SaggiBevitoriBlog

E persino difficile trovare un nome, oppure un unico termine, che renda corretta spiegazione alla manifestazione che ogni anno, in occasione di Sant’Andrea patrono di Colbertaldo di Vidor, la proloco di questa frazione di paese organizza: una mostra assaggio dei vini dell’anno, quindi appena prodotti, conferiti da tutti i viticoltori che vi risiedono. Senza distinzione tra aziende vinicole, aziende agricole, conferitori delle cantina sociale o semplici coltivatori per passione!

Emoziona, nella sua gioiosa semplicità, accedere a questa “mostra”: un grande, ed in verità un po’ disadorno, salone (che altro non è se non la stanza da pranzo del Gruppo Alpini Colbertaldo) un bancone/bar ad L ed una serie di 40 damigiane, identiche tra loro, ma ognuna contrassegnata dal nome del produttore del vino contenuto. Un geniale sistema di raccordo per spillare il vino da ogni damigiana (sotto gas inerte: e ché diamine, non si deve rischiare l’ossidazione!) ed il gioco è fatto: entri, acquisti il tagliandi assaggio, ti presenti al bancone e leggi tra i tanti nomi presenti quello del produttore di vino che vorresti assaggiare. Ti verrà servito un piccolo calice, ed allora come per magia ti potrai ritrovare in un mondo incredibile: vini perfetti ma ancora giovani, che solo un palato molto esperto può riscontrare come tale, vini semplici ma piacevoli, vini sgraziati ma onesti, vini appena accettabili e vini… nefandi (ma pochi: solo di quei 3-4 produttori che pensano di conoscere una pagina più del libro, e pertanto non vogliono cambiare una virgola, in vigna o in cantina, nell’intento di produrre più simil vino possibile). Compiuto un assaggio puoi ripeterlo, per più volte, inseguendo il vino migliore oppure quello che più assomiglia alla tua idea di Prosecco di zona…Volendo di può accompagnare l’assaggio con pane formaggio ed affettato, oppure nelle ore più prossime al pranzo o alla cena con un piatto tipico della zona: la mula! (che non è, rassicuro, quello che immaginate)

Unico vero neo di questa manifestazione l’essere presa un po’ troppo sotto gamba: sia da chi potrebbe (e dovrebbe) frequentarla sia da chi l’organizza…. Molte, troppe persone di zona non degnano di uno sguardo questa manifestazione, e spiace perché non è bello e vedere il bancone quasi vuoto e nessuno seduto ai tavoli. Eppure vi sarebbe da imparare, da cercare e da inseguire, per infine trovare il vino di zona (e Colbertaldo è zona di grande valore qualitativo nel mondo del Prosecco) nella sua prima vera essenza, quella più esente da pratiche di cantina o da magici ritocchi che ogni enologo di capacità deve saper dare ai propri vini. Invece molti preferiscono andare a mostre più d’immagine (quelle dove puoi “giudicare” un vino in base al nome del produttore: come si confà ai perfetti somari)  oppure ad altre sagre di paese dove le patatine precotte ed il complesso musicale d’infima qualità donano piaceri evidentemente superiori.

Da chi l’organizza perché vedere un programma manifestazione che si ripete anno dopo anno in modo perpetuo ed immutabile induce alla noia anche il più appassionato di vino o di cibi locali, e non è certo con il corollario di qualche partita di calcetto (che centra con la manifestazione come un calice di spumante brut centra con una fetta di torta alla panna) o con l’arrivo di “trattorando” che si può avvicinare una persona che non conosce questa iniziativa alla porta d’entrata.

Semplicità a Colbertaldo: speriamo ci sia anche il prossimo anno, troppo unica per perderla!

AC

Thu 26 nov 2009 Nessun commento