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In Italia, con il termine Solfa intendiamo quanto segue: Sòlfa: voce composta dalle due note musicali SOL e FA. I caratteri e le note musicali stesse che si utilizzano per scandire il tempo “battere la sol-fa”, misurando il tempo battendo con la mano il tempo della musica. Per questo motivo, in modo figurativo, si intende una cosa ripetuta sino alla noia. (dizionario etimologico Zanichelli)

In dialetto Veneto invece, la Solfa, è lo zolfo! Solfa: [var. SOLFRE, SOLFARE] m.reg. zolfo; solfarar vb.reg. mettere lo zolfo nel vino, dare lo zolfo nel vigneto (dizionario generale della lingua Veneta di Michele Brunelli)    

Per la parentela stretta tra lo zolfo e l’anidride solforosa (biossido di zolfo - SO2) si è estesa il termine solfitar dall’atto di irrorare di zolfo le viti al fatto di aggiungere solforosa al vino. Mi sembra che, visto l’incredibile parlare che si fa sul tema “solforosa si” oppure “solforosa no” nel vino, la solfa (intesa come noia) sia oramai al limite!

Non voglio certo entrare nel discorso prettamente: ho una mia idea e non la cambio, non voglio neanche farla cambiare a chi la pensa diversamente da me (però voglio ricordare una frase del grandissimo Didier Dagueneau, produttore biologico, biodinamico, rispettoso del suolo e della natura come pochi altri che, alla domanda si può fare il vino senza solforosa, risposse cosi:  “Là anche ci ho creduto tantissimo ma purtroppo ho dovuto ricredermi. Oggi a Pouilly il vino senza zolfo non funziona!! I vini invecchiano male e tengono solo qualche anno in bottiglia. Non sono cattivi ma sono utilizzati e bevuti prima del tempo. Pertanto quando mi sono lanciato ero convinto di avere trovato un processo rivoluzionario. Con il tempo, sono apparso un po’ pretenzioso soprattutto pensando che uno dei più grandi progressi dell’enologia è per l’appunto l’utilizzo dello zolfo per proteggere i vini.”)   dico solo che è ora di finirla con l’assioma nessuna solforosa = valore aggiunto!

Basta, ognuno è libero di fare ciò che crede con il proprio vino (tanto più che deve venderselo), ma non fate come quel produttore che sta propinando ad ogni giornalista, curioso o appassionato che lo intervista, interroga o domanda la risposta dei valori zero a livello di solforosa dei propri vini!

Se secondo lui i suoi vini sono più buoni di quelli dei suoi colleghi lo dica e ne saremo lieti, ma il fatto ch e lui non utilizzi solforosa è un particolare tecnico (al pari della pressa usata) che non da nessun un valore aggiunto!

Che solfa….

AC

Tue 29 sep 2009 2 commenti
ma siete veneti voi??
ad ogni modo, è vero che può essere una solfa, sicuramente una discussione inutile... un poca credo sia indispensabile.....
molti fra i grandi della biodinamica, più o meno stretta, continuano a usarla....
io no!! eheh, per il vino che ci facciamo in casa, non l'abbiamo mai usato lo zolfo, se non per i residui dalle solfitazioni della vigna...
grazie
Andrea Alvise Volpin - il 29/09/2009 alle 19h43
Buon pomeriggio Andrea,
si, il Circolo ha sede in Veneto (Asolo per la precisione) come è veneto chi le risponde e segue il blog.
Come lei ha ben capito io non mi schieravo a favore oppure contro la SO2 nel vino, mi stupivo solo di chi vuole far passare il suo non utilizzo come valore aggiunto!
Ed è vero che alcuni grandissimi della biodinamica non solo non la rifuggono, ma anzi ne indicano l'utilizzo come indispensabile visto che, l'uva prima ed il mosto poi, non hanno conosciuto enzimi, lieviti selezionati, ecc. ecc.
Grazie del commento. 
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Asolani!
chi vi parla invece è padovano...
si, in effetti è vero come a volte si faccia confusione inutile: dibattendo o facendo filtrare il messaggio che i senza solforosa siano migliori a priori...
Andrea Alvise Volpin - il 30/09/2009 alle 18h49