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Se trascorri tanto tempo in macchina, per motivi di lavoro, ti può succedere con frequenza: ti accorgi di avere urgente bisogno di qualcosa ma ne sei sprovvisto; una penna, un block notes, dell’acqua… Il gesto diviene automatico e familiare: individui il primo negozio lungo la strada, inserisci la freccia, scali le marce, ti fermi ed entri.

Più o meno questo mi è successo in un tardo pomeriggio dei mesi scorsi: ero a Friola, una frazione di Pozzoleone (VI) paese a pochi chilometri da Bassano.

Entro nel supermercato che lindo ordinato e ben illuminato t’invitava a curiosare con calma tra gli scaffali, ma purtroppo non era il mio caso vista la fretta dettata da motivi di lavoro! Però, però… la forza dell’abitudine, o forse la passione smodata, può vincere anche l’esigenza temporale, ed un minuto per dare un’occhiata allo scaffale dei vini lo si trova sempre.

“Figurati”, penso tra me e me, “in un supermercato di un paesino di mille abitanti, cosa mai posso sperare di trovare?” Eppure gli occhi catturano etichette familiari: Riesling di Clemens Bush, l’inconfondibile etichetta di Henri Milan, il Muscadet Sur Lie di Domaine de l’Ecu e tanti altri produttori, più o meno noti al grande pubblico ma super noti agli appassionati!

Champagne esclusivi ed una batteria di Franciacorta, inusuali se non più all’interno di qualsiasi punto che aderisca alla grande distribuzione, completa l’opera.… Non era un angolo del vino come spesso si trova, era l’angolo di vino, sicura selezione ed opera di uno persona la cui passione travalica il normale senso commerciale.

Penso che un bravo al gestore andrebbe proprio detto, poi ci rifletto: lui di sicuro è molto appassionato e bravo, ma più che essere lui una mosca bianca sono io una mosca nera: non è l’abito che fa il monaco, ed io ero troppo prevenuto per ricordarmi tale massima.

Mi servirà di lezione.

 

AC

Wed 23 sep 2009 Nessun commento