SaggiBevitoriBlog
Con una certa enfasi Il Sole 24Ore pubblica, attraverso un articolo dal titolo Per il mondo del vino è in arrivo la crisi dei prezzi” (link) quanto segue: “Il 2010 non si annuncia facile per mondo del vino: è quanto segnala un'analisi dell'esperto americano John Mariani, firma del gruppo Bloomberg (segnalata dal sito Winenews.it). Secondo Mariani i prezzi del vino sono destinati a scendere ancora a livello globale, sia per i pregiati Bordeaux e Borgogna che per i vini culto della California. Anche i produttori italiani, spagnoli e cileni, che pensavano di riuscire a spuntare gli stessi prezzi delle più antiche cantine francesi, dovranno fare i conti con la flessione dei prezzi. I consumatori americani, ad esempio, compreranno più vino sotto ai 10 dollari a bottiglia.”
E’ sempre piacevole apprendere che anche nel campo del vino (come in ogni campo dello scibile umano) arriva l’esperto americano per comunicare ciò che il resto del mondo già sapeva (peggio, viveva) da un po’ di tempo…. Arriva la crisi dei prezzi nel 2010? Ma il signor Mariani dov’è stato negli ultimi 18-24 mesi? E’ da più di un anno che i prezzi delle uve, in alcune zone, sono vendute sotto il valore del costo/coltivazione, ovvero coltivare, vendemmiare e vendere costa ha un costo maggiore di quello che si riesce a spuntare alla vendita.
Le uve ed i vini, special modo a buccia rossa, di alcune zone italiane sono (s)venduti a meno di 30 centesimi al litro, in altre zone d’Europa subiscono valutazione ancora minori ed il sig. Mariani ci informa che il 2010 sarà l’anno della crisi dei prezzi? E’ un po’ come dire, oggi ,che forse nel 2008-2009 ci sarà una crisi finanziaria ed economica mondiale. Ci informa tra l’altro che “Nel mondo saranno inaugurati meno ristoranti top, e nuovi locali più umili costruiranno carte dei vini con piccole e interessanti etichette da tutto il mondo, vendendoli a prezzi ragionevoli” (sic…). Infatti, come voi tutti saprete, trasportare, importare, sdoganare non ha costi… probabilmente i locali più umili avranno interessanti etichette da tutto il mondo recepite attraverso il tele-trasporto dell’astronave Enterprise per ovviare al costo ovvio dello spostamento della merce (Mariani, mai sentito parlare del chilometro zero come forma di contenimento dei costi?). Al signor Mariani si dovrebbe anche raccontare quale costo ha un macchinario per la chiusura del tappo vite (ed il prezzo di un fondello per rifare le chiusure in vetreria..) nonché spiegare quale trattamento subisce nel trasporto una bottiglia di vino acquistata via web (ed anche questo ha un costo, vero sig. Mariani?): io il mio champagne preferito (o il borgogna di turno) lo compero in enoteca, pagando loro il giusto ricarico piuttosto di sapere che la mia preziosa bottiglia viene sballottata su di un furgone espresso…
A conti fatti l’unica idea che mi sono fatto leggendo l’articolo è che se i viticoltori del mondo devono aspettare l’esperto americano (di turno) per risolvere i loro problemi hanno già il cartello, con scritto CHIUSO, in mano!
AC