SaggiBevitoriBlog
Nella bella serata di giovedì 5 marzo sull'ex Tocai, ora Friulano, abbiamo assaggiato:
PETRUCCO - COF FRIULANO 2007
VIGNAI DA DULINE - GRAVE ISONZO 2007
BORGO SAN DANIELE - FRIULANO 2007
GIGANTE - COF TOCAI FIULANO 2006
PICECH - COLLIO FRIULANO 2007
A voi che leggete ogni commento...
Mon 9 mar 2009
5 commenti
Caro Ale, sei stato molto deciso....
Al di là dei vini che guardando al blasone avrebbero dovuto essere molto più buoni...
trovo che....
Borgo San Daniele si è ben espresso, era equilibrato in bocca con una bella spinta e una acidità da far presagire un bel futuro...
Vignai Da Duline subito mi piaceva, grande allungo e salinità, poi si spegneva presto nel bicchiere....ho assaggiato altri vini di questi giovani e laboriosi produttori e questa performance mi lascia molto perplesso...gli altri vini loro assaggiati erano instancabili lavoratori nel bicchiere...
Gigante e picech li accomuno perchè siamo su maturità delle uve e gradi alcolici al limite della bevibilità e decisamente oltre i limiti delle mie corde.
Petrucco preferisco non commentarlo, un vino semplice per un uso semplice con un prezzo semplice.
Ciao a tutti Massimo.
Al di là dei vini che guardando al blasone avrebbero dovuto essere molto più buoni...
trovo che....
Borgo San Daniele si è ben espresso, era equilibrato in bocca con una bella spinta e una acidità da far presagire un bel futuro...
Vignai Da Duline subito mi piaceva, grande allungo e salinità, poi si spegneva presto nel bicchiere....ho assaggiato altri vini di questi giovani e laboriosi produttori e questa performance mi lascia molto perplesso...gli altri vini loro assaggiati erano instancabili lavoratori nel bicchiere...
Gigante e picech li accomuno perchè siamo su maturità delle uve e gradi alcolici al limite della bevibilità e decisamente oltre i limiti delle mie corde.
Petrucco preferisco non commentarlo, un vino semplice per un uso semplice con un prezzo semplice.
Ciao a tutti Massimo.
Massimo Arsie - il 10/03/2009 alle 09h24
Vi offro il mio punto di vista che tiene conto non solo del valore dei vini ma anche della loro zona di produzione: Petrucco assieme a Gigante proviene dai COF, ma sono due modi diversi di porsi nei confronti del vitigno: il primo ha un approccio decisamente consueto per la maggioranza dei produttori , cioè un vino semplice, corretto nella sua impostazione ma poco coinvolgente nell’aspetto emozionale, ma attenzione: la maggioranza dei Tocai segue questa linea! Gigante invece è in linea con il suo nome, un super vino, un caterpillar, muscolare ed alcolico,
di grande carattere anche se poco fine, ma che non lascia indifferenti, anche se può piacere poco! Resta comunque un vino di selezione .
La perplessità vera resta effettivamente il vino dei Vignai da Duline un prodotto di un paio di migliaia di bottiglie piuttosto diluito nel sapore, a richiamare effettivamente le Grave friulane, doc produttiva per eccellenza!
Vino di finezza e personalità quello di Borgo San Daniele, che appartiene invece ad una DOC di pianura ben diversa dalle Grave ed il risultato si è visto facilmente nel bicchiere, oltre che ad essere il più elegante della intera batteria dei Tocai.
Picech rimane a mio avviso un vino sperimentale, in fase di delineamento dell’identità: è vero che fa ricorso a macerazione su bucce e uso del legno , ma rimane un risultato interessante perché l’ossidazione è sotto controllo ed ha sbavature molto più controllate rispetto ad altri che seguono questo percorso: io l’ho risentito a distanza di un paio di giorni e vi assicuro che lo sviluppo nel bicchiere è molto interessante; ovviamente non ha tutti può piacere un risultato del genere.
Ultima considerazione sull’alcolicità: non la trovo un fatto discriminante perché siamo in Friuli e storicamente questa regione vini fornisce vini particolarmente dotati in fatto di alcol. Mediamente però avevamo vini sui 13.5 quindi in linea con quanto detto a parte quei 15.2 di Gigante frutto anche di una grandissima annata per molti vini friulani (e non solo). La differenza a mio avviso è il peso della struttura dei 2007 , meno significativa di altre annate e che quindi mette in rilievo la componente alcolica dei vini.
Mandi
di grande carattere anche se poco fine, ma che non lascia indifferenti, anche se può piacere poco! Resta comunque un vino di selezione .
La perplessità vera resta effettivamente il vino dei Vignai da Duline un prodotto di un paio di migliaia di bottiglie piuttosto diluito nel sapore, a richiamare effettivamente le Grave friulane, doc produttiva per eccellenza!
Vino di finezza e personalità quello di Borgo San Daniele, che appartiene invece ad una DOC di pianura ben diversa dalle Grave ed il risultato si è visto facilmente nel bicchiere, oltre che ad essere il più elegante della intera batteria dei Tocai.
Picech rimane a mio avviso un vino sperimentale, in fase di delineamento dell’identità: è vero che fa ricorso a macerazione su bucce e uso del legno , ma rimane un risultato interessante perché l’ossidazione è sotto controllo ed ha sbavature molto più controllate rispetto ad altri che seguono questo percorso: io l’ho risentito a distanza di un paio di giorni e vi assicuro che lo sviluppo nel bicchiere è molto interessante; ovviamente non ha tutti può piacere un risultato del genere.
Ultima considerazione sull’alcolicità: non la trovo un fatto discriminante perché siamo in Friuli e storicamente questa regione vini fornisce vini particolarmente dotati in fatto di alcol. Mediamente però avevamo vini sui 13.5 quindi in linea con quanto detto a parte quei 15.2 di Gigante frutto anche di una grandissima annata per molti vini friulani (e non solo). La differenza a mio avviso è il peso della struttura dei 2007 , meno significativa di altre annate e che quindi mette in rilievo la componente alcolica dei vini.
Mandi
michele - il 11/03/2009 alle 09h43
Grazie Michele, bellissima analisi (e grazie anche a Massimo che ha offerto una visione parimenti interessante). Ed è proprio rifacendomi a quanto scrive Massimo che ti chiedo: non ti sembra che Picech esondi verso la ricerca di gusti che non appartengono, o appartengono ben poco, al Friulano? Questa è la mia impressione maggiore.
Perché io non concordo con quanto ha sostenuto Gigante: un vino monovarietale non deve snaturare le linee guida del vitigno da cui proviene...
Il suo vino lo hai risentito a distanza di giorni... aprendo una nuova bottiglia oppure era la bottiglia ad essere aperta da giorni?
Grazie.
Perché io non concordo con quanto ha sostenuto Gigante: un vino monovarietale non deve snaturare le linee guida del vitigno da cui proviene...
Il suo vino lo hai risentito a distanza di giorni... aprendo una nuova bottiglia oppure era la bottiglia ad essere aperta da giorni?
Grazie.
Alessandro - il 11/03/2009 alle 11h11
Bella analisi Michele...come sempre esplori punti a cui da solo non avrei pensato....
anche a me vignai lascia perplesso...proverò a sentire i produttori per avere lumi...
per quanto riguarda borgo san daniele piccola e bella realtà, devo dire che sono stato da loro alcuni anni fà e i loro vigneti non sono proprio in pianura ma quasi collina...grande cura in vigna...grande cura in cantina...vignaioli giovani che hanno ancora molte potenzialità....
mi chiamano a dopo....ciao a tutti,....
anche a me vignai lascia perplesso...proverò a sentire i produttori per avere lumi...
per quanto riguarda borgo san daniele piccola e bella realtà, devo dire che sono stato da loro alcuni anni fà e i loro vigneti non sono proprio in pianura ma quasi collina...grande cura in vigna...grande cura in cantina...vignaioli giovani che hanno ancora molte potenzialità....
mi chiamano a dopo....ciao a tutti,....
Massimo Arsie - il 11/03/2009 alle 15h42
Serata piacevole e divertente: bella esposizione di Michele, bel contributo e begli interventi da parte di pubblico ed ospiti. Unico neo? Forse il vino…
Ho trovati infatti vini un pò pesanti, alcolici, privi di bevibilità ma soprattutto di identità, quasi alla ricerca di una collocazione che al momento non hanno.
A mio parere ciò è frutto del modus operandi di molti produttori Friulani i quali, anziché cercare d’imporre il proprio prodotto, preferisco “adeguarlo” alle richieste del mercato…
Negli anni '80 venivano richiesti vini bianco carta ed il più neutri possibili? Li trovavi in Friuli.
Negli anni '90 il mercato chiedeva vini con aroma/frutto esagerato? Li trovavi in Friuli.
Adesso i vini bianchi devono essere possenti, un pò rustici, magari con quelle note leggermente ossidate che fanno tanto naturale?
Anche qui il mercato chiede ed il Friuli risponde.
Cosa che non possiamo rimproverare al sempre coerente Tockaji Ungherese !