SaggiBevitoriBlog di
Alessandro Carlassare
Con un certo dispiacere assisto all’arricciarsi del naso di alcune persone appassionate di vino quando parli del Vin Brulè: sembra quasi si voglia offendere l’intero mondo del vino se solo si prova nel sostenere che questa fantastica bevanda calda a base di vino, prevalentemente rosso, zucchero e spezie (quali chiodi di Garofano, Cannella e scorze o pezzi di Arancio o di Limone, ricetta diversa a seconda della zona di provenienza) abbia una sua piacevolezza
Ed invece è un grande errore: poche cose possono scaldare corpo ed animo come questa bellissima bevanda. Esiste infatti cosa più piacevole, dopo aver trascorso la giornata al freddo, di ritrovarsi nel caldo di una bella baita di montagna intenti nel sorseggiare un tazza di Brulè? La risposta onesta sarebbe... si (ne esistono eccome, che diamine!) ma se torniamo all’esatto momento descritto poche la equivalgono. Ed allora perché arricciare il naso? Certo per preparare una tazza di Brulè non useremo la migliore bottiglia di Gevrey-Chambertin e neanche il Barolo più pregiato che riposa in cantina, bensì un onesto vino rosso che non si sentirà certo dileggiato nell’essere impiegato in tale modo. Alla faccia dei troppi esperti che rifuggono ogni cosa semplice e tradizionale.
Di seguito la ricetta per un buon brulè.
AC
Ingredienti: 1 litro di vino rosso fermo e leggermente corposo, 2-3 stecche di cannella, 15-20 chiodi di garofano; la scorza di 1 arancia o di 1 limone, 150 grammi di zucchero. Si versano in una casseruola il vino, i chiodi di garofano, la cannella, la scorza di limone e poco alla volta lo zucchero. Si mescola a fuoco lento per almeno 10 minuti, sempre a fuoco basso sino al punto di bollore. Spegnere, filtrare con un colino e servire caldo. In alternativa si può bruciare l’alcool (fiammare) al momento del bollore
In alcune zone si utilizza la fettine di mela o l’intera fetta di arancia, in altre dell'anice stellato.
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