Thursday 9 september 2010 4 09 /09 /Set /2010 13:48

P&S

Da un paio di settimane ripeto a me stesso, insistentemente, la stessa domanda: se Mario Pojer e Fiorentino Sandri, anziché essere due bravissimi vignaioli Trentini (nonché due splendide persone) con vigneti e cantina in Faedo fossero due bravissimi vignaioli Bordolesi con cantina nel Medoc quanto più famosi sarebbero ora come ora?
Se la mia domanda vi sembra strana seguitemi nel ragionamento: alla fine di agosto ho partecipato, con piacere e gioia, ad una verticale di Rosso Faye, il rosso realizzato con taglio Bordolese e lieve aggiunta di autoctono Lagrain (giusto per marcare l'origine) dal pirotecnico duo. 12 le annate in degustazione scelte tra le 20 di vita di questo vino, ovvaimente in degustazione cieca.
Degustazione realizzata in concomitanza a Vinix Live 6: al mattino si svolgeva la verticale riservata ad una ventina tra produttori, wineblogger, giornalisti e tecnici al pomeriggio la manifestazione.
Non vi farò perdere tempo nella descrizione di quanto ritrovato nel bicchiere: alla verticale erano presenti persone molto più brave del sottoscritto nel trasmettere emozioni e giudizi, e vi sono già numerosi  blog in cui potete trovare la cronaca più o meno dettagliata (ad esempio Vinopigro, qui) vi basti sapere che personalmente ho bevuto uno splendido vino connotato da un'innegabile e costante filo conduttore (e sempre marcato da una piacevolissima nota balsamica) 
ma fortemente influenzato, com'è giusto che sia, dall'annata di cui era figlio. Ma questo non serviva lo dicessi io: Mario e Fiorentino non saranno mai produttori di vini fotocopia! (Bacco li abbia in gloria anche per questo!)
Una sola annata divergeva dalle altre, quella della bottiglia numero 8, da molti (me compreso) indicato come vino pirata. (per chi non lo sapesse la bottiglia pirata è un vino differente inserito di proposito in una degustazione cieca). 
Ad assaggi conclusi, dopo aver raccolto pubblicamente pareri ed opinioni di noi tutti, il bravo Mario ha dato lettura delle annate proposte.... un pizzico di delusione nell'apprendere che la 8 non era il vino pirata, bensì una bottiglia  figlia di un anno meteorologicamente molto diverso dagli altri, si poteva forse intuire che la vera pirata fosse la numero 10 dal fatto che Mario chiedeva insistentemente l'opinione su tale vino. Nessuno però aveva segnalato  differenze tali da asserire che quella bottiglia fosse diversa dalle altre undici: rientrava perfettamente nella media!
Nei miei appunti avevo segnalato unicamente una diversità di colore con molta sospensione nel bicchiere, ma attribuivo ciò al fatto che mi fosse stato versato la parte terminale della bottiglia.
Stupore in tutti alla rivelazione che il Rosso Faye campione n° 10 altri non fosse che Chateau Margaux 1993!
Chateau Margaux, non bau bau, micio micio... solo a fare un discorso alla zio Paperone dovrei moltiplicare almeno per 12 volte quanto spendo per una bottiglia di rosso Faye per acquistare la (a questo punto pari) bottiglia del Premier Grand Cru Bordolese. Ma questo a nulla serve, è altra storia.
Torno alla domanda d'apertura: quanto più famosi sarebbero Mario Pojer e Fiorentino Sandri se il loro vino recasse in etichetta, sotto la scritta Rosso Faye, la dicitura Appellation Margaux Controlèe?
Quanto più buono ci sembrerebbe il loro vino se la bottiglia bevuta avesse tale etichetta? Che diamine, non fingiamo: siamo tutti figli dei condizionamenti pavloviani.... il vino sembrerebbe più buono, verrebbe maggiormente valutato e conteso, e soprattutto saremmo disposti a spendere cifre ben maggiori pur di berne una bottiglia.
Non vi era scritto Appellation Margaux Controlèe, ma adesso ho capito che alcune volte si scrive Rosso Faye e si legge Chateau Margaux!
  
AC 
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Degustazioni - Community : Il mondo del vino
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