SaggiBevitoriBlog

Ammetto di aver attraversato, ieri, un momento di crisi, o meglio un momento di profonda riflessione...
Riflessione scaturita dopo aver letto il commento giunto all'articolo  Anche nel vino ci impongono il silenzio? "
Per chi non avesse voglia di leggerlo direttamente, o per i tanti che ci seguono tramite facebook (e quindi non possono leggere i commenti) lo riporto qui:
"Ho letto soltanto ora, velocemente, quanto scritto da Ziliani nel suo blog.
Non lo seguo particolarmente, lui come tanti altri che parlano, scrivono e criticano il vino. Non lo faccio perché io, come credo anche molti altri produttori, siamo ormai stanchi di ricevere critiche, giudizi, sul nostro lavoro e sui nostri prodotti. E’ bello parlare di vino, a volte anche criticare, confrontarsi quando si è insieme, ma a tutto credo che ci sia un limite. Secondo me, intraprendere una via legale per quanto scritto da Ziliani fa sorridere ed è assurdo, però è anche giusto mettere un freno a questa eccessiva libertà di giudicare così apertamente, in un sistema di comunicazione come lo è internet o le varie riviste, giornali o guide. E’ anche vero che quando parlano bene siamo felici e quando parlano male ci arrabbiamo, penso sia normale questo, ma avrebbe dato molto fastidio anche a me leggere una tale considerazione rivolta alla mia azienda. C’è poi chi si può permettere di rivolgersi ad un legale perché ha la possibilità di dar da vivere a quella categoria, altri avrebbero invece risposto personalmente alle sue affermazioni. Torno però sul dire che dà ormai fastidio leggere continue accuse che anche tanti giornalisti si fanno, magari indirettamente, una delle ultime lette, tra Cernilli e Ziliani, o assistendo alla premiazione a Roma dei tre bicchieri domenica, ascoltare Cernilli che con ironica educazione rispose alle accuse ricevute da chi curò la Guida dell’Espresso.
Tutto questo fa schifo e poi chi se ne frega!!!
Non prendo le difese dei giornalisti come non condivido il rivolgersi ad un legale, ma non posso che schierarmi dalla parte dei produttori. Siamo arrivati ad un certo punto dove nel vino il silenzio non ucciderebbe, ma ne sarebbe invece la sua salvezza.mmetto di essere per un attimo immerso nei pensieri"


Si può dare torto a questa produttrice?
Forse in piccola, piccolissima parte, però c'è anche tanto di vero in quanto scritto, e forse un pò di silenzio non guasta... il silenzio che mi aveva colto ieri.
Ecco il perchè.

AC
Fri 23 oct 2009 2 commenti
Dico semplicemente che se i produttori si sentono stanchi di essere criticati possono sempre evitare di presentare i campioni alle guide o alle riviste. Per l'esperienza che ho avuto io in guida il giudizio finale è una somma di giudizi di più degustatori. Fossi il produttore farei un po' di analisi di coscienza.
Sono solidale con Ziliani in questa spiacevole avventura.
ciao Ale!
G.
Gianpaolo Giacobbo - il 23/10/2009 alle 16h08
Quando la critica avviene in guida, perché noi produttori diamo i campioni, dobbiamo certamente accettare ogni giudizio, positivo o negativo che sia. A volte capita d’essere citati senza aver dato un campione in degustazione, lo dico per fatto accaduto più volte a noi. E questo può dare anche molto fastidio, aldilà poi di quanto viene scritto.
Il mio sfogo era legato al troppo parlare e alla troppa libertà di giudizio e di critica, spesso quasi esclusivamente negativa e polemica che avviene intorno al vino e alle aziende, su blog e riviste.
Il confronto è importante per non dire fondamentale, ma non deve mancare di rispetto al produttore.
Il vino è fantastico anche perché fa dialogare, a volte arrabbiare, è stimolante, ma continuiamo a parlare di vino!
Basta leggere il solo titolo di quanto scritto oggi da Ziliani, per capirne il tono del contenuto e la motivazione.
Sembra ormai di assistere alla banalità di tanti talk-show, di cui la televisione oggi è piena, nei quali se non ti insulti, arrabbi, e giudichi, nessuno li segue.
Questo è tanto triste secondo me!!!
Alberta - il 23/10/2009 alle 18h34