Degustazioni

Saturday 3 december 2011 6 03 /12 /Dic /2011 11:41

Mont

 

Nella serata di ieri, venerdì 2 dicembre, conclusiva per l'anno 2011, erano di scena vini di Montalcino e Montepulciano, questo quanto assaggiato:  
  
- Rosso di Montepulciano 2009 - Boscarelli 
- Vino Nobile di Montepulciano 2008 - Lunadoro 
- Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2007 - Le Berne  
 
- Rosso di Montalcino 2007 - Argiano 
- Brunello di Montalcino 2006 - Armilla
- Brunello di Montalcino Riserva 2004 - La Fortuna
                               
A voi che leggete, ed avete assaggiato, ogni commento
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Monday 28 november 2011 1 28 /11 /Nov /2011 22:07

Bisol

So bene che per più di qualche appassionato le parole "Prosecco" e "Verticale" possiedono, quando accostate, tutti i significati del mondo tranne quella di degustazione Verticale....
Per molti il Prosecco può essere un vino a trama verticale, può provenire da vigneti piantumati su colline così ripide da sembrare posti in verticale, e quelli stessi vigneti possono avere un sesto d'impianto a ritocchino, quindi seguendo il profilo verticale, o magari la bottiglia può essere conservata facilmente in verticale, ma le parole Prosecco e degustazione verticale sembrano essere inconciliabili tra loro, al punto di far sembrare la frase "effettuare una degustazione verticale di Prosecco" un ossimoro!
Eppure non è assolutamente così, neanche quando gli anni che distanziano tale verticale sono parecchi, come ha dimostrato ad alcuni giornalisti e blogger, tra cui chi scrive, Paolo Bisol, titolare della Cantina Ruggeri di Valdobbiadene
Nella giornata di mercoledì 23 novembre ci ha ospitati, assieme ai figli Isabella e Giustino, presso il ristorante La Montecchia, per una verticale di uno dei suoi vini più prestigiosi: lo spumante extra dry Giustino B., metodo Charmat.
Il Giustino B. è spumante prodotto per la prima volta con la vendemmia 1995, ed imbottigliato nel giugno 1996, per festeggiare i 50 anni di lavoro nel mondo del vino di Giustino Bisol, padre di Paolo, il quale aveva iniziato la sua attività nel lontano 1946 presso la cantina paterna. 
La verticale prevedeva sei annate: 2010; 2008; 2005; 2004; 2003 e 1996.
L'atmosfera rilassata e piacevole, grazie anche all'ottima interpretazione di Nicola Frasson, il quale ha rinunciato a condurre la degustazione nel modo canonico per intraprendere una più fruttuosa (per noi che ascoltavamo) chiacchierata-intervista con Paolo Bisol, ha permesso di sviscerare al meglio le annate proposte.
Molto corrispondenti all'andamento climatico i vini che mi sono ritrovato nel bicchiere: purtroppo si accusa il metodo charmat di generare uno spumante più figlio della tecnica di produzione che non del territorio di provenienza o dell'annata che lo genera, invece il Giustino B. era aderente come non mai all'anno che lo ha generato! (e alle terre da cui nasce)
Il 2010 era fresco e fragrante come le temperature di cui abbiamo goduto in quell'anno, il 2008 vagava su percorsi più accesi come accese erano le escursioni termiche di quella fine estate, il 2003, pur godendo di una piacevolezza insospettabile rispetto al previsto, si presentava opulento e diverso come il torrido luglio che abbiamo sofferto, mentre il 2004 Annus Mirabilis per la viticoltura Valdobbiadenese (e non solo per quella) era l'apoteosi: vino che andava oltre lo spumante che assaggiavamo, fresco come l'ottobre della vendemmia e pieno come i carri vendemmia dei contadini impegnati nel raccogliere l'uva*, ma il vero miracolo l'ho ritrovato nel 1996... 14 anni di bottiglia assolutamente non percepibili!
Fiori gialli e miele al naso, corpo pieno ed effervescenza mirabile, gusto non più, ovviamente, caratterizzato da note fresche ed acidule e da sentori come pera e mela che il Prosecco normalmente offre, bensì su sentori leggermente abboccati della composta di frutta, mai comunque esagerati o fuori origine.
Al più poteva sembrare un ottimo metodo classico rimasto per 10-11 anni sui lieviti e sboccato da 36-48 mesi, non certo uno Charmat di 14 anni....
Sono grato a Paolo per avermi permesso, nel caso ne avessi avuto dubbi, di ricordare che il vino, quando viene prodotto partendo da uve eccelse e lavorato in modo appropriato, è solo il risultato di un territorio e di un millesimo, e non della tecnica di produzione!
 
P.S. l'asterisco che segue il 2004 lo dimostra: in quell'anno il raccolto è andato oltre ogni più fervida speranza per quanto concerne le rese quantitative, eppure l'uva era eccellente, con elevata acidità ed aromaticità unica, ed ha fornito il miglior vino del decennio.
Questo dimostra che solo la natura decide cosa può generare una grande annata!
(che, al limite, il vignuaiuolo può rovinare...) 
 
AC
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Tuesday 8 november 2011 2 08 /11 /Nov /2011 14:20

zonta1

 

Nella serata di venerdì 4 novembre, ospiti Adriano e Stefano Zonta dell'azienda Agricola Due Santi di Bassano del Grappa (VI), abbiamo assaggiato i seguenti vini: 
 
- Campo dei fiori 2010
- Breganze Cabernet 2007
- Breganze Cabernet 2008
- Cabernet Due Santi 2007
- Cabernet Due Santi 2008
- Cabernet Due Santi 2000
 
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Monday 10 october 2011 1 10 /10 /Ott /2011 16:44

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Sei vini sei saggi, anche se in origine era cinque vini cinque saggi, è una delle serate più intime del nostro circolo. La serata più vera e spontanea. L’emozione dei presentatori, la voce tremolante e la passione che si percepisce, rende questo momento davvero speciale tanto da far passare quasi in secondo piano i vini proposti. E’ toccato a Damiano Cocco fare gli onori di casa e presentare i sei saggi che hanno voluto condividere con gli amici il vino che più li ha colpiti nell’ultimo anno.

- Linda Gallo ha aperto le danze dapprima con un video autoprodotto degno di una produzione Rai e poi con il servizio di una Rabiosa Bianco sur lie 2008 di Lino Forner da Monfumo, davvero intrigante.

- Andrea Capuzzo con il Brut Villa Persico 2010 ha presentato il secondo vino, uno Chardonnay e Pinot Grigio proveniente da Villorba e spumantizzato in autoclave.

- Quindi Guido Chiavelli con un Sangiovese marchigiano più precisamente il Rosso Roccafiore 2008 di Cantina Roccafiore.

- A seguire Franco Boschetto con il Trebbiano Vigna Vecchia 2010 di Collecapretta;

- Damiano Coco e nuovamente Linda per il Seneca 2007 di Ida Agnoletti

- E per finire Piero Rigo con un vino australiano più precisamente il Yellow Tail Shiraz 2009 di Casella Wine . 

Serata pregna d’emozione: a voi che leggete, ed avete assaggiato, ogni commento. 

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Tuesday 13 september 2011 2 13 /09 /Set /2011 09:12

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Il “abbiamo assaggiato e adesso giudichiamo” di questo mese è insolito, dato che  il vino non è proprio il protagonista del nostro primo venerdì. Andrea Scanzi, giornalista della Stampa, de Il Fatto e scrittore, ha chiacchierato con noi per due ore piacevolissime vagando tra il mondo del vino, della musica e dello sport. Un nuovo amico per circolo, capace di ipnotizzarci e tenerci sotto scacco bombardati da innumerevoli concetti e spunti di riflessione. Il suo ultimo libro, “il vino degli altri” Mondadori Edizioni, è una sorta di viaggio nel mondo di Enolandia dove Andrea descrive con ironia e con uno stile letterario fresco e piacevole produttori, vini e luoghi.  Con lui abbiamo immaginato una chiacchierata collettiva all’Osteria dei Saggi Bevitori davanti ad un Prosecco di Silvano Follador con la presenza di Alberta nonostante il primo giorno di vendemmia, con Il Lautizio (ciliegiolo) di Collecapretta, e il Taibane della Az. Agr. La Biancara di Angiolino Maule alla presenza del figlio Francesco.

Gianpaolo Giacobbo

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Saturday 7 may 2011 6 07 /05 /Mag /2011 15:45

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Teobaldo Cappellano: ricordo del barolista per antonomasia. Cappellano, Barolo. Non servono altre parole, e suo figlio è con noi.

Nella serata svoltasi venerdì 6 maggio, ospite l'azienda Teobaldo Capellano nella piacevolissima persona di Augusto Capellano abbiamo assaggiato i seguenti vini:
 
- Dolcetto
- Barolo Rupestris 2004  
- Barolo Franco 2004 
- Barolo Chinato   

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Thursday 5 may 2011 4 05 /05 /Mag /2011 14:23

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Come tanti, come molti, anch'io temevo (e forse in parte ancora temo) che l'idea dell'allargamento della zona di coltivazione della Glera atta a dare Prosecco sia un errore: non so quanto la riserva del nome a livello internazionale valga la contropartita di vedere coltivata su terreni di pianura, per nulla atti a dare qualità, quest'uva, ma solo il tempo potrà dare la giusta risposta.
Per certo l'allargamento della zona ha fatto si che molti produttori rientranti nelle due DOCG abbiano ricevuto uno sprono per innalzare la qualità, e visto che la qualità si fa in vigna lo stimolo era ciò che serviva per dare il giusto slancio ai bravi viticoltori troppo spesso considerati figura secondaria rispetto all'enologo di cantina. 
Di sicuro già molti produttori hanno intrapreso la strada della qualità assoluta ricercata in vigna, senza se e senza ma: di fronte ad una verticale di 4 anni del Grave di Stecca, dal 2007 al 2010, dove, oltre ad una coerenza stilistica e gustativa fantastica, ciò che ti fa rimanere esterrefatto è un'incredibile tenuta temporale non puoi che pensare (ed in modo molto convinto) a ciò!
La stessa cosa non posso evitare di pensarla quando assaggio il Col dell'Orso, visto che da oltre 10 anni riesci a stupirmi come la prima volta per l'inarrivabile mineralità, oppure quando penso al percorso intrapreso dai Fratelli Spagnol: degustare il Col del Sas oggi (specie nella versione Brut) e ricordare il pregresso ti fa capire che la "sfida" del futuro la costruisci solo attraverso il duro lavoro di vigna. E potrei continuare con molti altri esempi se non temessi di annoiarVi.
Mi permetto però di citarvi l'ultimo esempio avuto, visto che mi è stato dato l'altra sera: per un autentico e fortuito caso mi sono ritrovato in cantina dei fratelli Follador (Cantina Silvano Follador) per incontrare delle persone in visita presso di loro.  
Con la consueta e sempre squisita ospitalità Alberta mi ha chiesto se volevo assaggiare il loro Cartizze anche se di recentissimo imbottigliamento... siccome ad un calice di buon vino non riesco a dire no, ho accettato pronto a pagare il dazio per tale operazione appena compiuta. .
Portare il calice prima al naso e poi alle labbra, raccogliere le splendide impressioni ed apprendere che tale spumante era stato prodotto con un residuo zuccherino praticamente pari a zero è stata un'unica autentica poesia. Ripeto, zero di residuo zuccherino!
Per una volta ho trovato (come sempre dovrebbe essere) un Cartizze la cui piacevolezza si basava unicamente sulla sua struttura: mai eccessiva ma comunque di corpo, su di una morbidezza intrinseca e naturale dovuta alla polpa dell'uva e non agli zuccheri aggiunti, su di una mineralità mai sfacciata ma sempre presente, su una "decisone" gustativa, all'assaggio, veramente mirabile.
La poesia è stata nel bere un vino che per una volta si è dimostrato Re, rispetto all'altro Prosecco, non per gli zuccheri o la particolare effervescenza (aggiunta dell'uomo e di autoclave) ma per la sostanza con cui è stato fatto, derivante unicamente dal terreno e dall'ottima coltivazione (frutto della natura - terreno - e del lavoro dell'uomo in vigna).
Di fronte a tale vino, e ricordando gli altri vini citati in apertura (ed i tanti non citati), non posso che rincuorarmi ed essere certo che nessun scompenso, per chi lavora con serietà, potrà venire dall'allargamento della zona di produzione: il territorio vince sempre, ed il territorio non è la pianura per quest'uva!
Ed in più ho potuto comprendere che lo zero, a volte, è numero di valore assoluto... 
 
AC
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Sunday 3 april 2011 7 03 /04 /Apr /2011 17:02

 

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Oltre lo Champagne: quando lo spumante Francese non è Champagne...
Nella curiosa serata svoltasi venerdì 1 aprile, incentrata sugli spumanti francesi prodotti con metodo classico ma non provenienti dalla regione dello Champagne, abbiamo assaggiato i seguenti vini:
 
- Touraine Methode Traditionelle Brut  -  Arnaud Laurent 
- Cremant d'Alsace Brut  -  Lucien Albrecht 
- Cremant d'Alsace Brut 2009  -  Fernand Engel 
- Blanquette de Limoux Brut 2008  -  Domaine Astruc
- Cremant de Limoux  -  Maison Guinot  

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Saturday 5 march 2011 6 05 /03 /Mar /2011 15:03

Casa Inferno Nino Negri

 

Nella coinvolgente ed appagante serata di ieri, venerdì 4 marzo, ospite l'azienda Nino Negri, ed esaustivamente condotta dall'enologo Casimiro Maule (con l'appoggio esterno di Cristian Scrinzi e la gradita presenza di Roberta Speronello e Riccardo Ravasio) sono stati assaggiati i seguenti vini:
 
- Cà Brione, Bianco delle Terrazze Retiche di Sondrio 2009
- Le Tense, Sassella Valtellina superiore DOCG 2007
- Carlo Negri, Inferno Valtellina superiore DOCG 2006
- Vigneto Fracia, Valtellina superiore DOCG 1999
- Sfursat di Valtellina DOCG 2007
- Sfursat 5 Stelle di Valtellina DOCG 2006
  
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Thursday 24 february 2011 4 24 /02 /Feb /2011 18:53

st. speciale

Nella serata di ieri, speciale dedicata agli Champagne vintage, e condotta da Gianpaolo Giacobbo (persona che vanta grandissima esperienza su tali vini) sono stati assaggiati i seguenti Champagne:
 
Champagne Paul Bara 1990 Cuvee Grand Cru 100%
Champagne Ayala 1982 Cuvee Vintage Brut
Champagne Besserat de Bellefon 1979 Cuvee Brut Rose
Champagne Paul Bara 1973 Cuvee Grand Cru 100%
Champagne Teophile Roederer 1966 Cuvee Brut Vintage
Champagne Moet et Chandon 1953 Cuvee Brut Imperial
 
A voi che leggete, ed avete assaggiato (fortunati), ogni commento.

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Questo blog non è, ne vuole essere, una testata giornalistica: viene aggiornato mantenendo una periodicità quasi quotidiana, a pura discrezione di chi lo scrive, pertanto non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2010.

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PROFILO DEL BLOG

Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it 

Sede operativa: C\O Asolo Golf Club 
La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034  Cavaso del Tomba (TV), la puoi individuare premendo premi qui, oppure tramite Google Maps premendo qui

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