SaggiBevitoriBlog

Oggi per me è stata una giornata di quelle da ricordare: all'ora di pranzo mi telefona un caro amico con cui collaboro da anni, mi chiede se ho un ora libera per pranzare assieme, ovvio che la mia risposta non poteva che essere positiva.
Ci incontriamo venti minuti più tardi, assieme a lui vi era una persona assai nota, di cui posso tranquillamente dire che nel mondo vino è uno che conta molto, proprio tanto.
Non faccio ne nomi ne cognomi, non dico se agronomo o enologo, giornalista o produttore, posso solo ribadire quanto scritto prima scritto: uno che nel mondo del vino conta molto, proprio tanto.
"Ciao Alessandro, conosci...? Avevo piacere di presentartelo e di pranzare assieme a te", queste le parole del mio amico. Il pranzo è durato poco, troppo poco: poco più di un’ora visto che i miei ospiti erano di fretta, un’ora in cui ho assorbito quanto potevo, dove mi sono chiesto “ma perché se tanti wine writers sanno le cose che “tizio” mi sta raccontando le nascondono?” Un ora dove mi sono reso conto che i “padroni del vapore” sono e rimangono i padroni del vapore, dove ho capito che il dio denaro ha potenza superiore alla capacità di produrre un vino eccelso se questo lo produce un signor nessuno, dove non vi è limite alla ingordigia di talune persone che normalmente vengono ammirate e riverite senza immaginare le bassezze (commerciali sia chiaro) di cui sono capaci.

“Riflettici Alessandro su quanto ti ho detto: per aprire gli occhi non è mai troppo tardi” ed è tutto il pomeriggio che vi rifletto: sto solo cercando il modo per raccontarlo a Voi tutti…

 

AC  

Mon 16 nov 2009 3 commenti
Conoscere spesso certe realtà fa rabbrividire, ti mette in crisi, in discussione, e se vivi con sentimento questo lavoro ti fa una tale rabbia da provare tormento e tristezza.
Io ho imparato ad esser cieca o ignorare alcuni fatti o modi di operare di aziende, enologi o chi di vino scrive, e cogliere soltanto ciò che di positivo in loro c’è e ce n’è sempre tanto.
Purtroppo se tutti noi potessimo dire o scrivere la verità dei fatti, accadrebbe un gran casino e forse in alcuni casi non avrebbe nemmeno un senso, perché comunque sia, questi sotto accusa, con la forza del loro denaro ci farebbero zittire, aimè!
Fortunatamente però in questo mondo del vino ci sono anche persone che hanno una visione ed un approccio più autentico al far vino ed essere agricoltore. Così come giornalisti o sommelier che amano il vino, a tal punto da essere superiori alle corruzioni o al denaro e producono, scrivono e comunicano per puro amore. Vivono di curiosità e passione, sono liberi nella loro espressione senza schieramenti.

Non sapendo quanto ti è accaduto ho espresso un pensiero, magari fuori luogo.
Alberta - il 16/11/2009 alle 19h17
Quando incontrai Gino Veronelli mi sentii all'esatto opposto.
In quel momento per me il vino era una "passione Trendy" per cui si bevevano certe etichette, certi produttori,molta Francia, molti nomi "visti su Vogue".
E lui era così diverso... lui mi parlava di produttori mai sentiti, mai letti, mai visti. E mi disse "Lorella svegliati, bevi ciò che ti piace, non quello che piace agli altri ".Un bevitore romantico e passionale, fuori dagli schemi che conoscevo. Tu Ale quel giorno eri mio compagno di viaggio e di tavola col caro Gino. Ci ho messo un po'...non è facile togliersi di dosso una griffe che dà sicurezza. Ora alcuni miei "amici" dicono che non capisco niente di vino perchè bevo solo etichette sconosciute, che cerco ovunque. Leggo volentieri le riviste patinate, mi diverto. Ma tutto finisce qui. Rimango "cieca" come dice Alberta. E di questo comunque devo ringraziare soprattutto i Saggi Bevitori, amici di viaggio senza vincoli e pregiudizi. Forse anche il mio aneddotto non calza perfettamente con quello che desideravi trasmetterci, però è una sana e doverosa riflessione che ogni vero appassionato di vino prima o poi deve fare. Grazie di avermi riportato al cuore e alla mente un bel ricordo.
Lorella - il 17/11/2009 alle 11h55
Salve,
avete mai pensato di aprire un museo dedicato al vino in un hotel?
Ecco l'idea di uno dei nostri lettori, intervistato per voi.
Leggete di più

http://mondohr.blogspot.com/2010/10/intervista-francesco-palmieri-sogno-un.html

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HR Services Net - il 13/10/2010 alle 16h01