SaggiBevitoriBlog
Nella serata di venerdì 23 ottobre Gianpaolo Giacobbo è intervenuto, come co-relatore, al dibattito svoltosi a seguito della presentazione del libro "Vino e Bufale".
Quello che segue è il suo, condivisibile, punto di vista.
Incontri senza censura - libreria La Bassanese
Non è stato facile!
La platea di “incontri senza censura” alla libreria La Bassanese di Bassano del Grappa contava 160 persone ed il delicato tema trattato richiedeva tatto e fermezza.
“Vino e Bufale - Tutto quello che vi hanno dato da bere a proposito delle bevande alcoliche” un libro di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada.
Una visione del mondo del vino vissuta da chi, quotidianamente, vive la negatività a cui un prodotto come il vino può portare: una su tutte l’alcolismo.
Nell’ascoltare le esperienze portate da Baraldi e Sbarbada c’è da preoccuparsi davvero: l’alcol è una molecola tossica causa di molti mali inutile nasconderlo, tuttavia esiste un buon senso da adottare. Definirei tale molecola come un inquilino scomodo ma, ahimè, indispensabile nel vino.
Non trovo corretta la demonizzazione del liquido odoroso così come viene esposta dagli autori soprattutto quando viene visto come la causa dei fatti di cronaca più sconcertanti, dalle stragi del sabato sera alle violenze sessuali.
Il problema a mio avviso è più di natura sociale che strettamente legato alla bevanda alcolica in se.
L’alcol è il mezzo per togliere quelli schemi inibitori che poi conducono a gesti estremi come l’eccesso di velocità o altre brutalità che sono celate nell’intimo di una persona e riaffiorano per effetto di esso.
Il problema è che le stesse persone che compiono quegli orrendi gesti, hanno bisogno di aiuto indipendentemente dall’alcol.
Tali fatti di cronaca esisterebbero lo stesso perché causati da altre sostanze.
Esiste un’educazione al bere che passa attraverso una comunicazione onesta e tesa a sviluppare la vera cultura del vino laddove vino significa uomo, vitigno e territorio. Non sono d’accordo gli autori che invece sostengono che non deve esistere l’alcol o il vino in quanto, dicono, zero alcol uguale zero rischi. Troppo facile!
Non possiamo dimenticare lo stretto legame che esiste tra la nostra cultura e il vino. Il proibizionismo non ha mai condotto a nulla e soprattutto non risolve i problemi. E’ una mentalità che deve cambiare e che già sta cambiando dal momento che i consumi di vino si sono ridotti notevolmente negli ultimi anni anche grazie ad un bere più consapevole. Al di la delle convinzioni di ciascuno è necessario che il mondo del vino come quello della lotta all’alcolismo comincino nel comunicare tra di loro invece di farsi delle lotte sterili che non portano a nulla. La lotta all’abuso dell’alcol va fatta con una battaglia comune che passa anche attraverso la conoscenza. Un passo avanti si è già fatto alla serata condotta da Marco Bernardi a Bassano del Grappa, io visiterò il club di alcolisti in trattamento mentre Enrico ed Alessandro visiteranno con me una cantina di un produttore di vino che tutto è tranne che un “pusher”.
Gianpaolo Giacobbo
Dovremo cercare l'aurea mediocritas fra la criminalizzazione di tutti gli alcolici, vino compreso, e la santificazione di questo.
Indubbi sono i suoi legami con la nostra società e cultura, quindi è naturale gli si abbia un occhio di riguardo.
Una soluzione? Insegnare, trasmettere la cultura enoica, che insegna a bere poco, oltre che bene.
bel post!
Far parlare il mondo del vino con quello della prevenzione delle sofferenze vinocorrelate è certamente una scommessa stimolante, che a mio parere va giocata.
Solo per una precisazione per i tanti che non erano a questo incontro, io e Baraldi non abbiamo mai parlato né di alcolismo, né di abuso, se non per dire come dal nostro punto di vista questi termini siano molto discutibili. Abbiamo anche spiegato come la nostra posizione stia all’opposto del probizionismo: una informazione corretta rende le nostre scelte consapevoli, e quindi più libere.
Alessandro Sbarbada
non avevo dubbi che Giampaolo sarebbe riuscito a dire la sua opinione e farla valere senza indispettire nessuno.
Mi ha fatto molto piacere leggere che anche le " controparti" si sono leggermente " avvicinate " al mondo del vino, che è un mondo bellissimo.
Bravo Giampy.
Tema non sicuramente facile ma che pone dei punti interrogativi a tutti, "bevitori" e non.
Gli estremi però non sono mai la verità assoluta.
Se l'alcool è equiparabile ad una droga pesante, cosa dovremmo dire dell'inquinamento e delle polveri sottili?
Dovremmo barricarci in casa o vivere sotto una cupola di vetro?
Rimanendo sui "liquidi", possiamo bere tranquillamente bibite effervescenti od energetiche senza che il nostro fegato si ribelli?
I quesiti sono molti, i punti di disaccordo con i relatori della serata pure ma nulla toglie che il vino contenga alcol e quindi sia potenzialmente pericoloso.
Da questo a dire "beviamo solo acqua" mi sembra un pò esagerato.