Saturday 23 january 2010
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12:44
Tendenzialmente tendo a rifuggire dalla frasi fatte, specialmodo da quelle di uso così continuativo da divenire delle vere e proprie
frasi idiomatiche, ed essendo il mondo del vino parte piena della società contemporanea e ovvio che anch'essa
sia piena di frasi fatte: una delle più abusate è quella per cui dietro ad un grande vino vi è sempre un grande uomo....
A volte ciò è vero, ma a volte no: ho bevuto vini bellissimi prodotti da tecnici eccelsi e viticoltori bravissimi, ma con cui, dal punto di vista umano, non
vorrei condividere neanche un semplice caffé, per contro ho conosciuto persone di animo eccezionale ma i cui vini, per motivi contingenti, erano modesti se non tristi!
Fortunatamente nel pomeriggio di mercoledì ho avuto il piacere di bere un grande vino dietro cui vi è un grande uomo: mi
trovavo nelle ben innevate colline del Barbaresco (lo vedete nella foto) ed essendo a pochi chilometri da Cottà, la frazione di Neive, ho deciso di fare una breve visita
all'azienda di Andrea Sottimano. (link)
Andrea è stato ospite del nostro Circolo nel mese di giugno (Ospiti stasera: Piemonte Stellato),
e mi era piaciuto moltissimo il suo vino, ma anche la persona: l'educazione, il rispetto per le idee altrui unito al fermo convincimento delle proprie, la generosità con cui
parlava di vino e di ciò che lo circonda mi aveva convinto che fosse un possibile caso di "grande vino - grande uomo", ed anche per questo avevo piacere di recarmi da
lui.
Malgrado non avessi minimamente annunciato la mia visita, ed Andrea e suo padre Rino fossero impegnati in cantina, mi hanno subito accolto nella loro sala
degustazione dove abbiamo intavolato, di fronte ad uno splendido calice di Barbaresco, (preceduto da un Dolcetto, una Barbera ed un Nebbiolo Langhe) una breve ma significativa discussione.
Da quanto udito ho compreso che l'idea che avevo di Andrea era giusta, e la ritrovavo in modo ancora maggiore nel padre, Rino!
Rino Sottimano è persona molto gentile, ma che giustamente nulla fa per risultare più accattivante nei confronti di chi incontra: è pura espressione di se
stesso, senza finzioni. Spiega con pazienza il suo modo di vedere il vino, di curare le vigne e il suo modo d'intervento (ben limitato) in cantina, e con umiltà dice che il merito della qualità
che propone è solo il frutto della zona dove lui vive e coltiva.
L'ora trascorsa nello scambiare impressioni mi ha convinto che il rispetto per il vino che egli produce è maggiore dei mutamenti di mercato, delle
idee di chi lo commercia e dei desideri di chi lo beve: sei tu consumatore che cerchi il suo vino, non contrario!
Ciò potrebbe sembrare anacronistico nel mondo d'oggi, sempre più votato alla ricerca del "noi accontentiamo ogni desiderio del cliente", invece
sta proprio in questo la grandezza di chi produce Vino con la V maiuscola: non scendere mai a compromessi o scorciatoie ed avere sempre l'umiltà di far capire che è il vino che detta le
regole, non il consumatore!
Ed è questo ciò che fanno a casa Sottimano, Bravi!
AC
Cordialità. Fausto maltelli
Comunque, anche l'avessi fatto, vi troverebbe qualcosa di sbagliato perché "già famoso"?
Se fossi un critico d'arte e scrivessi un ottima recensione su di una pietà dipinta da un pittore sconosciuto avrò di sicuro maggior merito che non se lo facessi per opere già note, ma non per questo posso fingere che l'opera Jérusalem (Golgotha; Consumatum est) di Jean-Léon Gérome sia meno bella di quanto è: se è opera lo rimane per tutti, indipendentemente dalla sua fama!
Continui a seguirci, ne sarò lieto.
Alessandro
Tre bicchieri o non, conosciuto o meno, ciò che secondo me è molto bello, è vedere il vino e giudicarlo, non fermandoci al solo contenuto. Perchè dietro un vino c'è, o dovrebbe esserci, un uomo, c'è un contadino, nel senso più bello ed elegante del termine.
Molti possono sapere chi è Sottimano, i bei vini che fa, ma pochi possono aver avuto la fortuna di conoscere l'anima di quest'azienda.
Trovo poco da saggi bevitori parlare dei grandi, io vorrei leggere le stesse cose riferite a sconosciuti, sbaglio?
Cordialità. Fausto Maltelli
mi chiedo se sbaglio io o se sono gli altri che non mi capiscono, forse è il caso di dire "ai posteri l'ardua sentenza".
Grazie Ale.
Grazie per questo.