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E’ l’ultima idea (balzana) di Grennpeace: ingaggiare l’artista americano (artista è termine forte) Spencer Tunic, fotografo divenuto celebre per aver immortalato centinaia e centinaia di persone in costume adamitico sui ponti di New York anziché nei parchi di Parigi o nelle spiagge delle Maldive, perché realizzi delle foto “nature” nei vigneti di Borgogna! (da noi tutti amati per le uve che vi si coltivano). Spencer Tunick, allestirà una ripresa fotografica senza veli per mobilitare, a suo dire, l’opinione pubblica sulla gravità dei cambiamenti climatici.
L’evento, cui si può partecipare solo nudi, si svolgerà il 3 e 4 ottobre in una casa vinicola nel sud della Borgogna, dove gli impatti del riscaldamento globale stanno mettendo in pericolo (?) la produzione dei prestigiosi vini francesi.
“Per i viticoltori francesi l’impatto sulla produttività dovuto a siccità, ondate di calore e temporali sempre più intensi è già una realtà.- racconta Anaiz Parfait, responsabile della campagna clima di Greenpeace Francia. - L’aumento delle temperature ha già provocato un aumento di zucchero e della gradazione alcolica che possono modificare la complessità aromatica dei vini francesi”.
Premesso che ci possono essere (anzi ci sono!) centinaia di altri sistemi per comunicare i cambiamenti climatici, al posto di avallare queste performence di puro esibizionismo, io mi pongo una domanda: ma tutte le persone che vorranno andare in Borgogna per partecipare allo scatto fotografico come si recheranno a tale appuntamento? A piedi ed i bicicletta oppure in macchina, treno o aereo? Perché nel secondo caso, visti i carburanti fossili che impiegheranno per il loro spostamento, saranno direttamente responsabili dell’inquinamento atmosferico ben più del sottoscritto che il 3 e 4 ottobre si limiterà a scendere in cantina e stappare una bottiglia di ottimo Borgogna pensando che certe iniziative portano lustro solo all’artista coinvolto, non certo alla causa.
Nudi nel vigneto… ma andate a vendemmiare!
AC