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E' fuori dubbio che l'espressione "Oste della mala ora" poi storpiato in "Oste della malora" ricordi i film
di cappa e spada, con indirizzo marinaro, tanto di moda negli anni '60-'70 che ancora oggi di tanto in tanto vengono trasmessi da emittenti minori a carattere regionale.
La scena era quasi sempre la stessa: la nave entrava in rada (magari nella celeberrima Isola della Tortuga) ed una volta a
terra l'equipaggio si riversava all'interno della taverna di turno, dove nella più generale confusione, tra donne di indubbia bellezza e dubbissima moralità, i boccali di ceramica ricolmi di
non si sa bene cosa venivano ingollati senza ritegno, seguiti appunto dalla frase Oste della malora, portacene ancora!
E nel lessico comune italiano Oste della malora è divenuto quasi un insulto.
Lo stesso insulto che mentalmente io ho diretto al gestore di un ristorante in cui mi trovavo a pranzo in un giorno delle festività
che stiamo vivendo: il motivo è presto detto, (ed è il solito di ogni Natale)...
Gli occupanti del tavolo adiacente al mio volevano concludere il pranzo con un dolce natalizio, una fetta di Panettone o di Pandoro, detto
e fatto dopo pochi minuti ecco comparire il gestore con un bel Panettone artigianale: splendido da vedere al taglio, con pasta di colore carico, correttamente riempito di uva passa e con la
glassa spessa e profumata. Anzi il profumo era tale e così gradevole da spingermi quasi nel chiedere anche per il mio tavolo identica chiusura.
Idea subito abbandonata nel veder comparire l'oste (a questo punto lo chiamo già così) con una bottiglia di spumante, assai nota, in
mano: "se mi permettete vi offro questa bottiglia" il viso simpatico dell'oste dimostrava genuinità, così come piacevole era l'espressione dei commensali nel ricevere tale
dono.
Peccato che, come prevedibile, tale espressione non si fosse protratta un
solo secondo in più dell'assaggio: l'oste aveva offerto loro una bottiglia di spumante brut (per altro uno spumante ben minerale e sapido) e l'abbinamento era
risultato sgradito a tutti.
Oste della malora, ho pensato tra me e me, hai rovinato la reputazione ad un ottimo vino, ai reso sgradevole quello che a vedere (ed annusare)
sembrava un ottimo Panettone ed hai pure fatto la figura di quello che offre un prodotto scadente quando per comperare un'ottima bottiglia di moscato d'Asti o dei colli Euganei avresti
speso la metà della bottiglia offerta...
Al momento del conto non ho potuto fare a meno di suggerire una rapida lettura a qualche testo di abbinamento spiegando l'errore compiuto, e con
sorpresa il gestore ha accolto il mio suggerimento con enorme piacere: "sa, io sono astemio e non mi imbatto in questi problemi...."
Mi ero sempre chiesto il perché della frase oste della malora (per altro è stato bellissimo leggere l'origine di tale locuzione, che purtroppo è troppo lunga da riassumere in poche righe) ma dovevo immaginare che, motivo originale a parte, al giorno d'oggi un oste astemio può solo essere un oste della malora....
AC
Mon 28 dec 2009
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