Tuesday 5 october 2010 2 05 /10 /Ott /2010 07:46

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Digitate su Google la frase festa della vendemmia, vi compariranno qualcosa come 111.000 risultati... date un'occhiata ai giornali locali e troverete con facilità, nella sezione "eventi - feste tradizionali - iniziative", un bel po' di sagre dal titolo festa della vendemmia... non per ultimo vi assicuro essermi arrivati non meno di trenta inviti, da parte di aziende di una certa dimensione, per partecipare alla festa della vendemmia organizzate dai vari staff all'interno dell'azienda stessa! (con l'occasione ringrazio tali aziende per l'invito).
Mi chiedo però, retorica a parte ed escludendo il significato della parola festa quale traguardo delle fatiche di una anno, che senso abbia l'utilizzo della parola festa: la vendemmia è una fatica immane, altro che festa!
Non comprendo infatti perché la stampa, specie quella generalista, bolli come una festa l'operazione di vendemmia: avete un amico viticoltore con cui potete parlare francamente? Bene, chiedetegli com'è la vera vendemmia, quella che non tiene conto del pubblico e dei media, e chiedetelo adesso prima che si dimentichi gli sforzi appena fatti! (la vendemmia è come un parto dall'esito positivo: dopo i primi giorni dimentichi il dolore e guardi solo con gioia il figlio ricevuto).
Innanzitutto la vera vendemmia non ha orari: ti alzi all'alba o prima, e come prima cosa (ancor prima di andare in bagno a lavarti la faccia) guardi la situazione atmosferica ed ascolti le previsioni meteo: gli emuli nipoti del grande Edmondo Bernacca godono di popolarità incredibile nei mesi di settembre-ottobre presso i viticoltori. (ed anche negli altri mesi...)
Poi, dopo colazione (fatta in fretta: anche nelle belle case rurali le colazioni del mulino bianco si fanno in altri periodi), si scende subito in cantina a controllare la situazione dell'uva spremuta la sera precedente e l'evoluzione dei mosti in fermentazione. Assolte le operazioni di travaso e controllo, che richiedono un bel po' di ore, ci sarà la preparazione dei trattori, dei cesti, delle secchie e quant'altro, poi, a seconda del tempo (se arriva la perturbazione monstre annunciata in TV è situazione da thriller) e stato delle uve si programmerà vigneto ed orari di raccolta.
Nelle aziende medio-grandi ci saranno enologi che per l'intero giorno rimarranno in cantina indaffarati come non mai, nelle più piccole l'enologo contribuirà anche a parte della raccolta.
Poi via, verso il vigneto, con l'obbiettivo di lavorare, lavorare e lavorare... certo alcune pubblicità ci fanno vedere splendidi vigneti in pianura e baciati dal sole (quelli che ho conosciuto io sono ripidi, tanto ripidi) ma la situazione non è sempre idilliaca, comunque sia lo svolgimento è sempre uguale: buona parte delle persone raccoglieranno l'uva avendo cura di scegliere e pulire, ed è operazione tanto bella quanto noiosa, appiccicaticcia, e snervante dopo la terza ora (specie al dodicesimo giorno consecutivo), altre persone porteranno l'uva dal filare sino al trattore, e se la situazione si svolge in piano questo è un quasi "piacere", ma se si svolge in ripide colline diventa attività degna dell'Iron man edizione su percorso lungo!
E tutto questo prosegue per l'intero giorno, sino al tardo pomeriggio e/o spesso sino a quando la luce permette la raccolta. Nel frattempo i trattori fanno la spola continua tra vigneto e cantina per la pigiatura.
All'imbrunire via tutti dal vigneto, belli sporchi, stanchi e magari con il "ricordo" rimediato per qualche bella puntura di vespa (che, non me ne vogliano i giornalisti filo-biodinamici, abbondano in tutti i vigneti), assieme ai raccoglitori partirà anche l'ultimo carico d'uva. 
Se i raccoglitori godranno del meritato riposo per i cantinieri le cose sono ancora lunghe: dopo l'ultima spremitura ci sarà il lavaggio scrupoloso di tutta l'attrezzatura, il pompaggio dei mosti nella vasche di fermentazione, i controlli analitici, l'avvio dei mosti, ecc. ecc., e se tutto va bene e senza intoppi le luci della cantina si potranno spegnere poco prima che l'orologio batta i dodici rintocchi che annunciano il nuovo giorno, in caso contrario (come spesso accade) queste non si spegneranno affatto! 
Ed il giorno dopo, sabato o domenica incluse, tutto ripartirà da capo.
Qualcuno la chiama festa della vendemmia: sicuramente è qualcuno che non vi partecipa!     
 
AC
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Prosecco... e d'intorni! - Community : Il mondo del vino
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