ritiri compresi, il denaro non serve, e non serve neanche il conto a nove zeri per possedere Gauguin, Matisse, Cezanne, basta conoscere il paese natale di ognuno di loro, la loro
vita, le loro opere... l'equivalente del Bolaffi in realtà lo possiedi conoscendo la date di emissione del Penny Black, non perché hai la fortuna di essere nato sopra un pozzo di
petrolio.
E per degustare un Romanèe d'annata? Basta ricordare, sapere, conoscere... ma purtroppo questa è una fantasia per l'Isola che non
c'è...
Ma qualche volta, fortunatamente, i sogni si avverano, ed in una mite sera primaverile un amico se ne priva, ti invita e te lo
offre.
E' una vecchia annata, non importa quanto sarà buono (oggi posso dirlo: era fantastico, eccome se lo era) ma quella
sera hai concretizzato il tuo sogno!
Ami il tennis? Sei Federer a Wimbledon! Il canto? Sei Caruso alla Scala! Sei
Messner in vetta all'Everest, Rossi al Sarrià, Pelizzari che riemerge... hai raggiunto la tua meta, realizzato il tuo sogno, sei il Re al centro della corte!
E' inutile rimembrare cosa c'era nel bicchiere, basta solo sapere che a volte, per fortuna, approdi all'Isola che non c'è...
AC
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