SaggiBevitoriBlog
Paolo Massobrio, quarantotto anni, milanese di origini monferrine, coniugato e padre di tre figli, si occupa da oltre vent'anni come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Collabora ai quotidiani La Stampa, Il Tempo, Avvenire, al settimanale Vita, al mensile Terre del Vino e al sito www.clubpapillon.it. di cui è direttore responsabile assieme a La Circolare
In passato ha scritto per Il Giornale, Il Giorno, Il Sabato, Epoca, L'Espresso (ereditando la nota rubrica di vini di Luigi Veronelli). E' stato per 5 edizioni il vice curatore de la Guida ai
Ristoranti d'Italia dell'Espresso.
Ha partecipato per 2 edizioni alla trasmissione Melaverde, ha collaborato con la trasmissione "Linea Verde al Mercato" a "Gusto" del TG5, e dal 2005 a Linea Verde. È autore de Il Golosario, la guida alle cose buone d'Italia, e della GuidaCriticaGolosa a Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria e Costa Azzurra assieme a tante altre cose.
1- Quando nasce la sua passione per il vino?
In famiglia, tutti i miei nonni facevano il vino, mio padre in pensione si è messo a fare il vino.
La mia passione ufficiale nasce con una tesi di laurea sul mercato del vino in Italia per cui diventai sommelier seguendo i corsi AIS e poi con le prime collaborazioni a giornali nazionali.
2 - Inizialmente grazie a quali mezzi e metodi l'ha coltivato ed approfondita?
Il corso di sommelier è stato fondamentale, poi gli assaggi di gruppo ragionando sugli acquisti in modo da conoscere l'enologia italiana.
Da giornalista ho poi avuto modo di approfondire il tutto con degustazioni in cantina oppure assaggi comparati di più campioni di vino.
3 - Tre aggettivi per definire o descrivere la sua cantina.
Inesplorata, ampia ma fonte di angoscia e di nostalgia.
Vorrei dedicarle il mio tempo migliore, ma il mestiere mi tiene lontano.
4 - Un vino impresso nella sua memoria...
Sono tantissimi.
Ma si, certo, il Picolit che produceva il parroco di un piccolo paese del Friuli. Così vero quel tipo di vino non l'ho mai più bevuto, altro che ni pallidi Picolit d'oggi.
5 - Esiste un vino che non ha ancora assaggiato in modo esaustivo e completo?
Ce ne sono tantissimi, ma soprattutto in Francia.
Terra che desidero esplorare di più!
6 - A che punto crede sia arrivata l'Italia a livello enologico?
Ad un punto cruciale, dove ha dimostrato di avere talento!
Ma rischia di seguire le sue eterne pulsioni provinciali per cui deve sempre fare il vino per gli altri, (oggi gli americani , domani i tedeschi...) come se non potesse credere che il mercato italiano (come è per la cucina) ha un identità capace anche di educare i gusti internazionali.
7 - Che tipo di "Bevitore" ritiene di essere? i descriva con tre aggettivi.
Curioso, passionale, partigiano.
8 - Qual è il suo vino preferito?
La Barbera.
9 - Un nome su tutti. Un produttore che stima e perché.
Roberto Anselmi di Monteforte d'Alpone, perché i suoi vini sono esempio di pulizia, sostanza e rinascita...
10 - Un pensiero per il Circolo dei Saggi Bevitori.
Mi piace il termine Saggio, che si addice solo ad una bevanda, il vino!
E poi vi vorrei conoscere.
Chissà che non nasca qualcosa di buono con il mio Club del Papilon che sta prendendo piede anche in Veneto.
Intervista rilascia a Lorella Zago .