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Tuesday 10 january 2012 2 10 /01 /Gen /2012 14:46

pich

Conosco la famiglia Pichierri da oltre vent'anni, e mi faccio vanto di essere loro amico: amico con la profondità che tale termine può avere per persone così vere come sono i Pichierri. 
Ma soprattutto conosco i loro vini, su cui ergo a miei preferiti il Primitivo di Manduria Passione ed il Mamma Teresa, cui ho dedicato questo mio intervento due anni fa (questo)
Per questo leggendo il post quotidiano di Vino al Vino mi è stato impossibile non pensare "come vorrei averlo scritto io".
Ho subito chiesto permesso a Franco Ziliani di ripostare il suo intervento in modo integrale: questo non servirà certo a rendere maggiore popolarità ai Pichierri ed a Vino al Vino (non posso immaginare che qualcuno tra i miei lettori non conosca Vino al Vino) ma rende merito ad un vino grandioso e a delle persone profonde e vere, tanto per parte Pichierri quanto per parte Ziliani.
Buona lettura.

Da Vino al Vino il post di Franco Ziliani (che potete leggere in originale qui)

E’ stato uno dei momenti più belli della fortunatissima, perfettamente riuscita e splendida edizione 2011 di Radici del Sud, la visita di tutto il gruppo dei componenti della giuria internazionale di esperti (da Jancis Robinson a Jeremy Parzen, da Jo Cooke a Piotr Kamechi, Pierre Casamayor, Marek Bienczyk, David Berry Green, Jane Hunt, Elisabeth Babinska Poletti, Hervé Lalau, Ryan Opaz, oltre a Francesco Bonfio e Maurizio Gily) nella storica, felicemente “sgarrupata” e tutt’altro che pensata per stupire con effetti speciali (anche se in fondo non mancano), cantina di Sava a quel punto di riferimento assoluto nel panorama del Primitivo di Manduria che è Vittorio Pichierri, alias Vinicola Savese.
Momento bello, indimenticabile, non solo dal punto di vista dei vini, tanti, di qualità assoluta assaggiati (tutti noi ricordiamo la sfolgorante grandezza di un Primitivo 1975, uno dei più grandi vini del Sud da me mai degustati, un vino che smentisce la (falsa) idea che i vini del Sud ed il Primitivo non possano evolvere splendidamente nel tempo), ma soprattutto dal punto di vista umano, per la calda, commovente, accoglienza di Vittorio Pichierri, “il Bartolo Mascarello del Primitivo”, l’ultimo dei Mohicani, uno che la storia del Primitivo la conosce perfettamente (e anche quella di Primitivo che diventavano miracolosamente… “Amarone della Valpolicella”…), e della sua famiglia.
E così, assaggio dopo assaggio, dai contenitori interrati vetrificati ove avviene la maturazione e l’affinamento, e poi dalle bottiglie, delle svariate tipologie di Primitivo di Manduria, abbiamo trascorso alcune ore entrando nel cuore del Primitivo, cogliendone tutte le sfaccettature e modalità di espressione, la sua nobiltà.
Questo non solo per merito delle indubbie capacità di Vittorio Pichierri (da cui ero già stato in visita con altri wine writer stranieri, Patricia Guy, Rosemary George MW, Kyle Phillips, Wojciech Bonkovski) nel novembre 2009 – vedete qui) di coglierne, anno dopo anno, come umile servitore del vino, la verità, la sua unicità, ma anche grazie al particolare terroir di cui Pichierri dispone, perché come si legge sul sito Internet aziendale “il territorio di Sava ha sempre rappresentato un eccezionale patrimonio per l’enologia regionale, qui infatti i terreni calcareo argillosi ben si prestano alla coltivazione della vite. In modo particolare il Primitivo.
In passato il Primitivo veniva definito “Vino di Sava” o “Primitivo di Sava“, a testimonianza della provenienza delle uve. Con il tempo assunse il nome di Manduria, dalla cui stazione veniva spedito su cisterne in partenza per il Nord, e su queste cisterne cariche di Primitivo veniva affisso il nome della stazione di partenza,  per l’appunto Manduria. Fu così che si affermò come Primitivo di Manduria”.
La storia di questa cantina, che è emozionante visitare, con serbatoi d’acciaio, cisterne sotterranee, capasoni (giare) di terracotta dove si affinano lungamente i vini, damigiane, a formare un insieme variopinto che aveva inizialmente stupito gli ospiti stranieri ma che poi è apparso in linea con l’autenticità assoluta, la poesia, la mancanza assoluta di furbizia e di ogni tipo di falsa rappresentazione nel proporsi all’esterno (ai clienti come alla stampa, ad esempio) che caratterizza l’azienda viene da lontano.
“La storia della nostra azienda è legata a una grande figura paterna: Gaetano. Contadino di nascita, affinava le sue conoscenze di vignaiolo nelle cantine savesi che, nei primi del 900, erano conosciute in tutto il territorio nazionale grazie anche agli enologi Amerigo Mancini e Guido Calò.
Nell’immediato dopoguerra la famiglia Pichierri, guidata dalla figura paterna, cominciò per proprio conto la produzione di vini scelti nelle proprie cantine, lasciando ai figli Cosimo, Vittorio, Roberto e Aldo il compito di continuare la grande tradizione.
Negli anni ’70 questi avviavano l’imbottigliamento, per divulgare meglio la produzione vinicola di Sava. La parola d’ordine per la cantina dei Pichierri è ormai e per sempre: perseguire la migliore qualità per i tipi secco e dolce naturale”, da veri e propri “artigiani del Primitivo”.
E così poco dopo il Natale, in una giornata un po’ malinconica e fredda, ho pensato bene di ritrovare il calore di quei giorni bellissimi di Radici del Sud spesi nel segno dell’amicizia, dell’entusiasmo e della passione, stappando una bottiglia di uno dei vini simbolo di Pichierri, di quella particolare tipologia, Primitivo di Manduria dolce naturale, che a fine 2010 è diventata Docg, la prima Docg pugliese.
Ho scelto il Primitivo di Manduria Dolce naturale Passione annata 2003, che nasce da una selezione accurata di uve Primitivo provenienti da vigneti ad alberello basso (circa 3000 ceppi ettaro) con resa bassa naturalmente limitata a 30-40 quintali. Un vino prodotto “solo in annate particolari e molto rare. L’uva è vinificata con metodi tradizionali dopo un periodo di appassimento sulla pianta.
La fermentazione avviene a temperatura controllata (22/24°C) ed il vino è conservato in contenitori interrati vetrificati ove avviene la maturazione e l’affinamento. Si completa l’invecchiamento in barrique e giare in terracotta per circa 8 mesi, esaltando le caratteristiche intrinseche del vitigno. Giunto a maturazione, viene stabilizzato e imbottigliato a freddo per non alterare le sue caratteristiche naturali”.
Un vino dalla gradazione importante, ovvero 17 + 3,5°, ovvero 20.5% vol. presentato in bottiglia da 500 ml. Vino che l’azienda propone come ideale con i dessert, “per grandi momenti di meditazione. Trova la sua massima esaltazione con torta di cioccolato e cioccolatini cru di fondente. E poi con pasticceria secca di mandorla, amaretti, crostate di frutta, fichi mandorlati, castagne del prete, cioccolato piccante”.
Io l’ho sperimentato su paste di mandorla (siciliane e non pugliesi) e su fichi secchi, avendo risultati diversi.
Colore rubino intenso che vira su note granate e una leggera unghia scura ambrata mogano, denso e con archetti viscosi nel bicchiere, naso denso, fittissimo, avvolgente, carnoso di grande densità, suadente, con note di uvetta, canditi, fichi secchi con mandorle e noci, frutta secca, accenni di liquirizia castagne e marron glacé, ricordi di prugna secca, una leggera speziatura, sfumature tra il selvatico e il catramoso, con cera d’api, accenni resinosi, pepati selvatici e quasi animali, a comporre un insieme che ha una bella tensione ed energia che non si siede e non si compiace di una propria grassezza e dolcezza ma rimane ben teso chiudendo su ricordi di macchia mediterranea e mirto.
La bocca appare più asciutta di quel che lascerebbe presagire nei profumi, più austera, rigorosa, meno dolce e fondente del previsto, ma si apre progressivamente, mostrando un insospettabile tannino e una sapidità quasi salmastra.
Il vino si allarga progressivamente in bocca con un’indomita componente tannica che non ti aspetteresti (Pichierri lo definisce “più che giustamente tannico”), una dolcezza calibrata, una grande materia ricca e integra che si dispone ampia e nervosa sul palato.
Davvero sorprendente l’integrità che emerge anche quando lo abbini a qualcosa di molto dolce come un fico secco Con la pasta di mandorla il Passione 2003 si ammorbidisce e trova un equilibrio davvero mirabile concedendosi pastoso e davvero sano.
Come non essere grati a Vittorio Pichierri per il suo lavoro, la sua tenacia, la sua voglia indomita di servire, senza arroganza e presunzione, senza atteggiarsi a fenomeno, la causa del Primitivo?

Di SaggiBevitoriBlog - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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Monday 12 december 2011 1 12 /12 /Dic /2011 05:19

lavoro

In questi giorni, causa impegni lavorativi, non posso dedicare al blog il tempo e la dedizione che esso richiede, e pertanto non riuscirei a rivolgermi, a voi tutti che cortesemente mi leggete, con la dovuta attenzione.
Per questo preferisco rinviare ogni post a lunedì prossimo, 19 dicembre: da quel giorno dovrei riappropriarmi del tempo necessario per scrivere il blog con la cura che esso merita.
Mi scuso se vi siete collegati a vuoto nella settimana appena trascorsa.
 
A lunedì prossimo.
Alessandro
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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Monday 14 november 2011 1 14 /11 /Nov /2011 09:04

blog

Lo ammetto: quest'anno i periodi di improvvisa sparizione di ogni mio intervento e post è cosa che si è ripetuta spesso (troppo spesso) e per troppo tempo...
Come ben sa chi di voi mi legge con una assiduità questo blog lo scrivo esclusivamente nel tempo libero (che, ahimè, è sempre meno) ma questa volta i miei quindici giorni di assenza sono dovuti al blog stesso, per questo ritengo doveroso spiegarne a voi tutti il motivo.
Questo blog è nato in modo un po' strano: doveva essere uno strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori, specie di quanto si degusta nel corso della riunione del primo venerdì del mese, e solo secondariamente come punto di riflessione sul vino espressa da chi lo cura (il sottoscritto).
Qualcuno obbietterà che forse era meglio se fosse nato come forum, ma non avendo io le competenze per costruire un forum ho ripiegato su di un più semplice (dal punto di vista della struttura informatica) blog.
Solo che il blog è stato interpretato, grazie alla vostra cortesia nel seguirlo, sempre più come tale e sempre meno come forum, al punto che il numero dei lettori ha in breve superato il numero stesso dei soci e dei simpatizzanti del Circolo: i primi 6 lettori (certamente tutti soci) sono cresciuti sino a raggiungere, sei mesi dopo la nascita, la media dei 500 lettori e trasformarsi poi, a distanza di due anni e mezza, nell'attuale numero di oltre 7.000 lettori con punte anche doppie e più, come nel caso della ripubblicazioni dell'articolo della Drosophila Suzukii da parte di tanti colleghi blogger (che ringrazio ancora), vedi qui!
E questo sempre a fronte dei 100 soci che compongono il nostro Circolo.
Ovvio che un numero di lettori simili non mi permetta più di concepire questo blog come ho fatto sin'ora: per quanto io cerchi di essere imparziale ed asettico è ovvio che la pubblicazione quotidiana, sia sempre più il mio punto di vista e sempre meno un "pensiero comune" del Circolo stesso: se riuscissi a fare ciò sarei un mago della democrazia...  
D'altra parte un blog è, per stessa definizione, un diario digitale: in informatica un blog è un sito web gestito da una persona o da un ente, in cui l'autore (blogger) pubblica più o meno periodicamente i propri pensieri, opinioni, riflessioni e considerazioni. Come, per l'appunto, una sorta di diario digitale.
Ammetto che il direttivo del Circolo non ha mai avuto la minima ingerenza su quanto pubblico, ma sono io che mi sento a disagio nei loro confronti, e pertanto ho deciso di dare una netta svolta al blog ed alla comunicazione.
Pur mantenendo (con piacere e con onore) il riferimento per cui è nato, nel prossimo periodo farò una profonda rivisitazione dei riferimenti, della grafica e dei contenuti, in modo tale che chi mi segue possa comprendere che ogni giudizio, pensiero o parere espresso è solo frutto del mio pensiero e del mio modo di interpretare il vino (e quindi, quando negativo, addebitabile solo al sottoscritto).
Devo ancora decidere se cambierò nome, indirizzo o altro, per adesso posso solo dire che questi quindici giorni mi hanno permesso di comprendere come io non possa più trincerarmi dietro ad una sigla e ad un simbolo, e che correttamente debba adoperarmi per risolvere tale incongruenza.  
Sino a fine anno (oramai manca poco) cercherò di essere il più duttile ed asettico possibile, dopo di che nascerà un "nuovo" blog.
Mi scuso con tutti, con coloro che si sono collegati a vuoto in queste due settimane, ma la decisione meritava una profonda e corretta riflessione.
Da domani cercherò di applicare (seriamente) la cadenza quotidiana di pubblicazione.
 
Alessandro
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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Thursday 20 october 2011 4 20 /10 /Ott /2011 14:33

 

grazie

Questo post non lo scrivo come blogger, come pseudo esperto o pseudo degustatore oppure come persona introdotta nell'ambiente vino, lo scrivo come semplice persona che ama il vino e che lo beve: come consumatore!

E' un post con il quale voglio ringraziare due persone, Filippo Ronco e Franco Ziliani (persone che nel mondo vino non abbisognano certo di presentazione, ma che per correttezza descrivo: curatore e tra i principali animatori di Tiguliovino e creatore di Vinix il primo, e persona che ha creato Vino al vino e Le mille bolle blog - oltre a tantissime altre cose - il secondo) le quali hanno avuto la gentilezza di riservare dello spazio per riprendere un mio post sulla Drosophila Suzukii : questo e questo.

Non li voglio ringraziare per il solo piacere di essere ripreso dai loro seguitissimi blog (cosa che comunque da sempre soddisfazione, ma per cui preferisco un grazie espresso attraverso una semplice e diretta mail) quanto per il fatto per aver dedicato tempo e spazio ad un argomento magari noioso e tecnico ma basilare se si vuole continuare a bere vino.

Dopo aver interpellato moltissimi esperti nelle due settimane appena trascorse ho la quasi certezza che ci troviamo di fronte alla più grave crisi che il mondo del vino si troverà a vivere dopo la filossera, basti un solo dato per comprendere a cosa ci troviamo di fronte: si stima che in Italia, tra piccoli frutti ed uva, il danno prodotto dalla D. Suzukii nel 2011 sia prossimo ai 3,5 milioni di euro... bene, nello stesso anno gli Stati Uniti d’America hanno speso 5 milioni di dollari per lo studio di soluzioni contro quest'insetto, ovvero una cifra superiore all'intero danno da noi subito. (5.000.000 milioni di dollari equivalgono a 3.615.000 euro)

Da piccolo blogger posso tranquillamente essere certo che con i loro post hanno perso lettori: è molto più appassionate leggere articoli riguardanti le guide, leggere i pettegolezzi su Tizio o Caio, oppure analizzare post in cui si descrive il misconosciuto vino proveniente dalla valle del menga rispetto al leggere di un noiosissimo e palloso post su di un devastante insetto...

Ma siccome loro sono veri appassionati di vino poco gli importa dei potenziali lettori che perdono per un giorno, preferiscono dedicare tempo e spazio alla cosa più importante del momento: quella che rischia di faci bere poco vino nei prossimi anni!

E per questo che, come amante del vino, non posso esimermi dal dire loro grazie: grazie Franco, grazie Filippo!

Alessandro

 

AC

Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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Tuesday 11 october 2011 2 11 /10 /Ott /2011 16:08
titanicBuongiorno,
l'assoluto silenzio della scorsa settimana (nessun post pubblicato) non si deve ne ad impegni di lavoro o personali, ne ad impedimenti di sorta difficilmente giustificabili, bensì all'aver dedicato ogni momento libero (e sono pochi, sempre troppo pochi) per leggere quasi tutti i blog e i siti a sfondo enoico sufficientemente messi in rilevo da Google. (anche quelli esteri: per questo ringrazio traduttore di google...)
Il frutto della mia ricerca è presto detto: avevo piacere di vedere se qualcuno (uno, due mica mille) aveva avuto la voglia ed il piacere, o meglio il dispiacere, di affrontare un  tema su cui avevo scritto pochi giorni addietro qui nel blog: la Drosophila Suzukii (Drosophila Suzukii:tacere non risolve il problema!).
Il risulto è stato zero, anzi zero virgola zero periodico, il nulla!
Ho pensato che ciò fosse un bene "se nessuno ne parla è perché l'argomento viene sopravalutato ed è privo dell'importanza che io le stavo attribuendo".
Però venerdì, punzecchiato dal fatto che l'argomento mi veniva ribadito nella sua possibile tendenza a divenir catastrofe da Mario Pojer, uomo che conosce molto bene la vigna ed il cui buon utilizzo di materia grigia non è secondo a nessuno, ho cercato un'altra strada, quello della scienza degli istituti di ricerca.
Con l'aiuto dello stesso Mario e di molti suoi colleghi (intesi come vignaiuoli) ho contattato ricercatori e ricercatrici di mezz'Italia, ricevendo risposte che nelle loro ovvietà sono a dir poco preoccupanti... queste la media delle risposte:
D- In realtà quanto dobbiamo preoccuparci di questa Drosophila Suzukii?
R- domanda difficilissima, proprio perché l'argomento non lo conosciamo bne non appartenendoci: è la prima volta che attacca in modo così aperto ed evidente sull'uva, e se le cose quest'anno sono andate bene è anche grazie ad una vendemmia precoce e non condizionata dalla pioggia. certo prima di dormire sonni tranquilli sarebbe meglio interessarsi.
D - Questo lo capisco, ma, ad esempio, se quest'anno ci fossero state piogge battenti e vendemmie in tempi classici cosa si sarebbe potuto registrare?
R - Chi lo sa... in talune zone si potrebbe ipotizzare una perdita totale del raccolto, di certo vini da uve sovramaturate non se ne sarebbero raccolte da nessuna parte..
D- Ma se la situazione è così grave perché non se ne parla?
R- Semplice: politica e baroni mal volentieri vogliono creare allarme per una cosa che non si conosce, men che meno "disturbare" l'opinione pubblica. Se volete che se ne parli dovete darvi da fare voi che fate comunicazione "non istituzionale": blog, forum, eccetera..
 
Questo è quanto ho raccolto (di media): alcuni ricercatori mi hanno detto che non vale la pena di perdere più di tanto tempo, e che  la situazione viene sopravalutata, altri (la stragrande grande maggioranza) che è meglio essere giustamente preoccupati, infine alcuni mi hanno presentato uno scenario catastrofico, stile Titanic quando l'ingegnere Tomas Andrews comunica al capitano ed agli ufficiali che la nave non si sarebbe assolutamente salvata.
Ora se il ruolo dell'informazione "non istituzionale" è quella di agitar le acque ho paura che non si salverà nulla: leggendo e rileggendo mi sono imbattuto in un'enorme serie di articoli su quanto sia importante non produrre vino con i solfiti (che palle....), molti giudizi su vini imbottigliati ieri e che andranno bevuti tra dieci anni (per il solito dono della preveggenza) ed infine una serie di sciocchezze arcinote trite e ritrite. (ai gruppi presenti in facebook il trionfo delle sciocchezze: i blog, per fortuna, ne sono quasi assenti).
E temo che il ruolo del'informazione non istituzionale sarà pari a quella dell'orchestra del Titanic: allietare i passeggeri nel mentre che la nave sta affondando... (quando oggi faremmo ancora in tempo a gridare "attenti all'iceberg!!")
 
AC
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Monday 26 september 2011 1 26 /09 /Set /2011 20:40

grav

 

Venerdì 30 settembre Sandro Sangiorgi racconta Josko Gravner.

Per informazioni e prenotazioni : info@saggibevitori.it

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Monday 12 september 2011 1 12 /09 /Set /2011 13:48

Colber (65)

Negli ultimi tre giorni ho ricevuto parecchie mail da parte di lettori di questo blog (e li ringrazio per ciò) i quali mi chiedono il perché del mio improvviso silenzio.... nessuna pausa di riflessione ne mancanze di idee o pensieri, semplicemente vivo un periodo intensissimo di lavoro, al quale unisco nel poco tempo libero (che è proprio poco) il mio impegno per aiutare nelle operazioni di vendemmia.
Preciso che la mia è vendemmia "a tempo perso" di chi presta la propria opera alla sera ed alla domenica per essere d'aiuto alle persone più care, però non è più vendemmia da spettatore: grazie agli amici enologi, agronomi, ai produttori ed ai viticoltori che non lesinano mai insegnamenti, suggerimenti e consigli, mi posso permettere un pensiero, rispetto agli scorsi anni, più profondo su quanto ho visto, raccolto ed assaggiato.
Ed è un pensiero che ritengo abbastanza incisivo, che non esiterò a condividere con voi tutti nei prossimi giorni.
Per due giorni portate ancora pazienza, poi torno per riferirvi tutto... 
 
AC
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Tuesday 26 july 2011 2 26 /07 /Lug /2011 13:42

dav-go

Lo ammetto, il presente post potrebbe sembrare auto celebrativo e vanesio, ma in realtà non vuole affatto esserlo: in questo post voglio solo dimostrare che se le regole ci sono, se vengono ricordate, ma soprattutto se vengono applicate ottengono lo scopo per cui sono state create!
Ricordate l'articolo che ho scritto lunedì 18 giugno? Errore stellare per Costellation, nel post comunicavo una grande incongruenza, questa: l'azienda Ruffino ha posto in commercio uno spumante Prosecco DOC, quindi un vino prodotto con uve coltivate nelle zone preposte, oppure (ma non credo) con uve provenienti da zone DOCG ma declassate, pertanto prive di ogni diritto di citare la loro zona di provenienza. 
Fin qui era tutto regolare, peccato che Costellation, grandissimo gruppo e proprietario del marchio Ruffino, nonché distributore sul mercato Statunitense di tale Prosecco, scrivesse nel proprio sito quanto segue a riguardo di tale prodotto: an extra-dry style, the 100 percent glera (Prosecco) grapes are sourced from the hilly areas of Valdobbiadene, one of the best-known regions of Prosecco production in the Veneto region of northwestern Italy" ovvero  "E un (vino) in stile extra-dry, ed il 100 per cento delle uve Glera (Prosecco) provengono dalle zone collinari di Valdobbiadene, una delle più note zone di produzione del Prosecco del Veneto nel nord-ovest d'Italia".
Fortunatamente il Consorzio di Tutela del Prosecco ha letto il mio post e si attivato per compiere il proprio compito (tutelare, per l'appunto...), e deve essere intervenuto con un certo vigore visto il risultato: oggi, infatti, nel sito di Costellation si trova scritto:  An extra-dry style, the 100 percent glera (Prosecco) grapes are sourced from highly sought after vineyards located in the Northeastern regions of Italy ovvero E un (vino) in stile extra-dry, ed il 100 per cento delle uve Glera (Prosecco) provengono da vigneti molto ricercati situati nella regione del nord est d'Italia... lo potete vedere qui. (e ci ricollocano nel nostro posto: il nord-est)
Mi fa piacere quanto si è ottenuto perché è stato ristabilito un diritto sacrosanto, ovvero poter citare il nome di una zona (in questo caso Valdobbiadene) anche nel materiale informativo/pubblicitario solo avendone il diritto...
Sembra poco, sembra niente, ma in realtà è questo che sta alla base di un vino DOCG: evitare che qualcuno ne "sfrutti" la gloria, anche solo per caso.
Un plauso quindi al Consorzio per il suo intervento, un plauso ai tantissimi produttori che mi hanno fatto i complimenti per aver segnalato tale stortura, ed un plauso anche a Costellation: va reso l'onore delle armi a chi, prontamente, corregge i proprio errori!
A volte Davide può ricordare le regole a Golia, e vederle applicate, senza dover impugnare la fionda.... 
 
AC
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Thursday 14 july 2011 4 14 /07 /Lug /2011 10:41

Rally

Sono convinto che quanto accaduto domenica 3 luglio a Santo Stefano Belbo sia passato un po' troppo sotto tono, decisamente sotto tono: capisco che essendo la gaffe occorsa agli organizzatori del Rally del Moscato più simile ad una dissacrante gag del fantastico duo Totò - Peppino che non ad una situazione ufficiale, si faccia di tutto per farla passare in sordina, ma proprio perché la gaffe è oltre i limiti del tollerabile essa va denunciata e divulgata ben oltre quanto stanno facendo i pur bravissimi blogger piemontesi (come, ad esempio, questo e questo).
Raccontarvi quanto accaduto è molto semplice: nei giorni di sabato 2 e domenica 3 luglio si è svolto, sulle colline Astigiane poste attorno a Santo Stefano Belbo, luogo di produzione delle uve Moscato per Asti e Moscato DOCG, la gara automobilistica denominata Rally del Moscato giunta alla decima edizione.
Manifestazione che teoricamente dovrebbe servire anche per promuovere il territorio (almeno così mi si dice ogni volta che mi arrabbio perché chiudono le strade del monte Grappa o del monte Tomba per far svolgere il Rally della Marca: è manifestazione che serve per promuovere il territorio... ((sic!)), al punto che, oltre a chiamarsi Rally del Moscato ed a svolgersi nei luoghi dove viene prodotto, vede coinvolte molte autovetture sponsorizzate da produttori di tale vino.
Nulla da ridire: la cosa ha un senso e va accettata anche da chi non ama tali manifestazioni, peccato però che il Rally del Moscato veda il vincitore brindare con un lucente magnum di Prosecco... 
Avete letto bene: il vincitore della gara si è visto consegnare una magnum di Prosecco per il consueto brindisi di fine gara!
Capisco l'ignoranza di molti cronisti sportivi, i quali attribuiscono il ruolo di Champagne ad ogni "bottiglione" di Metodo Classico, Cava, Franciacorta ecc, con cui gli atleti brindano e festeggiano a fine gara (come ho scritto qui), ma che gli organizzatori di un Rally intitolato al celebre vino Piemontese consegnino una magnum di un vino Veneto ha del ridicolo.
Per l'amore che vanto verso il Moscato (e verso il Prosecco) e per il rispetto che provo per i produttori di tali vini, non mi sottraggo dal ruolo di comunicare a voi tutti (che non lo conoscevate) tale episodio, e nello sconsigliarvi la frequentazione di chi cura la premiazione del Rally del Moscato: a mio parere di vino non capisce un benemerito ...azzo! 
 
AC
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Wednesday 18 may 2011 3 18 /05 /Mag /2011 21:14

blog

Diciamolo in modo sincero: un blog che non informa, non aggiorna e non pubblica con cadenza quotidiana, o quasi quotidiana, è un blog poco utile... almeno io penso questo nei confronti dei blog che leggo con maggior assiduità! (esclusi quelli scritti dai fuoriclasse: per loro non esiste un limite temporale).
Ed il problema è che, in questo momento, il blog che ho il piacere ed il privilegio di curare, non informa, non aggiorna e non pubblica...
Questo non certo per mancanza di voglia o di notizie, ma per mancanza di tempoimpegni lavorativi assunti ai primi di marzo mi hanno portato a trascurare la mia creatura, oppure nel pubblicare i post con un antipatico metodo a singhiozzo... 
Per correttezza nei confronti di tutti Voi che mi leggete non posso, ne voglio, continuare le pubblicazioni con la spiacevole alternanza che ha caratterizzato quest'ultimo periodo, preferisco rimandare a data certa la ripresa delle pubblicazioni dei post, che devono (per l'appunto) avere cadenza quotidiana o quasi!
Tale momento lo posso individuare solo con la fine di questo mese, pertanto vi do appuntamento (se ne avrete piacere) a mercoledì 1° giugno, sino ad allora il blog rimarrà silenzioso.  
 
Alessandro
Di Circolo dei Saggi Bevitori - Pubblicato in : Informazioni - Community : Il mondo del vino
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DISCLAIMER

Questo blog non è, ne vuole essere, una testata giornalistica: viene aggiornato mantenendo una periodicità quasi quotidiana, a pura discrezione di chi lo scrive, pertanto non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2010.

Le immagini e le fotografie a corredo dei post sono state eseguite da chi le pubblica, oppure raccolte in rete.
L'eventuale pubblicazione di immagini coperte da copyright è avvenuta senza intenzionalità. Esse verranno immediatamente rimosse a seguito di semplice richiesta.

PROFILO DEL BLOG

Questo blog nasce il 30 gennaio 2009 come strumento di comunicazione e di confronto tra i soci del Circolo dei Saggi Bevitori (vedi sotto).
La sua evoluzione lo ha portato sempre più ad abbandonare tale compito per divenire un punto di osservazione rivolto non tanto, o non solo, al vino, quanto al mondo ad esso collegato. 
Dal 1° gennaio 2012, pur rimanendo affettivamente ed idealmente collegato al Circolo, il blog vive di vita propria.

E DI CHI LO SCRIVE

Se è vero che dietro ad ogni bottiglia di vino c'è un uomo, decisamente io sono davanti a tale bottiglia: infatti non ho nessun interesse economico, diretto o indiretto, con il mondo produttivo del vino ne con la parte di commercializzazione o vendita, pertanto nessuna mia opinione può essere influenzata da tale aspetto. 
Sono nato nel giugno del 1967 ai piedi del Monte Grappa, e vivo il vino come elemento parallelo alla mia vita: per questo amo parlarne.

IL CIRCOLO DEI SAGGI BEVITORI

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Il Circolo dei Saggi Bevitori è un'associazione enoculturale no profit che si prefigge di promuovere ed educare all'arte del bere bene. I Saggi Bevitori sono persone che amano condividere questa gioia, ed il Circolo è aperto ad ogni persona che voglia approfondire le proprie conoscenze oppure trasmetterle.

Per maggiori informazioni visita il sito oppure scrivi a info@saggibevitori.it 

Sede operativa: C\O Asolo Golf Club 
La sede operativa è situata presso l'Asolo Golf Club, in Via Dei Borghi n°1 - 31034  Cavaso del Tomba (TV), la puoi individuare premendo premi qui, oppure tramite Google Maps premendo qui

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