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E' lunedì, giorno di mercato a Valdobbiadene...
Tra le tante persone che affolleranno la piazza la frase sarà ricorrente (come sempre è, in questi casi): "hai saputo la triste notizia?" e sarà frase detta con sincero dispiacere, dando peso
reale alla parola “triste”.
La triste notizia è la scomparsa di Cristian Ruggeri, figlio di Renato: uno dei due fratelli artefici dell'azienda vitivinicola Le Colture, nota e quotata in tutta Italia ed all’estero.
Cristian aveva 28 anni, e basterebbe questo per farne una tragedia, ma se aggiungiamo che la sua prematura scomparsa è dovuta ad una malattia, e non a gesti insensati o scapestrati tipici dei ragazzi di quell’età, il dolore aumenta.
Preferisco lasciare spazio alle parole di una sua collega, amica, e vicina d’azienda, parole che ben rappresentano lo stato d’animo dei tanti colleghi di Cristian, perché dove c’è amore per la terra non esistono concorrenti ma solo colleghi di lavoro, dove c’è amore per la terra non esistono conoscenti, ma solo amici…
Ciao Cristian…
Forse pochi conoscevano Cristian Ruggeri, perché lui amava la terra e la cantina, e li preferiva trascorrere il suo tempo. Così viveva Le Colture.
Quando pensiamo a questa bella azienda di Valdobbiadene, il pensiero va subito al suo papà Renato e a Cesare, lo zio. Ma c'era anche Lui indispensabile nel suo ruolo. Un ruolo che la severità della malattie gli ha impedito di continuare a coprire.
Purtroppo ieri ci ha detto ciao. Un ciao che speravo di non sentire mai.
Quando la realtà pare diventi così crudele non possiamo che provare rabbia e immenso dolore oltre che chiederci perché! Perché a soli 28 anni dobbiamo dire addio alla vita, a questa
vita così fantastica? Esiste una risposta?
Nel ricordo del tuo sorriso un po' timido ma profondo, la battuta inaspettata che ci sapevi regalare, l'educazione e il rispetto che sempre ti hanno distinto, la disponibilità che mai negavi...in queste tue grandi doti e qualità trovo risposta.
Un posto più importante ti sei meritato. E spero che da lassù tu possa dare la forza, alla tua famiglia e a tutte le persone alle quali tanto mancherai, di sorridere. Quel sorriso che mai ti abbandonò, nemmeno nei momenti più difficili.
Abbiamo trascorso assieme, con tutti i nostri amici, gli anni più spensierati della vita, nei quali niente ci poteva separare.
Il lavoro, se pur condividendo lo stesso mondo, i tempi che cambiano, le prospettive di ognuno, l’immaturità, mi hanno portata ad allontanarmi da te.
Spero tu possa perdonare la mia incapacità d’esserti stata vicina in questi ultimi anni di dolore e grande sofferenza che hai dovuto attraversare.
Non sono riuscita a salutarti prima che intraprendessi il lungo viaggio, forse perché pensavo e speravo che mai sarebbe arrivato il giorno di questa tua partenza.
Ciao Cristian.