Giovedì 4 febbraio 2010
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Che il mondo del commercio al minuto nel vino, o come sarebbe più opportuno scrivere dell'ultimo passaggio, sia molto cambiato negli ultimi 20 - 25 anni è sotto gli
occhi di tutti: nel 1985 le vinerie prosperavano nelle città e le enoteche da asporto, nella forma odierna, cominciavano appena a fare capolino, a seguire negli anni '90 la
situazione divenì quasi idilliaca: vinerie ed enoteche convivevano pacificamente con clientele abbastanza separate, ma che interagivano con entrambe i punti vendita a seconda
dell'occorrenza.
Poi è scoppiata la "moda" del vino ed il suo mondo commerciale ne è stato rivoluzionato: le vinerie a vecchia
impronta, di quelle che servivano il vino sfuso selezionato e comperato direttamente dal gestore, si sono dovute trasformare in wine bar (magari con anonime, qualitativamente
parlando, bottiglie alla mescita) mentre le enoteche si sono ritrovate nel dover affrontare l'impossibile concorrenza della grande distribuzione anche su vini di un certo pregio.
E proprio perchè schiacciate dal punto di vista commerciale, ed un po' perchè la visione di esperto che
"l'enotecaro" aveva si era appannata (a favore delle nuove figure comunicative: giornalisti di settore che pubblicano su ogni dove, sommelier in TV, wine-blogger, ecc. ecc.) l'enoteca vista
come punto di riferimento si è affievolita!
Già per gli acquisti molti appassionati evitano di servirsi presso le stesse
(si rivolgono direttamente al produttore perchè questo vende via web, oppure si organizzano in gruppi di acquisto o meglio ancora, con la scusa della
vacanza-acquisto che a ben vedere non comporta riduzione di costo, vanno fisicamente alla fonte) ma è soprattutto la figura di gestore dì enoteca = esperto (ed appassionato) di vino
che è venuta meno!
Un incontro fortuito mi ha permesso di rivedere la figura del gestore appassionato, che un tempo tanto facilmente
s'incontrava: mi trovavo in una cantina di Santo Stefano di Valdobbiadene ed ho potuto conoscere (faccio nome e cognome non essendoci amicizie o interessi tra noi) Antonio
Celani dell'Enoteca Celani di Frosinone.(link)
Antonio era lì, come me, per assaggiare le basi ed i vini del nuovo anno, ed arrivava da una visita ai vigneti assieme al
titolare della cantina.Ho trovato curioso che una persona partisse dal Lazio per vedere del Prosecco (vero amici "esperti"? Tanto il Prosecco è un vino beverino... ecchì se ne frega di
vistare i vigneti!), parlando mi ha raccontato che quelle sono le sue ferie: è partito da Frosinone, è passato per la Toscana, la Romagna e poi su in Veneto. Ed ogni anno cambia itineriario
e cantine.
Chiacchierando abbiamo parlato di un paio di produttori Piemontesi, sconosciuti ai più, che lui aveva regolarmente
visitato e conosciuto. Eppure io pensavo realmente (immodesto, ben ti sta!) di conoscere viticoltori sconosciuti a tutti al di fuori dalla provincia di Cuneo.
Bravo Antonio, mi hai permesso di rivalutare la figura del gestore di enoteca (meglio, di '"enotecaro" cioè l'anima
dell'enoteca): finché esisterà gente come te si può entrare in enoteca non solo per comperare del vino, certamente ottimo se consigliato, ma soprattutto per imparare!
AC
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